Alla scoperta del Monferrato

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Suona la cornamusa al volante: arrestato

In Nuova Zelanda un uomo è stato arrestato dalla polizia: suonava la cornamusa alla guida. L'attenzione mentre si guida è fondamentale per evitare brutte sorprese. Non tutti però riescono a stare sempre concentrati alla guida, usando spesso il telefono mentre non dovrebbero. Un uomo neozelandese, però, è riuscito a fare di meglio... anzi di peggio! Questo signore, infatti, è stato fermato dalla polizia perché suonava la cornamusa mentre guidava l'auto. "L’autista non aveva le mani sul volante in quel momento, e stava chiaramente suonando lo strumento mentre guidava la macchina", ha detto il sergente Bryce Johnson. Il sergente Johnson ha ricordato che la polizia è sempre attenta alle persone che guidano mentre usano i loro telefoni cellulari. "Siamo preoccupati per la quantità di guidatori che utilizzano i telefoni cellulari durante la guida”. Certo a volte si esagera, è il caso di una notizia di qualche tempo fa, quando un uomo è stato multato perché si mangiava le unghie mentre guidava.


Distilleria vende vino sputato agli eventi ...

Un distillatore australiano ha deciso di portare il riciclo ad un livello completamente nuovo,ha deciso di portare il concetto di riciclo ad un livello completamente nuovo, prendendo il vino sputato in una conferenza di degustazione di vini e trasformandolo in uno spirito chiamato Kissing a Stranger. Peter Bignell ha avuto questa idea mentre era in un gruppo a degustare vini. Come da tradizione, nella degustazione, la maggior parte veniva sputata in un secchio. Questa pratica consente agli assaggiatori di provare molti vini diversi evitando l’ubriachezza. Per Bignell, però, si trattava di uno spreco. Bignell, che normalmente produce whisky di segale nella sua distilleria australiana alimentata da biodiesel, si è accordato con gli organizzatori per raccogliere il vino dopo la conferenza, con l’obiettivo di distillarlo. Bignell ha così portato 500 litri di vino raccolti in una distilleria, utilizzando la loro attrezzatura per processarlo. Dodici mesi dopo Bignell aveva trasformato il vino sputato in uno spirito a 80 gradi battezzato “Kissing A Stranger” (Baciare uno sconosciuto), che avrebbe un sapore paragonabile al brandy non invecchiato. Potrebbe venire la preoccupazione che bere il distillato sia pericoloso, ma il calore nel processo di distillazione riesce in realtà ad eliminare la maggior parte dei germi. E voi lo provereste?


Preti robot per funerali economici ...

In Giappone ecco i preti buddisti robot: celebrano funerali low cost per chi vuole risparmiare.
Si sente spesso parlare di lavori destinati a sparire nei prossimi decenni: vuoi per il cambiamento in atto nella nostra società, vuoi per l'evoluzione tecnologica che permette di semplificare molti compiti prima svolti dall'uomo.Nessuno, però, penserebbe che anche la categoria dei sacerdoti possa essere coinvolta in questo cambiamento. Eppure è così. In Giappone, infatti, è appena nata una linea di robot buddisti che eseguono servizi funebri ad un quarto del costo richiesto dai sacerdoti umani. Pepper è un robot umanoide sviluppato da SoftBank Robotics, da quando è arrivato sul mercato, due anni fa, ha assunto numerosi lavori. In Giappone è possibile trovarlo in negozi di sushi, banche o reception. Il robot è in grado di identificare i visitatori tramite il suo software di riconoscimento facciale, offrendo informazioni o chiacchierando con loro. Ma Pepper ha ora trovato anche un nuovo lavoro: il prete buddista per i clienti che cercano di ridurre i costi dei funerali. L'idea è stata lanciata da Nissei Eco, una società che offre servizi funebri. I robot buddisti indossano abiti e vestiti tradizionali da sacerdote e pare che i primi funerali siano stato un vero successo.
 


L'hotel più economico al mondo: 80 centesimi a notte, ma con una webcam sempre accesa ...

Sareste disposti a passare una notte in un albergo con un prezzo bassissimo, ma con una telecamera fissa, accesa 24 ore su 24, che manda il pernottamento in diretta su YouTube? E' l'esperienza che si può provare in uno degli alberghi più economici del mondo (e del Giappone): l'hotel Asahi, situato nella città di Fukuoka. Il prezzo di una notte è di 100 yen, che equivale a meno di un dollaro e a circa 80 centesimi di euro. Ma la tariffa super economica spetta soltanto ai clienti che accettano di avere la webcam accesa in camera, vivendo quindi un soggiorno in stile Grande Fratello, con il mondo intero che potrebbe vedere quello che succede nella stanza. “L'hotel più economico al mondo: 80 centesimi a notte, ma con una webcam sempre accesa„ Come racconta il quotidiano britannico Indipendent, il gestore dell'albergo Asahi, il 27enne Tetsuya Inoue, ha avuto questa idea dopo aver ospitato nella sua struttura uno youtuber britannico, che filmò e trasmise in diretta web quasi ogni momento della sua permanenza nell'albergo. In quel momento il ragazzo pensò che il web potesse diventare una nuova forma di guadagno per la sua attività, così creò il canale YouTube “One Dollar Hotel”, in cui gli utenti possono osservare quello che succede nella stanza in qualsiasi momento. Sono soltanto due le regole sulla privacy prevista dall'albergo: la trasmissione è soltanto video, senza audio, e in bagno non ci sono telecamere. Ovviamente il cliente è libero di spegnere la luce quando vuole, oscurando di fatto la trasmissione.“ L'hotel più economico al mondo: 80 centesimi a notte, ma con una webcam sempre accesa. Nonostante lo spettacolo sia, nella maggior parte dei momenti, tutt'altro che entusiasmante, il canale YouTube del “One Dollar Hotel” ha superato i 5mila iscritti, mentre sono migliaia le visualizzazioni“


