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Perché incrociamo le dita per scaramanzia?

Questo gesto scaramantico con il quale auguriamo buona fortuna ha origini religiose che risalgono al primo cristianesimo. Il noto gesto di incrociare le dita con il quale siamo soliti attirare la buona sorte ha origini religiose: risalirebbe infatti al primo cristianesimo, quando vi si ricorreva per evocare il simbolo della croce. Durante le persecuzioni subite dai cristiani, questo gesto divenne inoltre un segnale segreto, con il quale i fedeli si riconoscevano tra loro. In epoca medioevale il gesto delle dita incrociate assunse una nuova funzione: impedire al diavolo di impossessarsi dell’anima. Si riteneva infatti che la malvagia entità avesse la capacità di raggiungere le anime dei fedeli passando attraverso le loro dita. Incrociarle serviva dunque a tutelarsi, invocando una sorta di protezione divina. Con il passare dei secoli l’originario simbolismo religioso è andato perduto, ma il gesto è rimasto di uso comune.


Cesare voleva morire?

l delitto più famoso della storia antica è stato un suicidio? Il 15 marzo del 44 a.C. morì Giulio Cesare, dictator e console di Roma, colpito da 23 colpi di daga infertigli da un gruppo di congiurati (ecco come la storia ci racconta che andarono le cose). E se invece di assassinio si fosse trattato di “suicidio”? Fonti coeve raccontano che Cesare, ormai malato, soffrisse di attacchi epilettici e dolori addominali, sintomi, secondo gli esperti, di un probabile tumore al cervello o all’intestino. E anche ammesso che i presagi infausti, le preghiere della moglie Calpurnia di non andare in Senato e l’avvertimento di Artemidoro di Cnido siano solo invenzioni letterarie, possiamo credere che Cesare fosse così sprovveduto da privarsi della guardia personale e non accorgersi dell’astio crescente verso di lui? Provocazioni. È quello che alcuni storici si sono chiesti, arrivando a sostenere che, conscio della prossima fine, Cesare potrebbe aver deciso di non opporsi al lavoro dei congiurati e anzi di provocarli, dando loro un limite temporale: la sua prossima partenza per la campagna in Persia. Così invece di spegnersi in una lenta agonia, morì in modo eroico. E ora è finito qui.


Perché tagliarsi un dito con la carta fa così male

Colpa nostra o colpa della carta? Il motivo principale è il numero dei recettori del dolore del sistema nervoso, che sulla mano e in particolare sui polpastrelli sono più fitti rispetto a qualsiasi altra parte del corpo, e quindi la sensibilità alla sofferenza è superiore. Inoltre, il bordo di un foglio di carta non è liscio come sembrerebbe a occhio nudo: al microscopio si rivela infatti frastagliato e irregolare. Questo gli consente di lacerare in microbrandelli il tessuto cutaneo; un taglio netto sarebbe molto meno doloroso. Infine, la lavorazione della carta richiede l’uso di sostanze chimiche le cui particelle possono infiammare ulteriormente la ferita.


Un sottomarino nazista perduto (e ritrovato)...

Era conficcato nel fondale al largo della costa danese il relitto dell'U-boot che, secondo alcune voci (infondate), avrebbe trasportato i gerarchi superstiti in Sud America. Il relitto di un sottomarino che secondo alcuni avrebbe trasportato clandestinamente gli ufficiali nazisti scampati alla guerra dall'Europa al Sud America è stato ritrovato al largo della costa danese, a una manciata di km dal suo ultimo avvistamento. Il mezzo militare, un gioiello della tecnologia navale chiamato U-3523, si trovava incastrato in diagonale nel fondale (con la prua incuneata nella sabbia e la poppa sollevata di 20 metri) a poco più di 16 km da Skagerrak, nel nord della Danimarca, e a una profondità di circa 123 metri. Tecnologia avanzata. Si trattava di un U-Boot Tipo XXI, una classe progettata per operare stabilmente sott'acqua e non per immergersi di tanto in tanto (un sottomarino, dunque, non un semplice sommergibile), capace di raggiungere la velocità considerevole di 31,9 km orari. Secondo Gert Normann Andersen, direttore del Sea War Museum Jutland che ha realizzato la scoperta e le prime scansioni del relitto, era il mezzo nautico più moderno e all'avanguardia in dotazione dei tedeschi. La fine. L'U-3523 fu varato il 14 dicembre 1944 e si inabissò per le bombe antisommergibile scagliate da un bombardiere britannico il 6 maggio 1945. Si pensa che a bordo vi fossero 58 uomini dell'equipaggio, ma finora non sono stati individuati resti umani sul relitto. Proprio le eccezionali doti tecnologiche del sottomarino, insieme al fatto che per 73 anni si era persa traccia del relitto, hanno alimentato, nei decenni, le voci su un suo utilizzo post-bellico. Secondo alcuni, era il primo vero mezzo tedesco potenzialmente in grado di attraversare l'Atlantico sott'acqua, e di trasportare gli ufficiali nazisti scampati alle bombe alleate in Sud America (dove alcuni in effetti si rifugiarono, protetti dalle dittature locali). Voci infondate. Altre voci vollero che fosse utilizzato per portare al sicuro le riserve di oro nazista, ma non ci sono prove di un'attività post-bellica del sottomarino, il quale, dopo tutto, si trovava ancora al largo della Danimarca (dove le forze tedesche si erano appena arrese) e non riuscì mai a compiere il suo ultimo viaggio. Andersen è anche entrato in possesso della copia dell'ultimo telegramma del mezzo militare, datato 5 maggio 1945. Nel documento non si menziona alcun carico né passeggero di riguardo


