Alla scoperta del Monferrato

Tra  Langhe  e  Roero

Il Vercellese e la Valsesia

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Il primo bambino ufficialmente al mondo né maschio né femmina ...

Direttamente dal Canada, precisamente dalla più occidentale delle province canadesi ovvero la Columbia Britannica, arriva la notizia del primo genitore al mondo che ha deciso, sotto propria richiesta, di non assegnare al proprio figlio un sesso ufficialmente, motivo per cui gli è stato rilasciato un tesserino sanitario, il primo documento pubblico di questo genere, che di fatto non ha specifiche sul sesso del bambino, nè maschio nè femmina. Per stessa ammissione del genitore sarà suo figlio stesso che da grande, nella massima libertà, capirà da solo in quale genere identificarsi Il nome del piccolo è Searyl Alti e la richiesta è stata fatta del genitore, Kori Doty, che si definisce un essere umano di genere non binario o gender-queer, cioè che sostanzialmente non riconosce la sua identità di genere come esclusivamente maschile o femminile (i gender-queer possono riconoscersi in un terzo genere altro, né in quello maschile né in quello femminile, in entrambi o in una combinazione dei due) Searyl è stato partorito da Doty a novembre e dal momento che il genitore (la mamma possiamo dire dal momento che è stata lei a partorirlo) ha chiesto di non specificare nel documento il sesso del bambino, di fatto le autorità locali non hanno potuto emettere un certificato di nascita, dove è indicato il sesso, ma hanno comunque rilasciato al genitore il tesserino sanitario dove, nel campo in cui va identificato il sesso, c’è una U che può significare sia “unassigned” (non assegnato) che “undetermined” (non determinato). Doty ha spiegato e dichiarato che il suo unico obiettivo è quello di “cambiare il modo in cui veniamo identificati, a partire dal certificato di nascita”. Dovrà essere col tempo il proprio figlio/a a decidere a quale sesso appartenere. A sostenere la scelta di Doty troviamo la Gender-Free ID Coalition, un’organizzazione che naturalmente è assolutamente contraria ad assegnare alla nascita un genere in base al sesso, visto che potrebbe non coincidere con il genere in cui le persone si identificheranno da adulte. La stessa Doty, insieme ad altre otto persone, hanno chiesto di poter cambiare il sesso identificato all’interno dei loro certificati di nascita, e per questo si sono rivolti alla Corte dei diritti umani della British Columbia. Kory sta attraversando un percorso per diventare uomo, è un transgender non binario, cioè non si identifica né come maschio né come femmina.


Arrestato: viaggiava con due lampioni rubati legati al tetto dell’auto ...

Un uomo olandese è stato arrestato dopo che la polizia lo ha visto guidare con un paio di lampioni rubati legati sopra la sua auto. E questo forse non è neppure la cosa peggiore che ha fatto, dato che ha infilato una quantità impressionante di reati ed infrazioni. La polizia di Lelystad ha condiviso la foto una piccola utilitaria con sopra i due lunghi pali, ferma in quello che sembra un parcheggio. Difficile che l’auto passasse inosservata. La polizia ha fermato il conducente sulla strada da Lelystad da Almere, contestando un numero di violazioni quasi da record, tra cui il trasporto improprio dei lampioni, apparentemente rubati. “Abbiamo cominciato con le violazioni del traffico, dato che era evidente che il carico era trasportato in modo irregolare. Abbiamo poi trovato che l’auto non era assicurata e la revisione era scaduta da più di tre mesi”, ha detto la polizia. La polizia ha anche dichiarato che il conducente sembrava essere sotto l’influenza dell’alcool, ma ha rifiutato di sottoporsi al test del palloncino. “Prevediamo che la giustizia richiederà la pena più elevata possibile per la guida sotto l’influenza dell’alcool, perché l’imputato non ha collaborato all’inchiesta”, ha aggiunto la polizia. Dopo aver indagato sull’origine dei lampioni, la polizia ha stabilito che erano probabilmente rubati nella città di Almere, e che il conducente era anche di altri reati tra cui essersi fermato a fare benzina, scappando poi senza pagare. L’automobilista è stato arrestato e l’auto confiscata.


Va in ospedale per forti dolori alla bocca e scopre di avere 232 denti ...

Che ci siano casi di persone che abbiano dei denti in bocca in quantità superiori è sicuramente un fatto si anomalo ma non assolutamente raro da vedere e sentire almeno che non parliamo della bellezza di 232 denti nella bocca di un ragazzo. E’ questa la storia di un ragazzo indiano che, una volta presentatosi in ospedale con urgenza per via dei fortissimi dolori alla bocca, scopre grazie al medico che l’ha preso in cura di avere in bocca un sovraffollamento assurdo e incredibile, addirittura la bellezza di 232 denti!Un qualcosa di unico e assolutamente al limite dell’impossibile, motivo per cui le immagini di questo ragazzo stanno facendo il giro del mondo. Il ragazzo di 17 anni Ashik Gavai proprio per via dei fortissimi dolori ultimamente non riusciva neanche a mangiare. Sia per i forti dolori e il viso gonfio, ma anche per la perdita di peso evidente, i genitori hanno deciso qualche giorno fa di portarlo con urgenza all’ospedale di Mumbai, in una clinica del quartiere di Byculla. Arrivati sul posto i medici hanno scoperto per l’appunto nella bocca del ragazzo oltre 200 denti, un numero che gli è valsa l’entrata ufficiale nel Guinness dei primati. Il tutto è partito dalla scoperta di una crescita al quanto anomala di un molare ma durante l’operazione, visto che non tutti i denti erano ancora ben visibili ma sottopelle nella bocca, hanno scoperto quello che in realtà era un caso ben più complesso e particolare. Man mano che i minuti passavano i dottori si sono accorti del caso estremo che avevano davanti ai propri occhi, in un mix di incredubilità, proprio per il numero eccessivo di dentatura presente nella bocca del ragazzo. Ogni dente aveva dimensioni diverse, dalla semplice dimensione di un chicco di grano fino ad arrivare a quelli più grandi come una caramella. Esratti ad uno ad uno dalla bocca del povero ragazzo, alla fine i denti tolti erano ben 232! Alla base di questo numero eccessivo di denti, dopo studi da parte dei medici dell’ospedale di Mumbai, una forma di tumore per fortuna benigno.