Trascorre 3 anni su una palma di 20 metri

La strana storia di un uomo che ha trascorso gli ultimi 3 anni in cima ad una palma di 20 metri. In tre anni ha toccato terra una sola volta. E' questa la particolare storia di Gilbert Sanchez, un uomo di 47 anni delle Filippine che nel 2014 era salito in cima ad una palma di cocco di 20 metri. Gilbert era salito in seguito ad una lite, in cui era stato colpito in testa con una pistola. Era così spaventato di essere ucciso che l'albero più alto gli era sembrata la soluzione più efficace per sopravvivere. Per tre anni ha mangiato e bevuto solo ciò che la madre gli portava quotidianamente, usando una corda improvvisata per poterlo afferrare.Più volte Winifreda Sanchez, la madre, ha provato a convincerlo a scendere dall'albero, almeno per fare un bagno. L'uomo, però, ha sempre rifiutato. Così la donna ha continuato a fare ciò che poteva, portandogli ogni giorno cibo, vestiti e sigarette. Tutti a La Paz conoscevano la situazione di Gilbert Sanchez, nessuno però ha fatto nulla finchè un articolo su di lui è diventato virale sui social. La copertura mediatica ha così convinto le autorità locali a portare giù l'uomo contro la sua volontà. L'operazione è stata ben più difficile del previsto e alla fine l'unica soluzione è stata quella di tagliare la palma con una motosega stando bene attenti a non ferirlo. Nei video che circolano sui social si vede il corpo di Gilbert pieno di vesciche e morsi d'insetti. L’uomo soffre anche di atrofia muscolare e la sua colonna vertebrale è deformata dopo tanto tempo trascorso accovacciato sull’albero di cocco. Ma è la sua mente che di gran lunga soffre di più.


Piatto di cozze troppo piccolo: chiama la polizia ...

Ritrovarsi in un ristorante di lusso e vedersi servire un misero piatto di cozze a fronte di un conto davvero salato. Così un uomo statunitense di 51 anni, Nelson Agosto, ha deciso di chiamare la polizia per denunciare il misfatto. L'uomo aveva ordinato un piatto di cozze al vapore ma, dopo averlo mangiato, si è lamentato perché era troppo piccolo e non l'aveva saziato. Così si è rifiutato di pagare il conto salato ed ha chiamato per due volte il 911. All'arrivo degli agenti però, Nelson non è stato affatto aiutato, anzi gli uomini della polizia lo hanno arrestato per aver utilizzato il servizio di emergenza in modo improprio. Non è di certo la prima volta che qualcuno chiama gli agenti per questioni futili, nonostante sia noto che le sanzioni possono essere decisamente severe. Alla fine dei conti l'uomo è rimasto affamato e adesso dovrà affrontare una comparizione di fronte al giudice. Forse sarebbe stato meglio pagare quel conto!


Il proverbio: " Le sorprese, come le sfortune, raramente vengono da sole !”...

Da Mercoledì treno di perturbazioni più freddo, piogge e nevicate...

L'alta pressione che condiziona il quadro meteorologico sull'Italia ormai da un lunghissimo periodo comincia a dare segnali di cedimento e ne sono la testimonianza le nubi che già interessano molti settori delle regioni centro-settentrionali. L'aumento del tasso di umidità sta inoltre favorendo il ritorno di fitti banchi di nebbia sulla Val Padana. Le prossime ore ci riserveranno inoltre deboli precipitazioni, in particolare sul Friuli , sul Piemonte orientale e sui settori centrali e di levante della Liguria. Da segnalare un deciso calo termico che coinvolgerà essenzialmente il Nordovest. Ma questi segnali che qualcosa non va nell'alta pressione saranno il preludio al passaggio di un vero e proprio treno di perturbazioni che caratterizzerà il tempo della settimana. Mercoledì il quadro meteorologico sarà caratterizzato dal passaggio di un primo fronte che riporterà la pioggia e anche alcune nevicate. La perturbazione si addosserà all'arco alpino e in mattinata porterà subito un rapido peggioramento sulle Alpi di confine e su alcuni tratti del Friuli con piogge sparse e nevicate intorno ai 6/700 m. Col passare delle ore la situazione andrà rapidamente peggiorando al Centro-Sud. Il resto della settimana continuerà ad essere disturbato da alcune insidie. Giovedì, dopo un veloce miglioramento anche al Sud, ecco che tra il pomeriggio e la serata una nuova perturbazione atlantica si affaccerà all'Italia. Ci attendiamo un peggioramento nel corso del pomeriggio su tutto l'arco alpino, con fiocchi bianchi localmente a bassa quota. Altre nubi e deboli piogge interesseranno Liguria, Toscana, Sardegna. Ancora possibili nevicate sulla dorsale appenninica centro-meridionale. Venerdì tornerà il sole al Centro-Nord e sulle due Isole maggiori mentre il meteo resterà instabile al Sud peninsulare, dove potranno verificarsi piogge a carattere sparso. Rinforzeranno i venti di Maestrale per poi ruotare nuovamente da sud, per l'arrivo di un nuovo fronte atlantico che giungerà al Nordovest nella seconda parte di Sabato e che coinvolgerà poi il resto del Nord e la Toscana. Possibili fiocchi di neve intorno agli 800/1000 metri sui rilievi alpini. Domenica invece la situazione tornerà nuovamente più tranquilla, salvo per qualche residuo disturbo al mattino al Nordest e sul medio Tirreno.
 