Dove finiremmo se scavassimo un buco fino all'altra parte della Terra?

Una curiosa mappa interattiva mostra dove si uscirebbe scavando un buco impossibile che inizia sotto i nostri i piedi e finisce dall'altra parte del pianeta. Scavare un tunnel che passi per il centro della Terra e arrivi dall’altra parte, lo abbiamo già detto, è assolutamente impossibile o quanto meno lo sarà probabilmente ancora per molto tempo. Ma se non esistessero i limiti imposti dalla fisica e potessimo davvero scavare un buco del genere, dove sbucheremmo? Se vi viene spontaneo rispondere “in Australia” sappiate che siete fuori strada: indipendentemente da dove abitate in Italia, vi trovereste nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, in un punto non meglio precisato a sud ovest della Nuova Zelanda. Se volete fare una prova potete collegarvi a www.antipodesmap.com, un curioso sito web che vi mostra quale luogo del pianeta si trova esattamente agli antipodi rispetto a quello che avete inserito. E così bastano pochi clic per scoprire che la quasi totalità del buchi scavati in Europa sfocerebbe in mezzo al mare. Solo alcune località della Spagna centrale e meridionale permetterebbero di sbucare in Nuova Zelanda. In generale comunque è bene prestare attenzione a dove si scava: agli antipodi della maggior parte delle località del mondo occidentale si trova solo acqua.


Il cervello continua ad ascoltare mentre dormi...

Durante il sonno il cervello si riposa, ma non del tutto e non in modo sempre uguale nelle diverse fasi. In alcuni momenti siamo in grado di sentire e categorizzare i suoni. Nemmeno quando siamo tra le braccia di Morfeo il cervello riposa del tutto. Secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of Neuroscience in alcuni stadi del sonno, anche se non ce ne accorgiamo, siamo capaci di analizzare complessi stimoli sonori, e prepararci ad agire di conseguenza. Durante il sonno, il cervello ci isola dagli stimoli esterni grazie a un meccanismo di controllo a livello del talamo (una struttura del sistema nervoso centrale). Ma alcuni tipi di richiami, come il suono del nostro nome, sembrano riuscire ad attraversare questo filtro, svegliandoci. Come funzioni questo "cancello", che blocca alcuni stimoli ma ne lascia passare altri, non è ancora del tutto noto. Per Thomas Andrillon, neuroscienziato della École normale supérieure di Parigi, l'elemento discriminante potrebbe essere lo stadio del sonno in cui ci si trova. Il ricercatore ha invitato alcuni volontari a trascorrere la notte in laboratorio. Mentre si addormentavano, li ha invitati ad ascoltare alcune parole, e a premere un pulsante con la mano sinistra se avessero sentito il nome di oggetti, e con la destra in caso di vocaboli indicanti animali. La loro attività cerebrale è stata monitorata attraverso elettroencefalografia (EEG). . Il tipo di risposta è cambiato in base allo stadio del sonno in cui i soggetti si trovavano. Nel corso del sonno REM - la fase in cui in genere si sogna - i volontari hanno continuato a preparare mentalmente i movimenti per schiacciare i pulsanti, ma solo nel caso di parole incontrate e categorizzate in precedenza. Durante le fasi leggere di sonno non-REM, i partecipanti hanno sempre mostrato preparazione motoria, indipendentemente dalla novità o meno delle parole; in fase di sonno non-REM profondo, invece, non c'è stata alcuna attività cerebrale associata agli stimoli. Per i ricercatori, nello stadio REM gli stimoli esterni rischiano di competere con quelli relativi ai sogni, generati internamente; per questo, sorprendentemente, vengono in parte schermati. In fase di sonno profondo invece, le onde cerebrali si ipersincronizzano e migliaia di neuroni si "silenziano" all'unisono, impedendo al cervello di processare l'informazione sensoriale. Al contrario, nella fase leggera di sonno non-REM sembra possibile un'analisi complessa degli stimoli esterni, anche se apparentemente stiamo dormendo. Del resto, uno studio recente aveva messo in luce come, quando dormiamo in un ambiente sconosciuto, una parte del nostro cervello rimanga vigile, per controllare la situazione.


