Alla scoperta del Monferrato

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Tenta di rubare un’auto ma deve chiamare la polizia che lo tiri fuori dal veicolo ...

La polizia norvegese ha raccontato che un ragazzo che aveva tentato di di rubare un’automobile da una concessionaria ha finito per chiamare la polizia quando si è ritrovato bloccato dentro al veicolo. La polizia di Trondelag ha twittato che il diciassettenne ha chiamato polizia spiegando agli agenti di di essere rimasto intrappolato in un’auto che stava tentando di rubare da un concessionario della Volvo. Ebbe Kimo, portavoce della polizia di Trondelag, ha detto che il ragazzo era noto alla polizia locale, per precedenti arresti per reati di microcriminalità. “Ci conosce abbastanza bene e chiaramente ha pensato che sarebbe stato corretto chiamarci per chiedere aiuto, un po ‘come chiamare un amico”, ha scherzato Kimo con i giornalisti. Kimo ha anche commentato che il ragazzo “forse non è il ladro d’auto più esperto”. “Nei suoi precedenti tentativi, era almeno in grado di scendere dalla macchina”, ha detto. Chissà che la figuraccia non convinca l’aspirante ladro a scegliere una vita diversa


Distilleria olandese produce vodka dai tulipani ...

I tulipani, o i fiori in generale, non sono tipicamente gli ingredienti principali per i loquori, ma una piccola distilleria in Olanda ha messo a punto un processo per creare una vodka di alta qualità con due soli ingredienti: bulbi di tulipano e acqua. Dutch Tulip Vodka è la creazione del trentatreenne Joris Putman, ex regista diventato imprenditore. Quattro anni fa, ha deciso che voleva inventare qualcosa, e anche se non sapesse esattamente quale sarebbe stata questa cosa, voleva includere il simbolo nazionale del suo paese, il tulipano. Dopo dopo anni di duro lavoro, innumerevoli esperimenti e sforzi per convincere gli altri che la sua idea di vodka al tulipano era valida, oggi sta avendo successo e molti ristoranti di lusso iniziano ad offrire la bevanda nei loro menu. “I miei amici originariamente suggerivano di distillare dal grano, ma non mi sembrava per niente interessante – avrei fatto la stessa cosa che fanno altri, seguendo la stessa ricetta”, ha detto Joris Putman a VICE Munchies. “Ma mi hanno acceso una lampadina. Ho subito immaginato tulipani, liquori e vodka, e poi è stata solo una questione di minuti prima che mi mettessi a lavorare alle sperimentazioni”. Fare la vodka usando solo i bulbi di tulipano e l’acqua non è però stato facile Putman raccontadi aver passato due anni a perfezionare il processo, mantenendo tutto segreto, e anche i suoi amici e la sua famiglia era all’oscuro. “Il tulipano ha una consistenza che rende difficile il processo di distillazione, ma il primo momento in cui ha funzionato è stato semplicemente fantastico”, ha affermato il giovane imprenditore. “All’inizio non aveva un gusto ottimo, ma era un insieme di sapori interessante e complessa. Ma una volta che aveva funzionato, abbiamo avviato test di distillazione a lungo termine per ottimizzare il sapore”. Il processo per realizzare la Dutch Tulip Vodka è un segreto gelosamente custodito, ma Putman ha rivelato che la vodka è distillata tre volte, anche se è un processo diverso da quello utilizzato nella maggior parte delle distillerie. Un lotto di Tulip Vodka olandese impiega fino a tre mesi per essere prodotto, ma può essere reso inutilizzabile nel caso ci siano bulbi di tulipani contaminati, quindi Putman si procura gli ingredienti solo da un agricoltore biologico nell’Olanda settentrionale. Dalla sua distilleria, Clusius Craft Distillers (dal nome del botanico olandese che ha introdotto i tulipani nei Paesi Bassi) oggi passano 4.800 bulbi di tulipano al giorno. Putman ha iniziato finalmente a commercializzare le bottiglie di vodka al tulipano, ma il prezzo non è esattamente popolare: la varietà “Pure” costa infatti 295 euro a bottiglia, e quella “Premium”, più economica è in vendita a “solo” 48 euro.


Lo specchio che riflette solo chi sorride ...

Arriva uno specchio in grado di riflettere solo chi sorride. Ecco perché è stato sviluppato Sta per arrivare sul mercato uno specchio altamente tecnologico che riflette solo se chi lo utilizza sorride. L'idea è stata pensata soprattutto per le persone affette da tumore e somiglia molto ad un tablet che riconosce, tramite una fotocamera, il sorriso di una persona, iniziando quindi a riflettere la sua immagine. L'idea è venuta al designer industriale turco Berk Ilhan dopo aver assistito alle difficoltà di un suo familiare durante i trattamento contro il cancro. In seguito a questa esperienza, Berk ha deciso di sviluppare prodotti che aiutino la gioia e il benessere delle persone affette da questo brutto male. "Le nostre espressioni facciali influenzano come ci sentiamo. Se muoviamo i nostri muscoli facciali per sorridere, il nostro cervello pensa che qualcosa sia accaduto di buono, e come risultato si diventa felici". Una spiegazione che potrebbe apparire molto semplicistica ma che, in fondo, non è infondata: l’idea che un sorriso, anche forzato, possa fare sentire meglio, avrebbe delle basi scientifiche. Al momento il costo dello specchio è davvero elevato e si aggira sui 2000 dollari. Tuttavia Ilhan ha lanciato una campagna su Kickstarter con cui spera di raccogliere fondi sufficienti per ridurre il prezzo a 500 dollari e donarlo agli ospedali.


Voglia di rilassarti dopo il lavoro? Da oggi puoi farlo nell’innovativa piscina senz’acqua!