"Non è un raffreddore, ma nemmeno la peste", dice Roberto Burioni

“Io sono il primo a dire che il coronavirus non è un raffreddore. Ma questo non significa che sia la peste”. In un'intervista al Corriere della Sera, il professor Roberto Burioni, medico ed esperto virologo, dice che “la paura è un virus e il suo vaccino è l'informazione” e “se un bambino teme c he nella stanza ci sia un mostro”, la prima cosa da fare è “accendere la luce”. Ed è forse per questo motivo che ha polemizzato con la collega dell'istituto ospedaliero Sacco di Milano, la dottoressa Gismondo, “che citava un numero palesemente erroneo”, ma oggi attraverso le colonne del quotidiano di via Solferino Burioni fa ammenda e si scusa: “Sono io che ho sbagliato. Non avrei dovuto reagir e chiamandola in quel modo. Non avrei proprio dovuto risponderle in pubblico”. A lei, Burioni, si è riferito come “la signora del Sacco”. “Avrei dovuto scriverle in privato e non l'ho fatto. O meglio, l'ho fatto poco fa. Le ho appena mandato una mail di scuse. Lei ha sbagliato un numero e io una parola. Ma sono giorni così, siamo tutti sotto pressione”, si giustifica il virologo. Il quale subito dopo esprime tutta la propria “solidarietà a tutti i medici e gli infermieri che lavorano in prima linea”. “Io sono nelle retrovie – afferma –, ma loro sentono fischiare i proiettili. Questa è una emergenza nazionale, perché non è limitata a una porzione di territorio come un terremoto. Perciò richiede un coordinamento”. Coordinamento che forse è mancato, e infatti Burioni se la prende soprattutto con l'Europa, sulla quale dice: “Sono cresciuto con il mito degli Stati Uniti d'Europa. Vedere che non riesce a gestire neanche questa emergenza… Il virus non è una questione divisiva come i migranti. Bastava fissare una linea comune — stesse regole a Parigi e a Milano —e ci si sarebbe tranquillizzati l'un l'altro”. Poi l'affondo: “Non si possono chiudere frontiere che non ci sono più”. Quindi Burioni entra nel merito e dichiara: “Di questo virus sappiamo ancora pochissimo. Non sappiamo neppure se chi guarisce può infettarsi di nuovo. Ma non dobbiamo riempire i vuoti di conoscenza con le scemenze. Il virus è passato dal pipistrello all'uomo, questo è sicuro” e se la prima malata cinese in Italia è guarita, aggiunge il medico, “prima di guarire è stata ricoverata quasi un mese. A preoccuparmi è proprio la saturazione degli ospedali”.

Perché il coronavirus è definito un cigno nero

Un 'cigno nero', ovvero evento raro e imprevedibile: isolato, perché non rientra nel campo delle normali aspettative umane. Ma drammatico, perché capace di sconvolgere le vite, cambiare le percezioni, far collassare a volte interi sistemi politici, intere economie. Non è un caso che l'epidemia di coronavirus sia spesso associata al concetto di 'cigno nero', fortunata formula per descrivere come l'improbabile governi le nostre esistenze, coniata dal matematico libanese Nassim Nicholas Taleb.
“Cigno nero” è il titolo di un best seller globale dato alle stampe nel 2007. Nella definizione di Taleb, si può parlare di 'cigno nero' quando siamo di fronte ad avvenimenti inattesi e sorprendenti. Impossibili da prevedere, ma a volte anche impossibili da immaginare. La storia dell'uomo sarebbe piena di queste estemporanee costanti; come l'ascesa del nazismo, o l'avvento di Internet, la crisi dei mutui subprime, o il dissolvimento dell'impero sovietico. Spesso sentiamo attribuire la definizione di 'cigno nero' a eventi negativi. Ma non è questo il senso pensato da Taleb. Un 'cigno nero' non ha necessariamente un connotato positivo o negativo, piuttosto rappresenta un corto circuito della ragione. Se le relazioni causa-effetto sono il principale strumento con cui gli uomini danno un senso al mondo, cercando di governarne gli eventi, il 'cigno nero' ne è una sorta di imprevedibile epifania del
fallimento: sorprende, costringe a volte a cambiare la visione delle cose, scardina le certezze o i pregiudizi. Proprio come cambiò quelle degli europei convinti che tutti i cigni fossero bianchi fino a quando, nel XIV secolo, un gruppo di esploratori in Australia scoprì una baia popolata da cigni completamente neri. Un evento straordinario per l'epoca, imprevedibile, a cui Taleb ha dedicato il titolo del suo libro. I cigni neri si pongono al di là della rete di relazioni causali su cui adagiamo la nostra visione del mondo. Sono imprevedibili nelle cause, si è detto, ma anche imprevedibili negli effetti. Proprio come nessuno sa quali saranno gli effetti del coronavirus nel lungo termine (ma anche nel breve), quali aree geografiche contagerà, quanto danno ancora arrecherà alle nostre economie, se avrà ripercussioni politiche, quali, di quali proporzioni. Infatti, un'altra caratteristica dei cigni neri è quella di trascendere la nostra capacità di dare un senso immediato alle cose che accadono durante il suo manifestarsi. Certo, la ragione arriverà alla fine con la sua opera normalizzante e tranquillizzante. Avrà bisogno del suo tempo, ma troverà una spiegazione agli eventi. Come la nottola di Minerva hegeliana, spiccherà il suo volo al termine del giorno. E volerà indisturbata fino all'arrivo del nuovo.

