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Esiste un “pulsante nucleare” per scatenare la guerra atomica?

Qual è la procedura per far partire un attacco nucleare?  Non esiste nessun pulsante rosso (e anche nella valigetta non c'è nessun bottone). Se siete stati attenti alle notizie di politica internazionale saprete del nuovo "bisticcio" in corso tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un. Quest'ultimo ha spiegato in un video di avere un pulsante nucleare sulla propria scrivania. Trump gli ha risposto per le rime su Twitter: Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un ha dichiarato che “Il pulsante per il nucleare è sempre sulla sua scrivania”. Qualcuno del suo regime impoverito e affamato lo informi per cortesia che ho anche io un pulsante per il nucleare, e che è molto più grande e potente del suo, e in più il mio pulsante funziona! Ma esiste davvero un pulsante nucleare? O meglio, come fa il presidente degli Stati Uniti a ordinare l'impiego di testate atomiche? Se da una parte non sappiamo bene come funzionino le cose in Corea del Nord (e se ci sia davvero un bottone), negli Stati Uniti le procedure sono abbastanza note a grandi linee.Il presidente americano è il commander-in-chief, cioè capo supremo delle forze armate degli Stati Uniti e può disporre di tutto l'arsenale nucleare e conoscere i piani relativi a un’eventuale guerra atomica.Il Presidente è infatti l’unico in grado di autorizzare l’impiego delle testate nucleari: il consenso viene fornito attraverso l’attivazione di speciali codici in suo possesso e secondo le regole di ingaggio conservate in una valigetta chiamata Football. Si tratta della famosa valigetta in pelle nera che lo segue in ogni suo spostamento e che è custodita da team di cinque incaricati militari provenienti dalle diverse armi.. Bottone rosso? non scherziamo  Il contenuto della valigetta è stato reso noto nel 1980 da Bill Guley, all'epoca direttore dell'ufficio militare della Casa Bianca. Se pensate che al suo interno ci sia un bottone rosso per far partire i missili, avete sbagliato tutto. La valigetta contiene principalmente... carta. Il documento più importante è il Black Book, un vero e proprio prontuario della guerra nucleare di 75 pagine con la descrizione degli obiettivi possibili, del loro valore strategico secondo i vari scenari e delle vittime che un eventuale attacco potrebbe causare. In alcuni casi milioni di persone. Altri due fascicoli contengono un elenco dei luoghi sicuri dove trasferire il Presidente in caso di attacco nucleare e le procedure radiotelevisive d'emergenza per comunicare con la Nazione. La valigetta pesa 20 kg (ha un anima in alluminio) ed è trasportata da militari che hanno un apposito addestramento per aiutare il Presidente a dare l'ordine di lancio. Contiene anche un telefono che viene usato qualora il Presidente si trovi in viaggio: serve a mettersi in contatto attraverso una linea sicura e via satellite con il National Military Command Center (NMCC), il centro di comando militare statunitense che gestisce tutti i lanci di ordigni nucleari. Presidenti distratti  -  Dal punto di vista pratico i "codici di attacco" sono invece riportati su un documento che il Presidente deve portare con sè chiamato Biscuit, biscotto. Si tratta di una specie di carta di credito nel quale sono riportati dei codici che servono al Presidente degli Stati Uniti per autenticarsi e dare uno specifico ordine di attacco atomico secondo uno dei protocolli contenuti nella valigetta. Il biscotto è davvero molto simile alle carte con i codici operativi per autenticarsi e fare operazioni sui siti delle banche online che molti di noi usano tutti i giorni. Secondo quanto riportato dal Washington Post i presidenti non si curano molto del Biscuit: Jimmy Carter lo mandò in lavanderia insieme alla sua giacca mentre Bill Clinton lo perse e per mesi non disse niente a nessuno. Ma che cosa succede "in quei momenti"? Il Presidente chiama il National Military Command Center (NMCC), si identifica attraverso uno dei codici contenuti nel Biscuit e ordina un attacco specifico tra quelli presenti nei documenti contenuti nella valigetta. Pochi minuti dopo il drammatico ordine, 900 testate nucleari sono pronte ad essere utilizzate in diversi angoli del pianeta: sono dislocate in vari punti degli Stati Uniti ma anche su sottomarini e navi in navigazione negli oceani di tutto il mondo. Il Presidente è l'unico a poter impartire l'ordine di attacco nucleare. Il comando deve essere confermato dal Segretario alla Difesa che non ha però alcun potere di veto: di fatto si limita a confermare che il presidente ha veramente impartito quell'ordine.


Il mistero di Willand, il paese che in Inghilterra si sta sollevando...

