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Il dispositivo che controlla tutto quello che ingoiate...


L’obesità diffusa è un problema serio per la salute pubblica, con conseguenze gravi e costi sociali non trascurabili: per questo sono nate negli anni moltissime iniziative per contrastarla e prevenirla. Ma tutte le ricerche sulle diete si sono sempre basate sui dati auto-dichiarati dai soggetti coinvolti negli studi, il che però non dà garanzie di accuratezza dei dati raccolti, dato che i soggetti possono facilmente sottostimare ciò che hanno mangiato. Per risolvere questo problema, due ricercatori dell’Università del Texas hanno realizzato un dispositivo per misurare tutto quello che viene ingoiato, denominato “Automated Ingestion Detection” (AID). In questo modo, tutto quello che viene ingerito viene conteggiato e misurato, dando così garanzia di una analisi completa e corretta delle abitudini alimentari dei pazienti e dei soggetti studiati, registrando quando è stato mangiato qualcosa e quale è stata la lunghezza dei pasti.La tecnologia dell’hardware è relativamente semplice: il dispositivo indossabile è fondamentalmente un collare con due microfoni che vengono applicati al collo del soggetto. La parte complessa è il software di analisi, che è stato sviluppato per identificare correttamente l’ingestione di solidi e liquidi, distinguendo da altre situazioni che potrebbero essere confuse come parlato o altri suoni di vario tipo.


Studio: i cani sanno dire le bugie...


Sappiamo che i cani possono assumere un’espressione colpevole, ma di solito viene loro attribuita una grande sincerità e trasparenza. Eppure, un recente studio mostra che i cani sono in grado di assumere un “comportamento ingannevole”. In una serie di esperimenti, i cani tendevano a guidare un “concorrente” umano lontano dal cibo quando pensavano che quell’uomo lo avrebbe tenuto per se stesso. Tuttavia, gli stessi cani portano felicemente il loro compagno “cooperativo” a destinazione, sapendo che avrebbero ricevuto parte del cibo. “L’inganno, cioè l’uso di falsi segnali per modificare il comportamento del destinatario, si verifica in basse frequenze in ogni circostanza. Ad esempio, può essere vantaggioso per gli individui subordinati cercare di ingannare gli altri in situazioni di concorrenza”, scrivono i ricercatori. Nello studio è stato verificato se in una situazione di scelta se i cani siano in grado di indurre in errore un concorrente umano, cioè se sono in grado di inganno tattico. Durante l’allenamento, i cani sperimentavano il ruolo del loro proprietario, cooperativo, e di due sconosciuti, uno che agiva “cooperativamente” dando cibo all’animale e l’altro essere “competitivo” e mantenere il cibo per se stessi. Durante la prova, il cane ha avuto la possibilità di condurre uno di questi partner in una delle tre posizioni dove poteva esserci cibo: una conteneva un prodotto alimentare preferito, una seconda un prodotto alimentare non preferito ed una terza era invece vuota. Dopo aver guidato uno degli sconosciuti, il cane poteva guidare il suo proprietario cooperativo in una delle postazioni. Pertanto, il cane avrebbe un vantaggio diretto ad ingannare il partner “competitivo” in quanto avrebbe poi un’altra possibilità di ricevere il cibo preferito dal proprietario. E’ esattamente ciò che gli animali hanno fatto, mostrando così che i cani distinguono tra il comportamento cooperativa o competitivo del compagno e che hanno flessibilità nell’adattare il loro comportamento, usando anche l’inganno tattico.


Nodulo nel polmone: ma non era un tumore, era un giocattolo...


Grande sollievo per un uomo in Inghilterra che aveva sintomi simili a quelli del cancro ai polmoni: la causa non era infatti un tumore, ma un piccolo giocattolo di plastica che aveva inghiottito e gli si era bloccato nel polmone. L’uomo di 47 anni è stato sottoposto ad una broncoscopia per esaminare quello che sembrava essere un tumore maligno, ma è emerso che invece si trattava di un cono del traffico giocattolo, che aveva inghiottito da bambino. “Il paziente ha riferito di aver giocato regolarmente con i Playmobil durante la sua infanzia, e di avere anche ingoiato qualche pezzo”, hanno detto i medici. “Ha ricordato di avere ricevuto questo set Playmobil per il suo settimo compleanno e crede di aver inspirato il cono del traffico del giocattolo subito dopo”. I medici hanno affermato che non è raro che i bambini inalino dei giocattoli: il fatto molto insolito è piuttosto che l’oggetto sia rimasto all’interno del corpo per 40 anni prima dei sintomi. La spiegazione potrebbe essere che l’aspirazione si è verificata in una giovane età: “la via aerea del paziente è riuscita a rimodellarsi e adattarsi alla presenza di questo corpo estraneo”, hanno scritto i medici nel rapporto. Il paziente sta lentamente guarendo dopo la rimozione del cono giocattolo: la tosse e gli altri sintomi sono per la maggior parte già scomparsi.