Un designer italiano ha inventato una struttura molto particolare… La piscina senz’acqua, che consente di avere un relax completo in ogni momento ma senza bagnarsi e tutto ciò che ne consegue.Una delle innovazioni più interessanti di questi ultimi anni, disponibile da qualche tempo sul mercato anche se non proprio economica, è una piscina. Una piscina come ne esistono altre, potremmo pensare, se non che questa ha una particolarità abbastanza unica: è infatti una piscina senz’acqua, una piscina a secco. Se non capisci il senso di un’invenzione del genere, peraltro creata da un italiano, non preoccupatevi: continua a leggere e lo capirai anche tu! Il presupposto è che la piscina è un ambiente di relax, un posto in cui si va per passare qualche ora in acqua in spensieratezza, ma chiaramente è il tempo a mancare. Entrare anche solo i una vasca implica spogliarsi, mettersi un costume, bagnarsi, dover fare una doccia… Questo mal si collima con una pausa pranzo o con un ritorno a casa che rischia così di essere più stancante, con il tempo che manca, che non rilassante. Ed è qui che entra in gioco questa piscina senz’acqua.Di fatto si tratta di una struttura ad un posto (a dire il vero sembra un po’ una bara…) nella quale è presente quello che di fatto è un materasso ad acqua. Il materasso, non troppo rigido, si adatta alla forma del corpo e così fa la sua temperatura, che può essere regolata da un termostato in base alle necessità di chi la utilizza; quando tutto è pronto, senza spogliarci, né bagnarci, si può entrare nella struttura ed avremo una sensazione avvolgente, di galleggiamento, ma senza alcun tipo di preparazione.Il dispositivo, infatti, è pensato per i centri benessere ma anche per i luoghi di lavoro, così da dare la possibilità ai dipendenti di rilassarsi. Il peso del corpo infatti non si sentirà più, e la sensazione di galleggiamento e di avvolgimento, magari con la musica nelle orecchie, non sarà diverso da quello di una vera piscina, di quelle con l’acqua, con la differenza fondamentale che in questo caso non ci bagneremo e non dovremo nemmeno cambiarci o togliere qualche vestito; si entra così come siamo e si esce proprio come prima. Il prezzo per adesso è fuori dalla portata di tutti, per cui di metterla in casa per il momento possiamo assolutamente dimenticarlo. Potremmo però iniziare a trovarla in qualche centro benessere, in cui magari ci si può recare quando siamo in pausa dal lavoro, giusto per riprenderci dallo stress del lavoro continuo; inoltre si può anche proporre al proprio capo di acquistarne qualcuna ad uso dei dipendenti. Difficile che la richiesta sia accordata, perché se i soldi ci fossero magari tutti preferirebbero un aumento di stipendio, ma anche un investimento del genere che rilassi i dipendenti e li renda di conseguenza più produttivi non sarebbe affatto un’idea da buttare. È che i capi non lo capiscono.


Il proverbio:  " Alcuni ti ameranno per quello che sei ed altri ti odieranno per la stessa ragione. Abituatii...! "

Settimana in ostaggio di un colosso di pressione...

Definirlo colosso anticiclonico potrebbe sembrare un po' esagerato visto che siamo ancora nel cuore del mese di Febbraio. Tuttavia, gli effetti di questo enorme e vasto campo di alta pressione dalle origine sub tropicali, si stanno facendo giorno dopo giorno sempre più pesanti. La persistente stabilità atmosferica e le temperature massime ben superiori alla media stagionale, sono elementi che stanno trasformando questa situazione in una fase ormai fortemente anomala. Ma cosa succederà nei prossimi giorni? Ci sono segnali all'orizzonte di un possibile cambiamento? Nell'immediato futuro, dunque per i prossimi 3-4 giorni almeno, non ci saranno particolari variazioni sulla circolazione generale. L'alta pressione di matrice sub tropicale infatti continuerà a garantirci condizioni meteo decisamente tranquille. Qualche eccezione si registrerà sulle pianure del Nord, su alcune aree interne del Centro e sui litorali tirrenici. Su queste aree, il ristagno dell'aria nei bassi strati e la mancanza di un adeguato ricambio dell'aria, favoriranno lo sviluppo di nebbie e di nubi basse che potranno mantenere i cieli più sporchi fino alle ore centrali del giorno con un minor irraggiamento solare. Per il resto, tanto sole e temperature diurne ben al di sopra della media climatologica con un po' di freddo solo di notte. Segnali di un possibile cambiamento della circolazione generale si intravedono verso la fine della prossima settimana: il colosso anticiclonico infatti potrebbe sbilanciarsi verso Nord provocando la discesa di una massa d'aria fredda verso i Balcani, con parziale interessamento anche del nostro Paese. Al momento, le regioni che potrebbero essere maggiormente interessate pare siano i versanti del medio e basso Adriatico e gran parte del Sud dove, oltre ad un calo termico, potrebbe intervenire un peggioramento delle condizioni atmosferiche. Al Nord Italia e sulle aree del versante tirrenico, gli effetti sarebbero limitati ad una generale diminuzione delle temperature mentre il tempo potrebbe rimanere tutto sommato ancora abbastanza stabile.