Ogni anno questa cittadina del Regno Unito si solleva di 2 centimetri. Al momento non ci sono spiegazioni al fenomeno. A vederlo da lontano, Willand si mostra come uno dei tanti villaggi che costellano la campagna britannica. Nessuno, o quasi, parlerebbe di questo borgo di 6.000 abitanti situato nel sud-ovest del Regno Unito se, proprio qui, non stesse succedendo qualcosa che lascia attoniti anche i geologi più esperti. Il terreno su cui è stato costruito, infatti, si sta sollevando come in nessun’altra parte del Regno Unito. Il fenomeno, che per il momento risulta impercettibile agli abitanti, fa alzare Willand a una velocità di 2 centimetri all’anno. Ragionando su scale di tempi umane, potrà sembrare trascurabile, eppure se il fenomeno dovesse andare avanti con questo ritmo per qualche millennio, il villaggio finirebbe per trovarsi spostato verso l’alto di alcune decine di metri. Lo studio dell'innalzamento dei suoli avviene attraverso immagini satellitari come questa dove è possibile seguire la variazione di quota nel tempo con precisione millimetrica  Lo dicono le immagini dei satelliti. L'innalzamento o l'abbassamento di parti di territorio di un Paese non è di per sé così raro, e comunque non necessariamente innaturale. Lo conferma Abdy Sowter, responsabile di GVL (Geomatic Ventures Limited), una Società che studia i movimenti del suolo attraverso l’uso dei satelliti: «Analizzando il suolo del Regno Unito, si può trovare una spiegazione per il 99 per cento dei casi di terreno in movimento. Ma quel che accade a Willand è al momento senza risposta». Lo studio avviene attraverso le immagini catturate da satelliti come Sentinel-1 che sono in grado di percepire l’innalzamento o l’abbassamento di un suolo sulla scala del millimetro, che fu impiegato anche per documentare gli spostamenti provocati dai terremoti del 2016 nel Centro Italia. L’innalzamento di un suolo in una regione pianeggiante o poco ondulata come quella di Willand può essere legata alla presenza di scavi sotterranei, di miniere o infine di torbiere, di cui è il Regno Unito è ricco. Eppure in questo caso non è presente alcuna di queste condizioni. E non si deve pensare neppure a fenomeni più eclatanti come risalite di magmi o "duomi salini" (cupole sotterranee che si sviluppano tra rocce sedimentarie) perché il quell’area, è accertato, non vi è in atto nulla di tutto ciò. Un problema per la ferroviaUN Se al momento il fenomeno non impensierisce gli abitanti, c’è qualcuno che lo osserva con preoccupazione: sono gli ingegneri che stanno lavorando a un progetto per una linea ferroviaria ad alta velocità. Una variazione di quota di pochi millimetri all’anno, in questi casi, non è assolutamente da sottovalutare Al momento c’è solo un’ipotesi che potrebbe spiegare il fenomeno, ma che è tutta da verificare. Si pensa che molto tempo fa, sotto Willand, ci fosse una falda acquifera che, per motivi ignoti, si sia prosciugata. L'ipotesi è che oggi la falda, per motivi altrettanto sconosciuti, si stia nuovamente riempiendo, provocando la spinta che sta sollevando il paese. Ma, lo avrete capito, si tratta di una spiegazione che chiarisce solo in parte il fenomeno.


Sosia e selfie: l'app che cerca il tuo volto nei dipinti famosi ...

Google ha introdotto una "funzione selfie" nella sua app di ricerca di opere d'arte: un invito a cercare il nostro sosia tra i quadri di ogni tempo. Un po’ di tempo fa il sito Bored Panda ha pubblicato le foto di alcune persone fortunate che avevano trovato il loro doppio in alcuni dipinti. Se la ricerca di un “sosia” nel mondo è cosa abbastanza complicata, e non risponde alla diceria dei 7 sosia che spetterebbero a ciascuno di noi, riconoscersi in un quadro sembra decisamente più facile: lo dimostra l’ultima trovata di Google: l'app Google Arts & Culture, che utilizza il riconoscimento delle immagini per setacciare raccolte di opere d'arte da oltre 1.200 musei, gallerie e istituzioni in tutto il mondo e trovare somiglianze con i nostri selfie. EGO E ARTE. Disponibile dal 2016, l'app, che permette di esplorare opere d’arte e collezioni museali, è stata recentemente arricchita di una "funzione selfie" (al momento non ancora disponibile in Italia) che l'ha spinta nella top ten dei social: l'utente carica i propri selfie e l'app, utilizzando una tecnologia di riconoscimento facciale, cerca di abbinarli a un'opera d'arte. L’algoritmo cerca la corrispondenza più vicina utilizzando vari parametri e, alla fine, mostra anche la percentuale di somiglianza tra il selfie e l’opera d’arte. LA VERSIONE DI GOOGLE. «Il software - commentano da Google - è un archivio di milioni di manufatti e opere d'arte, dalla preistoria a oggi, da musei di tutto il mondo. Esplorare tutta quell'arte è un'impresa impossibile, così abbiamo inventato una soluzione divertente: collegare le persone all'arte attraverso la ricerca di se stessi... in questo caso, dei selfie. Abbiamo avviato un esperimento che, negli ultimi giorni, ha prodotto qualcosa come 30 milioni di selfie»


Il proverbio: " Chi spera nel male altrui… si ricordi che il suo è dietro alla porta…"

Temporali e rovesci al Nord

Piogge sparse, rovesci e temporali a macchia di leopardo al Nord, soprattutto sul nord est. Migliora da Giovedì e poi Venerdì 13 quando tornerà il caldo africano, ma solo per breve tempo. Weekend con altri temporali, ma relegati ai rilievi, caldo intenso su molte regioni. Nella giornata di Sabato 14 l'estate sembrerà essere finalmente esplosa sull'Italia, una bolla africana infatti, già da Giovedì, punterà dritto sul nostro Paese e ci regalerà un inizio di weekend soleggiato e rovente. Splenderà dunque il sole da Nord a Sud, anche se non si esclude la possibilità che possano verificarsi degli acquazzoni di calore sui rilievi alpini, specie nelle ore pomeridiane. Questa calda illusione assolata durerà ben poco e nella giornata di Domenica 15 la situazione è destinata a precipitare: una perturbazione sferrerà infatti al nostro Paese un attacco temporalesco che colpirà a suon di rovesci, anche di moderata intensità, prima il Nordest e poi le regioni adriatiche. Da Lunedì 16 crollo termico di 10°C e maltempo al Centro-Nord. Prossima settimana poca estate, tanta pioggia e grandine da Lunedì 16 a Domenica 22 Dopo il passaggio di una perturbazione temporalesca attesa Domenica 15 Luglio, l'alta pressione faticherà non poco a riconquistare il nostro Paese, e ci riuscirà soltanto in parte; infatti le regioni meridionali e le due isole maggiori saranno le parti d'Italia maggiormente interessate dal bel tempo. Gran parte del Nord e alcune regioni del Centro, saranno invece bersagliati a più riprese dall'instabilità di origine atlantica. Le temperature, si manterranno in media con i valori del periodo, salvo temporanei aumento e fugaci diminuzioni, un'altalena termica già vista nei giorni e mesi precedenti.