Quanti batteri finiscono sulla torta mentre soffiate? Uno studio lo ha scoperto...


Vi siete mai posti la domanda? Chissà se soffiare su una torta, che poi va mangiata è salutare? E’ una scena abbastanza normale: il festeggiato soffia a pieni polmoni sulle candeline piantate sula torta. Ma questo gesto fa aumentare i batteri sulla torta? Oppure è totalmente innocuo? Uno studio scientifico ha analizzato la questione, e hanno scoperto che effettivamente spegnere le candele sulla storta ha portato a 14 volte più batteri rispetto a quella “non soffiata”. Va detto che comunque l’esperienza mostra che è abbastanza raro che vengano trasmesse malattie in questo modo, dato che la quantità di batteri rimane comunque bassa: non è dunque il caso di allarmismi, anche se potrebbe essere consigliabile una certa prudenza quando il festeggiato è affetto da malattie che coinvolgono l’apparato respiratorio. “Lo studio ha esaminato la potenziale diffusione di batteri quando si soffia sulle candele su una torta di compleanno: le prove preliminari hanno indicato che i bio-aerosol nel espiro umano espulsi dalla bocca possono essere una fonte di batteri trasferiti alla superficie della torta”, scrivono i ricercatori. Per testare il trasferimento di batteri alla torta, una superficie di glassa per torte è stata sparsa uniformemente un foglio, aattraverso cui sono poi state piantate candele di compleanno. Ai volontari è stata fatta mangiare una pizza, prima di soffiare sulle candele, in modo da replicare più realisticamente la situazione reale. I campioni di glassa sono stati poi recuperati in modo sterile ed esaminati per determinare il livello di contaminazione batterica: soffiare sulle candele ha portato a 1400% in più di batteri rispetto alla glassa non soffiata, dimostrando come sia probabile il trasferimento sulla torta di batteri e e altri microrganismi dal tratto respiratorio della persona che soffia sulle candele.


Il proverbio: " Quando guardi avanti nel tempo, sembra che tutto prosegua in eterno  !... "


Settimana via via più mite, ma spesso nuvolosa...


Dopo che il ciclone di origine scandinava, Attila, ha seminato piogge e generale maltempo da Nord verso Sud, ecco che finalmente la pressione tornerà ad aumentare. Graduale aumento della pressione su tutte le regioni. Un'alta pressione non prettamente stabile. 20-22 Novembre - Correnti più fresche settentrionali addossano nubi e qualche pioggia sulle coste del basso Tirreno e localmente, ma qui in maniera più occasionale, in Toscana e Liguria. Generali condizioni di bel tempo sul resto delle regioni. 23-26 Novembre - I venti cambiano direzione e sul Tirreno iniziano a soffiare di Libeccio. Aumento della nuvolosità sulle regioni tirreniche centro-settentrionali con pioviggine in Toscana. Cielo spesso coperto al Nord, anche con locali nebbie e piogge deboli in Liguria e a fine periodo anche su bassa pianura. Al Sud il sole sarà più presente. Temperature - Dopo una temporanea diminuzione nei primi giorni della settimana, ecco che torneranno ad aumentare. Clima mite sulle regioni meridionali con quasi 20° in Sicilia, fino a 18° al Centro e resto del Sud.

