Alla scoperta del Monferrato

Tra  Langhe  e  Roero

Il Vercellese e la Valsesia

PRODUZIONE E VENDITA ALL'INGROSSO DI ARTICOLI DI SCRITTURA E PROMOZIONALI

Tel./Fax: 011/2072918

info@proxima-italia.it

www.proxima-italia.it

VIA  VOLPIANO 58 - LEINI' (To)
 
... LA PROVINCIA DI TORINO...

BROZOLO

BRUSASCO

CASALBORGONE

CASTAGNETO

CAVAGNOLO

 CHIVASSO

LAURIANO

MONTEU DA PO

S. SEBASTIANO  PO

VERRUA  SAVOIA


... LA PROVINCIA DI VERCELLI...

CIGLIANO

CRESCENTINO

LIVORNO  FERRARIS

SALUGGIA




Gabiano

Mombello Monferrato


Moncestino

Quanto camminiamo nel corso della nostra vita?

In 80 anni di vita attiva, si farebbe circa 3 volte il giro della Terra. Secondo una ricerca dell’ACSM (American College of Sports Medicine), una persona mediamente attiva percorre nella sua vita circa di 120.000 km, ovvero tre volte il giro della Terra all’equatore (40.075 km). È un calcolo che si basa su una vita media di circa 80 anni, di una persona che fa 5.100 passi (4 km) al giorno. Ovviamente conta ogni passo, non solo quelli fatti andando a lavoro, a scuola o a fare la spesa, ma anche semplicemente muovendosi in casa.


Le bandiere Usa sulla Luna: scolorite e sfaldate...

Le bandiere portate dai pionieri sulla Luna: ultravioletti e temperature estreme le hanno scolorite e sfaldate.
Le foto hanno resistito più delle bandiere: qui sopra, la fotografia più "storica" di ogni altra, con Aldrin in primo piano fotografato da Armstrong. Era l'Apollo 11, la prima volta dell'uomo sulla Luna, nel luglio del 1969, e quella bandiera - anche se a "stelle e strisce" - rappresentava l'intera umanità, e doveva ricordare, nei secoli, la grandezza dell'impresa.Il guaio è che succede sempre che simboli e miti debbano poi fare i conti con la realtà: quella bandiera, e le altre portate sul nostro satellite dalle missioni Apollo, stanno cedendo all'usura del tempo. Dall'alto. Il Lunar Reconnaissance Orbiter, una sonda della Nasa in orbita attorno alla Luna, ha fotografato tutti i siti di allunaggio delle missioni Apollo. L'analisi delle immagini rivela che almeno 5 delle 6 bandiere sono ancora in piedi, ma anche che siano anche quasi completamente scolorate. E non è da escludere che si trovino in condizioni ancora peggiori: probabilmente si stanno anche disgregando. Le bandiere Usa portate sulla Luna sono state realizzate in rayon (una fibra trasparente ottenuta dalla cellulosa) dalla Annin Flagmakers: allora costarono alla Nasa 5,5 dollari l'una, più o meno 32 dollari di oggi. Sulla Terra, le bandiere fatte in quel modo si deteriorano più o meno rapidamente quando sono esposte al sole, a causa della luce ultravioletta, che degrada le fibre di rayon.


A che cosa serve sbadigliare?

Lo sbadiglio potrebbe servire a mantenere la corretta temperatura del cervello. Oppure a comunicare agli altri che è ora di andare a dormire. L’ipotesi più recente è che sbadigliare serva a regolare la temperatura del cervello. Lo sostiene Andrew Gallup, psicologo dell’Università statale di New York, che ha osservato la reazione di 160 volontari davanti a una fotografia che ritraeva una persona che sbadiglia, trovando che in inverno si tende a imitare quel gesto meno spesso che in estate. L’ingresso di aria fredda - sostiene lo psicologo - permette di regolare la temperatura del cervello. A rafforzare l’ipotesi c’è uno studio del 2007, che aveva trovato che se si mette un impacco ghiacciato sulla testa la frequenza degli sbadigli diminuisce. Andiamo a dormire. Non è comunque caduta l’ipotesi secondo cui lo sbadiglio avrebbe anche una funzione sociale: quella di avviare tutti verso il sonno alla sera (per questo sarebbe così contagioso). Esiste persino una popolazione che ha volontariamente rafforzato questa funzione: fra i Bakairi, un gruppo etinico che vive nel cuore del Brasile, uno sbadiglio rituale, che passa da tutti i componenti del gruppo, segna il termine delle conversazioni serali.


In Messico nasce una gelateria per cani ...

L’estate è sempre più vicina, e per avere sollievo dal caldo la soluzione preferita da molti è mangiare un gelato. La stessa cosa sembra valga per i cani, ma i normali gelati possono causare grossi problemi di salute: molti cani sono intolleranti al lattosio, inoltre non hanno gli enzimi adeguati a metabolizzare lo zucchero, senza contare che il cioccolato può essere addirittura velenoso per loro.Impossibile dunque per un cane mangiare un gelato? Finora sì, ma una gelateria messicana ha realizzato, con l’aiuto di esperti veterinari, una versione di gelato pensata apposta per i cani. L’idea è venuta a Mauricio Montoya, proprietario della gelateria “Don Paletto” di Città del Messico, che ha consultato numerosi veterinari per avere indicazioni e suggerimenti su come poter realizzare un gelato che fosse di gradimento per i nostri amici a quattro zampe, senza però mettere a rischio il loro benessere. Secondo quanto chi l’ha provato, il risultato è molto valido: non solo è di gusto per i cani, ma si presta ad essere apprezzato anche dagli esseri umani. “Volevamo fare un dessert per i cani, perché ci sono già molti bocconcini, come biscotti, crocchette e simili, ma pochi dolci veri e propri” ha spiegato Montoya ai giornalisti.


