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 Lente a contatto dimenticata nell'occhio per 28  anni ...

lo strano caso di una paziente inglese.
La donna ha scoperto tutto dopo una risonanza magnetica..  Una lente a contatto dimenticata per 28 anni nell'occhio sinistro. Quella pubblicata nei giorni scorsi da 'BMJ Case Reports' è la classica notizia che appare troppo strana per essere vera. Com’è possibile infatti che una persona non si accorga di avere una lente nell’occhio per così tanto tempo? Ma come si legge nell’articolo una spiegazione c’è. La paziente in questione, una donna inglese di 42 anni, ha scoperto tutto dopo una visita di controllo: da un po’ di tempo avvertiva un gonfiore persistente sulla palbebra. La lente, scoperta solo dopo una risonanza magnetica, era rimasta incapsulata nella palpebra per circq 28 anni. Dopo un primo momento di disorientamento, la mamma della donna si è ricordata - riporta la 'Cnn' - che quando la figlia aveva 14 anni, e portava le lenti a contatto, fu colpita all'occhio dalla palla mentre giocava a badminton. Ma la lente non fu mai trovata. Solo dopo quasi 30 anni la risposta: nessuno poteva pensare che la lente non era volata via nell'impatto. Secondo BMJ Case Report, si può dunque dedurre "che la lente è migrata nella palpebra dov'è rimasta asintomaticamente per 28 anni".


C'è un'università che ti paga per mangiare avocado ...

Gli avocado sono la vostra passione? Un’università è disposta a pagarvi per mangiarli tutti i giorni
Negli ultimi anni mangiare avocado è diventato molto di moda. Peccato siano molto costosi, ma se vi dicessimo che potreste ricevere uno stipendio per assaggiarli? L’avocado è stato più volte definito il “frutto dei millennials”. Ogni persona di massimo trent’anni che si rispetti non è nessuno se non apprezza il guacamole o se non mette la polpa di avocado nell’insalata. Il frutto viene messo anche dentro al sushi – altro cibo molto in voga tra i ragazzi – nei panini, nelle zuppe e nei dolci. Di avocado è pieno Instagram, Pinterest, Tumblr e Facebook: gli manca solo l’account ufficiale e poi abbiamo fatto l’en plein. Come mai c’è stato questo boom di questo alimento? Non si sa bene: sicuramente è molto buono, sicuramente fa bene, sicuramente però costa anche tantissimo. Tanto che un multimilionario ha addirittura detto che il motivo per cui i millennials non riescono a comprarsi una casa è per il loro smodato consumo di avocado. Nonostante l’avocado sia un frutto, è un alimento molto grasso. Alcuni scienziati però, pen
sano che il suo consumo possa far ridurre – non si sa come – la massa grassa. Quattro università americane hanno deciso quindi di selezionare un gruppo di persone inclini a mangiare avocado per vedere cosa accade al corpo umano quando questo frutto viene mangiato abitualmente. Il campione – che sarà di mille persone – può scegliere se mangiare un avocado al giorno per sei mesi o due avocado al mese per lo stesso periodo di tempo. La ricompensa è di trecento dollari e ventiquattro avocado. Speriamo che i ricercatori riescano a dimostrare che l’avocado ha proprietà dimagranti, altrimenti ai partecipanti toccherà spendere i trecento euro per pagare un nutrizionista e una palestra una volta finito l’esperimento. Qualche dubbio però viene, dato che la ricerca è stata finanziata da Hass Avocado Board, un “gruppo di promozione dell’agricoltura” il cui scopo è “promuovere il consumo di Hass Avocados negli Stati Uniti”. Insomma, se non potete stare senza il guacamole questo potrebbe essere il lavoro che fa per voi. Basta mettere in conto un aumento della morbidezza durante i mesi invernali ed è fatta.


Una strana alternativa alla lavastoviglie?

La società giapponese Thanko ha recentemente lanciato un dispositivo portatile alimentato a batteria che consente di lavare i piatti senza sporcarsi le mani. Sono in molti a non amare lavare i piatti, ma non tutti scelgono di usare una lavastoviglie. Per chi vuole una soluzione intermedia, è nata “Kurasa Wash”, un dispositivo decisamente insolito che fa tutto il lavoro di pulizia dei piatti. Basta prendere un piatto o una ciotola sporchi, afferrarlo con i due bracci a forma di granchio del dispositivo e poi premere un pulsante. Kurasa Wash aggiungerà il detersivo e inizierà a girare il piatto mentre lo strofina con spazzole e spugne. Tutto quello che serve fare è tenere il piatto sotto l’acqua corrente per il risciacquo e il gioco è fatto. Rispetto ad una normale lavastoviglie, Kurasa Wash ha il vantaggio di essere estremamente compatto e pesa solo 650 grammi. Thanko ha spiegato che Kurasa Wash è rivolto a persone che trovano faticoso lavare i piatti lavati ma non possono permettersi o semplicemente non hanno spazio nella loro cucina per una comune lavastoviglie. Grazie all’impugnatura ergonomica, può essere tenuto in mano per lunghi periodi senza causare dolori articolari, e secondo i produttori può lavare i piatti ininterrottamente fino a un’ora, con una batteria carica, mentre la ricarica richiede circa 2 ore. Kurasa Wash funziona con piatti fino a 220 mm di diametro e una profondità fino a 60 mm, quindi è adatto sia per piatti grandi che per piatti fondi. Si può anche usarlo per pulire le posate, semplicemente inserendole attraverso i vari pennelli e le spugne del dispositivo. La curiosa lavastoviglie portatile è stata lanciata il 31 luglio al prezzo di 8.800 yen (circa 70 euro).