Come telefonare gratis negli Stati Uniti e in Canada


Per chiamare oltreoceano non è necessaria una linea fissa. Basta scaricare un'app VoIP sullo smartphone e si potrà chiamare gratis negli USA o in Canada Al giorno d’oggi effettuare delle chiamate internazionali è abbastanza facile. Basta usare un servizio VoIP oppure un’app come Skype. Questa seconda opzione è anche gratuita. Il problema è che non tutte le persone posseggono un servizio come questo e dunque non è possibile raggiungere chiunque all’estero. Per fortuna su Internet si trovano un’infinità di servizi alternativi per effettuare delle chiamate internazionali. Questi programmi ci permettono di raggiungere qualsiasi numero di telefono, fisso o mobile, presente all’estero. E ci consentono di fare delle chiamate anche se il ricevente non è iscritto allo stesso servizio o non ha scaricato la stessa applicazione che stiamo utilizzando. Per usare questi programmi nella maggior parte dei casi è necessario avere la connessione attiva. Indipendentemente che questa sia in Wi-Fi o con la connessione dati. Ecco allora una lista delle migliori applicazioni per effettuare delle chiamate negli Stati Uniti e in Canada.
Google Hangouts - Hangouts è stato pensato da Google come servizio VoIP che facesse da controparte all’ormai obsoleto Google Talk. Per usarlo basta scaricare l’app per mobile oppure entrare su Google + da PC e poi installare l’estensione per browser. Con questo servizio è possibile effettuare delle chiamate e delle videochiamate gratuite sia negli Stati Uniti che in Canada. E anche in altri Paesi sparsi per il mondo. Inoltre le nazioni non comprese nel servizio free hanno dei costi molto bassi per chiamata.
iCall - Questa è una delle applicazioni più versatili per fare chiamate all’estero. Può essere usata infatti sia su Windows che su Mac, Linux, e anche su iOS e Android. Con iCall possiamo chiamare gratis i numeri di telefono, fissi e mobile, degli Stati Uniti e del Canada. Attenzione però le chiamate non possono superare i 5 minuti.
VoIP Yo - Questa è un’applicazione per smartphone consigliata per chi effettua spesso delle chiamate internazionali. VoIP Yo ha dei piani personalizzati con dei costi molto bassi per le chiamate verso qualsiasi Paese. Mentre le telefonate all’interno degli Stati Uniti e del Canada sono gratis.
VoIP Buster - Questo è un servizio molto duttile. Offre infatti delle chiamate gratuite in oltre 30 Paesi differenti sparsi per il mondo. E tra questi, ovviamente, sono compresi gli Stati Uniti e il Canada. Le telefonate senza costi non sono però illimitate. Avremo a disposizione 30 minuti a settimana. VoIP Buster può essere installato attraverso un’estensione nel PC oppure scaricato come app sullo smartphone.

Fan di Valentino Rossi muore e si fa seppellire con la sua moto


F
inché morte non ci separi. Così recita la frase da dire al matrimonio, ma quando l’amore è passione sportiva, allora forse neanche la morte può separare. E’ il caso di Arnaud Migliorati, tifoso francese del Dottore, morto pochi giorni fa in seguito a un incidente stradale. L’uomo, infatti, non era solo un tifosissimo di Valentino Rossi, ma a sua volta un centauro. Migliorati, detto Nono, era un membro assai attivo nella comunità dei motociclisti e nella Féderation Française des Motards en Colère. Non perdeva una corsa né un evento televisivo in Francia o all’estero: Moto GP, Bol d’Or, Madone des Motard. Così Migliorati si è fatto inumare con la sua Yamaha R6 Replica Rossi a Saint-Roch, nei pressi di Tours en Indre-et-Loire , in Francia. A Saint-Roch, a dare l’ultimo saluto all’uomo, si sono radunati ben 200 centauri che in suo onore hanno ripercorso la strada che gli è stata fatale. Dopo la cerimonia, infatti, il gruppo ha imboccato la circonvallazione che aveva percorso Arnaud Migliorati quando rimase vittima dell’incidente, fermandosi poi nel punto, nei pressi di un tunnel, dove l’amico perse il controllo della Yamaha. Per eseguire le estreme volontà del motociclista è stata chiesta e accordata dal sindaco un’autorizzazione speciale per la sepoltura, come riferisce France Bleu Touraine. Per evitare l’inquinamento del suolo, è stata scavata una fossa più profonda del normale e la Yamaha è stata chiusa in un cassone di stagno. E’ la prima volta in Europa che un appassionato si fa seppellire con la motocicletta. C’è al mondo un solo precedente, negli Stati Uniti.Ironia della sorte, va detto che Arnaud Migliorati è deceduto a 46 anni, proprio il numero che per tutta la carriera ha accompagnato Valentino Rossi.