L'enorme palla di grasso sotto Londra

Trovata nelle fogne, pesa circa 130 tonnellate. Nella rete fognaria di Londra, si trova di tutto. Ma quello che è stato scoperto sotto la zona di Whitechapel (nella zona est della capitale) è mostruoso: un’enorme palla di grasso e rifiuti, che potete ammirare nella sua bruttezza nel video qui sopra. Si stima che pesi 130 tonnellate: è lunga 250 metri e alta 3,5 . È 10 volte più grande di quella scoperta 4 anni fa sempre a Londra.In gergo, questi ammassi di grasso, unto sciolto, salviette e pannolini vengono chiamati fatberg, cioè iceberg di grasso. Si formano perché i londinesi sono soliti buttare i rifiuti di cibo nel lavandino o nel wc. Ogni anno vengono spesi 1,1 milioni di euro per ripulire le fogne di Londra da blocchi di grasso come questo che potrebbero provocare osgtruzioni, esondazioni e altri problemi. Per rimuoverlo ci vorranno almeno 3 settimane di lavoro, perché «è come il cemento armato» hanno spiegato al Guardian gli operai che si occupano della rimozione. La formazione di questi fatberg è abbastanza comune e la società che si occupa della manutenzione della rete fognaria di Londra sta cercando di capire se poterli utilizzare per produrre il biodiesel.


I treni giapponesi potrebbero presto abbaiare e ringhiare per allontanare i cervi dai binari...

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha sviluppato delle nuove tecnologie che sperano possano spaventare gli animali, in particolare i cervi, e farli quindi stare lontano dai binari della ferrovia. Il sistema imiterà i suoni dell’abbaiare dei cani e i suoni di sbuffi dei cervi per evitare allontanare gli animali dai binari e evitare che vengano investiti dai treni. I test dei ricercatori dell’Istituto di ricerca tecnica ferroviaria di Tokyo indicano che l’idea potrebbe avere successo, per quanto possa sembrare insolita. Le prove iniziali hanno mostrato una riduzione del 45% degli avvistamenti di cervi da parte dei treni che hanno usato il sistema. I test includevano 3 secondi di bramiti di cervi e 20 secondi di abbaiare di cani. Nonostante la nota puntualità dei treni giapponesi ad alta velocità, non sarebbero rari ritardi e sospensioni dei treni nelle zone di montagna a causa di collisioni con animali, con 613 nel 2016 (185 in più rispetto al 2015). Gli ideatori sperano di rendere operativo il sistema entro marzo 2019.


Perché si vota con la matita?

Perché nell'era della tecnologia usiamo ancora le matite per votare? Le matite usate per votare sono “copiative”, cioè fatte da un impasto di colorante solubile in acqua (blu di metilene o violetto di metile), misto a talco e a un collante (gomma adragante) che conferisce resistenza. Sono particolarmente adatte per votare perché il loro tratto non è cancellabile. Quindi non è possibile compiere brogli alterando le schede già votate. Inoltre, essendo le matite uguali per tutti, non è possibile identificare l’elettore dal tratto che compare sulla scheda, garantendo anche così la segretezza del voto. In effetti oggi si potrebbero usare anche altri mezzi di scrittura, come le penne biro con inchiostro indelebile, ma queste si sono diffuse solo a partire dagli anni Sessanta, mentre la tradizione della matita è più antica, e rimane la preferita dal ministero degli Interni. Non serve a niente bagnare la punta con la lingua, a meno che non vogliate raccogliere eventuali virus e batteri presenti sulle matite.


Il proverbio: " Ama la vita perché è l’unico regalo che non riceverai due volte ! ..."

 Settimana con temporali sempre più frequenti

L'anticiclone europeo in lento indebolimento con aumento della instabilità La settimana che è appena iniziata sarà contraddistinta da un graduale cedimento dell'anticiclone europeo che subirà costanti attacchi dal flusso perturbato Nord atlantico. Le prime avvisaglie, peraltro di modesta entità si avranno già da Lunedì 23 Aprile quando dell'aria più fresca in quota causerà la formazione di qualche temporale isolato sulle Alpi del Triveneto e locali rovesci sul resto dei settori più settentrionali alpini. Martedì 24 e Mercoledì 25 l'afflusso di aria più fresca in quota continuerà a formare corposi addensamenti nuvolosi sui settori alpini, capaci di originare dei temporali pomeridiani soprattutto sul Trentino e sul Veneto. Da Giovedì 26 i temporali subiranno un apporto più importante di aria atlantica e come in un crescendo musicale aumenteranno d'intensità e potenza colpendo anche con forza ancora una volta il  nord est ed  alcuni settori orientali delle Alpi lombarde; entro sera qualora la cella temporalesca abbia ancora in serbo l'energia necessaria, i fenomeni si porteranno verso la pianura veneta e, possiamo escludere i settori meridionali e le coste. Nell'avvicinarsi all'ultimo fine settimana di Aprile (weekend 28-29 Aprile) l'aria fresca atlantica comincerà ad investire anche i bassi strati dell'atmosfera raffreddando il clima e ampliando l'estensione dei rovesci e dei temporali, che andranno ad interessare il Nordovest fino in pianura quindi fino a Milano e Torino, l'Emilia occidentale, la Toscana, il Lazio, l'Umbria e la Sardegna.