Quanto guadagna il premier italiano rispetto ai colleghi europei

L'Italia non è la più generosa in Europa con lo stipendio del Premier e del Capo di Stato: ecco i colleghi europei 6 luglio 2018 - Giuseppe Conte, giurista e accademico, è il presidente del Consiglio designato dal Movimento 5 stelle e Lega. Si è definito come “l’avvocato degli italiani” ed è stato chiamato ad essere il giusto “mediatore” tra i due poli politici che rappresenta, ma quanto guadagna il giurista in veste di Premier italiano? È una domanda che molti si sono certamente fatti, ma può sorprendere sapere che l’Italia non è tra i Paesi Europei più generosi con il Presidente del Consiglio. Giuseppe Conte infatti guadagna un compenso di 124.600 euro lordi all’anno, che corrispondono a circa 7.000 euro al mese netti. Decisamente inferiore come cifra a quella prevista per i Premier di altri Paesi, ma anche per tanti ministri del governo, senatori e parlamentari italiani. Vediamo la situazione in Europa: la Germania è lo Stato che risulta essere più generoso. La cancelliera Angela Merkel infatti riceve lo stipendio più alto, corrispondente a 300.000 euro lordi l’anno. Segue poi l’Austria con Sebastian Kurtz pagato 266.166 euro lordi l’anno. In Lussemburgo invece Xavier Bettel guadagna 225.600 euro lordi l’anno. Se consideriamo gli stipendi più bassi dobbiamo spostarci a est e andare in Polonia, dove Mateusz Morawiecki riceve 46.976 euro l’anno. In Lettonia Maris Kucinskis guadagna invece 48.396 euro, mentre in Slovacchia e in Portogallo superano i 50.000 euro. Lo sloveno Peter Pellegrini riceve 57.588 euro all’anno, mentre il portoghese Antonio Costa guadagna 58.707 euro ogni 12 mesi.Se analizziamo la situazione anche tra i Capi di Stato, l’Italia non risulta anche in questo caso la più generosa. Al primo posto in classifica si trova la monarchia britannica, che riceve una cifra spropositata di 87.139.175 euro all’anno. Anche in seconda, terza e quarta posizione si trovano monarchie costituzionali. Re Filippo del Belgio guadagna 11.728.477 euro annui, mentre Margherita II di Danimarca si difende con 10.992.590 euro. Sotto il milione, Guglielmo Alessandro d’Olanda riceve 888.000 euro ogni anno. Seguono poi le Repubbliche: Alexander Van der Bellen in Austria guadagna 328.188 euro all’anno, mentre Sergio Mattarella rimane “solamente” in ottava posizione con 239.000 euro lorde all’anno. Solo in undicesima posizione troviamo Emmanuel Macron, Capo di Stato francese, che riceve 178.924 euro annui. Sotto i 100.000 euro invece si trova Marcelo Rebel de Sousa, in Portogallo, che guadagna 78.276 euro all’anno..

Pensioni d’oro: entro l’estate il ddl per tagliarle

All'orizzonte un disegno di legge per ridurre le pensioni da 4 o 5mila euro con un ricalcolo contributivo e una delibera interna per tagliare i vitalizi dei Parlamentari. L’obbiettivo del governo resta quello di innalzare le pensioni minime pescando le risorse dal taglio delle pensioni più alte, al di sopra dei 4 o 5mila euro. Entro metà luglio dovrebbe arrivare il taglio dei vitalizi, su cui c’è una delibera alla Camera. Subito dopo, il Governo presenterà il disegno di legge sulle pensioni d’oro, con la speranza di approvarlo entro l’estate. In entrambi i casi non si tratta di decreti legge, dunque seguiranno il normale iter parlamentare.
Taglio vitalizi - Sul tavolo c’è una proposta della maggioranza presentata nei giorni scorsi, che prevede un ricalcolo dei vitalizi. I Parlamentari prenderebbero una pensione calcolata su un montante pari al 33% dell’indennità lorda che percepiscono durante il mandato, aggiungendo i contributi addizionali eventualmente versati per la reversibilità. Il tutto, rivalutato e moltiplicato per i coefficienti di trasformazione INPS, che dipendono dall’età di pensionamento. Un meccanismo che comunque prevede un vitalizio minimo di 970 euro al mese, che sale a 1.455 per chi subisce una decurtazione superiore al 50%.
Pensioni d’oro - Quanto alle pensioni d’oro, l’ipotesi Di Maio ha chiaramente parlato di un disegno di legge, che quindi seguirà poi il normale iter di approvazione parlamentare. In questo caso, l’ipotesi di lavoro resta quella annunciata negli scorsi giorni dallo stesso ministro del Lavoro, ovvero un intervento sulle pensioni sopra i 4mila e 5 mila euro, che prevede un ricalcolo interamente contributivo. I risparmi di queste misure andranno a finanziare la pensione di cittadinanza, pari a 780 euro al mese.