Il proverbio: " Non arrenderti, rischieresti di farlo un'ora prima del miracolo ! ..."

In arrivo tre giorni di temporali, poi la svolta calda

Piogge e temporali faticano stanno per colpire il nostro Paese, anche se le temperature saliranno gradualmente Quest'anno la Primavera sta mostrando tutto il suo lato instabile: piogge e temporali si alternano ormai da settimane su buona parte del Paese e lo faranno anche nel corso dei prossimi giorni. Un nucleo di aria più fresca in quota raggiungerà l'Italia a partire da  Lunedì 21 e Martedì 22, Italia nel maltempo: temporali e piogge si faranno via via più frequenti su tutto il Nord e poi verso le regioni centrali, con fenomeni localmente intensi al centro. Diffuso maltempo anche al Sud, e isole. Mercoledì 23 assisteremo ad una attenuazione delle precipitazioni, che resteranno confinate lungo i rilievi alpini e in Appennino. Giovedì 24 il sole tornerà su moltissime regioni, e assisteremo a un generale aumento delle temperature.
Weekend scoppia il caldo: arriva l'anticiclone Africano Scipione. 33 gradi. Tale struttura anticiclonica spingerà masse d'aria di origine tunisino-algerina verso il Mediterraneo e dunque l'Italia tra la fine del mese di Maggio e i primi di Giugno, con apice Domenica 27 Maggio, nasceranno piccoli brevi temporali. L'onda calda farà aumentare considerevolmente le temperature che salirebbero sopra la media di 5-6°C circa. Ecco allora che su tutta la Pianura padana di toccheranno facilmente 31-32°C. Valori termici più alti al Sud dove si potranno sfiorare i 33-34°C. La sensazione di caldo aumenta in concomitanza di elevati tassi di umidità relativa, sarà ulteriormente aggravata dalla cosiddetta isola di calore delle città per via dell'urbanizzazione, mentre il clima sarà un po' più gradevole lungo le coste mitigate dalle brezze di mare.

Rca, così la Polizia individua gli evasori

Dramma auto senza Rca in Italia: secondo l’Ania (Associazione delle compagnie) nel 2016 c’erano addirittura 2,9 milioni di veicoli privi di copertura obbligatoria per legge, pari al 6,7% del totale dei mezzi circolanti. Un trend in crescita, senza contare che stando ad altre stime le vetture senza polizza sono 5 milioni. Ma come fa la Polizia ad arginare il fenomeno? In base a quanto consentono le normative attuali, andiamo a vedere le modalità di controllo che si possono effettuare sul campo.
Ecco in che modo le Forze dell'Ordine possono individuare chi viaggia senza la copertura assicurativa obbligatoria.
Auto fermata sul posto.
Il primo metodo per individuare un’auto senza Rca è un controllo sul posto, dopo aver fermato per un qualsiasi motivo la vettura. Al guidatore viene richiesto di esibire il certificato assicurativo. Se c’è, tutto ok. Altrimenti, senza Rca, la multa è di 849 euro più il sequestro della macchina. La sanzione scende a 212,25 euro (e veicolo sbloccato) se il proprietario del mezzo si mette in regola entro 30 giorni dalla scadenza della Rca, oppure se la vettura viene radiata entro 30 giorni, purché ci sia il consenso della Polizia stessa. O dei Carabinieri, se il controllo è stato fatto dall’Arma.
Auto immortalata dalla telecamera. Ci possono anche essere controlli con una telecamera. La Polizia (questo succede in diversi Comuni) si apposta in un punto, con l’occhio elettronico; immortala l’auto, si collega a un database alimentato da Motorizzazione e Ania e su un display visualizza la situazione della macchina. Se è ok, la vettura non viene fermata. Viceversa, se manca la Rca, l’auto viene bloccata a centinaia di metri da un’altra pattuglia. Volendo, senza che l’auto sia fermata, può anche arrivare una comunicazione a casa con l’invito a presentare la documentazione relativa alla polizza.
Tutor e autovelox in futuro. C’è una terza tipologia di controllo prevista dalla legge 27 del 2012, attraverso apparecchiature che effettuano l’accertamento da remoto (tramite la lettura delle targhe in circolazione mediante dispositivi telematici di rilevazione a distanza). Ossia con autovelox e Tutor e forse con le telecamere delle Zone a Traffico Limitato. Ma non è ancora stata emanata la normativa che definisce le caratteristiche di tali sistemi di rilevamento a distanza e le modalità di attuazione del sistema.
Il peso sulle tariffe e sulla pirateria - L’evasione assicurativa fa lievitare i prezzi Rca: le assicurazioni incassano meno e spalmano questi incassi mancati sugli automobilisti. Peccato, perché le Rca potrebbero calare ulteriormente: tra marzo 2017 e marzo 2018, i premi sono scesi da 351 a 345 euro; il calo è stato pari a 6 euro in valore assoluto e a -1,3% in valore percentuale. Le auto senza Rca sono spesso anche alla base della pirateria stradale: chi sa di non avere la copertura, se causa un incidente scappa, così da evitare di pagare i danni di tasca propria ed evitando le multe.