Primo maggio, scontro tra aria calda e aria fresca, veloce maltempo sull'Italia

Il mese di Maggio inizierà con il piede sbagliato, con una bassa pressione sulla Penisola Iberica e richiamo umido sciroccale molto perturbato verso l'Italia A partire dagli ultimi giorni di Aprile lo scenario meteorologico a scala europea vivrà un radicale mutamento con la discesa dal Mar del Nord di una saccatura a forma di UOVO verso la Penisola Iberica, a cui sarà associato, di risposta, sin dalle prime ore di Martedì1° Maggio, un richiamo sciroccale intenso dall'entroterra marocchino verso il Mediterraneo, l'Italia e le Alpi, con conseguente grave maltempo su molte regioni e con intensi venti, forti precipitazioni, e tanta neve oltre i 1800 metri. Nel pomeriggio le piogge si porteranno sul resto del Nord, quindi Lombardia, Milano, poi tutto il Veneto, e il resto del Nordest con neve a 1800-2000 metri; altri temporali colpiranno tutto il Centro, altri temporali arriveranno sulla Sicilia occidentale segnatamente il trapanese fino a Palermo e infine cellule instabili dal Tirreno investiranno la Campania. I venti soffieranno tutti di scirocco sul Tirreno, Ionio e Adriatico e le temperature, elevate al Sud, saranno invece più basse altrove nelle zone interessate dai fenomeni con valori tra 12 e 15°C, quindi più basse delle medie normali del periodo.

Assegni circolari, truffe in aumento. Come difendersi

In forte aumento le frodi sugli assegni circolari attraverso la clonazione o l’intercettazione. Ecco come difendersi 18 aprile 2018 - Aumentano le frodi relative agli assegni circolari. Secondo l’inserto TuttoSoldi de La Stampa, si registra un aumento del 40% delle truffe durante i primi sei mesi del 2017, con circa 60 casi al giorno di clonazione e truffe che hanno gli assegni come oggetto, per un giro d’affari illecito che ha fruttato circa 80 milioni di euro solo nel periodo preso come oggetto di studio. Vediamo come si consumano le truffe più comuni e come ci si può difendere.
Clonazione - Tramite il sistema della clonazione, il truffatore replica fedelmente tutti i dettagli di un assegno, dalla firma all’intestazione della banca. L’assegno clonato sarà poi incassato in banca tramite l’utilizzo di documenti falsificati. Intercettazione Altro sistema molto in voga al momento è quello dell’intercettazione. È molto pericoloso spedire degli assegni, perché questi possono essere intercettati dai truffatori. Tuttavia, enti pubblici come l’Inps sono soliti inviarli lo stesso, e questi possono essere rubati durante il loro viaggio dai truffatori. Quest’ultimi li incasseranno ancora una volta utilizzando dei documenti falsi.
Come difendersi - La proliferazione di truffe simili durante l’anno appena passato è dovuta in parte all’aumentare dei furti di dati personali, necessari alla falsificazione dei documenti. Per tutelarsi è opportuno controllare e difendere i propri dati personali, essenziali per la realizzazione dei documenti falsi utili a incassare gli assegni contraffatti. Mai lasciare incustoditi i propri dati, come anche le fotocopie dei nostri documenti che spesso sono necessarie per sbrigare alcuni processi burocratici. Un altro dei luoghi preferiti dai truffatori per reperire le informazioni personali delle vittime sono i social network: ci raccomandiamo di non rendere visibili i propri dati sensibili, che potrebbero essere utilizzati per compilare le numerose carte di identità in bianco facilmente reperibili sul mercato nero.

Cinque giorni di festa (e di ferie) in più all’anno: la proposta al Senato

In Senato il nuovo disegno di legge che vorrebbe riportare in vita le festività soppresse negli anni, da San Giuseppe alla Pentecoste 18 aprile 2018 - In Italia ci sono poche feste e pochi ponti, quindi è ora di reintrodurre 5 festività soppresse 40 anni fa e avere più giorni di vacanza all’anno. È la proposta contenuta in un disegno di legge di tre senatori del partito popolare Südtiroler Volkspartei (SVP) comunicato alla presidenza il 23 marzo scorso. I cinque giorni festivi da reintrodurre ed estendere a tutto il territorio nazionale, secondo i tre senatori, sono san Giuseppe (19 marzo), l’Ascensione (festività “mobile” che cade 40 giorni dopo la Pasqua), la Pentecoste (altra festività mobile, il primo lunedì 50 giorni dopo Pasqua), il Corpus Domini (sessanta giorni dopo Pasqua). Per chiudere, il 29 giugno, giorno dei santi patroni di Roma Pietro e Paolo, oggi celebrato solo nella capitale. “Festeggiarli solo a Roma come patroni, come si fa attualmente, sembra un po’ riduttivo se si pensa al loro ruolo e al fatto che gli imperatori romani non erano per ruolo equivalenti ai contemporanei sindaci di Roma”, dicono i tre senatori della Südtiroler Volkspartei. Secondo i firmatari, il ritorno delle festività soppresse sarebbe un “omaggio alla persone credenti che potrebbero così celebrare le ricorrenze religiose, ma anche ai non credenti che potrebbero dedicare le giornate alle attività di tempo libero”. Queste ricorrenze, si ricorda, sono state festeggiate in Italia fino al 1977, anno in cui hanno smesso di essere festività in seguito a una legge la cui ratio, si osserva, si richiamava ad una volontà di gestire il Paese con una maggiore austerità.“Negli anni successivi – si legge nella relazione al ddl – si è assistito a un’inversione di tendenza, anche perché si è compreso che l’austerità non aveva prodotto l’auspicato aumento di produttività nelle aziende”. “Nel 1985, dunque – si ricorda -, è stata reintrodotta la festività dell’Epifania, mentre nel 2001 una mobilitazione forte da parte dell’opinione pubblica ha condotto al ripristino della festa nazionale della Repubblica”. La reintroduzione dei giorni di festa, si spiega nella relazione, “intende ridare significato alla tradizione popolare, non determina scompensi significativi alla produttività delle aziende.