Persino morire costerà di più. Arriva la tassa sul caro estinto


Le associazioni dei consumatori hanno pensato a uno scherzo. Vero che i governi con le leggi di Bilancio tendono a raschiare il barile, nota la creatività italiana applicata al fisco. Ma la «tassa sul morto» alla vigilia della commemorazione del due novembre non se l'aspettavano. Eppure è messa nero su bianco in un disegno di legge incardinato da un paio di anni, ora a un punto di svolta al Senato. È intitolato alla «disciplina delle attività funerarie». Obiettivo, riordinare il settore caro estinto, fare emergere l'evasione che pare sia molto alta. Nelle cronache è finita mesi fa grazie all'innalzamento della soglia di deducibilità delle spese funerarie. Ma c'è anche il «superamento dell'attuale esenzione per alcuni servizi ed il loro assoggettamento all'Iva ad aliquota ridotta». Tradotto. Oggi sui servizi funebri e cimiteriali non si paga l'Imposta sul valore aggiunto. La legge cambia questo regime introducendo l'Iva sul funerale, anche se con l'aliquota agevolata al 10%. Quella che pagano i ristoranti, insomma. Spiega il presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo: il provvedimento «vuole riorganizzare il settore dei funerali, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l'evasione fiscale, ma in sostanza introduce nuovi costi per i cittadini, per il funerale e la sepoltura dei propri cari». Oltre all'Iva c'è anche «una sorta di affitto sulla tomba, un contributo annuale che dovrebbe essere pari a 30 euro, destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali». Poi c'è «l'obbligo per i Comuni di destinare il 20% della Tasi incassata ai cimiteri monumentali affinché possano coprire i loro costi». Insomma una vera «tassa sul morto». A presentare il disegno di legge è stato il senatore Pd Stefano Vaccari, che dà una spiegazione diversa sull'Iva. «Vogliamo innalzare la deducibilità delle spese dagli attuali 1.500 euro a 7.500 e l'introduzione dell'Iva serve a coprire parzialmente questo sgravio». Tutta la parte economica del ddl (che è in larga parte normativo), spiega ancora il senatore, sarà stralciata. In particolare gli sgravi, che potrebbero rispuntare come un emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio. L'aumento dell'Iva, invece, resta nella legge ora all'esame della commissione Sanità di Palazzo Madama. Se la Ragioneria dovesse bocciare gli sgravi, assicura Vaccari, anche l'aumento dell'Iva verrà stralciato. Facile temere che succeda il contrario, vista la continua ricerca di nuove entrate. Che ci sia qualche tentativo di fare cassa con il morto, si capisce anche dalle parole del viceministro all'Economia Luigi Casero. Ieri ha spiegato che la temutissima cessione dei crediti fiscali non finirà nella legge di Bilancio. Ma il tema dovrà «certamente essere affrontato». Saranno ceduti solo «crediti fiscali riconducibili a procedure concorsuali, a successioni». Quindi saranno venduti i debiti fiscali di contribuenti morti con eredi che non hanno accettato il lascito perché comprende debiti del defunto. Eredi che potrebbero trovarsi vessati, invece che dall'Agenzia delle entrate, da una società di recupero crediti.

'Un cinghiale", spara e uccide cacciatore

Asti - Incidente in un bosco nell'astigiano. Un ferito nell'avellinese. Spara a un altro cacciatore scambiandolo per un cinghiale e lo uccide. E' successo nell'Astigiano. La vittima, Mariano Spataro, 62 anni, di Incisa Scapaccino, era a caccia di lepri nei boschi di località Bruno quando è stato ferito mortalmente da un cacciatore genovese. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli operatori del servizio di soccorso 118. Ed è in prognosi riservata un 58enne di Grottaminarda (Avellino) rimasto ferito nel corso di una battuta di caccia in un'area boschiva del comune di Torre le Nocelle (Avellino). Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l'uomo sarebbe stato colpito all'addome da un colpo di fucile esploso accidentalmente da un altro cacciatore nel corso di una battuta al cinghiale.