In un dipinto del 1850 c'è una donna che usa uno smartphone ...

In un dipinto del 1850 che ha per protagonista una ragazza, sembra di scorgere fra le sue mani uno smartphone. Cosa c'è di vero? La forma e le dimensioni, ma anche il modo in cui lo tiene, fanno pensare che si tratti di un cellulare di ultima generazione. Come è possibile? 150 anni fa ovviamente gli smartphone non esistevano, allora perché ne vediamo uno in questo quadro? L’opera si intitola The Expected One ed è stata realizzata dal ritrattista Ferdinand George Waldmüller. Oggi il dipinto è custodito nel museo Neue Pinakothek di Monaco, dove è stato notato da moltissimi visitatori, che hanno evidenziato la somiglianza fra l’oggetto osservato dalla ragazza protagonista dell’opera e l’iPhone. A svelare il mistero ci ha pensato l’esperto d’arte Peter Russell, secondo cui quello che la giovane osserva con grande attenzione non è lo schermo di uno smartphone, bensì un libro di inni e preghiere. “Quello che mi colpisce di più è quanto un cambiamento nella tecnologia ci consenta di interpretare la pittura in modo differente – ha detto lo studioso -. Il grande cambiamento è che nel 1850 o nel 1860, ogni singolo spettatore avrebbe identificato l’oggetto che la ragazza sta guardando come un libro di preghiera. Oggi, nessuno vede questa somiglianza, ma interpreta il quadro come la scena di una ragazza adolescente assorbita nei social media sul suo smartphone”. Si tratterebbe dunque solamente di un’illusione, provocata dal contesto sociale in cui viviamo. La giovane non sta usando il suo iPhone per postare foto sui social o condividere i suoi pensieri, ma sta leggendo con attenzione delle preghiere. Non è la prima volta che accade un fatto del genere. Basti pensare che qualche tempo fa lo stesso CEO di Apple, Tim Cook, aveva dichiarato di aver visto un iPhone in un dipinto del 1670 opera del pittore olandese Pieter de Hooch.


Uomo denunciato per aver simulato la morte del gatto ...

Un uomo di Washington è stato denunciato per avere simulato la morte del proprio gatto. L’uomo infatti aveva dichiarato che l’animale era stato investito da un’auto nel 2009. Lo scopo era ricevere i soldi dell’assicurazione sulla vita dell’animale: 20.000 dollari. A scoprire la truffa un investigatore dell’assicurazione, che si è accorto che la fotografia inviata dall’uomo quando ha contratto l’assicurazione era in realtà una fotografia tratta da Wikipedia. Da qui il sospetto che l’uomo non solo non abbia perso il suo gatto in un incidente stradale, ma anche che non abbia mai avuto un gatto.


Il proverbio: " Bisogna cogliere al volo le occasioni perché di rado concedono una replica… !"