Lavoro, allarme stipendi: gli italiani guadagnano troppo poco

Si lavora tanto ma non si guadagna molto. Per gli stipendi degli italiani il 2017 non ha portato grandi cambiamenti. La retribuzione media in Italia è di 29.380 euro lordi. Secondo l’ultima rilevazione Ocse, l’Italia si piazza al nono posto nella zona euro. Timidi segnali di ripresa per le donne e i giovani.
Gli stipendi - Un operaio guadagna in media poco meno di 25mila euro e deve lavorare quattro mesi per arrivare allo stipendio mensile di un dirigente, che guadagna in media 101.821 euro lordi annui: sono 4.542 euro netti al mese, contro 1.475.
Meno di 35mila euro lordi - In Italia l’83,6% dei lavoratori guadagna meno di 35mila euro lordi l’anno, vale a dire 2.692 euro lordi al mese per 13 mensilità. Continuando a leggere di dati dell’Ocse, emerge che il 42,8% non arriva a 27mila euro, solo il 4,5% supera i 55mila, mentre solo l’1% percepisce stipendi superiori a 100mila euro lordi l’anno.
Differenze di genere - Migliorano gli stipendi di donne e giovani. Le differenze di genere si riducono – il delta retributivo fra femmine e maschi è passato dal -12,7% del 2016 al -10,4% del 2017), anche se una donna comincia a guadagnare dalla seconda settimana di febbraio se paragonata a un uomo (la differenza media è di circa 3mila euro lordi all’anno). Restano poche le donne ai vertici aziendali che sono anche meno pagate dei colleghi uomini. I giovani
Lo stipendio annuo lordo medio all’ingresso della carriera lavorativa, ossia fino a 24 anni d’età è di 22.526 euro. Alla fine del percorso professionale, oltre 55 anni, cresce a 33.155 euro, il 47,2% in più rispetto al gradino di partenza. I lavoratori con una laurea guadagnano in media di più rispetto ai colleghi con in titolo di studio inferiore: 39.730 euro di Ral media contro 27.849 euro.

Addio alle rondini, simbolo della primavera: minacciate da riscaldamento globale

Le rondini sono un simbolo della primavera da tempo immemore. Recentemente la loro presenza si era ridotta, ma d’ora in avanti vedremo questa specie sempre di meno, secondo gli ultimi conteggi e soprattutto secondo un allarme lanciato addirittura dalle Nazioni Unite. Gli uccelli migratori, tra i quali appunto anche le rondini, sono per loro natura dei viaggiatori, e risentono dei cambiamenti climatici molto più di quanto ci possiamo accorgere noi. La fatica della migrazione si fa sentire e in aggiunta a essa, che è naturale, ci sono variabili di tipo umano: il degrado dell’habitat, il rischio di collisione con turbine eoliche, linee elettriche, piloni autostradali. Senza contare la deforestazione e il riscaldamento globale: basta qualche grado in più per compromettere figliate e migrazioni. Negli ultimi anni 200 specie di volatili nomadi sono state classificate come globalmente minacciate, mentre il 40% delle specie migratrici sono in diminuzione. In Italia, in particolare, sono le rondini e il balestruccio a essere in pericolo sempre di più, ogni anno che passa. Queste specie vivono in Africa dalla metà di ottobre a metà marzo circa, e nei restanti mesi in Europa. Tuttavia le temperature in variazione modificano gli itinerari naturali di questi animali, costretti a viaggi più lunghi. La mortalità in queste specie aumenta di conseguenza. L’Onu, visto il problema, ha lanciato una campagna globale di sensibilizzazione e educazione che pone l’accento sulla necessità di una cooperazione internazionale per ridurre le cause dell’inquinamento, ristabilendo la situazione precedente al riscaldamento globale e dunque riportando al giusto ritmo anche le famiglie degli uccelli migratori. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha detto: “Gli uccelli migratori connettono persone, ecosistemi e nazioni. Sono simboli di pace e di un pianeta unito. I loro epici viaggi ispirano persone di tutte le età, in tutto il mondo“. In Italia gli habitat naturali per le specie migratorie sono in costante diminuzione a causa dell’eccessiva antropizzazione. Una soluzione, che ha parzialmente arginato il problema nella Pianura Padana, è il ritorno dei prati in prossimità delle cascine e degli appezzamenti boschivi: le rondini possono dunque trovare cibo vicino al nido e dunque avere maggiori probabilità di sopravvivenza.