Pensione: dal 2019 si va a 71 anni. Gli adeguamenti dell’età pensionabile 2019-2020

Dal 1° gennaio 2019 aumentano i requisiti richiesti per poter andare in pensione. Li indica nel dettaglio l’Inps con la circolare n. 62 del 4 aprile 2018 10 aprile 2018 - Dal prossimo anno si potrà andare in pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia solo con 43 anni e tre mesi di contributi (42 anni e tre mesi per le donne). Entreranno infatti in vigore dal prossimo 1° gennaio 2019 le novità comunicate dall’INPS in tema di adeguamento dell’età pensionabile al terzo aggiornamento ISTAT delle speranze di vita. Novità che comporteranno una maggiore permanenza, di 5 mesi, nel mercato del lavoro da parte dei lavoratori prima di poter avere diritto alla pensione nel biennio 2019-2020.
PENSIONE, I NUOVI REQUISITI – E’ il terzo adeguamento alle spettanze di vita dall’entrata in vigore della Legge Fornero, che andrà ad interessare tutti i requisiti per il conseguimento delle prestazioni pensionistiche, a partire dalle pensioni anticipata e di vecchiaia. Dal 1° gennaio 2019, dunque, i requisiti per l’accesso alle prestazioni pensionistiche diventano: per la pensione anticipata, 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi di contributi per donne pari, rispettivamente, a 2249 settimane e a 2197 settimane di versamenti, contro i 42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi previsti attualmente; per i lavoratori precoci di cui all’articolo 1, co. 199 della legge 232/2016, 41 anni e 5 mesi di contributi (2154 settimane) contro i 41 anni attuali;per la pensione di vecchiaia, saranno necessari 20 anni di contributi e 67 anni di età sia per gli uomini che per le donne, contro gli attuali 66 anni e 7 mesi; per la totalizzazione di anzianità (Dlgs 42/2006), dal 2019, saranno necessari 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, oppure 66 anni per la prestazione di Il tutto fermo il criterio delle finestre mobili pari a 21 mesi per la totalizzazione di anzianità e di 18 mesi per quella di vecchiaia; per il conseguimento dell’assegno sociale si passa dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni. Saranno esentate dall’aumento dei requisiti i lavoratori impegnati in lavori gravosi delle 15 categorie definite dal governo. L’Istituto nazionale di previdenza sociale guidato da Tito Boeri aggiunge per ottenere la pensione di vecchiaia, nel periodo 1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2020, bisognerà avere almeno 67 anni di età. In alcuni casi il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione si alzerà addirittura a 71 anni. Si torna nel frattempo a parlare di abolizione della riforma Fornero, uno dei cavalli di battaglia della Lega Nor. Carlo Cottarelli, l’ex commissario alla spending review, nel corso di un’intervista a Gianni Minoli ha sottolineato: “Abolire la legge Fornero ci costerebbe per i primi anni almeno 15 di miliardi l’anno. Bisognerebbe trovare le coperture, ma non è facile (…) poi dipende naturalmente da come si scrivono i provvedimenti e si possono sempre trovare le coperture. Il debito non deve essere ripagato, deve scendere rispetto al Pil. Se il rapporto tra debito e Pil scende, bisogna evitare il numeratore cioè che aumenti il debito. Non si può fare aumentando il deficit sperando che questo faccia crescere l’economia. Bisogna che il Pil cresca, perché si fanno riforme strutturali”.

In Sardegna c’è un trekking da brivido che solo pochi possono fare

Una lunga cornice rocciosa sporge dalla roccia di qualche decina di centimetri creando un sentiero da togliere il fiato S’Istrada Longa è una lunga cornice rocciosa, in gergo ‘cengia’, che percorre a mezza costa una parete a strapiombo di circa 200 metri nell’entroterra della Sardegna. Sporge dalla roccia di qualche decina di centimetri (a volte pochissimi) interrompendo la verticalità della montagna, creando così un sentiero naturale sul quale alcuni temerari si avventurano. Questo sentiero di trekking da brivido si trova nel Supramonte di Baunei, in provincia di Nuoro, una zona punteggiata quasi ovunque da rocce calcaree. In alcuni tratti la cengia si restringe fino ad arrivare a meno di un metro di larghezza, quindi bisogna prestare molta attenzione, in quanto non vi sono mezzi di sicurezza quali cavi, corde ecc. La cengia offre alla vista un panorama mozzafiato. In lontananza si riesce a vedere persino il mare della spettacolare Cala Sisine, una della spiagge più belle del Golfo di Orosei, che è anche la foce di un piccolo torrente che nasce nell’altopiano del Golgo, proprio nel Supramonte di Baunei. Per raggiungere la S’Istrada Longa si parte da Margine, nei pressi di Su Loriscadorgiu, dove c’è un bellissimo esemplare di acero minore che segna l’inizio del percorso. Si attraversa un canyon lungo il greto del fiume e si arriva alla maestosa parete. S’Istrada Longa percorre tutta la parete e consente di raggiungere il canyon successivo, Bacu Su Marinau. Il panorama è uno dei più belli di tutto il Supramonte di Baunei. Qui la natura, secondo chi ha avuto la fortuna di percorrere il sentiero, ha dato il meglio di sé, il canyon è maestoso e i lecci secolari in bilico su terrazze naturali danno origine ai giardini pensili de S’Orruargiu. È sicuramente un trekking che può essere fatto solo se si è accompagnati da guide ambientali escursionistiche e soprattutto se non si soffre di vertigini.