Weekend: prevale il sole, ma Domenica arriva la bora

Siamo ormai vicini all’inizio della stagione autunnale anche se viste le condizioni meteo degli ultimi giorni e le alte temperature, decisamente sopra la media del periodo, non si direbbe proprio. Una premessa importante e necessaria da fare riguarda la possibile formazione di un Ciclone Tropicale del Mediterraneo  Giovedì 20 e Venerdì 21 tra il basso Tirreno e il Canale di Sardegna. Si tratta di un fenomeno abbastanza raro per le nostre latitudini ma estremamente pericoloso. Infatti ci aspettiamo venti con raffiche superiori ai 120-130 km/h e piogge persistenti con alto rischio alluvionale specie in Sardegna.  Al momento questo pericoloso Ciclone dovrebbe esaurirsi nel giro massimo di 36 ore quindi proprio in concomitanza dell’inizio del weekend quando l’anticiclone di matrice mista tra Azzoriano e africano tornerà protagonista su buona parte dell’Italia. Nel dettaglio già da Sabato 22, a parte gli ultimi rovesci legati al ciclone sulla Calabria e qualche veloce temporale sul Friuli Venezia Giulia in possibile estensione serale anche al Veneto, torneremo ad avere una prevalenza di sole su buona parte dei settori con le temperature massime che potranno superare nuovamente i 30°CAL Centro Sud.  Anche per Domenica 23 al momento non ci sono segnali di svolta, sembra infatti confermata la presenza dell’Alta Pressione sulla nostra Penisola che regalerà ancora tempo stabile da Nord a Sud. Ultimo sguardo infine ai valori termici previsti in discreto calo al Nord a a causa dell'ingresso di più fresche correnti di bora con le temperature che si manterranno intorno ai 23-24 gradi. Ancora molto caldo invece al Centro e soprattutto al Sud . Da questi aggiornamenti possiamo dire che prosegue il periodo anomalo, buone notizie quindi per chi decide di passare fuori porta il fine settimana grazie a questa estate esuberante che sembra non voler finire mai

Prossima settimana scoppierà l'autunno, ciclone con bora e neve sull'Italia

Cambio radicale del tempo, aria fredda di origine artica irromperà sull'Italia. Fino a Venerdì 21 Settembre l'eterna lotta tra l'alta pressione e le figure cicloniche di maltempo vedrà la prima a prevalere sulla seconda. Ma nel corso della prossima settimana, ovvero da Lunedì 24 a Domenica 30 Settembre, dovrebbe scoppiare l'autunno. L'alta pressione proteggerà ancora l'Italia, ma comincerà a muoversi verso latitudini più settentrionali e raggiungerà presto il Regno Unito, Martedì 25 piegherà verso la Scandinavia richiamando così un nocciolo freddo di origine artica che velocemente raggiungerà l'Italia con una spettacolare irruzione di venti di Bora che soffierà fino a 100 km/h, nonché rovesci e temporalial centro sud. Tra Mercoledì 26 e Giovedì 27 l'aria fredda dilagherà su tutto il Paese e formerà un vortice autunnale con temporali e grandinate che si estenderanno su gran parte delle regioni centrali e meridionali con nubifragi. Ma il peggio dovrà ancora accadere, infatti da Venerdì 28 e per il weekend di Sabato 29 e Domenica 30 Settembre, questo vortice autunnale si approfondirà sul Centro Italia inserendo via via tutte le regioni in una spirale di temporali, grandinate, nubifragi e addirittura nevicate a quote medio-basse sulle Alpi fin sopra i 1200 metri, dai 1400-1500 metri sull'Appennino. Le temperature subiranno un tracollo termico anche di 12-15°C portandosi addirittura sotto la media del periodo di qualche grado

Autovelox, 3 storie bizzarre

Macchinette per fare soldi, proventi… i dispositivi elettronici sono sempre al centro di polemiche
Per chi ha il piede pesante (quanto si paga per l'eccesso di velocità? Leggete qui) e mette a repentaglio la sicurezza stradale, l’autovelox è il nemico numero uno. Che però viene talvolta usato dai Comuni solo per fare cassa e non per limitare il numero di incidenti, violando le norme del Codice della Strada: in particolare, le regole dei 90 giorni per la notifica dei verbali. Ecco perché questo prezioso strumento a disposizione delle Forze dell’ordine è da sempre al centro di polemiche. Come confermano le 3 storie particolari che potete leggere in basso. L’autovelox che multa chi va piano - In quel di Bologna, addirittura 3.000 multe, in un giorno e mezzo, appioppate da 3 autovelox impazziti. Si tratta delle postazioni in via Zenzalino a Budrio e sulla San Vitale tra Budrio e Castenaso, tutte di proprietà della Città Metropolitana. Il motivo? Sono rimasti tarati con il limite sbagliato dei 30 km/h, quello dell’omologazione di partenza: pertanto, chi andava piano e sotto il limite, veniva flashato. I verbali arriveranno a casa dei proprietari delle auto: per eccessi di velocità inferior
i a 10 km/h, solo la sanzione; per eccessi superiori a 10 km/h, anche l’obbligo di comunicare chi guidava, pena una multa supplementare di 300 euro. Una complicazione in più. Comunque, il comandante della Polizia Provinciale Claudio Rimondi ha fatto sapere che annullerà tutte le contravvenzioni, anche quelle sopra il limite dei 70 e 90 km/h.