Arrivano i gel mani made in farmacia, "ma domanda supera offerta"

In tempi di coronavirus "i farmacisti si stanno facendo un mazzo così". Chiede la cortesia di "esprimere il concetto proprio con queste parole che rendono l'idea" Manuela Bandi, titolare della farmacia Bandi di Milano in via Rovereto angolo viale Monza, specializzata in preparazioni galeniche. Un'attività che in questi giorni si sta concentrando sui prodotti igienizzanti per le mani, praticamente introvabili se non online a prezzi esorbitanti: "Ne stiamo producendo di continuo", spiega la professionista all'AdnKronos Salute. Disinfettanti 'sfornati a nastro', ma lo stesso "la produzione fatica a star dietro alla domanda, anche perché il limite legale imposto dalle norme di buona fabbricazione è di 3 chili per lotto". E le vendite, stima, procedono al ritmo di "un centinaio di flaconcini al giorno". "Più che mai in questa situazione noi farmacisti siamo in prima linea al banco come in laboratorio", insiste Bandi. Non si tratta solo di servire i clienti e di allestire galenici, ma anche di "consigliare e tranquillizzare", di arginare l'ondata di panico che cresce come uno 'tsunami'. Parte delle difficoltà sono legate quindi "all'organizzazione del lavoro", perché "di fatto dobbiamo essere ovunque": in negozio e nel retrobottega, in magazzino e in laboratorio. "Specie con quello che stanno vivendo in questi giorni i medici di famiglia, le farmacie sono la prima porta aperta sul territorio" e l'afflusso è incessante. Gel mani e soluzioni disinfettanti 'made in farmacia' vengono prodotti secondo le regole della Farmacopea, "efficacia e sicurezza garantite". Le due ricette diffuse dalla Società italiana farmacisti preparatori (Sipaf) arrivano da quella britannica e "tecnicamente sono preparabili in tutte le farmacie - evidenzia la titolare meneghina, consigliere sia di Federfarma Lombardia sia di Federfarma Milano, direttrice della Fondazione Guido Muralti per la formazione degli associati di Milano, Monza e Lodi - Naturalmente quelle che come la nostra hanno puntato soprattutto sull'attività galenica sono più agevolate e hanno più dimestichezza" nell'allestirle, "nonché scorte maggiori di materie prime" per realizzarle. Lo 'speziale' propone e "la gente gradisce - assicura Bandi - Per noi qui" barattoli e fiale dall'aspetto antico, senza il 'glamour' dei loghi industriali più conosciuti al grande pubblico, "sono un prodotto di consuetudine e quindi i nostri clienti sono anche preparati al loro aspetto. I nostri disinfettanti li proponiamo confezionati in flaconi trasparenti con tappino dosatore, prezzo al pubblico 4,10 euro: lo stesso del gel più noto" andato a ruba in queste settimane. "Ma ci tengo a precisare che il prezzo è libero - conclude la professionista - e che piccole variazioni da una farmacia all'altra ci possono essere, anche in base a quanto un esercizio sia più o meno focalizzato sull'allestimento di galenici. Se è vero infatti che il costo delle materie prime è irrisorio, c'è il lavoro di produzione e di inflaconamento che resta manuale".
"VALUTARE DEROGHE A LIMITI PRODUZIONE" - "Tre chili per lotto", dunque, è il limite massimo che per legge devono rispettare i farmacisti impegnati in questi giorni a produrre nei loro laboratori 'di bottega' gel e soluzioni disinfettanti per le mani contro l'allarme coronavirus. Trovare anche solo un flaconcino di quelli industriali assomiglia ormai a una 'caccia al tesoro', e in prima linea contro carenze e sciacallaggio sui prezzi ci sono esperti come Bandi: "Forse - osserva - in questi giorni di emergenza poter produrre qualcosina in più aiuterebbe. Ma servirebbe una deroga delle autorità sanitarie. Non possiamo certo procedere in autonomia".
"Le indicazioni sui limiti - precisa la professionista - sono fissate nel rispetto delle norme di buona fabbricazione. Il punto però è che in questo periodo", persino negli esercizi specializzati nell'allestimento di galenici, "l'offerta fatica a soddisfare la domanda". Da un lato "la produzione dei preparati si deve conciliare con tutte le altre attività della farmacia" e con il superlavoro al quale sono chiamati i camici 'in trincea'. Dall'altro "ci sono i limiti legali: massimo 3 chili di prodotto per lotto. Forse si potrebbe rivalutare", osserva la farmacista, in modo da garantire ai cittadini alternative "efficaci e certificate" per una pulizia delle mani a prova di virus. "ATTENZIONE AI PRODOTTI CASALINGHI" - Alcol, acqua ossigenata, glicerina ed ecco fatto il gel igienizzante mani fai-da-te. Ma attenzione, avverte la farmacista: queste preparazioni casalinghe, "se non correttamente preservate, rischiano di diventare esse stesse una possibile fonte di infezione". Da scudo antivirus ad arma in mano ai microbi. "Le formulazioni che sono circolate in queste ore sono sicuramente valide e possono essere utilizzate", spiega Bandi. Ma "il problema è poter avere un prodotto sufficientemente preservato - ammonisce - in modo che non diventi proprio lui una fonte di contagio". Il contenitore, per esempio, deve essere adeguato ("quelli che usiamo noi farmacisti non rilasciano alcuna sostanza alla soluzione che racchiudono"). E poi i tempi di conservazione: "Un conto è usare il prodotto nell'immediato, un altro mesi dopo averlo preparato. Attenzione", conclude la farmacista.
 