Gelo russo siberiano in rotta verso l'Italia a fine Febbraio

Nuove prospettive di gelo russo alle porte dell'Italia. Anche stamattina viene confermata dal modello inglese ECMWF la possibilità che il gelo russo raggiunga tutto l'Est Europa e l'Italia, ancora una volta il versante Adriatico. A scaturire questa ondata di gelo prevista per il 23/24 Febbraio sarà il possente ed enorme Anticiclone delle Azzorre che si posizionerà sul Nord Europa ma avrà una radice ben salda sulla Spagna ed Inghilterra.Questo movimento/meccanismo della bolla anticiclonica favorirà l'ingresso di una massa d'aria gelida dalla Russia verso i Paesi orientali con meta finale su regioni adriatiche, Grecia e Turchia. Pertanto, prevediamo un brusco calo delle temperature su tutti i settori adriatici a partire dal 23 Febbraio con l'ingresso di aria più fredda da Est attraverso la porta della Bora. Ciò favorirà l'arrivo di nevicate a bassissima quota al centro. L'aria fredda transitando sulle acque miti del mar Adriatico darà vita a bande nuvolose che, alimentate dall'umidità della superficie marina, determineranno nevicate e addirittura temporali causati dal drastico abbassamento improvviso delle temperature. Al Nord invece e sulle regioni Tirreniche riscontreremo solo un abbassamento notevole delle temperature con cieli sereni e limpidi. Freddo intenso durante le ore notturne con valori spesso sotto gli 0°C

Reddito cittadinanza, arriva il calcolatore on line

Calcolare l'importo del reddito di cittadinanza è piuttosto complesso. Si parte dallo stimare la soglia massima di reddito familiare da non superare: la base di partenza è di 6.000 euro e, visti i parametri di scala di equivalenza previsti dal decreto, è più alta per i nuclei familiari più numerosi. Dopo aver individuato la soglia massima da non superare bisogna sottrarre il proprio reddito familiare dalla stessa, per poi dividere il risultato per 12 mensilità: utilizzando questa formula si ha l'importo dell'integrazione mensile erogata sulla carta per il reddito di cittadinanza al quale bisogna aggiungere eventuali rimborsi spese per l'affitto (fino a un massimo di 3.360 euro annui) o per il mutuo (massimo 1.800 euro l'anno, per un rimborso di 150 euro mensili). Ma non basta saper calcolare l'importo, bisogna anche verificare che si è in possesso dei requisiti previsti per avere diritto al reddito di cittadinanza. Nel dettaglio, i requisiti economici prevedono un ISEE inferiore a 9.360 euro, un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (innalzabile fino a 20.000 euro in determinate circostanze), un patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro e un reddito familiare inferiore a 6.000 euro (che aumenta in base al parametro di scala di equivalenza previsto). Per non perdere tempo con calcolatrice e formule varie si può utilizzare il nuovo calcolatore online del Reddito di Cittadinanza, realizzato da Money.it. Uno strumento utile, che vi permette di conoscere in pochi minuti, facendo attenzione a inserire tutti i dati corretti, l'importo del reddito di cittadinanza, sia per la parte riguardante l'integrazione del reddito familiare che per il rimborso di eventuali spese per l'affitto e per il mutuo. Calcolare l'importo del reddito di cittadinanza è piuttosto complesso. Si parte dallo stimare la soglia massima di reddito familiare da non superare: la base di partenza è di 6.000 euro e, visti i parametri di scala di equivalenza previsti dal decreto, è più alta per i nuclei familiari più numerosi. Dopo aver individuato la soglia massima da non superare bisogna sottrarre il proprio reddito familiare dalla stessa, per poi dividere il risultato per 12 mensilità: utilizzando questa formula si ha l'importo dell'integrazione mensile erogata sulla carta per il reddito di cittadinanza al quale bisogna aggiungere eventuali rimborsi spese per l'affitto (fino a un massimo di 3.360 euro annui) o per il mutuo (massimo 1.800 euro l'anno, per un rimborso di 150 euro mensili). Ma non basta saper calcolare l'importo, bisogna anche verificare che si è in possesso dei requisiti previsti per avere diritto al reddito di cittadinanza. Nel dettaglio, i requisiti economici prevedono un ISEE inferiore a 9.360 euro, un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (innalzabile fino a 20.000 euro in determinate circostanze), un patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro e un reddito familiare inferiore a 6.000 euro (che aumenta in base al parametro di scala di equivalenza previsto). Per non perdere tempo con calcolatrice e formule varie si può utilizzare il nuovo calcolatore online del Reddito di Cittadinanza, realizzato da Money.it. Uno strumento utile, che vi permette di conoscere in pochi minuti, facendo attenzione a inserire tutti i dati corretti, l'importo del reddito di cittadinanza, sia per la parte riguardante l'integrazione del reddito familiare che per il rimborso di eventuali spese per l'affitto e per il mutuo.