L’autovelox che multa chi va piano - In quel di Bologna, addirittura 3.000 multe, in un giorno e mezzo, appioppate da 3 autovelox impazziti. Si tratta delle postazioni in via Zenzalino a Budrio e sulla San Vitale tra Budrio e Castenaso, tutte di proprietà della Città Metropolitana. Il motivo? Sono rimasti tarati con il limite sbagliato dei 30 km/h, quello dell’omologazione di partenza: pertanto, chi andava piano e sotto il limite, veniva flashato. I verbali arriveranno a casa dei proprietari delle auto: per eccessi di velocità inferiori a 10 km/h, solo la sanzione; per eccessi superiori a 10 km/h, anche l’obbligo di comunicare chi guidava, pena una multa supplementare di 300 euro. Una complicazione in più. Comunque, il comandante della Polizia Provinciale Claudio Rimondi ha fatto sapere che annullerà tutte le contravvenzioni, anche quelle sopra il limite dei 70 e 90 km/h.
Niente autovelox, guai coi soldi - Suscita perplessità quanto accade nel Comune toscano di Pietrasanta (Lucca). "L’amministrazione comunale ha trascorso un’intera estate a parlare dell’autovelox già installato sull’Aurelia all’altezza di via Spirito Santo che avrebbe dovuto entrare in funzione il 5 agosto scorso, ma che per adesso rimane spento, e grazie al quale sarebbero dovuti arrivare nelle casse comunali fior di quattrini direttamente dalle tasche dei cittadini". Lo denunciano due consiglieri comunale. “Con l’autovelox, il Comune ha previsto entrate per oltre 800.000 euro, metà delle quali destinati ad Anas. I restanti incassi previsti sarebbero stati impegnati dall'amministrazione con apposita variazione di bilancio per finanziare il piano di riequilibrio, cioè per tappare i buchi di bilancio della vecchia gestione”. Domanda: con l’autovelox non è entrato in funzione, quei soldi previsti in entrata dal 5 agosto fino a oggi sono stati già spesi? In attesa di una risposta da parte di chi è al “governo” in quel Comune, va detto che una questione analoga riguarda decine di enti locali in Italia. Autovelox utilizzati anche per ripianare i bilanci, con limiti di velocità così bassi da essere discutibili.

Otto anni di attesa inutile - Proprio in queste settimane, infine, ha compiuto 8 anni la riforma del Codice della Strada, compiuta nel 2010. Peccato sia una rivoluzione mancata, solo annunciata. Infatti, mancano decreti attuativi necessari perché diverse regole divengano effettive. Fra queste, la spartizione degli incassi da autovelox fra Comuni e proprietari della strada. Per la legge 120/2010, i relativi proventi devono essere ripartiti in misura uguale fra l’ente dal quale dipende l’organo accertatore e l’ente proprietario della strada (Provincia, Regione, Stato) con stringenti vincoli di spesa. Il quale proprietario investirà il denaro per rifare le strade, migliorando la sicurezza. Ed entro il 31 maggio di ogni anno ciascun ente locale dovrà rendicontare al ministero. Tutto a condizione che un decreto dia il via alla normativa, mai arrivato. Passano i Governi, ma qualche misterioso ostacolo impedisce che la regola sia operativa.

Spese sanitarie, la lista delle detrazioni

Dalle prestazioni specialistiche, alle analisi e ricoveri, dall'acquisto di alimenti speciali e di prodotti omeopatici, alle sedute di fisioterapia fino ai medicinali acquistati all'estero. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida 'Le agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie' con tutte le novità introdotte per il 2018, che contiene le detrazioni fiscali che è possibile richiedere a partire dalle dichiarazioni dei redditi del 2019. "Per avere un’idea di quanto la voce 'spese sanitarie' sia presente nella dichiarazione dei redditi - sottolinea l'Agenzia delle Entrate - basta osservare i recenti dati inseriti nella dichiarazione pre-compilata 2018: sono 720 milioni i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini nel periodo d’imposta 2017 e comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali". "Nella maggior parte dei casi - prosegue la guida - per le spese sanitarie è riconosciuta una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro (la cosiddetta franchigia)". Le spese per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a: prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica); acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica; acquisto di alimenti a fini medici speciali, con esclusione di quelli destinati ai lattanti; prestazioni specialistiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie; prestazioni chirurgiche; ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici; trapianto di organi; cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno); acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie). Inoltre, sono detraibili - riporta la guida dell'Agenzia delle Entrate - nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica: assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, la serterapia, eccetera); prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto; all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona; prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; quelle rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale
 

Mini-sanatoria multe, cosa fare per pagare meno

Cartelle esattoriali per le sanzioni da Codice della Strada: le indicazioni dell’Agenzia entrate.
Arrivano le indicazioni dell’Agenzia entrate (ex Equitalia) per le cartelle esattoriali che riguardano le vecchie multe. Parliamo di verbali appioppati dai Comuni agli automobilisti (specie per eccesso di velocità e transito nelle ZTL non permesso), che i proprietari delle vetture hanno ricevuto a casa e non hanno pagato. Gli enti locali si sono rivolti al riscossore per ottenere il denaro arretrato: Equitalia prima e l’Agenzia dopo si sono mossi con le cartelle esattoriali. Includono il doppio della multa più varie penalità. Per far pagare un po’ meno del previsto, l’Agenzia ha dato il via alla Definizione agevolata, di cui ora si conoscono più dettagli. Tre punti fondamentali