Il proverbio: " Tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di inseguirli !”...

 Lunedì subito un ciclone freddo, vento, piogge e temporali

La nuova settimana sembra proporsi all'insegna della forte dinamicità sul fronte meteorologico. Già lunedì 23 infatti, il ramo freddo della perturbazione pilotata da un ciclone sopraggiunto domenica, condizionerà negativamente il tempo su molte regioni del d'Italia. Piogge e temporali colpiranno soprattutto il Nord Est e le le aree centrali tirreniche. Altre piogge seppur meno importanti, bagneranno comunque il resto delle zone centrali e verso sera anche le coste tirreniche meridionali. Nel contempo comincia a migliorare il quadro meteorologico sul Nord Ovest. Attenzione anche ai forti venti che insisteranno soprattutto sulle aree centro meridionali. Martedì 24 è atteso però un generale miglioramento grazie ad un temporaneo aumento della pressione. Sarà tuttavia una breve parentesi in quanto, su mercoledì 25, ecco che una nuova perturbazione raggiungerà molto rapidamente al Nord dove accuseremo un rinnovato seppur moderato peggioramento in veloce movimento verso le regioni del Centro. Meglio andranno le cose invece al Sud. Giovedì 26, la veloce perturbazione sopraggiunta al Centro Nord nelle precedenti 24 ore, scivolerà verso sud portando una moderata instabilità ad appannaggio delle coste tirreniche. Torna il bel tempo invece sul resto del Paese. Ma la forte dinamicità atmosferica sembra voler proseguire anche nei giorni successivi. Dopo un venerdì 27 abbastanza tranquillo e gradevole per tutti, nel corso del successivo weekend un nuovo veloce fronte perturbato punterà il Nord dove il meteo potrebbe peggiorare già da sabato 28 per poi correre velocemente verso le aree adriatiche del Centro nella seconda parte del fine settimana. Anche dal punto vista termico la situazione risulterà molto dinamica. Le temperature infatti, subiranno numerosi sbalzi dovuti proprio ai capricci del meteo pur rimanendo spesso abbastanza vicine alla media del periodo o al massimo di pochi gradi superiori nei momenti di bel tempo.

Autunno: cosa ci aspetta per i Prossimi Mesi di ottobre e novembre

Settembre ha mostrato fin dai primi giorni parvenze d'autunno prematuro seguite poi da una lunga parentesi stabile e soleggiata, a tratti calda, che ci ha regalato la tipica estate settembrina. Per questo possiamo definire l'avvio della nuova stagione, tra piogge, fresco, repentini aumenti termici seguiti da ondate di maltempo fugaci, ma incisive. Sono le classiche configurazioni che confermano il passaggio del testimone tra l'estate e la stagione delle piogge. Un nuovo cambiamento difatti sta per concretizzarsi tra qualche ora con l'arrivo di una perturbazione al Centro-Nord carica di pioggia e nubi. L'instabilità permarrà probabilmente per gran parte della prossima settimana fino alla fine del mese. E dunque, è lecito chiedersi: cosa ci aspetta per i prossimi mesi di ottobre e novembre?Prepariamoci a vivere un mese, il prossimo, all'insegna delle piogge. Stando agli ultimissimi aggiornamenti l'elemento caratterizzante di ottobre sarà quello delle perturbazioni. Lo spostamento dell'Anticiclone delle Azzorre in pieno Oceano Atlantico lascerà la porta aperta al transito di intense e vaste masse d'aria perturbate che si dirigeranno sul Mediterraneo, da Nord-Ovest. Una volta giunte nei nostri mari, il transito di aria di origine oceanica su quella mite della superficie marina, darà vita allo sviluppo di intensi sistemi ciclonici perturbati che evolveranno in cicloni mediterranei In gergo, i TLC (dall'inglese Tropical Like Cyclone) sono una vera minaccia per il nostro paese, poiché riescono a far precipitare al suolo ingenti quantitativi di pioggia in alcuni casi a carattere alluvionale. Perciò resta alta l'attenzione per il rischio di fenomeni estremi, specie al Nord-Ovest. Le piogge riusciranno ad interessare gran parte dell'Italia, da Nord a Sud, in un contesto climatico ancora mite, seppur non mancheranno giorni in cui le temperature subiranno flessioni verso il basso. Novembre invece? Anche l'ultimo mese d'autunno (dal punto di vista meteorologico) inizierà perturbato, ma resta alta l'ipotesi che giunga verso lo Stivale una temporanea tregua anticiclonica che, come accade oramai ogni anno, ci farà assaporare un periodo più stabile, mite e soleggiato: non mancherà dunque l'Estate di San Martino. I veri cambiamenti e sconquassi meteorologici però non tarderanno ad arrivare e difatti, nell'ultima decade di novembre, l'inverno metterà piede sull'acceleratore giungendo prematuramente sull'Europa e sull'Italia. E' ipotizzabile quindi la prima vera e propria irruzione d'aria artico-polare che determinerà precoci nevicate a bassa quota al Nord e eccezionalmente i fiocchi potrebbero imbiancare anche le pianure del Nord-Ovest.