Si schianta in auto con tasso alcolemico alle stelle: assolto...

"La sentenza di Milano con la quale un conducente con un valore alcolemico nel sangue pari a quasi quattro volte il limite, e che nell'aprile del 2018 ha causato anche un incidente nel quale rimaneva ferito lo stesso conducente e un passeggero, viene assolto perché il reato è stato considerato di lieve entità, è assolutamente incomprensibile e lascia più che perplessi". E' quanto dichiara Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, l'associazione sostenitori amici della Polizia Stradale. "Lascia addirittura storditi - continua Biserni - gli operatori di polizia che stanno notte e giorno sulle strade per frenare il dilagare micidiale della ubriachezza alla guida e sotto l'effetto di stupefacenti e quanti si occupano seriamente di sicurezza stradale". "Secondo il giudice 'la circostanza che il livello di tasso alcolemico rinvenuto nel sangue non sia di molto superiore al limite relativo alla soglia di rilevanza, consente di qualificare il fatto in termini di tenuità. Non molto superiore?? Quasi quattro volte il limite è non molto superiore? Il conducente doveva entrare in coma etilico per avere un valore molto superiore? Parliamo di un valore che supera 1,5g/l soglia che prevede la confisca del veicolo se di proprietà e la condanna alla pena massima in caso di omicidio stradale", evidenzia Biserni. "Nella sentenza in riferimento all'incidente si legge poi che 'non si stima adeguatamente provato' visto che 'l'imputato perdeva il controllo del mezzo senza cagionare ad altri danno'. Pieno sostegno dell'Asaps - dice il presidente - alla Polizia Stradale di Bergamo che ha espresso le sue perplessità in una lettera alla Procura di Milano in cui scrive che 'rimane di difficile comprensione l’eccezione di non ritenere adeguatamente provato l’incidente' e si domanda perché venga considerato di lieve entità il valore di 1,97 g/l 'accertato clinicamente' con 'procedura medico legale, considerato che tale valore supera di quasi 4 volte il limite massimo previsto'". Come si può motivare la 'lieve entità' nella valutazione se il legislatore ha già costruito la norma che stabilisce la lieve entità con la sanzione amministrativa fino a 0,8 g/l? La sentenza vanifica - secondo Biserni - il lavoro della polizia e costituisce un vero trampolino per una sorta di 'liberi tutti' di bere anche se si guida! Immaginabili le conseguenze in un quadro già oggi molto preoccupante per la sicurezza sulle strade. A questo punto tanto vale abolire l'articolo 186 del CdS, lasciando in vigore solo l’ipotesi in cui viene causata la morte di altre persone". "Auspichiamo che la sentenza venga impugnata e che si torni a ridare fiducia agli operatori di polizia impegnati sulle strade che in questo modo ne escono frustrati con la vanificazione del loro lavoro e fiducia in tutti quei cittadini che devono percorrere le strade senza il terrore di incappare in un conducente con valore alcolemico di quasi 2 g/l che in pratica potrà viaggiare indisturbato fino a che non avrà ucciso", conclude Biserni.

Mozzarella alla Nutella, la combinazione nata in un caseificio pugliese

L’Italia vanta un’antica tradizione culinaria che si tramanda di generazione in generazione. Allo stesso tempo, però, ogni ricetta si presta ad essere rivisitata ed arricchita dagli chef con un tocco di innovazione. Ne è un chiaro esempio la mozzarella alla Nutella, frutto dell’invettiva di un caseificio di Martina Franca.
Arriva la mozzarella alla Nutella - Il caseificio Semeraro di Martina Franca, in provincia di Taranto, ha dato vita ad una combinazione di gusti alquanto inaspettata, ovvero la mozzarella alla Nutella. Come spiegato da Rosita, figlia del titolare Francesco: “Sarebbe come una burrata, ma all’interno ci trovi il cuore di Nutella. Se si mangia calda, appena fatta, ha il sapore del latte con il Nesquik. Da fredda, invece, si sente il contrasto fra dolce e salato”. Una vera e propria rivoluzione culinaria che mostra come sia sempre possibile osare, dando il via ad una combinazione di sapori davvero unica nel suo genere. A differenza di quanto si possa pensare, inoltre, sembra che questo esperimento sia molto apprezzato. Come dichiarato sempre da Rosita Semerareo, infatti, “Abbiamo avuto in visita degli studenti Erasmus, e l’hanno apprezzata“. Tuttavia, sottolinea, si tratta di un prodotto che non si trova tutti i giorni al bancone, anche perché “È da vendere in giornata, a causa dei suoi ingredienti deperibili”. Proprio per questo motivo l’azienda preferisce lavorare su ordinazione, considerando anche il fatto che la mozzarella alla Nutella sembra sia particolarmente richiesta in occasione di ricevimenti.Visto il mix realizzato, d’altronde, la mozzarella alla Nutella si presenta come una vera e propria esplosione di sapori. A dimostrazione dell’apprezzamento nei confronti di questo prodotto, poi, vi sono i vari video social che ripropongono questa specialità culinaria davvero unica nel suo genere.