#1. Cosa (non) si paga. Grazie alla Definizione agevolata, l’automobilista che deve pagare vecchie multe può non versare gli interessi e le maggiorazioni. Chi, entro il 15 maggio 2018, ha aderito alla procedura (una mini-sanatoria) prevista dalla Legge 172/2017, han ricevuto una comunicazione da parte dell’Agenzia entrate. Qui c’è scritto se la richiesta è stata accolta o rigettata. Poi vengono indicati eventuali carichi di debiti che non possono rientrare nella definizione agevolata. Quindi, sono riportate le somme da pagare, nonché le date entro cui saldare il debito aderendo al mini-condono.
#2. Quante rate. Chi ha presentato un’unica dichiarazione di adesione con carichi affidati in riscossione sia nell’anno 2017 che nel periodo 2000-2016, riceverà dall’Agenzia un’unica comunicazione con in evidenza l’anno in cui è stato affidato alla riscossione il debito. Potrà così da subito conoscere gli importi da pagare. Come? Da una ad un massimo di 5 rate nel caso di cartelle relative a carichi affidati in riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017. Invece, da una ad un massimo di 3 rate nel caso di cartelle contenenti carichi affidati dal 2000 al 2016.
#3. Entro il 30 settembre 2018. In aggiunta, l’Agenzia entrate ha inviato, per coloro che avevano cartelle che erano ricomprese in rateizzazioni in corso al 24 ottobre 2016 e non erano in regola con i pagamenti delle rate in scadenza a tutto il 2016, anche una nuova comunicazione. È identificabile con la lettera C8. Qui c’è l’importo da pagare, entro il 31 luglio 2018. Dopo aver verificato l’avvenuto pagamento di quanto richiesto, l’Agenzia entrate invierà, entro il 30 settembre 2018 una nuova Comunicazione delle somme dovute per rottamare anche queste cartelle.
Occhio ai ritardi - In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della prima/unica rata (in scadenza al 31 luglio 2018 per i carichi affidati in riscossione nel 2017 e al 31 ottobre 2018 per quelli affidati in riscossione nel periodo dal 2000 al 2016), non è possibile ottenere nuovi provvedimenti di rateazione. C’è un’eccezione: si può pagare a rate per le cartelle e gli avvisi notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

Riapre al pubblico la cappella della Sindone a Torino

 Dopo un lungo e difficile restauro avviato all'indomani del tragico incendio dell'11 aprile 1997, il 27 settembre 2018 viene restituita al mondo la cappella della Sindone, mirabile architettura barocca di Guarino Guarini, nuovamente accessibile al pubblico nel percorso di visita dei Musei Reali. La cerimonia di apertura si terrà giovedì 27 settembre alle 9,30 nel Foyer del Teatro Regio (piazza Castello 215, Torino); seguirà il taglio del nastro alle ore 11,30 al Palazzo Reale di Torino (Musei Reali, Galleria della Sindone, ingresso da Piazzetta Reale 1). All'evento interverranno il Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, la Sindaca della città di Torino Chiara Appendino, l'Arcivescovo Cesare Nosiglia e la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella. Per condividere con la cittadinanza la restituzione del capolavoro del Guarini nei giorni 27 - 29 settembre sono previste diverse iniziative, tra le quali l'illuminazione scenografica della cupola, che verrà inaugurata giovedì alle 20,30 (il pubblico potrà ammirarla da Piazza San Giovanni), la messa solenne e un concerto in Duomo rispettivamente il 28 settembre alle 19,00 e l'indomani alle 21,00. Venerdì 28 e sabato 29 settembre un convegno internazionale nell'Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale di Torino farà invece il punto sulla storia del monumento, sui suoi significati simbolici e devozionali e sulla lunga impresa del restauro che ne ha permesso la sopravvivenza. Il pubblico potrà ammirare la Cappella della Sindone da venerdì 28 a domenica 30 settembre al prezzo speciale di 3 Euro. Da martedì 2 ottobre l'accesso sarà compreso nel biglietto dei Musei Reali. Nello Spazio Confronti della Galleria Sabauda, i visitatori potranno vivere un'emozionante esperienza di realtà virtuale e ripercorrere i passi compiuti dopo l'incendio attraverso una breve esposizione fotografica.