Gli oggetti in plastica che l’UE ha messo al bando

La direttiva sulla riduzione dell’inquinamento da plastica, che la Commissione europea presenterà a fine maggio, metterà nero su bianco il bando di alcuni oggetti in plastica, indicando al contempo che gli stessi potranno essere prodotti con materiali differenti. L’inquinamento dei mari e delle terre a causa dell’abuso di materiale plastico è una piaga del nostro pianeta. L’Unione Europea ha deciso di dare un contributo alla riduzione del fenomeno mettendo al bando la produzione con materiali plastici di alcuni oggetti comuni. Vediamo nella gallery di che oggetti stiamo parlando, e di quanto sono impattanti nella vita nostra e della natura che ci circonda. Diremo dunque presto addio ai piatti di plastica, o almeno così dovrà fare l’intera industria della plastica attualmente sul territorio europeo.


L’elisir di lunga vita? Fare sport, lavorare, amare e godersi la vita

Chi non si annoia campa fino a 100 anni. E c’è poco da scherzare. Di esempi ce ne sono a bizzeffe. Mieko ha iniziato a nuotare a 87 anni. A cent’anni ha fatto l’impresa: è stata la prima al mondo a gareggiare sui 1.500 metri, con un secolo sulle spalle. Non ha vinto la gara ha raccolto altri venticinque record mondiali.
Il Giappone è un Paese per centenari - Il Paese del Sol Levante è pieno di centenari, ben 65.692, per la precisione. E pensare che all’inizio del ‘900 in Giappone l’aspettativa media di vita era di 44 anni. In questo caso non si tratta solo di arrivare al traguardo delle cento candeline, ma si tratta di spegnerle in perfetta forma.
Il libro - Junko Takahashi ha pubblicato una sorta di diario dei suoi viaggi, il libro “Il segreto della longevità” (DeAgostini), sottotitolo: Il metodo giapponese per vivere cento anni”. Il metodo sta nello spirito più che nella dieta. “Mangio quello che voglio e quando ne ho voglia”, spiega Mieko, la nuotatrice di 102 anni, “ma faccio comunque tre pasti al giorno”. Il suo vero allenamento è tenere pulita casa, ogni giorno, considerato che è grande 600 metri quadrati.
L’alimentazione - Niente regole fisse, ma il cibo andrebbe masticato a lungo, per facilitare la digestione. La dieta giapponese, inoltre, prevede tanto pesce, soprattutto crudo, tante verdure e proteine di origine vegetale, come la soia, tanto riso, pochi grassi. Riassumendo: dieta leggera e sana, senza bandire la carne ma preferendo il pesce.
Il lavoro - I centenari sono in perfetta forma e continuano a lavorare. Prendete l’esempio di Shigeaki Hinohara, medico, prima di andarsene lo scorso settembre, a 105 anni, non aveva un attimo libero tra pazienti, conferenze, viaggi e lezioni nelle scuole. Tomishige Shimizu, di Kyotango, la “città della longevità”, va a pesca ogni giorno, si prende cura dell’orto di famiglia e gira con scooter. Affatto scontato per chi ha superato le cento primavere.

Arriva il no alla doppia sanzione per il credito Iva inesistente

Ecco cosa ha stabilito l’Agenzia delle Entrate in tema di illegittima detrazione dell’Iva. Per fare un po’ di chiarezza sull’enorme questione dell’Iva, l’Agenzia delle Entrate ha emanato una nuova risoluzione – la AdE 36/E/2018 – con la quale sono stati finalmente stabiliti dei punti guida importanti. Si è deciso che nel caso in cui sia stata recuperata e sanzionata l’illegittima detrazione dell’Iva addebitata in fattura e accertata l’infedeltà dichiarativa in operazioni inesistenti, non è punibile anche il successivo utilizzo del credito in compensazione. Un chiarimento non da poco, su una questione che aveva creato non pochi fraintendimenti negli anni passati. L’Agenzia delle Entrate ha deciso di porsi la questione e chiarirla una volta per tutte. L’occasione è stata un’attività istruttoria fatta verso alcune società: l’Amministrazione, infatti, si era accorta che erano state contabilizzate delle fatture passive su alcune operazioni inesistenti. Ovviamente l’Iva del credito emerso era stata compensata. Cosa è successo? Che le aziende oggetto del provvedimento sono state raggiunte da una doppia sanzione: una per illegittima detrazione e una per dichiarazione infedele. Provvedimenti questi, che sono stati immediatamente impugnati dai legali delle società. Secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, nel caso di dichiarazione infedele, le compensazioni che sono state eseguite negli anni successivi sono legittime e quindi non possono più essere oggetto né di contestazione né di recupero. La decisione si basa principalmente sulla definizione di “credito inesistente”, introdotta nel nostro ordinamento giuridico con il D.Lgs 158/2015. Questa stabilisce che è inesistente il credito per cui manca – in tutto o in parte – il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non può essere accertata dai normali controlli amministrativi. Nel caso in cui, invece, “il credito inesistente da eccedenze d’imposta sia stato esposto in dichiarazione e successivamente utilizzato, si deve procedere unicamente con l’emissione degli atti tipici di accertamento in rettifica della dichiarazione, da notificarsi entro gli ordinari termini di decadenza, con applicazione della sanzione per infedele dichiarazione”. La sanzione è ancora più pesante nel caso di fatture o documentazione falsa, di operazioni inesistenti, di artifici o raggiri, condotte simulatorie e fraudolente.