Fisco, da oggi definizione agevolata delle cartelle per tutti

Roma - Da oggi la definizione agevolata delle cartelle diventa per tutti, anche per chi non è in regola con i pagamenti della "rottamazione bis". È stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale la legge n. 12/2019 di conversione del Decreto semplificazioni (decreto legge n. 135/2018) che apre le porte della "rottamazione ter" anche ai contribuenti che non avevano pagato le rate in scadenza lo scorso 7 dicembre. Agenzia delle entrate-Riscossione rende noto di aver adeguato alle novità normative i modelli di adesione che già da oggi sono disponibili sul sito internet e agli sportelli dell'Ente (modello DA-2018 e modello SA-ST). Sempre sul sito di Agenzia Riscossione sono stati aggiornati i contenuti informativi e i processi web per consentire agli utenti di presentare, anche per queste cartelle, le domande di rottamazione comodamente dal proprio pc, smartphone o tablet, con pochi clic e senza necessità di andare allo sportello. DL SEMPLIFICAZIONI, COSA CAMBIA. Vediamo le principali novità introdotte dal "Decreto semplificazioni". Innanzitutto da oggi è possibile, dietro presentazione del modello di adesione, l'accesso alla cosiddetta rottamazione ter anche per i contribuenti che non hanno provveduto al pagamento previsto entro il 7 dicembre 2018 delle rate della "rottamazione bis" (DL 148/2017) scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018. Per questi debiti è possibile suddividere il dovuto in 10 rate consecutive di pari importo con scadenza 31 luglio e 30 novembre 2019, e poi febbraio, maggio, luglio e novembre degli anni 2020 e 2021 (la rottamazione ordinaria prevede 18 rate e termina nel 2023). Resta sempre la possibilità di versare le somme dovute a titolo di definizione agevolata in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2019.
Il Decreto semplificazioni introduce delle novità anche per chi è interessato al "saldo e stralcio", ossia la definizione agevolata dei debiti a favore delle persone fisiche che si trovano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica. Nel caso di inammissibilità della domanda per il "saldo e stralcio", le cartelle non in regola con i pagamenti del 7 dicembre, vengono automaticamente ricondotte nell'ambito della "rottamazione ter" con ripartizione del debito in 9 rate. Un'ulteriore novità riguarda l'allineamento delle scadenze della definizione agevolata 2018 per le risorse UE e per l'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione a quelle della "rottamazione ter" (18 rate in 5 anni). ROTTAMAZIONE TER, DOMANDE IN AUMENTO. Dopo tre mesi dalla partenza, la "rottamazione ter" delle cartelle ha già totalizzato oltre 260 mila domande di adesione, con un incremento di circa il 20% rispetto alle richieste di "rottamazione bis" presentate l'anno scorso nel medesimo arco temporale di riferimento. Il dato, aggiornato al 7 febbraio 2019, si riferisce alle richieste di definizione agevolata presentate a partire dallo scorso 6 novembre quando Agenzia Riscossione ha pubblicato i modelli per fare domanda. La cosiddetta rottamazione-ter, prevista dal decreto legge n. 119/2018 (convertito con modificazioni dalla legge n. 136/2018), consente ai contribuenti di pagare in forma agevolata, cioè senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora, i debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Per le multe stradali, invece, non si devono pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Il termine entro il quale va presentata la domanda è fissato dalla legge al 30 aprile 2019.
CARTELLE ROTTAMATE CON POCHI CLIC. I contribuenti che intendono aderire alla "rottamazione ter" delle cartelle possono compilare e inviare le richieste direttamente online dal portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it con il servizio "Fai D.A. te", disponibile sia in area pubblica, senza la necessità di pin e password ma allegando il proprio documento di identità, sia nell'area riservata del sito per chi accede utilizzando Spid o le credenziali personali fornite da Agenzia delle entrate o dall'Inps. Per utilizzare il servizio "Fai D.A. te" in area pubblica, bisogna accedere alla home page del portale ed entrare nella pagina dedicata alla Definizione Agevolata 2018. In questa sezione, cliccando sull'apposito link, è innanzitutto possibile richiedere via email il "prospetto informativo", cioè l'elenco delle cartelle e avvisi di pagamento che possono essere "rottamati" e l'importo dovuto "scontato" delle sanzioni e degli interessi di mora. Quando il contribuente è in possesso di tutte le informazioni necessarie sulla propria situazione debitoria, può cliccare sul link che consente di compilare direttamente sullo schermo il modello DA-2018, cioè la domanda per "rottamare" cartelle e avvisi. È necessario inserire i dati anagrafici, di domiciliazione, di contatto e indicare un indirizzo e-mail di riferimento. Bisogna poi inserire i riferimenti delle cartelle o degli avvisi che si vogliono definire in forma agevolata e allegare i documenti di riconoscimento (documento di identità e dichiarazione sostitutiva attestante la qualifica del dichiarante). Infine, come ultimo passaggio, dopo aver verificato il riepilogo dei dati, il contribuente deve indicare se intende pagare in un'unica soluzione oppure a rate e inviare la domanda. L'Agenzia trasmetterà una prima e-mail contenente un link per la convalida della richiesta che dovrà essere effettuata entro le 72 ore successive dalla ricezione. Successivamente il contribuente riceverà una seconda e-mail di presa in carico della domanda con il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati inseriti. "Fai D.A. te" è presente anche nell'area riservata del portale dove, accedendo con le proprie credenziali (codice fiscale e password), non è necessario allegare alcuna documentazione di riconoscimento ed è possibile visualizzare il prospetto informativo, compilare e inviare la domanda di adesione. In alternativa, il modello di domanda DA-2018 può essere trasmesso tramite posta elettronica certificata (pec), all'indirizzo della direzione regionale di riferimento indicata sul modulo oppure presentato agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione.

Venezia, andrà da 6 a 10 euro la tassa di accesso per i turisti

"Lʼobiettivo è una migliore vita per i cittadini di questa città.. Ma non vogliamo far cassa", dice il sindaco Brugnaro Per i turisti l'accesso a Venezia costerà 6 euro nei giorni "ordinari", 8 in quelli di maggior accesso e 10 in quelli di sovraffollamento. Le specifiche tariffarie sono contenute nella proposta di delibera sul regolamento per l'istituzione e la disciplina del contributo di accesso, presentata dal sindaco Luigi Brugnaro. Fino al 31 dicembre 2019, comunque, l'ingresso in città costerà "solo" 3 euro. Previste anche 19 tipologie di esenzione."L'obiettivo nostro è, se possiamo, arrivare da adesso al 2022 con una gestione dei flussi turistici della città. Vuol dire con una prenotabilità degli arrivi, una previsione degli arrivi", ha affermato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in conferenza stampa. "Non siamo interessati a fare cassa. Non stiamo pensando a chissà quanti soldi arriveranno: noi non crediamo saranno così tanti. Non abbiamo questo interesse", ha assicurato. Per poi spiegare: "L'obiettivo è una migliore vita per i cittadini di questa città, soprattutto per le persone che vi risiedono. È l'obiettivo vero che la nostra amministrazione, per quanto riguarda la città antica e le isole, sta svolgendo". "La citta' è e rimarrà aperta, siamo per un contributo 'light'", ha concluso Brugnaro.