Studio: alcuni farmaci tradizionali cinesi collegati cancro fegato


Roma - Ampie prove di un nesso tra la medicina tradizionale erboristica cinese e il cancro al fegato sono state trovate in Asia dai ricercatori. Lo rivela uno studio pubblicato oggi dal giornale Science Translational Medicine. Le scoperte suggeriscono che devono essere assunte misure forti per impedire alle persone di utilizzare sostanze che contengano acidi aristolochici (AA), che sono derivati dalla parte legnosa della pianta Aristolochia. Questi acidi possono essere trovati in alcune medicine tradizionali cinesi che sono dati per il parto per fermare i parassiti e favorire la cura. I ricercatori hanno testato 98 tumori al fegato a Taiwan e hanno trovato che il 78 per cento conteneva mutazioni le quali indicavono che il cancro "era probabilmente venuto in contatto con le sostanze" recita lo studio. Da momento che questi acidi provocano una "firma di mutazione ben definita" i ricercatori hanno scoperto che 89 campioni di cancro al fegato al fegato in Cina e hanno trovato che il 47 per cento mostrava un collegamento con il componente della medicina tradizionale. In Vietnam cinque su 26 tumori studiati avevano la stessa caratterristica. Altri ccinque su nove in altri paesi del Sudest asiatico corrispondevano.

Vaccini, diffida del Codacons all'Ordine dei Medici di Milano


Roma - Il Codacons ha inviato questa mattina una diffida urgente all'Ordine dei medici di Milano sul caso della dottoressa Gabriella Lesmo, verso la quale l'Ordine stesso ha aperto un procedimento che potrebbe portare alla radiazione del medico, colpevole di aver espresso opinioni sui vaccini non in linea con la legge Lorenzin. Nella diffida il Codacons chiede formalmente all'Ordine dei medici di chiudere il procedimento contro Lesmo, e non emanare alcuna sanzione nei suoi confronti, specie l'eventuale radiazione dall'albo che sarebbe "un atto abnorme e sbagliato". Si legge nell'atto del Codacons: "La scrivente associazione interviene nella procedura in corso presso l'intestato ordine professionale poiché moltissimi genitori di bambini in età pediatrica si sono rivolti alla stessa per dimostrare solidarietà e vicinanza alla dott.ssa Gabriella Lesmo, che da anni sostiene possa esistere correlazione tra la somministrazione delle vaccinazioni e reazioni avverse nei bambini che si sono sottoposti ai vaccini. Tanti sono i medici che sostengono una possibile correlazione tra vaccinazioni ed effetti sulla salute ed in definitiva non esisterebbe una legge nazionale, la Legge 210/92 - che prevede possa riconoscersi un 'indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati' - se tale correlazione fosse totalmente da escludersi. Diventano altresì ormai numerosi i casi di sentenze della magistratura italiana che riconoscono il nesso di causalità tra la vaccinazione ed i problemi lamentati dai bambini sottoposti alle vaccinazioni e che, pertanto, condannano il Ministero della Salute a corrispondere l'indennizzo di legge ai danneggiati ovvero ai genitori dei bambini". "Si chiede pertanto all'Ordine dei Medici di Milano di considerare con le più opportune cautele ed attenzioni le motivazioni che spingono la dott.ssa Lesmo ad esplicitare e divulgare le proprie teorie, anche in ragione del proprio caso personale, e chiudere il procedimento disciplinare pendente al più con un richiamo, senza irrogare la sanzione massima prevista consistente nella radiazione dall'albo anche al fine di non infuocare ulteriormente l'opinione pubblica mostratasi molto sensibile al caso". "In caso di radiazione dall'albo per la dott.ssa Gabriella Lesmo, il Codacons non esiterà a denunciare penalmente l'Ordine dei medici di Milano per abuso di atti d'ufficio", conclude l'associazione.