 

Nuovo digitale terrestre: come verificare la compatibilità della TV

A partire dal prossimo anno si compirà lo switch off del digitale terrestre attualmente in uso, ovvero il Dvb-T1, con il passaggio al nuovo standard Dvb-T2. Avremo due anni di tempo per adeguarci e oggi vedremo assieme come fare per capire se il proprio televisore è compatibile oppure no. Notizie
Nuovo digitale terrestre Dvb-T2 - Sono due gli anni a disposizione per potersi adeguare al nuovo standard Dvb-T2. Per verificare se la propria televisione sia compatibile oppure debba essere cambiata, è sufficiente fare degli appositi test. In particolare bisognerà semplicemente digitare i numeri 200 e 100 sul telecomando. Se sullo schermo appare la scritta “Test HEVC Main10“, ovvero lo standard di trasmissione che diventerà obbligatorio dal giugno del 2022, allora vuol dire che il proprio televisore è in grado di supportare la nuova tecnologia. In caso contrario non è detto che la televisione sia necessariamente non compatibile. Può essere, semplicemente, che dobbiate ri-sintonizzare i canali oppure che il numero 200 sia occupato da un altro canale, che pertanto deve essere spostato altrove. Una volta effettuata questa operazione, non dovete fare altro che ripetere il test attraverso l’apposito canale. Se a questo punto vi appare una schermata tutta nera, allora vuol dire che la vostra televisione non supporta il nuovo standard di trasmissione. L’apparecchio, pertanto, deve essere cambiato oppure bisogna utilizzare un decoder che consenti la ricezione del nuovo segnale. Per finire ricordiamo che il canale test 200 è stato lanciato da Mediaset, mentre quello Rai è attivo dal 17 gennaio sul numero 100.

Taser, il cardiologo: "Rischio di morte in alcuni casi"

Con l'utilizzo del "Taser un rischio minimo di mortalità cardiaca esiste, se utilizzato su persone cardiopatiche o sotto effetto di sostanze come la cocaina". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Perna, cardiologo aritmologo della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, dopo l'approvazione, oggi in Consiglio dei ministri del regolamento che disciplina l'uso della pistola a impulsi elettrici che entrerà quindi nelle dotazioni delle Forze di polizia, dopo il vaglio del Consiglio di Stato e poi tornerà in Cdm per l'approvazione definitiva. "Abbiamo pochi dati - spiega Perna - sugli effetti dell'uso del Taser, utilizzato fino ad oggi soprattutto negli Stati Uniti, da dove provengono le ricerche disponibili. L'elettricità, con questo strumento, viene applicata sulla pelle, che è un isolante naturale. Il cuore è protetto anche dai muscoli e dal grasso. La corrente che arriva al cuore è quindi molto attenuata. Ciò non toglie che ci sia un rischio teorico, seppure basso, di provocare un'aritmia che può essere mortale in persone con cardiopatie o che abbiano fatto uso di sostanze eccitanti come la cocaina". Anche le persone portatrici di alcuni tipi di pacemaker o defibrillatori possono incorrere in aritmie letali. Nel caso di apparecchi che mantengono il battito in continuo "l'impulso del Taser potrebbe, sempre teoricamente, interrompere il battito per i 10-15 secondi con conseguenze gravi", spiega il cardiologo. Il problema è che i dati sull'uso di queste armi, continua il cardiologo, "sono molto ridotti. Sperimentazioni in questo campo, infatti, possono essere fatte solo a posteriori. Si possono fare solo ricerche osservazionali sui casi in cui l'arma è stata già utilizzata. Contrariamente a quanto avviene con i farmaci, infatti, che servono a curare e a far star bene le persone, si tratta di armi. Dal punto di vista etico, quindi, non possono essere sperimentate sugli esseri umani per raccogliere informazioni medico-scientifiche. Ed è discutibile anche una sperimentazione sugli animali", conclude Perna.

Sono 200 le gallerie autostradali a rischio in tutta Italia

A rivelarlo il Consiglio superiore dei lavori pubblici con una lettera inviata a vigili del fuoco e a tutti i provveditorati alle opere pubbliche Sono duecento le gallerie a rischio lungo tutta la rete autostradale italiana: 105 sulla rete autostradale in concessione a Aspi e 90 a altre società. A rivelarlo è stato, a novembre, il Consiglio superiore dei lavori pubblici con una lettera inviata a vigili del fuoco e a tutti i provveditorati alle opere pubbliche. Un documento - di cui scrivono oggi alcuni quotidiani - che è stato acquisito dalla Guardia di Finanza di Genova e secondo il quale i tunnel lunghi oltre 500 metri presentano pericoli di incidenti e crolli, non sono impermeabilizzati, sono privi di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, luci guida in caso di evacuazione. In pratica, tutte gallerie non a norma con la direttiva europea 54 del 2004. Tra le 200 gallerie figura anche la Bertè, sulla A26, dove il 30 dicembre sono crollate due tonnellate di cemento dalla volta. Per questo episodio, la procura di Genova ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per crollo colposo. Gli investigatori stanno cercando di capire se la società fosse a conoscenza delle reali condizioni del tunnel e se avesse iniziato a mettere in pratica gli accorgimenti per la messa in sicurezza dell'infrastruttura. La Bertè era stata controllata dai tecnici di Spea, la società controllata di Atlantia che si occupava delle ispezioni e manutenzioni, e era stata classificata col 40, un voto basso che aveva innescato la procedura di programmazione di lavori rubricati però in là col tempo.