Più connessi, ma più soli. Così la solitudine fa più danni di 15 sigarette al giorno... colpiti i giovani

Non c’è solo il rischio depressione per chi si sente solo. Aumentano i problemi cardiovascolari. Salgono stress e ansia. I calcoli fatti dal ministero della Salute della Gran Bretagna, dove la solitudine è considerata una vera emergenza sociale.
DANNI DELLA SOLITUDINE -Un vero dolore fisico, molto più di un malessere. L’ultima ricerca sugli effetti della solitudine, pubblicata da psichiatri e cardiologhi tedeschi che hanno studiato oltre 15mila persone tra i 35 e i 74 anni, conferma una lunga sequenza di studi sugli effetti collaterali del sentirsi soli. Aumentano i rischi cardiovascolari, salgono lo stress e l’ansia, e perfino i livelli della pressione possono risentirne. Dunque, la solitudine è una vera patologia, che il boom della rivoluzione tecnologica ha perfino aggravato. Viviamo tutti più connessi, ma più soli.
RISCHI DELLA SOLITUDINE -L’uomo è un animale sociale e in quanto tale ha bisogno di interagire e di trovare il proprio posto all’interno della comunità. Per questo quando non ci riesce entra in crisi, mettendo in discussione tutto il proprio mondo. Eppure la solitudine non viene ancora considerata come dovrebbe: ossia un male pericoloso. Ci sforziamo di combattere il fumo, l’alcol e la droga, per i mali fisici e mentali che ci producono. Giusto. Ma trascuriamo i rimedi contro il male oscuro della solitudine che in realtà non colpisce solo le persone più anziane, ma sta esplodendo anche tra i giovani. È il destino dell’uomo contemporaneo: la tecnologia dovrebbe avvicinarci, grazie ai suoi effetti moltiplicatori in termini di «Rete», ma in realtà tutte le statistiche ci segnalano sempre più soli. Da piccoli, con i ragazzi chiusi nelle loro tribù, e da grandi con gli anziani che sentono la vita allungarsi ma i rapporti umani rarefarsi.
CONSEGUENZE DELLA SOLITUDINE - Mi ha colpito un’inchiesta del quotidiano inglese The Guardian che segnala come ormai in Gran Bretagna la solitudine sia diventata un problema per il sistema sanitario nazionale, anche perché chi ne soffre ha il 14 per cento di possibilità in più di pensare al suicidio rispetto agli altri. Una vera emergenza, e non solo per gli anziani. L’ultimo Rapporto delle amministrazioni locali la descrive come la prima priorità dei governi locali. E arriva anche a quantificare i rischi per salute, paragonandoli a quelli legati al fumo. In pratica: essere soli è peggio che fumare più 15 sigarette al giorno. Quasi un pacchetto.
EFFETTI NEGATIVI DELLA SOLITUDINE - Sapevamo, da altre ricerche scientifiche che la solitudine diminuisce le nostre difese immunitarie e spalanca le porte alla depressione. Ma non sapevamo che, in termini concreti, essere soli è come fumare quasi un pacchetto di sigarette al giorno. Forse, per curarci senza sprecare soldi e senza andare dal solito analista, dovremmo ripartire dai rapporti di prossimità. Con il vicino di casa, con gli amici della strada, del quartiere. E riscoprire i piaceri della vita di comunità.

I 15 anni di Facebook: tra privacy e innovazioni ecco come è cambiato il social con 2 miliardi di iscritti

La piattaforma fu lanciata quasi per gioco il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes Oltre due miliardi di utenti nel mondo, il salto da una stanza di Harvard alla burrasca privacy, fino alle polemiche sulle fake news e sul Russiagate nelle elezioni presidenziali americane. In 15 anni di vita Facebook e Mark Zuckerberg non potevano immaginare il forte cambiamento del social network che è andato di pari passo con la responsabilità e i rischi legati al fatto di connettere così tante persone nel mondo. E all'orizzonte c'è il progetto di unire la piattaforma alle sue tre app, Messenger, WhatsApp e Instagram, che ora crescono e godono del favore dei ragazzi, più di quanto non succeda alla casa madre. Facebook fu lanciato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Originariamente progettato solo per gli studenti di Harvard, come raccontato anche dal pluripremiato film 'The Social Network' del 2010, fu presto aperto alle altre scuole della zona per poi avere la diffusione mondiale che conosciamo. Il sito, aperto con soli mille dollari d'investimento, ha visto crescere negli anni il suo valore in maniera esponenziale. L'ultima trimestrale ha confermato la solidità di fondo del business di Facebook, con un utile record e un balzo degli utili che sembrano non tenere conto del più generale rallentamento del settore high tech, ma anche in uno dei periodi più bui dei suoi 15 anni di storia. Prima l'accusa di veicolare fake news, poi il Russiagate e lo scandalo dei dati di Cambridge Analytica, con le critiche del New York Times di aver strategicamente "ritardato, negato e sviato" gli allarmi sulla privacy e sulle interferenze del Cremlino nella politica Usa. E a Mark Zuckerberg, che solo due anni prima aveva intrapreso un tour di sapore quasi elettorale negli Usa assumendo i consiglieri di Obama e della Clinton, è toccato difendersi davanti al Congresso ammettendo di aver sbagliato. In risposta alle critiche e alla disaffezione degli utenti, Facebook ha iniziato a stringere le maglie con maggiori strumenti di controllo e trasparenza elettorali, segnalazione delle notizie false, aumentando a 30mila il numero dei revisori umani che cancellano i contenuti inappropriati, un maggiore uso dell'Intelligenza artificiale per scovarli, i progetti di un'app per appuntamenti romantici e di una dedicata ai giovani che si chiamerebbe LoL, ma anche quelli per avere una sua criptovaluta. Senza dimenticare l'adeguamento al Gdpr, la normativa europea sulla privacy entrata in vigore a fine maggio 2018 che ha dato maggiori protezioni agli under 16 sul social. La vera cassaforte di Facebook per soldi, utenti e consensi, in questo momento risiede però nelle tre app satellite: Instagram, WhatsApp e Messenger. Quest'ultima è stata sviluppata 'in casa' e lanciata nel 2011, Instagram è stata acquistata nel 2012 per 1 miliardo di dollari e ha raggiunto un miliardo di utenti. WhatsApp è stata invece acquisita da Zuckerberg nel 2014 per 14 miliardi di dollari, ha sforato il tetto del miliardo e mezzo di utenti e si è lanciata in un servizio Business. Su WhatsApp e Messenger vengono mandati 100 miliardi di messaggi al giorno. Poiché queste applicazioni crescono più della casa madre e hanno subito meno colpi di immagine soprattutto tra i più giovani, Facebook sta pensando ad una integrazione, unendo business e utenti ma generando di nuovo dubbi sulla privacy visto l'incrocio di dati che ipoteticamente si svilupperebbe. Zuckerberg ha sempre promesso di non avere intenzione di sovrapporre questi servizi di sua proprietà. Ma l'uscita di manager di rilievo, tra i quali proprio i fondatori di WhatsApp e Instagram, potrebbe aver eliminato delle resistenze interne. Non è un caso che il co-fondatore di WhatsApp Brian Acton sia tra i promotori dell'iniziativa #deletefacebook.