Chi fuma in auto può perdere fino a 2260 euro. Ecco perché


Fumare fa male, lo sappiamo. E fumare costa, tanto. I governi fanno cassa ogni anno alzando i balzelli sulle bionde e i fumatori spendono migliaia di euro l’anno per il loro vizio. Ma ora arriva la notizia che fumare fa male e costa soprattutto se si fuma in auto. A dirlo è il magazine Carbuyer che ha realizzato un indagine su questo tema e che ha quantificato il danno economico in 2.000 sterline, cioè circa 2.260 euro. I 2.000 e passa euro, infatti, sono la quantificazione del deprezzamento di una vettura usata se a guidarla è stato un fumatore. Secondo gli esperti, infatti, le bionde in automobile finiscono per danneggiare l’abitacolo e i diversi rivestimenti (tappeti, sedili, pannelli porta, cielo), non solo con la cenere ma anche con il tipico cattivo odore dell’ambiente dove si fuma. Secondo i concessionari interpellati e gli esperti, infatti, ripristinare una vettura invasa dalle sostanze rilasciate dalle sigarette è possibile, ma ha un costo molto elevato – si parla di centinaia di euro – e dunque finiscono per alzare troppo il prezzo della vettura usata, rendendola poco appetibile al pubblico. Per avere una vettura a un prezzo consono, dunque, la vettura usata viene acquistata dal vecchio utente a un prezzo ben al di sotto del suo reale valore. Non solo, perché Carbuyer ha interpellato oltre 6.000 automobilisti e l’87% di loro ha affermato che non acquisterebbe mai una vettura di seconda mano che sia stata di proprietà di un fumatore. Secondo il magazine, guardando alle vetture che circolano in Gran Bretagna e ai fumatori inglesi, il deprezzamento delle quattro ruote si aggirerebbe attorno a 9,6 miliardi di sterline, cioè 10,86 miliardi di euro. Insomma, fumare fa male, soprattutto al portafogli. Per gli amanti delle bionde, quindi, il consiglio è quello di evitare di accendersi una sigaretta mentre si è in automobile. Per se stessi, per chi è con noi in auto o chi salirà dopo, ma anche – o forse soprattutto – per non vedere il valore della vettura crollare quando si decide di venderla.

Salute: scadono brevetti, in arrivo molti farmaci low cost


Il più famoso (e venduto) è il Cialis, cioè l’alternativa al Viagra per combattere la disfunzione erettile. Ma non è il solo. In queste settimane, infatti, sono ben 13 i farmaci cui scadono i brevetti e, quindi, le case farmaceutiche concorrenti potranno mettere sul mercato farmaci generici con lo stesso principio attivo, ma a prezzi decisamente più contenuti. La stima degli esperti è che l’ingresso del generico abbatta i prezzi di circa il 60%. Oltre al Cialis, che solo in Italia ha un giro d’affari da circa 146 milioni l’anno, saranno resi disponibili per tutti anche farmaci anti ipertensivi e anti colesterolo, farmaci contro l’osteoartrosi e l’ipertrofia prostatica benigna. Tornando al Cialis, di cui in Italia se ne vendono circa 1,7 milioni di confezioni, si tratta di un medicinale caro, con una compressa che può costare 15-20 euro. Il 12 novembre diventeranno generici i dosaggi del principio attivo tadalafil da 10 e 20 milligrammi ed è probabile che vi sarà un ulteriore boom delle vendite, come successo nel 2013, quando uscirono i generici del sildenafil, cioè il principio attivo del Viagra. Abbattimento dei costi anche per lo Stato, però. Il 30 dicembre, infatti, scadrà il brevetto del Crestor, un farmaco che serve ad abbattere il colesterolo e per il quale ogni anno il sistema sanitario nazionale spende circa 270 milioni di euro per acquistarlo. Con il 2018 la rosuvastatina, il principio attivo, sarà libero e sono già 16 le aziende farmaceutiche che hanno fatto richiesta per poter produrre farmaci generici sia con il tadalafil sia con la rosuvastatina. Una possibilità di risparmiare che, però, gli italiani non sfruttano a pieno. Perché nonostante tutto gli italiani sembrano fidarsi del farmaco di ‘marca’, quello che ha reso noto e famoso il principio attivo, preferendolo ai generici. Probabilmente vi è anche una importante dose d’ignoranza che fa sì che molti italiani non sappiano quale sia il principio attivo e, dunque, in farmacia non sappiano cosa scegliere. Il risultato è che, come dimostrano i dati di Assogenerici, solo il 28,5% del volume di vendita dei prodotti a brevetto scaduto viene venduto sotto forma di equivalente.