Codice Stradale: multe smartphone alla guida

La Camera ha anche introdotto altre misure per il miglioramento della sicurezza stradale. Tra queste ci sono l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza per gli scuolabus a partire dal 2024, la distanza di sicurezza laterale di 1,5 metri quando si supera una bicicletta, l’istituzione da parte dei comuni delle zone scolastiche con limite di velocità a 30 chilometri orari e, infine, la possibilità di rallentare il traffico tramite bande sonore o attraversamenti pedonali rialzati ad altezza marciapiede. Il consiglio, in ogni caso, è quello di evitare sempre qualsivoglia distrazione mentre si è al volante. Anche il più piccolo errore alla guida può portare a conseguenze devastanti per sé e per le altre persone.

Margiotta: sospendere la patente a chi usa il cellulare

Roma - Velocizzare la riforma del codice della strada, aprire una discussione sull'introduzione di ulteriori sanzioni per i pedoni responsabili di comportamenti che causano incidenti. E poi campagne di informazione ovunque. E' quanto intende fare Salvatore Margiotta, sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Eppure uno strumento utile come la riforma del codice della strada che era stata data per ormai pronta a luglio è ancora fermo: "La commissione competente ha elaborato un testo ben strutturato. A agosto la caduta del governo ha creato un inevitabile rallentamento. Con il nuovo esecutivo proprio io ho avuto una serie di incontri con la commissione Trasporti per superare gli ostacoli di carattere finanziario prima di mandare il testo in aula", spiega in una intervista alla Stampa. "Bisogna accelerare i tempi. Ci lavoreremo - assicura - in questo mese di gennaio. Si sono creati alcuni problemi di coperture finanziarie ma sono rapidamente risolvibili e con questa riforma nel codice scriveremo che l'uso del cellulare va sanzionato in modo deciso fino ad arrivare nei casi più gravi alla sospensione della patente perché è uno dei motivi maggiori di incidentalità e mortalità sulle strade. Ma sarei un ingenuo a pensare che i problemi sulle strade italiane si risolvono con una riforma del codice". "Non è con una repressione ancora più forte che si possono evitare incidenti di questo tipo. Le leggi - osserva Margiotta - esistono già e prevedono sanzioni molto severe. I veri effetti positivi si ottengono con le campagne di informazione, con una rivoluzione del sistema dei trasporti, con interventi di tipo strutturale e non episodico o nati sull'onda emotiva del momento. Non dimentichiamo che l'Italia è il Paese dove gli spostamenti avvengono per il 60% con mezzi privati e questo dato è fermo negli anni nonostante i tanti investimenti realizzati". "Lo stesso direttore della polizia stradale sostiene che non si possono militarizzare le città. Le pattuglie già ci sono e sono sufficienti. E gli incidenti sono diminuiti secondo gli ultimi dati Istat. Questo non toglie che io sia comunque preoccupatissimo, e lo dico anche da padre di un adolescente, ma la strada più importante e efficace da seguire sono le campagne di informazione. Le faremo nelle scuole e sono allo studio delle iniziative anche con il Cnel". "Bisogna avviare una riflessione anche sui pedoni. E' necessario adottare delle misure per far capire che i semafori rossi vanno rispettati. Si possono studiare sanzioni o alternative, ne parlerò con il ministro ma è necessario occuparsi anche dei pedoni, forse già nella riforma del codice in via di approvazione quando il testo arriverà in aula", conclude. Codice Stradale, multe fino a 1700 euro per chi usa smartphone alla guida La cause più frequenti di incidente stradali sono l’alta velocità e l’uso dello smartphone durante la guida. Per questa ragione la Camera è determinata ad esaminare e votare alcune modifiche al Codice Stradale atte a migliorare le condizioni di sicurezza sulle strade. Una prima norma in programma riguarda un deciso inasprimento delle multe per coloro che vengono fermati perché visti utilizzare lo smartphone durante la guida. Il provvedimento prevede un aumento da 422 a 1697 euro con tanto di sospensione della patente fino a tre mesi in caso di recidiva. Raffaella Paita (Iv) è tra le maggiori sostenitrici di una rapida approvazione delle modifiche da parte dell’Aula di Montecitorio. La sollecitazione è condivisa anche da Sergio Battelli (M5s), presidente della Commissione Politiche Ue. Le proposte sono state accolte nel ddl votato in Commissione.

Cuore si ferma per 6 ore e poi riparte: miracolo in Spagna

Un caso talmente raro che è stato definito un miracolo dagli stessi medici. La protagonista è Audrey Mash, 34enne britannica, ma che da 2 anni vive a Barcellona. La donna si trovava insieme al marito, Rohan Schoeman, sui Pirenei, nella zona di Girona. Audrey e Rohan erano usciti all’alba dal rifugio in cui si trovavano per provare a raggiungere una vetta vicina a loro ma si sono persi. Bloccati da una tempesta di neve, hanno iniziato a perdere visibilità; lei, lentamente, ha cominciato ad andare in ipotermia. Secondo quanto riporta il Mirror, prima avrebbe smesso di parlare, poi si sarebbe addormentata davanti al marito. Inutili tutti i tentativi del compagno di tenerla sveglia e quindi in vita. Quando sono arrivati i soccorsi Audrey aveva una temperatura corporea di 18 gradi e non dava segni di vita. Il cuore non batteva, i polmoni erano inerti. I medici però non si sono arresi, provando a rianimarla fino a quando il cuore non ha ripreso a battere. I controlli hanno mostrato che non ha subito alcun danno cerebrale. Secondo i dottori le temperature rigide hanno letteralmente congelato i suoi organi e il cervello. In questo la 34enne ha potuto evitare la morte. Per le successive 24 ore alla donna è stata indotta una lieve ipotermia per minimizzare i possibili danni al cervello, poi è stata in terapia intensiva. Attualmente è ancora in ospedale per dei controlli ma presto si riprenderà senza conseguenze.