I ladri hanno più paura della pistola elettrica che di quella vera. Ecco come funziona

Basta mostrarlo e spesso, anche se non sempre, l’aggressore si arrende. Il taser fa più paura della pistola vera. Forse perché i delinquenti sanno benissimo che un agente di polizia l’arma d’ordinanza non la usa praticamente mai, mentre con la nuova pistola elettrica la musica cambia.
I casi - A Milano, il 6 e l’8 settembre, e a Catania, il 7 settembre. In questi tre episodi è bastato puntare la pistola elettrica perché il malintenzionato di turno si arrendesse, facendosi ammanettare. La scossa elettrica è stata scaricata in un solo caso, a Firenze. Un uomo turco di 24 anni, girava nudo e in stato confusionale. Gli agenti hanno usato il taser e lui è finito in ospedale, reparto psichiatrico. Lo stesso da cui era stato dimesso a inizio settembre.
Il nuovo corso - Il taser è in dotazione alla Polizia e carabinieri, oltre che alla Guardia di finanza. In tutto sono 30 i dispositivi dati in dotazione, gialli, modello X2, prodotti dalla società Axon, e vengono tenuti sul fianco opposto alla pistola.
Come funziona - Lo strumento funziona a impulsi elettrici: due dardi a corto raggio vengono sparati contro il soggetto da immobilizzare ma rimangono attaccati all’arma. La durata della scarica dura al massimo 5 secondi, ma il taser ha una doppia carica che consente di replicare il colpo a impulsi elettrici, in caso di necessità. Effetti collaterali. Secondo un’indagine dell’agenzia stampa Reuters, negli Stati Uniti, dove il taser è molto diffuso, sono 1.005 le persone morte dopo essere state colpite, a partire dai primi anni Duemila. L’agenzia ha analizzato 172 autopsie, in 153 casi il taser veniva citato come causa del decesso o come fattore che aveva fortemente contribuito.

In arrivo la stangata d'autunno

Tra rincari e spese di stagione, è in arrivo una dura prova per i bilanci familiari degli italiani. Federconsumatori fa sapere infatti che le voci di spesa con cui le famiglie dovranno fare i conti sono molte: il materiale scolastico per bambini e ragazzi che si apprestano a rientrare tra i banchi di scuola, l’appuntamento con la seconda rata della Tari, le spese per il riscaldamento, per non parlare delle bollette, con il gas che come ogni autunno-inverno si prevede in aumento e l’energia elettrica. Ad aggiungere un elemento di allarme in questo contesto vi è il completamento della riforma tariffaria per l’energia elettrica, che già ha determinato molti aumenti a causa dell’abolizione della tariffa progressiva (che prevedeva prezzi crescenti al crescere dei consumi), e che, da gennaio 2019, sarà applicata anche agli oneri generali di sistema. Tutti questi aumenti (fatto salvo quello appena citato per la riforma tariffaria) determineranno una stangata a carico delle famiglie di 1.694,60 euro. "A parità di voci, rispetto al 2015, si riscontra un aumento del 3%", fa sapere Federconsumatori che aggiunge come "a tutto ciò si associa una ulteriore preoccupazione relativa al costo dei prodotti alimentari: dalle notizie relative all’andamento delle commodities emerge una forte riduzione della produzione di grano Europa, -10% per il grano tenero (per pane e biscotti) e -4% per il grano duro (per la pasta). Già stiamo monitorando i costi dei prodotti interessati, per verificare che, oltre agli aumenti prevedibili, non si verifichino anche effetti speculativi, come avvenuto esattamente 10 anni fa con il cartello di pane e pasta" Stangata autunnale (settembre-novembre 2018) - Prime stime
- Scuola (libri, dizionari, parte del corredo): 808,60 euro
- Bollette (acqua, luce, gas, telefonia): 468 euro
- Tari (seconda rata): 147 euro
- Riscaldamento (prima rata): 271 euro
TOTALE: 1.694,60 euro

Flat tax, cosa sappiamo finora

La flat tax è il piatto forte della riforma fiscale promessa dal governo Lega e M5S. Il dibattito degli ultimi mesi è stato incentrato sugli effetti dell’abolizione delle attuali cinque aliquote Irpef e dello stesso numero di scaglioni di reddito. Quel che ne è emerso è che la tassazione fissa del 15% potrebbe non convenire a tutti. Che si parli di flat tax ad aliquota unica o di dual tax (tassazione al 15% per i redditi fino a 80.000 euro, al 20% per quelli superiori) dalle diverse simulazioni emerge evidentemente che il risparmio aumenta con l’aumentare del reddito. Così come analizzato in diversi esempi pratici che aiutano a capire come funziona la flat tax, a godere della riduzione della pressione fiscale promessa dal governo sarebbero soltanto i contribuenti e le imprese con redditi che superano almeno i 30.000 euro. Si parla invece di risparmi di poche centinaia di euro per la stragrande maggioranza degli italiani che dichiara guadagni inferiori ai 16.000 euro all’anno. Al risparmio quasi nullo per la maggioranza dei contribuenti si aggiunge la possibile revisione dell’attuale sistema di agevolazioni fiscali: potrebbero essere riviste e cancellate buona parte delle detrazioni fiscali oggi in vigore, sostituite da una deduzione fissa di 3.000 euro per ciascun componente del nucleo familiare. Al momento tuttavia mancano i dettagli sull’impianto della riforma della tassazione Irpef per famiglie e imprese ma ad oggi sembra dato ormai per certo un rinvio della flat tax. Nella Legge di Bilancio 2019 potrebbero esserci alcuni accenni di riforma della tassazione soltanto per le piccole imprese, con l’estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario per i titolari di partita IVA.