Reddito, scoppia il caso furbetti...

Un blitz della Guardia di Finanza di Palermo in un centro Caf della Cgil di Palermo ed esplode il primo caso dei 'furbetti' del reddito di cittadinanza. ll controllo è arrivato dopo la denuncia fatta sui social dal vicepremier Luigi Di Maio che segnalava presunte irregolarità nel Caf, in vista della richiesta del reddito di cittadinanza. Durante la trasmissione di Giletti 'Non è l'Arena' era infatti andato in onda un servizio in cui un dipendente suggeriva ai cittadini come fare per potere aggirare la legge. "E' scandaloso che il dipendente di un Caf suggerisca come eludere i paletti del reddito di cittadinanza - ha detto Di Maio in un video su Facebook prima che scattasse il blitz della finanza -. Ammesso che questi consigli funzionino, direi di evitare di ascoltarli perché, come si dice dalle mie parti, questi consulenti che ti consigliano come eludere la legge fanno passare un guaio alle persone che si convincono di quello che hanno detto i consulenti''. Durante il blitz nella sede Caf le fiamme gialle hanno sequestrato documenti e hanno identificato il dipendente ripreso nel servizio della trasmissione di Giletti. L'uomo è stato sospeso e nei suoi confronti, ha fatto sapere la Cgil, sarà avviata una procedura disciplinare. "Chi fa il furbo paga - ha spiegato Di Maio in un secondo post -. Il dipendente del Caf che avevo denunciato è stato sospeso per aver consigliato a un cittadino come aggirare i paletti sul Reddito di Cittadinanza. Pensava di farla franca... povero illuso! Grazie alla Guardia di Finanza per l'azione tempestiva! I furbetti avranno vita breve. Questo che abbiamo beccato, come vedete dalla foto, sembra che fosse un consigliere comunale del Pd Abbiamo ricevuto segnalazioni da altri Caf. Siamo al lavoro. Avanti il prossimo". "Comportamenti personali contrari ai valori della Cgil - hanno affermato i segretari generali di Cgil Sicilia e Cgil Palermo, Michele Pagliaro e Enzo Campo - e alle modalità operative che fanno dei nostri servizi ai cittadini dei servizi di eccellenza, non possono e non saranno tollerati soprattutto quando questi vanno contro la legge". "Caf e Patronati - hanno aggiunto Pagliaro e Campo - sono strutture di servizio importanti che consentono la partecipazione e l'esercizio di democrazia dei cittadini nei confronti dello Stato". Un blitz della Guardia di Finanza di Palermo in un centro Caf della Cgil di Palermo ed esplode il primo caso dei 'furbetti' del reddito di cittadinanza. ll controllo è arrivato dopo la denuncia fatta sui social dal vicepremier Luigi Di Maio che segnalava presunte irregolarità nel Caf, in vista della richiesta del reddito di cittadinanza. Durante la trasmissione di Giletti 'Non è l'Arena' era infatti andato in onda un servizio in cui un dipendente suggeriva ai cittadini come fare per potere aggirare la legge "E' scandaloso che il dipendente di un Caf suggerisca come eludere i paletti del reddito di cittadinanza - ha detto Di Maio in un video su Facebook prima che scattasse il blitz della finanza -. Ammesso che questi consigli funzionino, direi di evitare di ascoltarli perché, come si dice dalle mie parti, questi consulenti che ti consigliano come eludere la legge fanno passare un guaio alle persone che si convincono di quello che hanno detto i consulenti''. Durante il blitz nella sede Caf le fiamme gialle hanno sequestrato documenti e hanno identificato il dipendente ripreso nel servizio della trasmissione di Giletti. L'uomo è stato sospeso e nei suoi confronti, ha fatto sapere la Cgil, sarà avviata una procedura disciplinare. "Chi fa il furbo paga - ha spiegato Di Maio in un secondo post -. Il dipendente del Caf che avevo denunciato è stato sospeso per aver consigliato a un cittadino come aggirare i paletti sul Reddito di Cittadinanza. Pensava di farla franca... povero illuso! Grazie alla Guardia di Finanza per l'azione tempestiva! I furbetti avranno vita breve. Questo che abbiamo beccato, come vedete dalla foto, sembra che fosse un consigliere comunale del Pd Abbiamo ricevuto segnalazioni da altri Caf. Siamo al lavoro. Avanti il prossimo". "Comportamenti personali contrari ai valori della Cgil - hanno affermato i segretari generali di Cgil Sicilia e Cgil Palermo, Michele Pagliaro e Enzo Campo - e alle modalità operative che fanno dei nostri servizi ai cittadini dei servizi di eccellenza, non possono e non saranno tollerati soprattutto quando questi vanno contro la legge". "Caf e Patronati - hanno aggiunto Pagliaro e Campo - sono strutture di servizio importanti che consentono la partecipazione e l'esercizio di democrazia dei cittadini nei confronti dello Stato".