Uscire dall’Euro: e se alla fine lo facesse la Germania?

Un fronte di economisti tedeschi lavora sull'opportunità di una procedura di uscita ordinata dall'euro, anche per la Germania stessa. Che dunque ha a sua volta un piano B 30 maggio 2018 - Mentre in Italia infuriano le polemiche sugli sviluppi della crisi politico-istituzionale, nata in primo luogo sull’adesione o meno alla moneta unica, in Germania ci si divide fra chi tira un sospiro di sollievo e chi, in previsione di altri possibili futuri scossoni, studia un piano di uscita dall’euro. Non solo per paesi in difficoltà come l’Italia, ma anche per la Germania stessa, se dovessero verificarsi le condizioni.
Procedure - Al momento, infatti, non è prevista alcuna procedura di questo tipo, indipendentemente da chi la rivendichi. Ci si pone dunque il problema di cosa dovrebbe accadere nel caso in cui un Paese, per scelta più o meno volontaria, non appaia più in grado di restare all’interno della moneta unica. Si presume che un Paese dovrebbe passare comunque per l’uscita dalla Ue: gli accademici tedeschi – riporta Il Messaggero – vogliono invece che sia prevista esplicitamente e direttamente questa opzione, in modo che possa essere applicata a Paesi in difficoltà, ma anche alla stessa Germania qualora si prospetti un assetto europeo troppo basato sulla condivisione dei rischi degli altri, come da spinte dei paesi dell’Europa meridionale. Insomma qualcosa che somiglia, dalla prospettiva tedesca, a quello stesso piano B di Paolo Savona che in questi giorni è entrato nell’attualità politica italiana.
Finanza - A dimostrazione del fatto che la politica si agita tanto, ma di fronte alla finanza decide ben poco, non si tratta solo un tema politico, ma anche e forse soprattutto finanziario. Tutto ruota intorno a Target 2, la piattaforma dell’Eurosistema sulla quale passano i flussi di pagamento tra le banche europee. Il numero due della Bce Constancio ha confermato recentemente quanto aveva già detto lo stesso Mario Draghi all’inizio dello scorso anno: in caso di uscita dall’Unione monetaria, un Paese dovrebbe regolare i conti. L’Italia ha uno sbilancio di circa 400 miliardi, mentre Berlino al contrario ha una posizione positiva per circa 900: questi squilibri dovrebbero essere saldati, con evidente vantaggio per i Paesi forti.
I firmatari - I firmatari del documento – riporta sempre Il Messaggero – includono Jürgen Stark, già membro del board della Bce e Hans-Werner Sinn, già a capo del think tank Ifo. Nel mirino ci sono soprattutto le recenti proposte del presidente francese Marcon e del numero uno della commissione europea Juncker. Non piace tutto ciò che può andare in direzione di una condivisione dei rischi all’interno di Eurolandia. Dal punto di vista dei firmatari avrebbe l’effetto di deresponsabilizzare ulteriormente i Paesi meno attenti all’equilibrio dei conti e di fermare il processo di eliminazione dei crediti inesigibili delle banche. Dunque no al Fondo monetario europeo, no al ministro delle Finanze e no ad un sistema comune di garanzia dei depositi. Ma ce n’è anche per Mario Draghi, la cui politica monetaria rappresenterebbe già una forma di monetizzazione del debito, ben al di là di quanto prevede lo statuto della Bce. E la monetizzazione del debito per molti in Germania è il peccato mortale della politica economica.
I tedeschi che vogliono un’altra Europa - Anche in Germania, tuttavia, c’è chi caldeggia cambiamenti tangibili nell’architettura comunitaria per evitare uscite unilaterali dalla moneta unica.
Il presidente dell’Istituto economico tedesco Diw, Marcel Fratzscher, in un’intervista al RedaktionsNetwerk sollecita con urgenza il governo tedesco sulle riforme europee proposte da Emmanuel Macron, rilanciando l’allarme sulla circostanza che “le dimensioni e l’importanza dell’Italia” renderebbero una crisi a Roma molto problematica anche per la Germania.
“Se l’Italia anche solo si avvicina allo squilibrio è troppo grande per essere salvata”, afferma Fratzscher, uno degli economisti molto comprensivi con le esigenze dei paesi dell’Europa del Sud negli anni della crisi, e vicino a tesi keynesiane. “La Bce non potrà dire: c’è forse una volontà politica di uscire dall’euro, ma noi eviteremo che il governo lo faccia”, aggiunge. E se la Bce non può stabilizzare l’Italia, è il ragionamento, “non può farlo nessuno”. “Che cosa aspettiamo allora a svegliarci e a realizzare le riforme di Macron?”. Il governo tedesco dovrebbe finalmente muoversi, “mettere un piano concreto sul tavolo e dire cosa voglia”, è la conclusione.