FEBBRAIO

Febbraio è il secondo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e conta di 28 giorni. Viene dopo gennaio e prima di marzo ed è il terzo ed ultimo mese dell'inverno nell'emisfero boreale o dell'estate nell'emisfero australe

2 febbraio con la Candelora, momento della benedizione e distribuzione di ceri che simboleggiano un fuoco di protezione e promessa della luce primaverile. Lo stesso giorno è tra l’altro ricordato anche come la Purificazione di Maria trascorsi i 40 giorni dal parto.
Il 3 febbraio le candele sono utilizzate anche nel rito di protezione dai malanni alla gola, sotto la benevola tutela di San Biagio
14  febbraio - San Valentino - Festa degli innamorati    

Il giorno18 il Sole esce dal segno dell'Acquario per entrare in quello dei Pesci


LA LUNA DI FEBBRAIO 

1/2/2020

Primo quarto

9/2/2020

Luna piena

16/1/2020

Ultimo quarto

23/2/2020

Luna  nuova

Radar svela cosa c'è sotto la faccia nascosta della Luna

Ora sappiamo un po' di più sul misterioso quanto affascinante "lato oscuro della Luna", come nello storico album dei Pink Floyd, "The dark side of the moon". Merito del radar della missione cinese Chang'è 4 e dello studio di di tre ricercatori italiani, Sebastian Lauro ed Elena Pettinelli dell`Università degli studi Roma Tre e Francesco Soldovieri dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell`ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea).


Sotto la regolite lunare - Per la prima volta, viene svelata la struttura del sottosuolo del più grande bacino da impatto lunare, Polo Sud-Aitken, situato sulla faccia nascosta della Luna. Sotto una distesa di polvere grigia finissima, la cosiddetta regolite lunare, si susseguono i prodotti degli impatti che hanno modellato la superficie lunare nel corso di miliardi di anni.


La missione - Il 3 gennaio 2019 la missione cinese Chang’è 4 si è posata sul fondo del cratere Von Karman, all'interno del Bacino Polo Sud - Aitken, diventando la prima missione ad allunare con successo sulla faccia nascosta della Luna. Il lato nascosto della luna. La Luna ha una natura dicotomica molto particolare: la fa
ccia visibile ha una crosta più sottile caratterizzata da larghi bacini chiamati mari, sostanzialmente riempiti di lava basaltica proveniente dal mantello ormai solidificata; la faccia nascosta invece ha una crosta più spessa, è sostanzialmente priva di mari, ed è prevalentemente costituita da roccia anortositica, il materiale crostale originario formatosi miliardi di anni fa. Si conosce molto della faccia visibile, grazie alle missioni umane. Pochissimo invece si sa del "lato oscuro" del nostro satellite naturale.


La scoperta - "Quello che ci ha più sorpreso - ha spiegato Elena Pettinelli dell`Università degli studi Roma Tre - è la straordinaria trasparenza del terreno di Von Karman alle onde radio, che ci ha permesso di vedere distintamente le strutture geologiche fino a 40m di profondità, una cosa assolutamente impossibile da ottenere sulla Terra a quel
la frequenza, a causa della onnipresenza di acqua liquida nel sottosuolo". Data la "trasparenza" dei materiali è stata possibile definire in dettaglio la sequenza verticale degli strati. La parte superiore è costituita da materiale finissimo ed uniforme (regolite) che si estende fino ad una profondità di circa 12m. Questo materiale è frutto di un lungo processo di frantumazione ed aggregazione dovuta all’impatto di micrometeoriti ed all’interazione del suolo con la radiazione solare. Al di sotto di questo si alternano strati ricchi di blocchi derivanti dalle espulsioni di materiale dai vicini crateri generati dall’impatto con asteroidi e strati più fini fino ad una profondità di 40m, limite di indagine del radar.


Il lato nascosto della luna - La Luna ha una natura dicotomica molto particolare: la faccia visibile ha una crosta più sottile caratterizzata da larghi bacini chiamati mari, sostanzialmente riempiti di lava basaltica proveniente dal mantello ormai solidificata; la faccia nascosta invece ha una crosta più spessa, è sostanzialmente priva di mari, ed è prevalentemente costituita da roccia anortositica, il materiale crostale originario formatosi miliardi di anni fa. Si conosce molto della faccia visibile, grazie alle missioni umane. Pochissimo invece si sa del "lato oscuro" del nostro satellite naturale.


Il ritorno dell'uomo - Il ritorno sulla Luna dell’uomo è ormai imminente. L’idea di creare una base scientifica, come quella in Antartide, è un progetto ambizioso ma possibile. Tuttavia, lo sviluppo di un insediamento umano lunare richiede la capacità di utilizzare e riciclare le risorse presenti sulla Luna, come l’acqua dal ghiaccio e l’ossigeno dalla regolite lunare. Per questo motivo, l’esplorazione geofisica del sottosuolo, così come lo è sulla Terra per l`individuazione delle risorse naturali, è ora di fondamentale importanza sulla Luna per la scelta del sito adatto alla costruzione di una base lunare.


 

 


 

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