Novità per le detrazioni figli a carico dal 2019: ecco cosa cambia

Il disegno di Legge di Bilancio 2018 (ex “legge di stabilità”, prima ancora “legge finanziaria”) è stato approvato dal Governo Gentiloni e in seguito dal Parlamento e pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 29 dicembre 2017. Al suo interno c’è una novità che riguarda tutte le famiglie che hanno dei figli a carico. Tale insieme di famiglie avrà diritto a una detrazione che nel corso del 2019 allargherà le sue maglie per poter essere usufruita da un numero maggiore di nuclei familiari. Parliamo del limite di reddito, che a partire dal 2019 salirà a 4000 euro lordi, consentendo a chi ha redditi minimi di beneficiare di un bonus mensile in busta paga o nella pensione.Non tutte le famiglie potranno indiscriminatamente ottenere la detrazione: l’aumento del limite di reddito varrà solo per chi ha figli sotto ai 24 anni di età e che appunto non lavorano o che hanno redditi minimi.Per tutto il 2018 il limite di reddito per tutti i familiari a carico rimarrà fissato a 2.840,51 euro, come previsto dalla legge di Bilancio e dai suoi commi votati in Parlamento. Chi può richiedere le detrazioni fiscali per i figli a carico? Possono beneficiare delle detrazioni fiscali tutte le famiglie che hanno dei figli all’interno del loro nucleo familiare, a prescindere dall’età, dalla residenza, o dallo stato di convivenza con la famiglia e che dichiarino un reddito annuo complessivo minore di 2.840,51 euro. Come si calcola la detrazione fiscale? Vengono prese in considerazione numerose variabili: la situazione del nucleo familiare, l’età del figlio fiscalmente a carico, il numero di figli a carico, il reddito annuo dichiarato dal nucleo familiare. Ci sono altre misure a favore delle famiglie che cambieranno nel corso del 2018? Sì: ad esempio è stato prorogato fino al termine del 2018 il bonus bebè. Tuttavia i nati a partire dal 1° gennaio riceveranno l’assegno solo per i primi 12 mesi dalla nascita (o dall’ingresso in famiglia, per chi adotta) e non più per tre anni. Tale assegno è previsto solo per le famiglie che abbiano un Isee, in corso di validità, non superiore a 25.000 eur


SETTEMBRE

Settembre è il nono mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, durante il quale inizia la scuola, l'estate lascia spazio all'autunno ed il segno della Bilancia segue a quello della Vergine. Il nome deriva dal latino september, a sua volta da septem, "sette", perché era il settimo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo.

Il giorno 22 il Sole esce dal segno del Vergine per  entrare  in quello della Bilancia

Autunno meteorologico ed equinozio. Stagione autunnale al via nel mese di settembre
L'estate meteorologica si è ufficialmente conclusa. Con l'arrivo di settembre ha preso il via l'autunno meteorologico, che si concluderà il prossimo 30 novembre. Le stagioni meteorologiche, da non confondere con quelle astronomiche, sono state suddivise nell'anno considerando mesi interi: così se l'autunno ha inizio il primo giorno di settembre e termina l'ultimo di novembre, l’inverno inizia il 1 di dicembre e termina il 28 o 29 febbraio, la primavera va da da marzo a maggio ed infine l’estate da giugno ad agosto.
Il 1 settembre parte l'Autunno meteorologico, che si concluderà il 30 novembre prossimo. A differenza delle stagioni astronomiche, quelle meteorologiche hanno inizio e fine definiti su trimestri interi, sulla base delle medie climatiche: l'inverno meteorologico inizia così il 1 dicembre e si conclude il 28/29 febbraio, la primavera parte il 1 marzo e si chiude il 31 maggio, l'estate va dal 1 giugno al 31 agosto. Ufficialmente l'autunno astronomico inizia invece con l'Equinozio d'Autunno. Ma cosa è e quando avverrà quest'anno? La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale" (al dì), ovvero la notte dovrebbe avere la stessa durata del giorno. In realtà a causa di effetti di rifrazione atmosferica, il semidiametro e la parallasse solare fanno sì che negli equinozi la lunghezza del giorno ecceda, seppur di poco, quella della notte. Nell'emisfero settentrionale l'equinozio d'autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ovvero quando il sole incrocia il piano dell'equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto degli equinozi.
(22 settembre equinozio, inizio dell'autunno) - I raggi del sole colpiscono perpendicolarmente l’equatore illuminando tutto il globo allo stesso modo (il sole è allo zenit sull’Equatore):
è l’equinozio d’autunno, cioè il giorno in cui il dì e la notte hanno la stessa (equi) durata.