La macchina della verità conferma che Buzz Aldrin ha visto un UFO

Buzz Aldrin, il secondo astronauta a camminare sulla luna, ha superato la macchina della verità facendo delle rivelazioni sconvolgenti Gli alieni sono i protagonisti di numerosi film di fantascienza, libri e storie da raccontare ai bambini. C’è chi dice di averli visti, di essere stato rapito e addirittura di provenire da un altro mondo. Ma c’è anche chi è stato nello spazio e ha detto di aver visto qualcosa che non riesce a spiegarsi: si tratta dell’astronauta Buzz Aldrin. L’uomo ha anche superato il test della macchina della verità asserendo di aver visto un oggetto UFO, un oggetto volante non identificato. L’astronauta Buzz Aldrin è stato il secondo uomo a calpestare la luna nell’ambito della missione spaziale Apollo 11. Oggi ha 88 anni ed è tornato alla ribalta delle cronache per un motivo molto particolare: è stato reso noto che ha passato il test della macchina della verità dicendo di aver visto un UFO mentre stava andando sulla luna. La prova è stata sostenuta anche dagli altri astronauti che erano con lui: si tratta di Al Worden, Edgar Mitchell e Gordon Cooper. Tutti hanno detto la stessa cosa e ognuno di loro ha passato il test del poligrafo. «Sull’Apollo 11, mentre facevamo rotta verso la luna, ho visto una luce dal finestrino che sembrava muoversi proprio accanto a noi – ha detto Buzz Aldrin per spiegare ciò che ha osservato durante la missione – Potrebbero esserci molte spiegazioni di cosa potesse essere. Una navicella di un altro paese, o di un altro mondo. O anche il razzo che avevamo staccato dai quattro pannelli che abbiamo tolto quando abbiamo estratto il lander dal missile. Non era un alieno. Osservazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Questo diceva Carl Sagan». Insomma, Buzz Aldrin qualcosa di strano ha visto, ma forse non proprio un alieno. «Potrebbero vivere degli extraterrestri nella galassia della via Lattea, e ne esistono miliardi. La verità è che quasi certamente c’è vita oltre noi nello spazio». Il test della macchina della verità che hanno fatto Buzz Aldrin e gli altri è diverso da quello che si fa normalmente in altre circostanze. E, proprio per questo, è ancora più complesso. Nonostante tutto, nella storia è pieno di esempi di persone che sono riuscite a ingannare il poligrafo: questo probabilmente non è il caso – anche perché Aldrin ha detto di aver visto “qualcosa”, non un alieno – ma sicuramente rende ancora più affascinante quel posto meraviglioso che è lo spazio.

Sai perché non dovresti usare le tasche dei sedili dell’aereo?

Resti di cibo, fazzoletti sporchi, unghie: le tasche dei sedili di un aereo nascondono orribili segreti, anche quando sembrano pulite Non tutti conoscono i “segreti” che un aereo nasconde. Soprattutto i più disgutosi. A rivelarli è il personale di bordo; del resto, chi conosce un aereo più a fondo di una hostess o di uno stewart? Gli aerei di linea volano moltissimo, e spesso vengono puliti solo sommarriamente tra una tratta e l’altra. Tuttavia, non sono solo i bagni e i tavolini ad essere pieni di germi. C’è un altro posto, insospettabile, che è tutto fuorché igienico: sono le tasche dei sedili, laddove si trovano riviste di bordo e menù, e dove inseriamo i nostri oggetti, i nostri libri, i nostri tablet. Le hostess giurano di averne viste di ogni. E consigliano di non utilizzare mai quelle tasche per stipare i nostri oggetti personali. Sono piene di sporcizia, e non vengono mai pulite. «Ho tirato fuori ogni genere di oggetto dalle tasche dei sedili», ha raccontato una hostess al magazine Reddit. «Fazzoletti usati, sacchetti pieni di vomito, biancheria intima, calze, unghie di mani e piedi, dolci mezzi mangiucchiati, torsoli di mele, persino… piedi!». Sì perché, sembrerà strano, ma alcuni passeggeri trovano comodo mettersi in posizione fetale coi piedi inseriti proprio nella tasca del sedile dinnanzi, per addormentarsi. Ecco quindi che se poi noi ci mettiamo il nostro smartphone, il nostro computer o qualsiasi altra cosa, può essere davvero disgustoso. La soluzione? Ignorare del tutto le tasche dei sedili dell’aereo, possibilmente anche le riviste di bordo che lì giacciono. E poi, armarsi di salviettine antibatteriche e di un disinfettante – soprattutto se si vola con dei bambini, che mettono le loro manine ovunque – per pulire il più possibile tutto lo spazio riservato a noi. Soprattutto sui voli a corto raggio, il personale di bordo – che è lo stesso per più voli – all’atterraggio pulisce l’aereo molto velocemente: raccoglie la spazzatura lasciata dai passeggeri, sistema le cinture di sicurezza, ripone le riviste nelle tasche, raddrizza i sedili e richiude i tavolini. Ma il tempo per una pulizia di fondo non c’è. Non resta quindi che difendersi il più possibile dai batteri, con detergenti e – soprattutto – con l’accortezza di stare lontani dagli angoli più sporchi.