A Vercelli nasce il riso 6+, un campione contro malattie e invecchiamento

Il riso fortificato con selenio e iodio, nato dal sodalizio tra imprenditori e medici, è un elisir di lunga vita Una varietà di riso potenziata per prevenire gli effetti dell’invecchiamento sul corpo degli europei. Questo l’obiettivo della sinergia nata tra imprenditori agricoli e un team di medici che stanno lavorando per creare una nuova qualità del cereale da arricchire con selenio e iodio, elementi fondamentali per prevenire le malattie legate alla vecchiaia e di cui i terreni europei sono però sprovvisti. La nuova tipologia di riso, figlia del connubio tra ricerca scientifica e agricoltura, si chiama “6+” e sta crescendo rigoglioso nelle risaie di Vercelli. Non si tratta di un organismo geneticamente modificato, non sono state effettuate complesse manipolazioni in laboratorio, ma solo un semplice arricchimento. Il cereale viene potenziato con dei fertilizzanti applicati durante la fase della maturazione, rigorosamente nelle prime ore del mattino, quando la pianta del riso è particolarmente predisposta ad accogliere nuove sostanze. I fertilizzanti fogliari utilizzati per potenziare il cereale forniranno le sostanze nutritive necessarie per compensare le carenze di elementi nutritivi che creano delle barriere all’avanzare dell’invecchiamento. Un riso fortificato, migliorato per rendere ancora più efficiente le proprietà antiossidanti che il fertilizzante è destinato a sprigionare per la creazione di un vero e proprio elisir di lunga vita da assumere a tavola, gustando le decine di ricette che vedono come protagonista il cereale sempre più apprezzato sulle tavole degli italiani. Il riso è facilmente digeribile e il suo arricchimento potrebbe migliorare il benessere complessivo dell’organismo prevenendo non soltanto le malattie legate all’invecchiamento, grazie alle proprietà antiossidanti del selenio, ma anche fungendo da barriera contro le patologie tiroidee con lo iodio. Nel nome del riso arricchito il segreto della sua conformazione. Il numero sei richiama i simboli e la conformazione chimica del selenio e dello iodio, l’aggiunta del segno + richiama poi la speranza di un tipo di riso plus che possa fornire una benefica scossa a un mercato in crisi e alla salute dell’organismo.

Abitudinario? Cambiare routine e percorsi fa bene al cervello

Secondo una recente ricerca dei matematici dell’Università di Londra, l’uomo ha uno spazio di manovra molto ridotto nella propria esistenza. Proprio come formiche che affidano tutto alla loro isolata tana, gli esseri umani sviluppano – in media – la loro vita in 25 luoghi, che sono tutto sommato pochi se si pensa alla quantità di posti che vediamo almeno una volta. Ma ci fa bene essere così abitudinari e così legati agli stessi posti? Non fa male, come principio di base, ma non aiuta nemmeno. Infatti per sviluppare maggiormente il cervello sarebbe indicato avere una visione del mondo più aperta a nuovi luoghi e a cambiamenti frequenti nelle varie routine che si vengono a creare. La ricerca londinese ha analizzato gli spostamenti (tramite GPS) prima di 851 selezionati volontari (grazie all’aiuto dell’Università di Copenhagen), e poi di 40mila persone attraverso alcuni database condivisi. I dati hanno rivelato che la vita delle persone ruota essenzialmente attorno a 25 specifici luoghi per ogni individuo. Il tragitto casa-lavoro-ristorante-lavoro-casa non è il solo: c’è anche la passeggiata, il percorso di jogging, i negozi frequentati; tutti sono tratti fedelmente seguiti nelle nostre routine quotidiane. Nella ricerca si vede anche come, sulla base del tempo passato in ognuno dei luoghi cardine della nostra vita, un’ora libera viene solitamente occupata in un luogo in cui si è stati recentemente, creando una sorta di moda del momento; dunque i luoghi possono cambiare all’interno dei 25 spazi abitudinari che occupiamo, ma solo scambiandoli l’uno con l’altro e non attivandoli in aggiunta. Dunque smettiamo di andare in un supermercato e lo cambiamo con un altro, ma l’abitudine resta. La routine quotidiana e i ritmi a noi richiesti da scuola, lavoro, necessità non ci permettono di vivere in più di 25 posti? La risposta è che in realtà sarebbe possibile aumentare i luoghi abituali, ma questo andrebbe a scapito del ‘luogo preferito’, che normalmente è casa propria. Cioè il luogo dove si è ‘scelto’ di stare. La ricerca ricorda la frase dell’antropologo Robin Dunbar, il quale una volta spiegò che “possiamo avere 150 amici sui social network, ma quelli con i quali abbiamo interazioni costanti e approfondite sono solamente 5“. Per il cervello, questo comportamento non è virtuoso. Infatti, per allenarlo a crescere nelle sue potenzialità e nell’utilizzo, l’uomo dovrebbe non solo “aggiornare” i luoghi abitualmente visitati, cambiandoli occasionalmente e effettuando piccole variazioni, ma dovrebbe anche imparare percorsi totalmente nuovi, cercando il più possibile di differenziare qualcosa ogni singolo giorno di vita. Basta una strada diversa, un viaggio diverso ogni fine settimana o una scoperta nuova per mettere in moto lo sviluppo neuronale a proprio vantaggio.

Il segreto della longevità? Arrivare a 105 anni, poi la vita non ha limiti

Se c'è un limite biologico alla longevità umana, questo ancora non è stato trovato. Una volta arrivati a 105 anni infatti, il rischio di morire si stabilizza e rimane costante. Ciò significa che dopo questa età diventa impossibile dire quale sia il limite della durata della vita umana. Lo dimostra per la prima volta una ricerca italiana pubblicata sulla rivista Science, e condotta dall'università Sapienza di Roma, in collaborazione con quelle di Roma Tre, Berkeley e Southern Denmark, e l'Istat. "Se esiste un limite biologico alla vita umana questo non è ancora diventato visibile o non è stato raggiunto", ha detto all'ANSA la coordinatrice della ricerca, Elisabetta Barbi, del dipartimento di Statistica della Sapienza. Da tempo la comunità scientifica si interrogava se e come cambiasse il rischio di morire con l'avanzare dell'età. C'era chi sosteneva che la curva dei rischi di mortalità continuasse ad aumentare esponenzialmente con l'età, e chi invece era convinto che decelerasse per poi raggiungere un livello costante alle età più elevate. Ma per rispondere a queste domande, era necessario stimare con esattezza il rischio di mortalità degli ultracentenari, cosa finora che non era stata possibile per la mancanza di dati affidabili. Ci sono riusciti invece i ricercatori italiani, basandosi sui dati relativi a quasi 4.000 italiani ultracentenari (la maggior parte dei quali donne), raccolti fra il 2009 e il 2015. In questo modo hanno potuto verificare "che il rischio di morte - ha aggiunto - accelera esponenzialmente con l'età fino a 80 anni, per poi decelerare progressivamente, fino a raggiungere un plateau e rimanere costante, o quasi, dopo i 105 anni". Un altro dato interessante emerso dalla ricerca è che "per le generazioni di nascita più giovani i livelli di mortalità sono leggermente più bassi", ha detto ancora Barbi. Unito alla crescita dei supercentenari negli ultimi anni, questo dato indica un aumento nel tempo della longevità umana....