Rottamazione cartelle esattoriali, ultimi giorni per aderire. Come fare

C'è tempo fino al 15 maggio per presentare domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali. Chi può aderire e come. Chi vuole aderire alla definizione agevolata per i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017, ha tempo fino al 15 maggio per presentare domanda di rottamazione. Fanno eccezione i carichi “non rottamabili” stabiliti dalla legge e i carichi interessati da una precedente rottamazione. Aderendo alla rottamazione, i contribuenti pagheranno solo l’importo delle somme dovute, senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Attenzione, per le multe stradali invece non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste per legge. Come aderire -  Il contribuente può presentare la propria richiesta di adesione attraverso il servizio “Fai DA Te” compilando, direttamente nell’area libera del portale di Agenzia delle entrate-Riscossione, il modello DA 2000/17. In alternativa al form online, è possibile scaricare il modello dal sito istituzionale, compilarlo e presentarlo agli sportelli di Agenzia delle entrate - Riscossione. Coloro che hanno una casella di posta elettronica certificata (pec), inoltre, possono inviare la domanda, insieme alla copia del documento di identità, all’indirizzo pec della Direzione regionale di riferimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. L’elenco degli indirizzi pec regionali è allegato al modello DA 2000/17 e pubblicato sul portale web. Dopo cosa succede? – A coloro che hanno presentato la domanda di adesione, l’Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare una comunicazione entro il 30 giugno 2018. In caso di accoglimento della domanda la comunicazione conterrà: l’importo delle somme dovute, la scadenza delle eventuali rate e i bollettini da utilizzare per il pagamento. In caso di diniego, invece, il documento conterrà: le specifiche motivazioni, tra quelle previste dalla legge, che non rendono “rottamabile” il debito (cartella/avviso) indicato dal contribuente nella domanda di adesione. Rate e scadenze – Sarà, poi, possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate di pari importo, la prima delle quali entro il 31 luglio 2018 e l’ultima, entro il 28 febbraio 2019.

Il bullismo oggi, tra carenze educative, assenza di limiti e social network

Grande è la responsabilità delle famiglie. Contro il cyberbullismo no a uso illimitato degli smartphone Sempre più spesso la cronaca riporta episodi di bullismo e di comportamenti violenti, non solo verso coetanei ma anche verso docenti. Sono tanti gli interrogativi: ci si chiede se il fenomeno sia in aumento, quali siano cause e responsabilità, come intervenire. In un'epoca di crisi delle istituzioni educative, dalla famiglia alla scuola, si assiste però anche al 'bullismo dei genitori', pessimi esempi per probabili futuri bulli, che asfaltano l'autorità scolastica anche per futili motivi o aggrediscono verbalmente e fisicamente gli insegnanti. Secondo un'indagine Amnesty International-Doxa, condotto su un campione di mille persone, per 7 italiani su 10 il fenomeno del bullismo e' in crescita. Ma la responsabilità, secondo quasi la meta' degli intervistati (45%), e' che l'incremento si sia verificato proprio a causa della "grande cassa di risonanza fornita dai social media", mentre il 26% ritiene che la crescita sia dovuta al costante "clima di incitamento all'odio e alla discriminazione presente sui media". Per un italiano su quattro, invece, il bullismo e' sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. Un sondaggio condotto dal Centro Pio La Torre tra oltre 2500 studenti rivela che 1 ragazzo su 3 afferma di aver assistito personalmente ad atti di bullismo, quasi il 90% degli studenti pensa sia un fenomeno molto diffuso all'interno delle scuole e il 42% pensa che sia la scuola il contesto nel quale maggiormente si faccia uso della violenza. Il bullismo e' anche frutto di una carenza educativa da parte delle famiglie, con genitori che accontentano i figli in tutto e non pongono loro limiti pensando di fare il loro bene. Cio' porta all'incapacita' dei giovani di gestire conflitti e normali dinamiche relazionali con i coetanei. Ad aggravare il problema le tecnologie digitali messe impropriamente in mano a giovanissimi, non in grado di usarli. Lo spiega all'Ansa Daniele Novara, direttore del Centro Psicopedagogico per l'Educazione e la Gestione dei Conflitti: "Non c'e' un aumento del fenomeno bullismo, troppo spesso confuso con normali episodi di disturbo tra coetanei, da sempre parte delle normali dinamiche scolastiche e giovanili. Il vero bullismo prevede che la vittima sia oggetto di violenza intenzionale, fisica o verbale, sadica, da parte di un compagno" Novara, autore del libro 'I bulli non sanno litigare' (Rizzoli) insieme allo psicologo Luigi Regoliosi chiarisce che il bullismo ha luogo in presenza di tre indicatori molto precisi e tassativi: prepotenza intenzionale e orientata a creare un danno, continuativa nel tempo verso una stessa vittima, la quale deve essere palesemente inferiore di forze rispetto al bullo e incapace di difendersi. Infatti l'inglese 'to bull' esprime sadismo contro una persona che non si puo' difendere. In Italia la parola e' tradotta in modo letterale, ma per noi il bullo e' un ragazzino gradasso e prepotente, non un violento efferato. In questo modo si diffonde un allarme ingiustificato, sostiene l'esperto: ad esempio da alcune statistiche emerge che alle elementari un bambino su due sarebbe vittima di bulli, eppure a ben vedere non parliamo di atti di violenza, ma solo di episodi di disturbo. Anche il pericoloso fenomeno del cyberbullismo puo' essere fermato educando i giovani, dando limiti e regole: "I genitori devono controllare i telefonini dei figli fino a 15 anni, impedirne l'uso di notte, regolare l'uso diurno. Inoltre, fino a 13 anni non bisognerebbe usare gli smartphone, i bambini sono troppo immaturi per usarli in modo adeguato", conclude