Nasce sul web il museo dei suoni perduti

Si chiama Conserve the sound il sito tedesco che conserva i suoni di antichi oggetti (quasi) dimenticati Ci sono oggetti del passato che facevano rumori ben precisi, rumori scolpiti nella memoria di chi, quegli oggetti, li teneva tra le mura di casa: lo scatto di una Polaroid, il nastro di una musicassetta che si riavvolge, la rotella di un vecchio telefono. Suoni che rischiano di scomparire per sempre, col passare degli anni: nei più grandi il ricordo si affievolisce, e le nuove generazioni non li hanno mai sentiti. Tuttavia, proprio come fossero una specie in via d’estinzione, quei suoni vengono oggi difesi e preservati. Il merito va a Conserve the sound, un vero e proprio museo online a tutela dei suoni (quasi) perduti. Volete ritrovare, o ascoltare per la prima volta, il suono di un walkman, di una macchina da scrivere, dei primi modelli di cellulare? Conserve the sound è la risposta. Progetto made in Germania, il sito ha una grafica pulita e minimalista. Gli oggetti sono ritratti in fotografie dallo sfondo neutro, e basta cliccarci sopra per ascoltare quei suoni. Alcuni ci risulteranno familiari, altri saranno invece una vera sorpresa. Se a molti di noi sarà capitato, magari nei ricordi di bambino, di sentire il “click” dello sportellino di una videocamera, o lo strano rumore di un numero “digitato” utilizzando la rotella del telefono, pochi possono dire di conoscere il suono di una cassetta che si inseriva nella Nes di Nintendo (1983), o di un proiettore anni Sessanta che proiettava i film su nastri 8 millimetri. Così, tra vecchi telefoni e macchine per il cucito, tra gli attrezzi da cucina e le calcolatrici analogiche, Conserve the sound regala ai più adulti malinconici momenti di nostalgia, e apre ai più giovani una porticina sul passato. Perché è vero che la tecnologia ci ha migliorato la vita, ma è altrettanto vero che tutti i ritrovati hi-tech di oggi non esisterebbero senza il passato. Un passato che non è fatto solo di fotografie in bianco e nero, dei ricordi di un nonno, di un vecchio oggetto che – prima funzionante – è oggi un pezzo vintage in esposizione sulla libreria di casa. Il passato è fatto anche di suoni, e ascoltarli aiuta a non dimenticare.

Sentinel Island: l’ isola assassina che nessuno può visitare

Sono molte le persone che viaggiano in posti come l'India e la Thailandia, ma non tutti sanno che, al largo della costa di entrambe, si trova un'isola che nessuno può esplorare! Si tratta di North Sentinel, situata tra le isole andamane nel Golfo del Bengala. Sebbene, infatti, proponga una vista mozzafiato, in quanto situata direttamente nel mezzo dell'Oceano Indiano, nessun turista può metterci piede, pena: la morte. Sull'isola si trova, infatti, una tribù locale che uccide chiunque vi metta piede, ragion per cui North Sentinel non è mai stata visitata da persone che non fossero autoctone. La tribù dei Sentinelesi è dunque rimasta isolata dal mondo, ancorata in una realtà simile a quella del Neolitico. Si sa solo che si dedicano alla caccia e alla pesca, ma nulla è conosciuto sulle loro risorse, sulla loro lingua o la loro organizzazione sociale.I Sentinelesi sono però a rischio di estinzione: nel 2004 sono miracolosamente sopravvissuti dopo lo Tzunami, fatto confermato dall'ennesimo attacco a base di frecce e lance che hanno scatenato alla vista di un elicottero mandato dal governo indiano per accertarsi che stessero bene. Tuttavia, il loro isolamento è stato causa di una grave mancanza di difese immunitarie, ragion per cui anche il contatto con un batterio considerato innocuo nel mondo civilizzato potrebbe eliminarli per sempre. È anche per questo che il governo indiano ha stabilito di evitare qualunque contatto con questa tribù, salvaguardando la sicurezza degli inviati, e quella dei Sentinelesi stessi.

Assegni, staccarne uno vecchio può costare fino a 6mila euro di multa

Fare un assegno potrebbe costare più dell’importo che si decide di scrivere. Fino a 6mila euro di multa per chi tralascia la scritta “Non trasferibile”. La norma prevede sanzioni da 3mila a 50mila euro a chi dimentica la dicitura sulla trasferibilità del titolo. Pensata per colpire i traffici loschi, questa norma finisce per pesare sui comuni consumatori ignari delle ultime novità di legge.
Le multe - C’è chi si è ritrovato una sanzione da 6mila euro per aver staccato un assegno da poco più di mille euro, utilizzato per pagare una prestazione medica, e chi ha ricevuto la multa di 6mila euro dopo aver staccato un assegno di poco più di mille euro per saldare la tredicesima della badante. In molti casi l’assegno è stato staccato da un vecchio libretto, non aggiornato quindi alle nuove disposizioni.
La doppia sanzione - Il pasticcio è doppio perché la sanzione arriva anche a chi ha incassato la somma. Il governo sta studiando una soluzione che dovrebbe rivedere le multe e renderle più proporzionate all’entità della violazione contestata. La riduzione della sanzione potrebbe diventare operativa già prima dell’estate.
I casi - “Difficile dire quante sono le persone colpite – dice Giuseppe D’Orta dell’Aduc -. Stimiamo il numero in almeno 6mila casi. Molti devono ancora ricevere la notifica”. I libretti sono nel mirino. Nel corso degli anni sono stati introdotti limiti nuovi ma alcuni libretti più datati, ancora in circolazione, non sono aggiornati.
Il vademecum - “Per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento. Per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione più variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018”, spiega l’Abi, l’Associazione delle banche.

Tasse, un 2 giugno che somiglia al 25 aprile: giorno di “liberazione” fiscale...