LA LUNA DI  SETTEMBRE

4/9/2018

Ultimo quarto

11/9/2018

Luna  nuova

18/9/2018

Primo quarto

26/9/2018

Luna piena



A chi è meglio intestare la casa? Ecco le regole da conoscere

La decisione su chi intestare la prima casa non è sempre scontata. Infatti a seconda della persona o delle persone scelte, ci possono essere più o meno incentivi da sfruttare. Prima di tutto, occorre ricordare che la legge non prevede vincoli di partenza quando si acquista una casa: la stessa può essere intestata a chiunque, familiare o amico che sia. Lo si può fare attraverso il pagamento diretto al venditore, con intestazione finale al beneficiario, oppure versando i soldi sul conto del beneficiario, il quale poi li darà al venditore. In entrambi i casi non serve il notaio, perché trattasi di donazione indiretta; tuttavia il notaio dovrà essere presente, parcelle comprese, per la redazione e la firma dell’atto di acquisto dell’immobile.

Per avere agevolazioni fiscali, occorre avere particolari requisiti. In caso di acquisto di prima casa, se si compra da una ditta o dal costruttore, viene pagata l’Iva al 4% e non al 10% o al 22% come negli immobili di lusso; inoltre le imposte di registro, catastale e ipotecaria rimangono fisse a 200 euro l’una; se si compra da un privato (dunque senza Iva) viene scontata l’imposta di registro al 2% e non al 9%, con le imposte catastali e ipotecarie a 50 euro l’una. In entrambi i casi è necessario che l’intestatario sia residente nel comune ove si trova l’immobile, oppure che svolga in quel comune la propria attività lavorativa; non deve essere già proprietario di una casa in quel comune (in esclusiva o in comunione); non deve avere un’altra ‘prima casa’ sul territorio italiano, visto che il bonus per la prima abitazione non è cumulativo.

Il bonus può essere ottenuto anche con una ‘prima casa’ pre-esistente, ma nel solo caso in cui questa abitazione sia venduta o donata entro un anno. Il proprietario della prima casa può intestare l’abitazione a un membro della famiglia a cui non sono state intestate proprietà, qualora non sussistano i requisiti sopra citati. Può essere anche un figlio minorenne, a patto che il giudice tutelare, previa istanza in tribunale, dia parere positivo. In questo senso ci sono dei potenziali difetti, legati alle successioni.

La donazione al singolo figlio viene considerata come una sorta di anticipo sulla quota di legittima che spetterà al beneficiario alla morte del donante. Infatti se un genitore acquista una casa a un figlio, senza soddisfare le loro quote minime di legittima, la donazione può essere impugnata dagli altri eredi fino a 10 anni dopo il decesso. Inoltre se l’immobile nel frattempo è stato venduto, gli stessi eredi possono recuperarlo dall’acquirente. Un altro bonus legato alla prima casa è la possibilità di non pagare l’Imu e la Tasi, ma solo se l’intestatario vive stabilmente in quel luogo.

Se a un altro membro della famiglia viene intestata un’altra ‘prima casa’, la fissa come residenza e poi vive altrove, rischia di andare incontro a sanzioni – attraverso i controlli comunali (non tanto il passaggio di un agente, quanto le verifiche sui consumi). L’Imu al 50% può essere pagata da chi ha avuto l’immobile in prestito (in comodato gratuito), come accade talvolta tra genitori ai figli.

 I requisiti sono: il contratto deve essere registrato; il comodatario deve utilizzare l’immobile come abitazione principale; il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato; il comodante deve possedere un solo immobile in Italia, o non più di due immobili, entrambi nello stesso comune, uno dei quali adibito a propria prima casa.

Nel caso in cui uno dei coniugi sia indebitato, meglio intestare la prima casa all’altro, a patto che ci sia un regime di separazione dei beni: questo protegge la casa dal pignoramento – se l’amore continua. Se invece l’amore finisce, il coniuge indebitato può rivendicare la proprietà dell’immobile davanti al giudice, adducendo un intestazione fittizia. Per questo motivo è necessario produrre una scrittura privata nella quale si spiegano le ragioni dell’intestazione del bene e i termini della restituzione.


 


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