Prende un farmaco per il mal di denti e il suo sangue diventa blu ...

Una 25enne di New York ha avuto una reazione molto particolare a un farmaco antidolorifico: il suo sangue, infatti, è diventato color blu navy. Il caso è apparso sul New England Journal of Medicine.
La donna ha ingerito il farmaco da banco pieno di benzocaina per via di un mal di denti e ha così sviluppato la metemoglobinemia, un disturbo che fa sì che il ferro non si leghi più all’ossigeno nel sangue e lo trasporti attraverso il corpo. Il giorno dopo aver assunto il farmaco, la 25enne si è sentita male, debole e senza fiato, così si è recata al Pronto soccorso
“Il suo corpo era affamato di ossigeno, hanno detto i medici che l’hanno trattata. Gli stessi dottori sono rimasti senza parole quando hanno prelevato il sangue da un’arteria e hanno notato che era completamente blu, anzi blu navy. Le analisi hanno rivelato che il livello di ossigeno nel suo sangue era di appena il 67%: la normalità è tra il 95 e il 100%.Dopo aver trascorso la notte in ospedale, con la somministrazione di un farmaco speciale, la donna ha riferito di sentirsi meglio. Gli esperti, tuttavia, non sanno esattamente quali siano le cause della metaemoglobinemia, ma il sospetto è che la condizione possa venire trasmessa dai membri della famiglia.Secondo la FDA, solo 319 casi di metaemoglobinemia sono causati da associati con benzocaina, di cui tre che hanno provocato la morte. Alcuni anestetici come benzocaina, alcuni antibiotici e nitriti sono già noti come causa principale del disturbo.

Modello ISEE: novità sul calcolo delle DSU

La recente emanazione del Decreto Crescita ha previsto l'introduzione di alcune novità per quanto riguarda il modello ISEE e, nello specifico, nel calcolo della DSU. Queste innovazioni riguarderanno le dichiarazioni effettuate dal primo gennaio 2020 e saranno valide per 1 anno solare, cioè fino al 31 dicembre dello stesso anno. Ma le novità non riguardano soltanto il periodo di validità della dichiarazione, ma anche le modalità di calcolo. Ai fini della corretta determinazione di questo indicatore, infatti, saranno presi in considerazione i redditi dei due anni precedenti a iniziare dal primo settembre 2019 e lo stesso criterio sarà valido anche per i patrimoni che dovranno essere indicati nella Dichiarazione Unica Sostitutiva. Queste sono in sintesi le indicazioni che sono state comunicate dall'INPS con un'apposita circolare il 9 settembre; si tratta di una serie di novità da tenere in dovuta considerazione da chi si appresta a dover presentare il modello ISEE per poter accedere ad una serie di prestazioni agevolate.
Cosa cambia rispetto al passato - Le disposizioni previgenti l'emanazione del Decreto Crescita prevedevano per quanto riguarda la determinazione dell' Indicatore di Situazione Economica Equivalente e sui campi di applicazione, una disciplina differente. L'ISEE corrente poteva essere richiesto nell'ipotesi in cui si verificavano in concomitanza due eventi e precisamente: un'oscillazione negativa del reddito del nucleo familiare superiore al 25% una variazione avvenuta nei 18 mesi precedenti riguardante la situazione lavorativa di uno dei componenti il reddito familiare. Ciò comportava che nell'ipotesi in cui si verificava una contrazione del reddito i requisiti per l'ISEE diventavano abbastanza stringenti. Con il Decreto Crescita questa situazione non si presenta in quanto i due eventi sono alternativi, migliorando in tal modo la situazione per i soggetti richiedenti. Tutto ciò comporta quindi che possono richiedere l'ISEE anche quei nuclei familiari in cui:
uno dei componenti il reddito perde il proprio impiego
non si verifica una variazione del reddito in misura superiore al 25%
Un’ulteriore opzione a favore dei cittadini

Sempre per quanto riguarda l'ISEE, il Decreto Crescita ha previsto anche la doppia opzione di calcolo che si può utilizzare nel caso risulti più conveniente per il cittadino. Infatti, poiché le recenti introduzioni stabiliscono che ai fini della determinazione dell'indicatore devono essere presi in considerazione redditi e patrimonio dei due anni precedenti, la richiesta potrà essere riferiti a reddito e patrimonio del primo anno se dal calcolo risulterà una maggiore convenienza per i cittadini. Tutto ciò comporta che molti dei problemi lamentati dalle persone in fase di determinazione dell'ISEE possano essere superati