Assegni circolari, truffe in aumento. Come difendersi

In forte aumento le frodi sugli assegni circolari attraverso la clonazione o l’intercettazione. Ecco come difendersi 18 aprile 2018 - Aumentano le frodi relative agli assegni circolari. Secondo l’inserto TuttoSoldi de La Stampa, si registra un aumento del 40% delle truffe durante i primi sei mesi del 2017, con circa 60 casi al giorno di clonazione e truffe che hanno gli assegni come oggetto, per un giro d’affari illecito che ha fruttato circa 80 milioni di euro solo nel periodo preso come oggetto di studio. Vediamo come si consumano le truffe più comuni e come ci si può difendere.
Clonazione - Tramite il sistema della clonazione, il truffatore replica fedelmente tutti i dettagli di un assegno, dalla firma all’intestazione della banca. L’assegno clonato sarà poi incassato in banca tramite l’utilizzo di documenti falsificati. Intercettazione Altro sistema molto in voga al momento è quello dell’intercettazione. È molto pericoloso spedire degli assegni, perché questi possono essere intercettati dai truffatori. Tuttavia, enti pubblici come l’Inps sono soliti inviarli lo stesso, e questi possono essere rubati durante il loro viaggio dai truffatori. Quest’ultimi li incasseranno ancora una volta utilizzando dei documenti falsi.
Come difendersi - La proliferazione di truffe simili durante l’anno appena passato è dovuta in parte all’aumentare dei furti di dati personali, necessari alla falsificazione dei documenti. Per tutelarsi è opportuno controllare e difendere i propri dati personali, essenziali per la realizzazione dei documenti falsi utili a incassare gli assegni contraffatti. Mai lasciare incustoditi i propri dati, come anche le fotocopie dei nostri documenti che spesso sono necessarie per sbrigare alcuni processi burocratici. Un altro dei luoghi preferiti dai truffatori per reperire le informazioni personali delle vittime sono i social network: ci raccomandiamo di non rendere visibili i propri dati sensibili, che potrebbero essere utilizzati per compilare le numerose carte di identità in bianco facilmente reperibili sul mercato nero.

MAGGIO

Maggio è il quinto mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e il terzo e ultimo mese della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, consta di 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Nella cultura cristiana maggio è il mese dedicato alla Madonna.  L'antico nome latino Maius potrebbe derivare dalla dea romana Maia, dea della terra nonché dell'abbondanza e della fertilità.

Il giorno 21 il Sole esce dal segno dell'Ariete per  entrare  in quello  dei Gemelli

RICORDIAMO

1º maggio - Festa del lavoro
Festa della mamma (seconda domenica di maggio)