Reddito di cittadinanza, ecco perché non andrà ai senzatetto

“Abbiamo sconfitto la povertà” dichiarò Luigi Di Maio facendo riferimento al primo passaggio che doveva approvare il reddito di cittadinanza. Eppure, a guardare bene, sono proprio i più poveri i primi esclusi dalla possibilità di avere un reddito minimo. Parliamo, infatti, dei clochard, dei senzatetto, di coloro che vivono per strada nelle grandi città vivendo di elemosina. L’ultima versione del decreto sul reddito di cittadinanza, infatti, prevede che anche i clochard possano richiedere l’obolo di Stato, ma a leggere bene la documentazione richiesta per averlo sono proprio i senzatetto i primi esclusi. Per avere il RdC, infatti, i cittadini devono presentare sia la carta d’identità sia dare la propria residenza. E qui casca l’asino, perché i clochard non hanno nulla di tutto ciò. Come ha spiegato Antonio Mumolo, un avvocato giuslavorista, “è assolutamente possibile per i senzatetto richiedere il reddito di cittadinanza, con un enorme scoglio: da un lato potrebbero richiederlo perché non hanno reddito, ma se finiscono in strada perdono la residenza e la carta d’identità quindi non possono richiederlo. Bisogna quindi risolvere prima il problema della residenza per richiedere il sussidio. Il problema è già risolvibile perché la normativa sulla residenza c’è, ma c’è una forte resistenza da parte dei sindaci e c’è anche un rapporto con al povertà che non è univoco”. Non solo, perché se da un lato i senzatetto fattivamente non potranno accedere al reddito di cittadinanza, dall’altra parte le ultime norme del decreto sicurezza prevedono per i clochard che occupano strutture abbandonate per proteggersi dal freddo pene raddoppiate, e oggi si rischia da 2 a 4 anni di galera. Poi c’è il reato di accattonaggio per chi chiede l’elemosina, “di cui non se ne sentiva il bisogno perché già erano previste dalla legge pene per l’accattonaggio molesto e per lo sfruttamento di minori per l’accattonaggio. Queste norme sembrano quasi voler acuire questi problemi di povertà” come spiega sempre Antonio Mumolo.

Perché le nostre auto sono a rischio ladri

La comodità di aprire l’auto a distanza, ma anche – e soprattutto – di partire senza bisogno di girare la chiave. L’attualità nel mondo automotive sono le chiavi keyless, cioè le “chiavi non chiavi” che permettono di mettere in moto la vettura semplicemente avendo la chiave a portata di mano. Ma la comodità porta con sé anche il rischio di vedersi l’auto rubata facilmente. A dirlo una ricerca effettuata nel Regno Unito da una associazione consumatori e rilanciata dalla BBC: praticamente tutte le vetture più popolari che fanno uso di sistemi di accesso keyless sono vulnerabili ad attacchi hacker che ne facilitano il furto. Per mettere in moto l’auto, infatti, il sistema utilizzato dagli hacker prevede che il segnale radio della chiave venga intercettato, codificato e replicato nelle vicinanze dell’auto, che così reagisce come in presenza della vera chiave. E secondo la ricerca effettuata su 237 vetture con sistemi keyless, solo tre si sono rivelate sicure, ovvero l’elettrica Jaguar I-Pace, e le Land Rover Discovery e Range Rover. E’ risultato, invece, facile clonare la chiave di vetture e marche famose e assai diffuse, come Ford Fiesta, Volkswagen Golf e Nissan Qashqai. Secondo quanto dicono gli esperti, infatti, se con l’introduzione dei sistemi digitali i furti d’auto sono crollati negli ultimi 25 anni, proprio negli ultimi due anni il trend è cambiato, con i furti di vetture che sono tornati a crescere. E la colpa, appunto, sarebbe proprio delle chiavi keyless, troppo facili da clonare e riprodurre da parte di hacker esperti. In Italia, per esempio, ci sono stati meno di 100 mila furti auto nel 2017, in calo rispetto al passato, ma con una aumento dell’utilizzo di dispositivi hi-tech per sottrarre i veicoli in modo mirato, che consentono di violare il veicolo e metterlo in moto in pochi secondi, senza danneggiarlo. Tra i metodi quello della riprogrammazione della chiave e il relay attack, con il controllo diretto delle porte OBD della vettura (diagnostica di bordo) oppure a distanza grazie all’uso di due ripetitori in radio frequenza che consentono di far rimbalzare la comunicazione tra l’auto e e la sua chiave, anche da lontano.