Tassa sul contante, la proposta di Confindustria contro l’evasione

Si prepara a far discutere la proposta di Confindustria di introdurre una tassa sul denaro contante in vista della prossima legge di bilancio. L’idea, sviluppata dal Centro Studi dell’organizzazione, sarebbe un incentivo ad utilizzare pagamenti in forma elettronica ed allo stesso tempo uno strumento di lotta all’evasione fiscale. Secondo i calcoli effettuati, una manovra del genere consentirebbe di risparmiare circa 3,4 miliardi di euro all’anno.
Tassa sul contante, la proposta di Confindustria- Nel presentare la proposta, il Centro Studi di Confindustria fa notare come nel nostro Paese l’utilizzo della moneta elettronica sia ancora scarsamente diffuso, ben al di sotto della media Ue.  Confindustria riconosce tuttavia i progressi fatti nell’ultimo periodo su questo frangente: “Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti in Italia nella lotta all’evasione fiscale, che ha portato gradualmente all’emersione di gettito. Ne è un esempio il recente intervento sulla fatturazione elettronica. Malgrado ciò, la perdita di gettito fiscale e contributivo è stimato ancora sopra ai 100 miliardi di euro (fonte Mef), solo in parte attribuibile a grandi evasori”. Secondo Confindustria, l’incentivare l’utilizzo di moneta elettronica porterebbe all‘emersione di un maggiore gettito fiscale: “L’utilizzo maggiore di metodi di pagamento digitale può far emergere gettito fiscale modificando le abitudini di spesa dei consumatori finali”.
Esenti i prelievi fino a 1.500 euro.  La proposta elaborata da Confindustria andrebbe però ad agire su due frangenti opposti. Da una parte infatti verrebbe garantito un credito d’imposta a coloro che effettuano pagamenti tramite bonifici o carte di pagamento, mentre dall’altra si introdurrebbe una commissione in percentuale sui prelievi bancari oltre una determinata soglia mensile ipoteticamente fissata a 1.500. Così facendo allo stesso tempo si incentiverebbe l’uso della moneta elettronica disincentivando i pagamenti in contanti. Confindustria ha poi calcolato che, applicando una commissione del 2% sui prelievi oltre i 1.500 euro si riuscirebbe a far emergere un gettito fiscale di 3,4 miliardi di euro all’anno: “Sostanzialmente in linea con quello necessario per coprire il mancato gettito dovuto allo sconto sulle transazioni elettroniche derivante dalla prima misura per il 2020”. Il successivo sconto sulla moneta elettronica inoltre: “Verrebbe compensato dall’emersione di attività finora non tassate a partire dal terzo anno, rendendo la misura positiva dal punto di vista degli effetti sulla finanza pubblica soprattutto nel quarto anno”.

Ricercatori italiani hanno scoperto una proteina responsabile dell'invecchiamento precoce

Un nuovo meccanismo alla base dell'invecchiamento precoce è stato scoperto dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, nell'ambito di uno studio internazionale condotto su 13 pazienti affetti da una grave malattia rara. I risultati della ricerca, durata oltre 4 anni, sono stati pubblicati sul numero di settembre della rivista scientifica American Journal of Human Genetics. Clinici e ricercatori, coordinati dal responsabile dell'area di ricerca "Genetica e Malattie Rare" del Bambino Gesu', Marco Tartaglia, hanno individuato nel cattivo funzionamento di una proteina, fondamentale per la compattazione del DNA, la causa della ridotta capacità di proliferazione delle cellule e del loro invecchiamento accelerato ("senescenza replicativa"). Lo studio rientra nel programma strategico sulla genomica delle malattie rare e orfane di diagnosi promosso dall'Ospedale pediatrico della Santa Sede, finanziato dalla Fondazione Bambino Gesù Onlus e dal Ministero della Salute. La malattia studiata dai ricercatori è una rara sindrome dello sviluppo caratterizzata da deficit cognitivo, la cui causa è stata recentemente individuata nella mutazione del gene HIST1H1E, il gene che fornisce alle cellule le informazioni per produrre una delle proteine note come istoni - in particolare l'istone H1.4 - responsabili della corretta organizzazione strutturale del DNA. Lo studio del Bambino Gesù descrive 13 nuovi casi con mutazioni del gene HIST1H1E, evidenziando in questi pazienti la presenza di un quadro di invecchiamento precoce precedentemente non rilevato. Gli istoni sono infatti fondamentali per la compattazione o avvolgimento del DNA, una caratteristica dinamica del nostro genoma funzionale alla corretta organizzazione del DNA nelle cellule, alla corretta distribuzione dei cromosomi durante la divisione delle stesse e alla corretta modulazione dell'espressione genica. La ricerca ha permesso di verificare come le mutazioni che colpiscono questo gene HIST1H1E producono un istone "difettoso", non più in grado di favorire la corretta compattazione del DNA. Tale alterazione del processo di compattazione o rimodellamento si ripercuote sulla funzionalità cellulare e causa la cosiddetta "senescenza replicativa". Infatti, le cellule dei pazienti mostrano una ridotta capacità di proliferazione e un "invecchiamento" accelerato. Questi aspetti cellulari si associano a un quadro clinico di invecchiamento precoce dei pazienti affetti da questa malattia. "La scoperta del meccanismo patogenico alla base di questa malattia - spiega il prof. Marco Tartaglia - e della sua correlazione con i processi di senescenza cellulare, puo' avere ricadute di piu' ampio respiro sulla comprensione dei meccanismi di invecchiamento in generale e fornire le basi per avviare programmi di ricerca dedicati". "Questi risultati e questi studi sono il frutto del programma di ricerca strategico dell'Ospedale dedicato ai pazienti affetti da malattie "orfane" di diagnosi. Grazie all'applicazione delle nuove tecnologie di sequenziamento del genoma, infatti, siamo riusciti in pochi anni a scoprire più di 25 nuovi geni-malattia e a descrivere diverse malattie genetiche in precedenza non conosciute. Proprio a partire da queste scoperte, abbiamo potuto studiare e comprendere i meccanismi cellulari alla base di queste malattie. Questi importanti risultati hanno una ricaduta immediata nella pratica clinica e rappresentano il punto di partenza di ricerche dirette a esplorare e sviluppare possibili approcci terapeutici di precisione".