Secondo i calcoli della CGIA i contribuenti dovranno lavorare cinque mesi per pagare le tasse e arrivare al sospirato "tax freedom day"
12 febbraio 2018 - (Teleborsa) Un 2 giugno che somiglia tanto al 25 aprile: giorno di “liberazione” fiscale . Oltre a commemorare la Festa della Repubblica, il prossimo 2 giugno, infatti, gli italiani celebreranno anche il tanto sospirato “tax freedom day”. A dirlo i calcoli della CGIA. In altre parole, dopo 5 mesi dall’inizio del 2018 (pari a 152 giorni lavorativi), il contribuente medio italiano avrà assolto tutti gli obblighi fiscali dell’anno (Irpef, accise, Imu, Tasi, Iva, Tari, addizionali varie, Irap, Ires, etc.) e dal 2 giugno inizierà a guadagnare per se stesso e per la propria famiglia.
Il peso choc delle tasse – Un esercizio, fa sapere la CGIA, del tutto astratto che, comunque, dà la dimensione di quanto sia smisurato il prelievo fiscale e contributivo dai portafogli degli italiani.
Perché il 2 giugno? – L’Ufficio studi ha preso in esame la stima del Pil nazionale di quest’anno e l’ha suddiviso per 365 giorni, ottenendo così un dato medio giornaliero. Successivamente, ha considerato le previsioni di gettito dei contributi previdenziali, delle imposte e delle tasse che i percettori di reddito verseranno nel 2018 e le ha rapportate al Pil giornaliero. Il risultato di questa operazione ha consentito di calcolare il “giorno di liberazione fiscale” di quest’anno. “Al netto di eventuali manovre correttive – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – quest’anno la pressione fiscale è destinata a scendere di mezzo punto percentuale rispetto al dato medio del 2017, per attestarsi, al lordo dell’effetto del bonus Renzi, al 42,1 per cento. Una discesa ancora troppo lenta e quasi impercettibile che, per l’anno in corso, è ascrivibile, in particolar modo, alla crescita del Pil e solo in minima parte alla diminuzione delle tasse”.
Dl 2005 ad oggi – Sebbene sia in calo dal 2013, negli ultimi 25 anni il “tax freedom day” più precoce si è verificato nel 2005. In quell’occasione, con il Governo Berlusconi II, la pressione fiscale si attestò al 39,1 per cento e ai contribuenti italiani bastò raggiungere il 24 maggio (143 giorni lavorativi) per scrollarsi di dosso il giogo fiscale. Osservando sempre il calendario, quello più in ritardo, invece, si è registrato nel 2012 (anno bisestile) quando alla guida del Paese c’era il prof. Mario Monti. Questo risultato così negativo si verificò perché la pressione fiscale raggiunse il record storico del 43,6 per cento e, di conseguenza, il “giorno di liberazione fiscale” si celebrò “solo” il 9 giugno (dopo ben 160 giorni lavorativi).
Dal 2014 ad oggi ci siamo “svincolati” sempre prima dal pagamento delle tasse perché la pressione fiscale ha iniziato a diminuire a seguito della cancellazione della Tasi sulla prima casa, dell’introduzione del “bonus Renzi” e di una serie di misure di alleggerimento dell’Irap sul costo del lavoro, per l’abolizione temporanea dei contributi previdenziali in capo ai neo assunti con un contratto a tempo indeterminato, per il taglio dell’Ires, per la ripresa del Pil e anche a seguito del blocco delle tasse locali. Dal 2016, infatti, va ricordato che, ad eccezione della Tari, tutte le altre imposte locali (Imu, Tasi, Irap, addizionali regionali/comunali Irpef, Tosap, bollo auto, etc.) sono state congelate per legge.
Il confronto con l'Europa.  Nel 2016 (ultimo anno in cui è possibile effettuare una comparazione con i paesi Ue) i contribuenti italiani hanno lavorato per il fisco fino al 2 giugno (154 giorni lavorativi), vale a dire 4 giorni in più rispetto alla media registrata nei Paesi dell’area euro e 9 se, invece, il confronto è realizzato con la media dei 28 Paesi che compongono l’Unione europea.
Solo in Francia se la passano peggio di noi - Se confrontiamo il “tax freedom day” italiano con quello dei nostri principali competitori economici, solo la Francia presenta un numero di giorni di lavoro necessari per pagare le tasse nettamente superiore (+21), mentre tutti gli altri hanno potuto festeggiare la liberazione fiscale con un netto anticipo. In Germania, ad esempio, 7 giorni prima di noi, in Olanda 12, nel Regno Unito 27 e in Spagna 28.
La virtuosa Irlanada– Il paese più virtuoso è l’Irlanda; con una pressione fiscale del 23,6 per cento consente ai propri contribuenti di assolvere gli obblighi fiscali in soli 86 giorni lavorativi .

APRILE

Aprile è il quarto mese dell'anno in base al calendario gregoriano, e il secondo della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Secondo alcune interpretazioni, il nome deriva dall'etrusco Apro, a sua volta dal greco Afrodite, dea dell'amore, a cui era dedicato il mese di aprile. Secondo altre teorie, il nome deriva invece dal latino aperire (aprire) per indicare il mese in cui si "schiudono" piante e fiori.