Marijuana al posto dell’incenso, parroco e fedeli ricoverati

Un fatto che ha dell’incredibile è avvenuto a Chieti in Abruzzo, durante una funzione infrasettimanale in una piccola parrocchia della cittadina il giovane parroco avrebbe messo nell’incensiere alcuni grammi di marijuana. Stando a quanto ha riferito il parroco dopo aver terminato la funzione ed essere andato a casa si è subito trovato in un evidente stato confusionale. Testimoniato anche dalla perpetua che preoccupata dallo stato di salute del prete l’ha subito portato in pronto soccorso. Qui dopo alcuni esami è risultato che il parroco fosse stato intossicato dal cannabinoide sintetico JWH 122. Successivamente anche altri dei fedeli che avevano assistito alla funzione quel giorno, pochi vecchietti, si sono recati in ospedale riportando gli stessi sintomi.
Lo scherzo dei ragazzi - Stando alle prime ricostruzioni dei carabinieri l’accaduto sarebbe stato causato da un tentativo di scherzo da parte di alcuni ragazzi della parrocchia che avrebbero sostituito l’incenso con la marijuana prima della messa. Dopo che l’uomo ha infatti acceso “l’incenso” la chiesa si è fin da subito riempita di fumo. Che avrebbe a sua volta causato problema sia al prete stesso sia ai pochi fedeli che avevano assistito alla funzione. Fortunatamente sia parroco che fedeli adesso stanno bene ma in tutto il paese adesso è caccia ai due monelli che hanno messo in atto lo scherzo perfetto. In tutta la città si è da subito parlato dell’accaduto, anche perché il parroco è da sempre stato visto come una figura particolare all’interno della cittadina. Si era infatti fatto conoscere dopo che aveva organizzato una tendata prima dell’esame di maturità di alcuni giovani per permettergli di vivere un’esperienza più vicina a Dio in occasione della notte prima degli esami.


FEBBRAIO

Febbraio è il secondo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e conta di 28 giorni (29 negli anni bisestili). Viene dopo gennaio e prima di marzo ed è il terzo ed ultimo mese dell'inverno nell'emisfero boreale o dell'estate nell'emisfero australe. Perché si chiama così, qual’è la sua etimologia? Il suo nome viene dall’antica Roma, quando il mese di febbraio era l’ultimo dell’anno. Durante questo mese si tenevano i Lupercali, la festa della purificazione, ed è proprio dal latino Februarius (derivato da februus, cioè “purificante”) che viene il nome del mese più corto dell’anno. A partire dalla riforma giuliana del calendario, febbraio è diventato secondo mese dell’anno, con 28 giorni e 29 giorni negli anni bisestili. L’ultimo febbraio bisestile è stato quello del 2016. Fino al 46 a.C. a Roma era vigente il calendario romano, che divideva l’anno in dodici mesi, come oggi, ma con numero di giorni leggermente diverso. L’anno iniziava il primo marzo, ed è per questo che il mese di luglio era chiamato Quintilis (quinto mese) ed agosto Sextilis (sesto mese). I successivi mesi, da settembre a dicembre, ancora portano l’impronta di quell’antico calendario (settimo, ottavo, nono, decimo mese). Febbraio era l’ultimo mese dell’anno. La riforma del calendario, promulgata da Giulio Cesare, venne introdotta nel 46 a.C.: da quel momento il calendario si chiamerà Giuliano, fino alla nuova riforma (1582) che introdusse il calendario oggi in vigore in Italia e nei paesi occidentali: il calendario Gregoriano. Uno degli elementi più importanti della riforma del calendario introdotta da Giulio Cesare fu che l’anno non iniziava più a marzo, bensì a gennaio. Inoltre venne intitolato a Giulio Cesare il mese di luglio (ex Quintilis): venne trasformato in julius. In futuro anche Ottaviano Augusto avrebbe avuto il suo mese: il mese di agosto.

 Il giorno 18 il Sole esce dal segno dell'Acquario per  entrare  in quello dei Pesci


11 febbraio  - Patti Lateranensi  -  14 febbraio San Valentino  - 28 febbraio Giovedì Grasso


LA LUNA DI FEBBRAIO 

4/2/2019

Luna  nuova

12/2/2019

Primo quarto

19/2/2019

Luna piena

26/2/2019

Ultimo quarto


Milano, Roma e Fiesole, per un mese Città dei Gatti...

Una grande rassegna per i 100 anni di Feliz the Cat in compagnia di tutti gli a-mici con baffi e coda.
Domenica 17 febbraio è la Giornata Nazionale del Gatto, ufficialmente dedicata ai nostri cari mici e a tutti gli amanti di questo tenero e simpatico animale. In occasione dell’’edizione 2019 torna per il secondo anno consecutivo

“La Città dei Gatti”, la rassegna dedicata alla cultura felina con mostre, concerti, rassegne e incontri letterari a tema organizzata a Milano, Roma e Fiesole da UrbanPet in collaborazione con la Fondazione Franco Fossati, Feliway®, MediCinema Italia Onlus e la rivista Gatto Magazine.

 Il calendario di iniziative prende il via sabato 16 febbraio In apertura di manifestazione è in calendario un’anteprima dedicata al rapporto tra cinema e gatti presso la sala Medicinema dell’Ospedale Niguarda con una minirassegna in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano. La precede un incontro con esperti ed etologi. Si prosegue poi con il grande evento d’apertura domenica 17 febbraio, alle ore 17.00, presso WOW Spazio Fumetto con l’inaugurazione della mostra “100 di questi Felix” dedicata ai 100 anni di Felix The Cat e con la consegna del premio UrbanCat a Edoardo Stoppa, l’amico degli animali e inviato di “Striscia la Notizia”, per il suo impegno in difesa degli animali. Il premio UrbanCat Anna Magnani è invece assegnato all'Associazione Dimensione Animale.

Il programma prosegue per quattro settimane fino al 17 marzo, con tanti appuntamenti a partire dal fantastico Concerto in Miao del 24 febbraio presso WOW Spazio Fumetto che propone un insolito programma formato da duetti e brani musicali ispirati ai gatti e composti da grandi compositori come Mozart, Rossini e Ravel. Ci sono poi le proiezioni presso il Crazy Cat Cafè ai laboratori di disegno, i contest fotografici, gli incontri con veterinari ed etologi: tanti eventi da non perdere all’insegna della felinità. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Il programma in continuo aggiornamento di tutti gli eventi, tanto di Milano quanto di Roma e di Fiesole, è disponibile sul sito www.lacittadeigatti.it.


 


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