Batterio New Delhi, salgono le morti in Toscana: 31 casi sospetti

Si aggrava il bilancio delle probabili vittime del batterio New Delhi, che dallo scorso novembre avrebbe sviluppato infezioni in 75 persone e causato 31 morti sospette in Toscana. Al momento tuttavia l’Autorità regionale sanitaria mostra cautela nel collegare i decessi direttamente al batterio. In molti casi infatti si trattava di pazienti già colpiti da precedenti patologie, nei quali il New Delhi potrebbe essere stato una semplice concausa o anche non aver provocato la morte degli individui.
Batterio New Delhi, 31 morti in Toscana - Nella giornata dell’11 settembre, sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità è stato pubblicato il monitoraggio in merito alla diffusione del batterio sul territorio della Toscana. Stando alle analisi effettuate dal novembre 2018 al 31 agosto scorso infatti, sarebbero 708 le persone portatrici del batterio attualmente ricoverate negli ospedali toscani, per le quali è già stato attivato il protocollo di contenimento sanitario. Di queste, il maggior numero di casi sarebbe concentrato nella zona Nord Ovest della regione. Da evidenziare in particolare il caso dell’ospedale Cisanello di Pisa, dove finora si sono registrati 31 casi di infezione e 10 morti sospette. Il batterio New Delhi, isolato per la prima volta nel 2008 in un paziente svedese di ritorno dall’India, produce un enzima – il metallo beta lactamasi Nuova Delhi – estremamente resistente alla gran parte dei nostri antibiotici. Peraltro, mentre in un paziente sano la contrazione del batterio non porta a particolari conseguenze, in un individuo già colpito da deficit del sistema immunitario il New Delhi può diventare estremamente pericoloso. Si calcola ad esempio come come il batterio presenti una mortalità del 40% nei pazienti colpiti da sepsi.
Le parole dell’assessore regionale alla salute - In risposta ad un interrogazione del consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti, l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi ha affermato come non vi sia stato alcun ritardo nell’implementazione delle misure di sicurezza. La Saccardi ha poi dichiarato che: “Entro breve lo screening tradizionale verrà sostituito da un test molecolare che garantisce più rapidità nella risposta” – passando d
a due giorni a qualche ora, ribadendo inoltre come attualmente sia impossibile – “Individuare un nesso immediato tra decesso e presenza del batterio perché abbiamo molti pazienti che sono in condizioni di grave fragilità”.

Allerta terremoti, si espande faglia nel Mediterraneo: è lunga 100 km

È allerta tra i geologi europei per una faglia sita nel Mar Mediterraneo che si starebbe espandendo e che potrebbe generare nuovi violenti terremoti. Un’equipe di ricercatori coordinati dall’Institut de Ciències del Mar (Icm – Csic) di Barcellona è infatti giunta a questa conclusione dopo aver monitorato negli ultimi anni alcuni terremoti avvenuti tra la sponda europea e quella africana del Mediterraneo. A provocare i sismi monitorati dai geologi è la cosiddetta faglia Al-Idrissi, situata nel Mare di Alboràn tra Spagna e Marocco, a poca distanza dallo stretto di Gibilterra. La faglia Al-Idrissi ha iniziato a destare l’attenzione dei ricercatori all’inizio del 2016, quando provocò una serie di forti terremoti superiori al quinto grado della scala Richter, distintamente avvertiti dalla popolazione locale. Di questi, il più violento fu quello generato a gennaio del 2016 che registrò una magnitudo di 6,4 gradi. In questi anni i geologi hanno inoltre potuto riscontrare come la faglia Al-Idrissi – lunga circa 100 km – sia notevolmente più giovane rispetto alle altre faglie del Mar Mediterraneo. Ad esempio quella presente tra Sicilia e Calabria è quella tra Grecia e Turchia. A preoccupare gli studiosi però è la velocità con la quale la faglia si sta espandendo (cioè la velocità con cui la placca africana e quella euroasiatica stanno scivolando l’una sull’altra) che attualmente è di circa 4 millimetri all’anno.
Le parole dei ricercatori - Ci si aspettano pertanto numerosi nuovi terremoti negli anni a venire, i quali essendo però in mare aperto non dovrebbero causare grossi danni. La presenza di una faglia così giovane e così attiva potrà tuttavia dare ai geologi molte informazioni circa le caratteristiche del sistema di placche tettoniche del Mediterraneo: “Si tratta di un sistema di faglie molto giovani, per noi è un’opportunità unica per studiarne la crescita e l’evoluzione. Grazie alle misurazioni batimetriche siamo riusciti a ricostruire un modello tridimensionale della faglia di Al-Idrissi assolutamente preciso. Ora che conosciamo la sua struttura, possiamo studiare l’evoluzione sismica di tutto il sistema complessivo”.