LA LUNA DI  MAGGIO

29/5/2018

Luna piena

8/5/2018

Ultimo quarto

15/5/2018

Luna nuova

22/5/2018

Primo quarto


Figurine, vinili e computer: il vintage possono valere una fortuna

Magari in cantina qualcuno ha un tesoro e neanche lo sa. Alcuni oggetti, infatti, sono diventati di culto e oggi possono essere rivenduti a prezzi incredibili. Dai computer, ai vinili, passando per le prime edizioni di libri o fumetti, fino alle monete. Scopriamo nella gallery quali soni gli oggetti che oggi valgono una fortuna, secondo la classifica di Insider
Vecchi gettoni telefonici - Se hai trovato qualche gettone telefonico in una vecchia giacca dimenticata nell’armadio, forse ti sarai fatto questa domanda: quale è il valore dei gettoni telefonici? Possono valere varie centinaia di euro
Moneta da 1 cent con la Mole - Sul rovescio della moneta è raffigurata la Mole Antonelliana. Si tratta di un errore di stampa. Infatti la Mole Antonelliana è il simbolo stampato sulle monete da 2 centesimo e non da 1 centesimo di euro. Da qui il valore astronomico della moneta: oltre 3 mila euro.
Le 5 lire del 1946 - Le 5 lire 1946 furono la prima moneta da 5 lire coniata dalla Repubblica Italiana. Se le condizioni sono eccellenti le 5 lire del 1946 e del 1947 possono avere in valore di oltre 1200 euro. Le altre annate invece hanno un valore che comunque è rispettabile e quotato a circa 50 euro
La moneta da 50 centesimi del 2007 - La moneta 50 centesimi 2007 è stata coniata nel 2007 e ne sono stati prodotti ben 4.994.490 esemplari. Osservando anche solo la tiratura della moneta, si evince che non sono quindi dei 50 centesimi rari; tuttavia è considerata una delle monete più difficili da trovare in circolazione, anche se il suo valore non è altissimo (10 euro).
Computer Apple vintage - L’anno scorso un Apple 1, computer lanciato da Steve Jobs nel 1976, è stato venduto per 355.000 dollari(poco più di 300mila euro) da Christie’s.
Dischi in vinile - Una copia originale di Yesterday and Today, raccolta dei Beatles pubblicata esclusivamente negli Usa dalla Capitol Records nel 1966, è venduta su eBay a 13mila euro, mentre quella di The Freewheelin di Bob Dylan supera i 29mila euro.
Fumetti - I più preziosi sono quelli americani della Golden Age, epoca che va dalla fine degli anni ’30 al 1950. Ad esempio, il New York Daily News ha riportato che il numero 1939 di Detective Comics, fumetti della DC Comics, che ha lanciato il personaggio di Batman ora vale 1 milion e 300mila euro.
Scarpe da ginnastica vintage - Si possono anche realizzare profitti con una coppia di Converse Chuck Taylor All-Stars degli anni ’50 o ’60. Su eBay vanno a ruba.
Argenteria vintage - Una serie Tiffany di 24 pezzi del 1909 è quotato 900 euro su eBay, mentre un servizio di posate d’argento prodotto dalla compagnia Georg Jensen nel 1927 è stato venduto all’asta da Christie’s per 17.500 dollari (15mila euro) nel 2011.
Opere decorative asiatiche - I collezionisti sono meno interessati agli oggetti d’antiquariato europei del XIX secolo perché tendono ad essere più voluminosi.
Mobili di metà secolo - I mobili progettati a metà del XX secolo, soprattutto negli anni tra il 1933 al 1965, continuano a essere di gran moda. Dunque chi ha la fortuna di avere una sedie o un tavolo dell’epoca può farlo fruttare.
Figurine - Negli Usa vanno fortissime quelle dei giocatori di baseball. Ad esempio durante un’asta l’Heritage Auctions ha venduto una rara figurina di Mickey Mantle, campione della Major League, per 340 mila euro
Monete del passato - Negli Usa secondo l’antiquario Zimmerman, le monete d’argento, i mezzi dollari e i dollari d’argento coniati prima del 1964 vanno a ruba. A seconda della denominazione e dell’anno in cui sono stati coniate, queste monete possono raggiungere fino la cifra di 70 euro.
Scatole di cereali vintage - Su eBay, un set di tre scatole di Dallas Cowboys Wheaties costa 119 dollari. Coloro che preferiscono i prodotti di Kellogg possono acquistare una grande scatola di cereali degli anni ’50 per 300 euro, completa dell’illustrazione originale di Tony the Tiger.
Peluche da collezione - Secondo Insider negli Usa vanno fortissimi i Beanie Babies, pupazzi di animali lanciati negli anni ’90 e diventati oggetti cult. Su eBay, alcuni dei peluche più redditizi sfiorano i 6mila euro al pezzo.
Action figure -    Raggiungono cifre fino a 8mila e 500 euro le Action Figure, giocattoli che comprendono G.I. Joe o Big Jim, ma anche la serie He-Man e i Masters of the Universe o ancora le riproduzioni snodabili in scala di personaggi di film o serie televisive come Guerre stellari o Star Trek.



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 E' un sognatore e un idealista ...  I cambiamenti e le variazioni lo attraggono in maniera irresistibile, sovente è incapace di terminare un lavoro iniziato, ma può lasciarlo incompiuto per affrontarne un altro che gli offra al momento maggiori motivi di interesse...

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