Danneggiare le auto non è più reato


La Corte di Cassazione ha stabilito che se il proprietario della vettura è presente è prevista solo una sanzione amministrativa, il reato sussiste se invece il proprietario non è presente al momento della vandalizzazione 16 Ottobre 2017 - A volte il diritto crea dei cortocircuiti terrificanti, davvero difficili da comprendere. Come riporta il sito laleggepertutti.it, la Corte di Cassazione ha evidenziato come tirare dei sassi contro un’auto non è più considerato un reato, nel caso in cui il proprietario si trovi a poca distanza dal mezzo danneggiato. A partire dal 2016 il danneggiamento è stato depenalizzato. Se qualche malintenzionato rovina la vostra automobile non rischia più il carcere ma solo sanzioni amministrative che partono da 100 euro fino a un massimo di 8mila euro. Il reato però sussiste nel caso in cui ad essere danneggiata è un’automobile lasciata sul ciglio della strada senza una custodia continua. Solo in questo caso si può punire la violazione di una consuetudine sociale e cioè quella di affidarsi al buon senso e avere rispetto per i beni altrui. Accanirsi contro un’automobile lasciata incustodita, tirando sassi, rigando la carrozzeria o bucando le ruote rimane un grave reato. Ma il paradosso scatta se il proprietario è nelle vicinanze dell’automobile vandalizzata o addirittura al suo interno: in questo caso il bene non risulta più essere esposto alla “pubblica fede”, ma rimane sotto la custodia di chi lo possiede. Quindi non scatta l’aggravante e il reato rientra nell’alveo di quelli depenalizzati. Ricapitolando, se un’auto viene vandalizzata quando il proprietario non è presente non c’è reato, anche se forse nessuna saprà mai chi ha compito l’atto vandalico. Se invece il proprietario è presente tirare sassi a un auto o squarciare gli pneumatici diventa un atto meno grave, punibile al massimo con un’ammenda pecuniaria. Quindi se la persona che ha subito il danno denuncia il torto subito implica automaticamente una sua presenza sulla scena e viene automaticamente meno l’ipotesi della maggiore tutela accordata alle cose esposte alla pubblica fede, come le autovetture. Un garbuglio paradossale che rientra di diritto nell’alveo delle leggi più strane d’Italia.

Avvelenamento da tallio, cos'è e perché è difficile eliminarlo dal corpo


Una tragedia incredibile quella avvenuta a Nova Milanese, dove sono morti una donna di 62 anni e l’anziano padre di 94. Grave anche la madre della donna, mentre si è salvata la sorella. Tutti avvelenati dal tallio. Una tragedia incredibile e assurda se si pensa che la causa siano gli escrementi di piccioni. Ma cosa è il tallio e perché è così pericoloso? Il tallio è un metallo tenero e malleabile, presente anche negli escrementi di piccioni, ed è altamente tossico. La sua tossicità deriva dalla sua capacità di sostituirsi ai cationi dei metalli alcalini presenti nell’organismo, principalmente sodio e potassio. Questa sostituzione scombina molti dei normali processi cellulari. Tra gli effetti dell’avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli e il danneggiamento dei nervi periferici. Il tallio è anche un sospetto cancerogeno. Proprio a causa della sua tossicità l’uso di sali di tallio come topicida è stato bandito in molte nazioni. Eppure capita venga usato ancora illegalmente, o per uso accidentale. La sua pericolosità sta soprattutto nel fatto che si tratta di una molecola molto piccola che una volta entrata nei tessuti si diffonde velocemente, ed è difficile da eliminare. Ci sono dei trattamenti ma molto lenti, l’organismo deve reggere all’avvelenamento. In alcuni casi servono diversi mesi di cure perché il livello torni alla normalità. Il caso di Nova Milanese è stato tragico anche vista l’età delle vittime. Il tallio, infatti, ha un assorbimento gastrico molto rapido e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni. La tossicologia, però, è fatta da due elementi, la persona e la sostanza tossica incriminata. La tossicità, infatti, si incrementa sulla base di patologie e condizioni preesistenti. In generale un giovane può sopportare di più il veleno, mentre per un anziano la dose letale è più bassa.
 