Cedolare secca immobili commerciali: i chiarimenti del Fisco

L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’applicazione del regime della cedolare secca agli immobili commerciali. Il Fisco nella sua risposta n. 364/2019 del 30 agosto 2019 ha fornito utili indicazioni sul tema della cedolare secca riguardo il caso specifico di un contratto di locazione di immobile commerciale con subentro di un nuovo conduttore.
Cedolare secca immobili commerciali: la domanda dell’istante
L’istante è proprietario, insieme ad altre tre persone fisiche e ad una società di capitali, di un negozio e di un magazzino. Tali unità immobiliari sono state concesse in locazione ad una società, la quale ha successivamente sublocato ad un’altra società, che ha provveduto a procedere al pagamento dei canoni di locazione direttamente ai proprietari. A seguito del cambiamento del locatario, l’istante chiede se sia possibile applicare il regime di tassazione della cedolare secca ai redditi derivanti dalla locazione dell’immobile con decorrenza dal mese di gennaio 2019.
Il parere dell’Agenzia delle Entrate - Nella Risposta n. 268 del 18 luglio 2019 , l’Agenzia delle Entrate ricorda come la Legge di Bilancio 2019 abbia esteso l’applicabilità del regime della cedolare secca ai canoni derivanti dai contratti di locazione degli immobili iscritti nel catasto dei fabbricati alla categoria C/1 (negozi e botteghe), la cui metratura non sia superiore a 600 mq ed alle pertinenze locate congiuntamente. Nel caso in cui si opti per tale regime fiscale conveniente, trova applicazione l’aliquota del 21 %. Il regime della cedolare non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019 dato che, in data 15 ottobre 2018, risulta in corso un contratto non scaduto interrotto in anticipo. La finalità normativa è quella di evitare che le parti si accordino per risolvere anticipatamente il contratto per poi procedere con la stipulazione ex novo decorrente dall’inizio dell’anno 2019. Pertanto, nel caso di subentro di nuovo conduttore con contratto già in essere, l’Agenzia delle Entrate, formulando la risposta all’istante, evidenzia come “l’originario contratto di locazione, stipulato in data 01/04/2014, continua a svolgere i suoi effetti […] senza necessità della risoluzione del contratto e della stipula di un nuovo contratto di locazione”. Di conseguenza, il regime della cedolare secca non può essere applicato in quanto il contratto di locazione dell’immobile commerciale non risulta stipulato nel 2019, ma risulta in corso un contratto non scaduto e già esistente in data 15 ottobre 2018.

Scoperte cinque nuove isole in Russia: la colpa è del caldo...

Clamorosa scoperta a Nord della Russia, nell’Oceano Artico: cinque nuove isole sarebbero state scovate a seguito di numerosi studi e rilievi iniziati nel 2016. A ufficializzare la scoperta il Ministero della Difesa russo attraverso un comunicato ufficiale sul proprio sito, che rivela però sinistri dettagli. Ha dell’incredibile quanto recentemente scoperto nelle acque dell’Oceano Artico, a Nord della Russia. A seguito di una serie di eventi iniziati nel 2016 – quasi tre anni fa, sono state scoperte cinque nuove isole. Il Ministero della Difesa russo ha ufficializzato il tutto attraverso un comunicato sul sito ufficiale: un’operazione condotta da Marina Migunova, un ingegnere che – a seguito di misurazioni oceanografiche, aveva scorto la presenza di queste nuove isole mentre si trovava a bordo della nave idrografica Vizir. Dubbi alimentati ulteriormente dopo che uno studente universitario – per via di alcuni studi condotti per la sua tesi, aveva rilevato le isole mentre analizzava alcune immagini satellitari. Da lì il via ad approfondimenti e specifici studi, conclusi con la spedizione dello scorso 15 agosto nelle acque di Barents e Kara dove, a seguito di altre misurazioni, si è giunti all’acquisizione delle immagini delle nuove isole, apprezzate poi nei dettagli. Il comunicato del Ministero “Gli idrogrammi della flotta settentrionale, confermano la presenza di cinque nuove isole nell’Artico. Il gruppo idrografico della flotta del Nord, operando nell’ambito della spedizione integrata della flotta del Nord verso l’arcipelago delle terre di Franz Josef, ha confermato la scoperta di cinque isole. Si trovano nella Baia di Vise, sulla costa di Kara, nell’isola dell’arcipelago settentrionale Novaya Zemlya, nella zona del ghiacciaio Vylki (Nansen). Sono state scoperte dall’ingegnere Marina Migunova e hanno una superficie compresa tra i 900 ed i 55mila metri quadrati”, le parole ufficiali del Ministero, che rivelano però quanto poco ci sia da festeggiare. Le isole sono state infatti scoperte a seguito delle temperature record che negli ultimi anni hanno interessato anche quelle zone, con picchi che hanno superato – in alcune situazioni, i 30 gradi, e che sarebbero responsabili dello scioglimento dei ghiacci. Un danno che ha portato al cambiamento topografico dei territori e alla scoperta di nuove terre che continuano a emergere in quantità.