Amazon, le Poste consegneranno anche nel weekend

Consegne veloci, entro 24 ore, sette giorni su sette. E’ quello che promette Amazon con il suo contratto Prime, ma spesso le promesse si scontrano con la realtà. Cioè con i servizi che offrono le aziende cui Amazon si affida per le consegne. Come le Poste italiane. Oggi, però, le Poste hanno annunciato un accordo con Amazon che renderà le consegne più rapide e disponibili ogni giorno. Poste Italiane, infatti, ha annunciato di avere raggiunto un accordo con Amazon, di durata triennale e rinnovabile per un ulteriore biennio, per la consegna di prodotti e-commerce sul territorio nazionale. L’accordo – si legge in una nota – “ha l’obiettivo di migliorare il servizio reso ai clienti grazie a un’offerta di prodotti arricchita da diverse soluzioni di consegna, tra le quali la consegna serale, fino alle 19,45, e nel weekend”. Insomma, ora le consegne veloci diventano realtà anche in Italia e si potrà ricevere le merci anche il sabato e la domenica. Come spiega Poste Italiane, “Poste Italiane fornirà il servizio attraverso la capillare presenza territoriale garantita da oltre trentamila portalettere impegnati nelle attività di recapito, dal corriere espresso SDA e dalla flotta MistralAir, la compagnia aerea del Gruppo. In linea con il piano industriale Deliver 2022, l’accordo con Amazon valorizza appieno la flessibilità offerta dal nuovo modello di recapito, “Joint Delivery”, attivo da aprile ed in corso di implementazione”.“Grazie a questo accordo, Poste Italiane accelera lo sviluppo dell’e-commerce in Italia con positive ricadute sugli investimenti in tecnologia e sull’occupazione. Infatti, al 2020 i dipendenti impegnati nella logistica dei pacchi saranno 10 mila” conclude Poste Italiane. Dopo la notizia il titolo di Poste ha registrato un balzo del 2% e alle 12.30 si attestava a 7,68 euro, con un segno di +2,22%.

Tetto ai pagamenti: cosa può cambiare con l’abolizione del limite al contante

Per Matteo Salvini non dovrebbe proprio esserci. Il limite del contante in Italia è fissato a 3mila euro. Lo alzò nel 2016 il governo Renzi, prima Mario Monti lo aveva abbassato a mille euro. Misura utile contro l’evasione oppure una detestabile limitazione della libertà di spesa degli italiani? La querelle resta aperta.
L’uso del contante in Italia - Ci sono stati nove interventi sui limiti di spesa in contanti negli ultimi dieci anni. L’Italia, però, resta la patria del contante che è preferito nell’86 per cento delle transazioni. Secondo uno studio di The European Houde Ambrosetti su dati della Banca centrale europea, siamo al terzo posto in Europa tra gli amanti del cash, la media della zona euro si ferma al 74 per cento.
L’aumento della banconote - Leggendo i dati, si capisce chiaramente che gli italiani non hanno alcuna intenzione di rinunciare a pagare con le banconote. Negli ultimi dieci anni il contante in circolazione nel nostro Paese è schizzato da 127,9 a 197,7 miliardi di euro. In aumento anche le operazioni agli sportelli Atm: tra il 2008 e il 2016 il denaro prelevato dai bancomat è salito dell’8,9 per cento.
Il contante e il nero - Altro dato acclarato: in Italia l’evasione fiscale è alle stelle. Aumentare o abolire il limite dell’uso del contante potrebbe favorirla? Per il Pd addirittura “aiuterebbe la mafia”. E’ innegabile che i pagamenti non tracciabili possono essere utili al lavoro nero, ma in Ue, oltre all’Italia, solo la Repubblica Ceca ha un limite dall’uso della moneta fisica per tutti i soggetti e tutte le transazioni. La scarsa propensione tecnologica
Altro limite dell’Italia: la propensione tecnologica è scarsa. D’accordo, ma non è sufficiente questo aspetto per giustificare la preferenza radicata nell’usare il contante piuttosto che la carta di credito al supermercato o dal dentista. La pressione fiscale è insopportabile, il sommerso vale 208 miliardi di euro, il 14 per cento del Pil. Il nuovo governo gialloverde dovrà trovare la quadra, partendo da qui. ( Fabrizio Arnhold)