NOVEMBRE

Novembre è l'undicesimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e il terzo e ultimo mese dell'autunno nell'emisfero boreale, della primavera nell'emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. In questo mese si ricordano i defunti, il primo di novembre infatti ricorre la solennità di Ognissanti e il giorno seguente la Commemorazione dei defunti. Il nome deriva dal latino november, novembris, derivato a sua volta da novem, nove, perché era il nono mese del calendario romano, che incominciava con il mese di marzo. Fino al 470 a.C. era seguito da Maglio, mese di caccia imperiale, tradizione adottata dall'Impero romano d'Oriente secondo la cultura longobarda. I primi giorni del mese possono essere caratterizzati da un breve periodo di belle giornate, culminanti l'11 novembre, giorno conosciuto come estate di san Martino per l'improvvisa mitezza del clima. Il poeta Giovanni Pascoli ha dedicato all'incanto di questo fenomeno, singolare quanto fugace e illusorio, un componimento in versi intitolato Novembre.

Il giorno 22 il Sole esce dal segno  dello Scorpione per entrare  in quello del Sagittario

RICORDIAMO

Giorno 1 dedicato a tutti i Santi -  in questo giorno tutti possono festeggiare il loro onomastico
Giorno 2  - si commemorano i defunti
Giorno 11 San Martino si assaggia il  vino novello


LA LUNA DI  NOVEMBRE

 

4/11/2017

Luna piena

11/11/2017

Ultimo quarto

18/11/2017

Luna nuova

26/11/2017

Primo quarto


5 ottimi motivi per avere una chiavetta USB sempre con noi


Le chiavette USB sono tra gli oggetti tecnologici a rischio estinzione, ma ancora esistono diversi motivi per i quali usarle e portarle sempre con noi
Le chiavette USB sono dei dispositivi che rischiano di passare di moda, ma al momento sono ancora molto utili e comodi. Ci permettono di avere sempre a portata di mano i nostri documenti e i nostri file più importanti. Ecco, allora, cinque motivi per portare sempre con sé una pennetta USB.

Partiamo da un aspetto importante: le chiavette USB sono pratiche. Sono piccole e possono essere trasportate praticamente ovunque. Inoltre costano molto poco. Con una decina o una ventina di euro è possibile comprare questa soluzione d’archiviazione portatile. Spesso e volentieri vengono anche regalate durante meeting o convegni.  Attenzione però, alle volte le pennette USB gratuite vengono sfruttate dagli hacker che installano al loro interno dei malware per spiarci o per infettare il nostro computer. E ricordiamoci che esistono vari modi per rendere più sicura la nostra chiavetta USB.
Pennetta USB come una ventiquattrore - Secondo che lavoro facciamo
la chiavetta USB può essere la nostra ventiquattrore. Al suo interno possiamo tenere tutti i documenti più importanti. Ma questo sistema d’archiviazione è utile anche per gli studenti che possono evitare di appesantire il proprio zaino inserendo compiti e ricerche all’interno della pennetta USB. La raccomandazione principale è quella di non perdere questi dispositivi, specie se non li abbiamo protetti con una password, altrimenti chiunque potrebbe venire a conoscenza di alcune nostre informazioni riservate. Utile per le applicazioni portatili
Dentro una chiavetta USB non possiamo salvare solo file e documenti ma anche applicazioni e programmi di lavoro. Esistono versioni portatili praticamente di ogni software. Da Firefox a Office. La comodità di usare una pennetta in questo modo è che non dovremo installare su ogni computer un programma nuovo. Inoltre, non lasceremo informazioni riservate sui dispositivi nei quali abbiamo lavorato. Un aspetto importante per la privacy, specie se per lavoro cambiamo spesso postazione e computer.
Migliorare le prestazioni del PC - Una pennetta USB può essere collegata a un computer per migliorarne le prestazioni. La pendrive può funzionare anche come memoria aggiuntiva all’hard disk fisso del nostro PC. Su dispositivi Windows, non a caso, esiste un’app, chiamata ReadyBoost, che se installata si avvierà in automatico ogni volta che inseriamo una pennetta USB nel computer e ci chiederà se desideriamo usare la periferica come memoria interna del PC.
Usare un altro sistema operativo - Una chiavetta USB può anche essere usata per far girare su un computer Windows un programma Mac o viceversa. E lo stesso vale anche per Linux. In questo modo se siamo abituati a lavorare con Windows 10 ma dobbiamo utilizzare una postazione che ha sistema operativo Apple non avremo problemi. Se abbiamo precedentemente installato Windows 10 sulla chiavetta USB ci basterà inserirla per avere il nostro sistema operativo preferito anche sul computer firmato Cupertino.


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