Tari 2020: novità in vista sul calcolo delle tariffe

Cosa cambierà a partire dall’anno 2020 in merito al calcolo delle tariffe della Tari? A fornire delucidazioni sono le linee guida dell’ Autorità di Regolazione per Energie Reti e Ambiente (Arera). Sono state ridefinite le attività connesse al ciclo dei rifiuti rientranti nel calcolo delle tariffe della nuova Tari 2020 e sono cambiate anche le regole riguardanti i crediti inesigibili, ovvero le somme non recuperate dai Comuni. Con la deliberazione 303/2019/R/RIF , l’Autorità di Regolazione per Energie Reti e Ambiente ha avviato un procedimento per la regolazione tariffaria del ciclo dei rifiuti. I Comuni ed i gestori dovranno tenere conto delle nuove guidelines nella definizione dei piani finanziari per l’anno 2020. Inoltre, sono previsti nuovi obblighi di trasparenza
Tari 2020: cosa cambierà nel calcolo delle tariffe?
La Tari, l’Imu e la Tasi costituiscono l’Imposta Unica Comunale, che viene gestita a livello locale, per questo le regole per stabilire il quantum debeatur e le scadenze per i pagamenti seguono logiche diverse da Comune a Comune. Anche gli importi dovuti dai contribuenti possono cambiare da Comune a Comune, a parità di condizioni. Basta leggere attentamente il documento “Orientamenti per la copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento del servizio integrato dei rifiuti per il periodo 2018-2021 ” per avere già un’idea su come cambierà il calcolo della nuova Tari che debutterà nel 2020. Le voci connesse alla gestione e al ciclo dei rifiuti urbani, che influiscono sul calcolo della tariffa sono ascrivibili alle seguenti: gestione tariffe e rapporto con gli utenti; spazzamento e lavaggio strade; raccolta e trasporto; recupero e smaltimento dei rifiuti. Sono esclusi dal calcolo:
derattizzazione - cancellazione scritte vandaliche - disinfestazione zanzare - defissione di manifesti abusivi - spazzamento e sgombero della neve - gestione dei servizi igienici pubblici - manutenzione delle fontane - gestione del verde pubblico.
A partire dal 2020 nel calcolo della tariffa sono inclusi i crediti inesigibili , ovvero le somme non versate che comportano un incremento dei costi per chi paga regolarmente. Si introduce una tutela maggiore per i cittadini dato che i Comuni potranno recuperare gli importi solo nel caso in cui dimostrino di aver esaurito “infruttuosamente tutte le azioni giudiziarie a sua disposizione per il recupero del credito o, alternativamente, nel caso in cui sia stata avviata una procedura concorsuale nei confronti del soggetto debitore, per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa”. Inoltre, come anticipato, sono introdotti nuovi obblighi di trasparenza dettati dall’Autorità che interessano tutti i rapporti con la comunità amministrata. ll documento si sofferma sulle seguenti informazioni: informazioni in merito alle modalità di pagamento; - dati di sintesi sul calcolo della tariffa; - recapiti, informazioni sulle modalità di erogazione del servizio.

Cos'è il fenomeno ottico delle mosche volanti

In gergo scientifico si chiamano miodesopsie, il loro soprannome comune è mosche volanti: sono quei corpi o filamenti che ogni tanto vediamo muoversi davanti a noi nello spazio. Cosa sono? Il fenomeno delle “mosche volanti” consiste nella visione di piccole macchie o nuvolette in movimento nel campo visivo, descritte anche come punti, cerchietti, linee o ragnatele. Questa specie di pulviscolo oculare è microscopico, e consiste in piccoli accumuli di cellule di quella sostanza gelatinosa che riempie l'interno dei nostri occhi, ossia l’umor vitreo (detto anche corpo vitreo). Anche se questi corpuscoli sembrano essere davanti a noi, in realtà fluttuano all'interno dei nostri occhi. Ciò che viene percepito, infatti, sono le ombre che tali corpuscoli proiettano sulla retina dell’occhio.
Le cause delle miodesopsie - Le miodesopsie diventano più frequenti con l’età, quindi sono sempre più comuni a mano a mano che si cresce. Secondo quanto riportano gli esperti, tuttavia, la degenerazione vitreale è un fenomeno naturale dovuto non solo all’invecchiamento, ma spesso risulta associato alla miopia, ai traumi, all’infiammazione e non ultima alla disidratazione, fattore che rende la comparsa delle miodesopsie particolarmente frequente nel periodo estivo. Cosa fare in caso di miodesopsie. Anche se il più delle volte i sintomi dei corpi mobili non sono legati a patologie gravi, sarebbe sempre opportuna una visita specialistica per assicurarsi che non vi sia stato alcun danno alla retina. I corpi mobili possono essere in alcuni casi il sintomo di una lacerazione della retina, un problema grave che dev’essere verificato da un medico. Una volta correttamente diagnosticate, i pazienti con miodesopsie vengono rassicurati e viene suggerito loro, soprattutto nei periodi caldi, un’ottimale idratazione, soprattutto nei periodi caldi, l’utilizzo di eventuali integratori alimentari e controlli periodici oculistici. Se le miodesopsie dovessero essere molte o se dovessero essere accompagnate da lampi (fosfeni), o si riscontri un abbassamento dell’acuità visiva, si consiglia di recarsi al Pronto soccorso più vicino.