Pochi prelievi al bancomat? Ora si rischia l’accertamento fiscale

La giacenza di denaro come indice di evasione fiscale e di nero accertamento fiscale, a seguito di mancata movimentazione in uscita sul conto (ossia, per totale assenza di prelievi bancari) è tutt’altro che isolato: non sono pochi i contribuenti che si pongono il problema di ciò che potrebbe pensare l’Agenzia delle Entrate nel momento in cui il deposito giacente sul conto corrente sia pari – o comunque prossimo – allo stesso reddito dichiarato. In teoria, infatti, il fisco potrebbe chiedersi come possa il contribuente mantenere se stesso e la propria famiglia senza attingere dal reddito guadagnato e, quindi, dal proprio conto corrente. È chiaro che, in questi casi, il dubbio di “nero” e di evasione fiscale è più che legittimo. Dubbio che potrebbe essere avvalorato qualora il contribuente viva da solo o il coniuge sia disoccupato. Controlli di questo tipo, tuttavia, sono estremamente rari e, di norma, devono essere accompagnati da indici presuntivi di particolare gravità. Ci spieghiamo meglio. Il redditometro – così come sottolineato più volte dalla giurisprudenza – valuta la capacità di spesa non del singolo contribuente, ma di tutto il nucleo familiare: e ciò in forza dei normali vincoli solidaristici che legano gli appartenenti alla stessa famiglia e che portano l’uno a contribuire alle spese dell’altro, secondo un sostegno reciproco tipico di chi ha legami “di sangue” o di convivenza. Ebbene, dalla semplice assenza di prelievi sul conto, l’Agenzia delle Entrate non potrebbe automaticamente presumere la presenza di redditi non dichiarati, e questo perché ben potrebbe essere che il contribuente si mantenga con il sostegno economico proveniente dai propri cari, dai genitori, dalla moglie, ecc. Il fisco, allora, se vuol procedere ad accertamento, dovrebbe individuare altre e più fondate presunzioni che possano corroborare quello che è – e deve rimanere – un semplice sospetto: così, potrebbe essere il caso di un contribuente che (come già detto) sia sposato con un disoccupato, i genitori non siano più in vita o, comunque, siano in condizioni di povertà, non conviva con altre persone, ecc. Insomma, le presunzioni devono essere tutte gravi, precise e tra loro concordanti. Sulla possibilità tecnica che tali controlli vengano effettuati, non c’è dubbio che le recenti modifiche normative, che hanno istituito le banche dati telematiche, hanno fornito una forte spinta al potere di controllo dell’Agenzia. Questa infatti, se volesse, potrebbe incrociare i dati risultanti dall’Anagrafe Tributaria (ove risulta la dichiarazione dei redditi del contribuenti) con l’Anagrafe dei rapporti finanziari o, come volgarmente detta, dei “conti correnti” (ove invece risulta, in tempo reale, tanto la movimentazione in entrata e uscita dal conto, ma anche il saldo). A fronte, però, di tale astratta possibilità, si riscontrano ancora pochi tipi di accertamento di questo tipo. Di certo, da un po’ di tempo a questa parte, il risparmio è sotto i mirini dell’Agenzia delle Entrate (ne avevamo parlato in: “Indagini fiscali sui risparmi in conto corrente”). Sappiamo del resto che una delle modalità più tipiche con cui il fisco riesce a individuare l’evasione fiscale è il raffronto tra le spese sostenute dal contribuente (il tenore di vita) e i redditi indicati nella dichiarazione: se il primo dato si discosta notevolmente dal secondo (almeno del 20%), allora l’Agenzia delle Entrate potrebbe procedere all’accertamento. Il sistema è meglio noto come Redditometro e riesce a controllare la capacità di acquisto dei contribuenti e la possibilità degli stessi di mantenere determinati beni (per es. non basta dimostrare di aver i soldi per acquistare una casa, una barca, un’automobile, ma anche quelli per le successive spese di gestione: vedi oneri condominiali, tasse portuali, assicurazione e bollo, ecc.).

Come bloccare abbonamenti non richiesti sul cellulare

Per disattivare i servizi a pagamento sul cellulare si dovrà chiamare il servizio clienti dell'operatore telefonico e richiedere il Barring SMS Capita di ricevere degli SMS che avvisano dell’attivazione di abbonamenti premium sul cellulare senza che noi abbiamo richiesto nulla. Il costo dei servizi ad abbonamento è davvero esorbitante (5 euro a settimana o 5 euro a SMS) e ben presto ci si ritrova con pochi centesimi sullo smartphone. Non si tratta di truffe online, perché anche se non ce ne accorgiamo, siamo noi ad aver attivato i servizi a pagamento premendo per errore su qualche banner pubblicitario o rispondendo a dei sondaggi online. In pochi minuti ci ritroviamo con il servizio premium attivato e con l’obbligo di pagare 5 euro per il messaggio ricevuto sullo smartphone. Molto spesso si tratta di servizi che inviano l’oroscopo, permettono di scaricare wallpaper, suonerie, videogame o immagini. Se non si riesce a bloccare l’abbonamento non richiesto sul cellulare ci si ritrova con il credito esaurito. Come disattivare i servizi ad abbonamento sullo smartphone. Per poter disattivare i servizi premium attivati a nostra insaputa ci sono due diverse possibilità. La prima molto più semplice, ma che non sempre funziona e una seconda un po’ più lunga e complicata ma dal risultato certo. In alcuni casi, nel primo SMS che ci viene inviato, alla fine del messaggio viene offerta la possibilità di disattivare il servizio ad abbonamento inviando un SMS con scritto “STOP”. Purtroppo questa modalità non sempre funziona e anche se inviamo il messaggio, gli SMS con immagini, wallpaper e videogame continuano ad arrivarci. Per essere sicuri di disattivare i servizi a pagamento non richiesti sul cellulare è necessario contattare il servizio clienti del proprio operatore telefonico e chiedere il Barring SMS, un sistema che blocca gli SMS che provengono dai servizi premium. Il primo passo da fare è contattare il servizio clienti e parlare con un operatore. Se si è fortunati, la persona del call center saprà come attivare il Barring SMS, in caso contrario si dovrà richiamare una seconda volta. Alcune aziende telefoniche offrono anche la possibilità di bloccare i servizi a pagamento direttamente tramite il sito online. Se l’attivazione del Barring SMS andrà a buon fine, tutti i servizi ad abbonamento saranno bloccati sul proprio smartphone. L’unico inconveniente è che saranno bloccati anche gli SMS inviati dalla propria banca quando si effettuano i prelievi. Cosa fare per difendersi dai servizi a pagamento Per non cadere vittime dei servizi premium è possibile prendere delle precauzioni. Quando si naviga su Internet, non bisogna mai premere sui banner pubblicitari che fingono di offrire dei servizi gratuitamente: nella maggior parte sono delle truffe mascherate. Inoltre, se si monitora costantemente il proprio credito ci si accorgerà se qualche servizio a pagamento è stato attivato.