Il giorno 20 il Sole esce dal segno  dei Pesci per  entrare  in quello  dell'Ariete

RICORDIAMO

1 aprile Pasqua domenica  - 2 aprile Lunedì dell'Angelo o Pasquetta 2018

25 aprile Anniversario della Liberazione

Il 25 aprile 1945 è una data simbolica: non fu l'ultima giornata di combattimento tra forze nazifasciste e Alleati e brigate partigiane, ma fu il momento di vera svolta verso la fine dell'occupazione tedesca: in quel giorno, soprattutto grazie al ruolo dei partigiani, Torino e Milano furono liberate e i nazifascisti


LA LUNA DI  APRILE 

30/4/2018

Luna piena

8/4/2018

Ultimo quarto

16/4/2018

Luna nuova

22/4/2018

Primo quarto


730/2018: Come applicare la detrazione per farmaci e medicinali 17 aprile 2018


Fisco 7 Tra le detrazioni fiscali presenti nella dichiarazione dei redditi, particolare attenzione va riservata alla detrazione relativa alle spese mediche/sanitarie. La detrazione di tali spese è ammessa anche per quelle sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico e, in alcuni casi, nell’interesse di familiari non a carico (spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario). La spesa medica relativa all’acquisto di farmaci e parafarmaci detraibili è un’agevolazione che spetta ai contribuenti nella misura percentuale pari al 19% della spesa sostenuta, tenendo conto della franchigia pari a 129,11 euro.
A cosa prestare attenzione - Per poter usufruire della detraibilità delle spese per l’acquisto di farmaci, parafarmaci e spese mediche, il contribuente deve conservare il cd. scontrino parlante (ovvero la fattura). Le suddette spese possono essere scaricate dalla dichiarazione dei redditi solo in presenza dei seguenti requisiti:
dimostrazione, attraverso lo scontrino fiscale parlante, del sostenimento della spesa;
indicazione che nello scontrino parlante, siano riportati natura, quantità, codice alfanumerico, prezzo del farmaco acquistato e codice fiscale del contribuente-acquirente.
Ecco un elenco delle diciture che potranno essere presenti nello scontrino parlante al fine della detraibilità dell’onere: farmaco/medicinale, o sue abbreviazioni (“med.” o “f.co” come da risoluzione n. 156/E del 5 luglio 2007)
ticket per le prestazioni nonché farmaci erogati attraverso il Sistema Sanitario Nazionale; farmaco/medicinale omeopatico: ai fini della detrazione, con risoluzione n. 10/E del 17 febbraio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il requisito dell’indicazione sullo scontrino della natura del bene acquistato si considera soddisfatto anche nelle ipotesi in cui il documento di spesa, in luogo della dicitura “farmaco” o “medicinale”, riporti la dicitura “omeopatico”;
farmaci galenici, preparati dietro prescrizione medica dal laboratorio della farmacia - prodotti fitoterapici, se e solo se sono indicati come medicinali; per quelli che riportano l’indicazione di parafarmaco, invece, non è possibile fruire dello sconto d’imposta (risoluzione n. 396/2008);
Sop-Otc, ossia i cd. farmaci da banco o di automedicazione. - Si precisa che nello scontrino parlante potrà essere presente il cd. “codice Aic” ossia il codice di autorizzazione per l’immissione in commercio; infatti per motivi di privacy lo scontrino potrà riportare tale codice al posto del nome effettivo del farmaco (circolare n. 40/E del 30 luglio 2009). Novità 2018
Per gli anni d’imposta 2017 e 2018, è prevista la detrazione nel “rigo E1 – Spese sanitarie” degli oneri sostenuti per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali (abbreviazione “AFMS”). La classificazione di tali alimenti avviene nella Sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del D. M. 8 giugno 2001 (Registro nazionale alimenti medici ai fini speciali). Si tratta di alimenti che vanno assunti sotto il controllo medico e che sono ritenuti necessari per quei soggetti che soffrono di particolari patologie metaboliche o il diabete e che non possono alimentarsi mediante una dieta ordinaria. Per espressa disposizione normativa, però, l’agevolazione non compete né per le spese sostenute per l’acquisto di prodotti destinati ai lattanti, né per gli alimenti senza glutine destinati ai celiaci.
Spese non detraibili - Non possono mai essere detraibili le spese sostenute per l’acquisto di integratori alimentari e parafarmaci. Per i primi, la risoluzione n. 256/E del 20 giugno 2008 indica che “[…] In ragione della loro composizione, gli integratori si qualificano, infatti, come prodotti appartenenti all’area alimentare”, e per tale motivo non sono detraibili. I parafarmaci (pomate, colliri, prodotti fitoterapici non qualificati come medicinali), invece, non possono essere equiparati ai medicinali (risoluzione n. 396/E del 22 ottobre 2008).



MONDO MTB

... Itinerari  in Piemonte ... ... Nuovi percorsi Monferrato e Langhe...


SALUTE & BENESSERE

...all'interno di questa rubrica  ...le 14 abitudini più dannose per il cuore


AMICI A 4 ZAMPE...

... la musica e i gatti sono un ottimo rifugio dalle miserie della vita ... !

 


CASE E SERVIZI

 

 


AGRITURISMI  E  B&B

 

 


 

... LA DOLCE VOGLIA ...

 

 


MANGIAR BENE

 

 


SERVIZI DI PUBBLICA

 UTILITA'

 


 

I SEGNI DELLO ZODIACO

TORO

   Dal 21 aprile al 20 maggio

SSegno di terra, fisso, governato dal pianeta Venere

E' un segno molto stabile in cui sono presenti testardaggine e molta possessività... la prudenza, la riflessione e l’esattezza sono le sue armi preferite, che sa usare abilmente per conquistarsi una posizione sociale e materiale solida e sicura...

... ALL'INTERNO TUTTE LE  NOTIZIE E LE CURIOSITA' SU QUESTO SEGNO...

 


 

VIAGGI E TURISMO

 

... Leggete e scoprite quali sono i posti da andare a vedere prima che scompaiano per sempre ... ( all'interno di questa rubrica ) ...

Dalla grande barriera corallina in Belize fino ai nostri ghiacciai alpini, da città splendide come Venezia e Amsterdam fino al Mar Morto: abbiamo selezionato per voi 15 luoghi spettacolari del pianeta...

 


 

ORTO E GIARDINI

 

 


" L'aldilà ... "

Esiste la vita oltre la morte?

... questa rubrica è ...

 


 

itinerandoper.it  -  P.IVA 10093510013