LUGLIO

Luglio è il settimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e il secondo mese dell'estate nell'emisfero boreale, dell'inverno nell'emisfero australe, conta 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Il nome deriva da Giulio Cesare, nato attorno alla metà del mese (il 12 oppure il 13, a seconda delle fonti). In precedenza, nel calendario romano di Romolo, era il quinto mese e aveva il nome di Quintile (quintilis), nome latino del numero cinque. Venne poi cambiato in iulius per ordine di Marco Antonio.

Il giorno 22 il Sole esce dal segno del Cancro per  entrare  in quello del Leone

 Venerdì 27 luglio sarà possibile osservare uno straordinario fenomeno astronomico: l'eclissi lunare più lunga di tutto il secolo!


LA LUNA DI  LUGLIO

6/7/2018

Ultimo quarto

13/7/2018

Luna piena

20/7/2018

Primo quarto

27/7/2018

Luna  nuova


L’eclissi totale di Luna più lunga del secolo!!

Venerdì 27 luglio tutti con gli occhi al cielo: la Luna si nasconderà dal Sole all'ombra della Terra. Un'eclissi durerà ben un'ora e 43 minuti, visibile a occhio nudo
Meteo permettendo, venerdì 27 luglio sarà possibile osservare uno straordinario fenomeno astronomico: l'eclissi lunare più lunga di tutto il secolo.

Gli esperti della Nasa e l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project, hanno annunciato che, quando la Luna verrà oscurata dall'ombra della Terra il 27 luglio, il cielo ci regalerà la più lunga eclissi totale di Luna del secolo e una grande opposizione di Marte, il pianeta Rosso. Un evento memorabile, che durerà ben 103 minuti.


La grande opposizione - Proprio la notte dell’eclissi, sottolinea Masi, Marte raggiungerà l’opposizione mentre sarà prossimo alla sua minima distanza dal Sole (perielio), che identifica la condizione ideale di visibilità del pianeta rosso, la migliore da quella storica dell’agosto 2003: quella del 2018 sarà una cosiddetta "grande opposizione".  Poiché la Luna piena, condizione indispensabile per la sua eclissi, corrisponde all’avere il nostro satellite in opposizione al Sole, ne consegue che sia Marte che la Luna in eclissi saranno nella stessa regione di cielo, opposta al Sole, a soli sei gradi di distanza: "una splendida coppia in rosso - commenta l'astrofisico - che non capita di ammirare frequentemente".

L’osservazione dell’eclissi totale di Luna potrà essere osservata a occhio nudo: la naturalezza di tale visione è parte della spettacolarità del fenomeno. Marte, precisa ancora l'astrofisico, richiederà invece l'uso di un buon telescopio per ammirarne la calotta polare e i chiaroscuri dei suoi deserti: tra i pianeti visibili ad occhio nudo, infatti, è quello più impegnativo da osservare con profitto.
A che ora osservare l'eclissi - Il fenomeno sarà osservabile a partire dalle ore 19.13, per poi raggiungere la fase totale tra le 21.30 e le 23.14.

L'intero episodio astronomico durerà circa 103 minuti. Durante la totalità, sarà particolarmente suggestivo ammirare il pianeta Marte: il pianeta Rosso sfoggerà il suo intenso colore rubino, facendo coppia con quello del nostro satellite. Meteo permettendo, per assistere al fenomeno sarà necessario osservare la volta celeste in direzione Est. Se siete impossibilitati a uscire, potrete godervi l'evento comodamente seduti sulla poltrona di casa: basterà collegarsi al il sito del Virtual Telescope, che mostrerà in diretta l’eclissi totale di Luna più lunga del secolo e la grande opposizione di Marte. L’appuntamento, a partecipazione gratuita, è fissato per il 27 luglio a partire dalle ore 20.30 sulla webTV di Virtual Telescope.


 


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  22 giugno  - 22 luglio

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 Tutti i poteri della Luna sono insiti nel segno del Cancro.  Ha un carattere ricco di ideali, ma sovente l’ostinazione lo mette di fronte ad ostacoli, creati anche dalla sua mancanza di audacia al momento di decidere e di agire....

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... Leggete e scoprite quali sono i posti da andare a vedere prima che scompaiano per sempre ... ( all'interno di questa rubrica ) ...

Dalla grande barriera corallina in Belize fino ai nostri ghiacciai alpini, da città splendide come Venezia e Amsterdam fino al Mar Morto: abbiamo selezionato per voi 15 luoghi spettacolari del pianeta...

 


 

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Esiste la vita oltre la morte?

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