Scoperto esame del sangue che rivela la possibile morte entro 10 anni

Un’incredibile scoperta scientifica è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications. L’equipe di medici e scienziati, sotto la guida del dottor Joris Deelen e di P. Eline Slagboom, ha analizzato attentamente delle provette di sangue raccolte su più di 44mila persone dall’età compresa tra i 18 ed i 109 anni. La ricerca scientifica è durata la bellezza di 16 anni, durante i quali più di 5mila volontari sono deceduti. Il test creato dal gruppo di ricerca aveva l’intenzione di analizzare le potenzialità vitali di coloro che si sottopongono all’esame. Dopo tantissime ricerche ed analisi, gli scienziati sono riusciti ad ottenere un ottimo risultato: nell’83% dei casi l’esame ha dato l’esito sperato.
Il nuovo esame del sangue - I risultati del test sono considerati molto affidabili e precisi. Secondo il Max Planck Institute for Biology of Ageing di Colonia, questo esame del sangue consente di prevedere la possibilità di morire nel giro dei 10 anni successivi. L’obbiettivo iniziale degli scienziati era quello di identificare i biomarcatori più alti nei volontari che vivevano più a lungo. Dopo quest’operazione, hanno utilizzato i dati raccolti per cercare di determinare il tasso di mortalità e di vitalità. Sono 14 i biomarcatori identificati come fondamentali per le analisi: dopo aver raccolto i dati di quest’ultimi, si riesce a calcolare il rischio di morte nei prossimi 5/10 anni. “Abbiamo voluto affrontare la vulnerabilità della salute delle persone che i medici non possono vedere dall’esterno”, ha dichiarato il dottor Deelen. “È un passo avanti emozionante ma sono necessari ulteriori ricerche prima che un test del genere possa essere utilizzato come esame convenzionale”, ha poi concluso.


SETTEMBRE

Settembre  è il 9° mese dell’anno e segna l’ultima fase della stagione estiva introducendo quella autunnale. Con i suoi 30 giorni inaugura una fase di cambiamento che risente anche del clima ballerino in cui si alternano giornate miti e giornate piovose. Nonostante la natura cominci a palesare i primi segni del lungo sonno invernale, mutando i propri colori, ci sono aspetti di grande vitalità legati soprattutto alla piena maturazione dell’uva, che dà vita alla tradizionale vendemmia e alla raccolta dei funghi. Il 1° settembre entreremo nell'Autunno meteorologico, che si concluderà il 30 novembre prossimo. A differenza delle stagioni astronomiche, quelle meteorologiche hanno inizio e fine definiti su trimestri interi, sulla base delle medie climatiche: l'Inverno meteorologico inizia così il 1 dicembre e si conclude il 28/29 febbraio, la Primavera parte il 1 marzo e si chiude il 31 maggio, l'Estate va dal 1 giugno al 31 agosto.

La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale" (al dì), ovvero la notte dovrebbe avere la stessa durata del giorno. In realtà a causa di effetti di rifrazione atmosferica, il semidiametro e la parallasse solare fanno sì che negli equinozi la lunghezza del giorno ecceda, seppur di poco, quella della notte. Nell'emisfero settentrionale l'equinozio d'autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ovvero quando il sole incrocia il piano dell'equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto degli equinozi. Il punto dell'equinozio d'autunno è anche chiamato punto della Bilancia. I segni zodiacali di settembre sono Vergine e Bilancia, che rappresentano la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno:

 Il giorno 22  il Sole esce dal segno della Vergine   per entrare in quello della Bilancia


LA LUNA DI SETTEMBRE

1/9/2019

Luna  nuova

7/9/2019

Primo quarto

14/9/2019

Luna piena

23/9/2019

Ultimo quarto

Mare a settembre ... estero  le mete migliori ...

Il mese di settembre chiude il cerchio sulla stagione estiva, ma è anche una grossa occasione per gli amanti dei viaggi low cost. Sono tante le località che si prestano ad un viaggio last minute. Se avete voglia di mare, ecco dove andare a settembre all’estero.


Dal Mediterraneo all’Adriatico -  Il  “vecchio continente” offre un’ampia possibilità di scelta, con spiagge meravigliose e tratti di mare che riescono ad incantare qualunque visitatore. Per chi vuole coniugare il relax marittimo ad una sfrenata vita notturna, Ibiza rimane una delle prime scelte dei turisti europei. L’isola regina dell’arcipelago delle Baleari rappresenta un vero e proprio must per i turisti più giovani alla ricerca della vacanza perfetta. In particolare, una meta molto ambito fra le coste dell’isola è Cala d’Hort, un piccolo pezzo di paradiso in cui è possibile fare snorkeling e visitare i meravigliosi faraglioni circostanti.

Spostandoci dall’altra parte del Mediterraneo, altra meta marittima molto ambita rimane la Grecia. Il mare Egeo offre un palcoscenico spettacolare, con le sue acque cristalline e le sue caratteristiche isole. Le case bianche e i mulini a vento di Mykonos, i borghi di Santorini e la perla offerta dalla spiaggia Navagio di Zante, sono alcune delle bellezze naturali che la Grecia è in grado di regalare ai propri visitatori.

Passando invece alle meraviglie offerte dal mare Adriatico, la Croazia è una delle mete più visitate degli ultimi anni. Il fascino delle sue città marinare, unito alle riserve naturali presenti sulla costa, fanno dello stato balcanico una delle più gettonate località turistiche. La riserva naturale del Biocovo è una delle mete più ambite del paese, un vero e proprio luogo incontaminato sito vicino alla città di Macarsca .

All’interno di questo paradiso terrestre si trova Nugal Beach, una caletta raggiungibile attraverso un percorso naturale fra le scogliere della zona. Il panorama offerto da questo magnifico posto è un qualcosa di unico nel suo genere, con una florida foresta a far da sfondo al meraviglioso mare cristallino della zona.


Dall’Africa al Giappone - Passando sul fronte nord-africano, l’Egitto si propone come meta top da visitare nel mese di settembre. Lo stato africano offre paesaggi stupendi, millenni di cultura e spiagge il cui aspetto ricorda molto quello dei Caraibi. Tra le tante possibilità offerte da questo splendido paese, la cala di Marsa Matruh è sicuramente una delle attrazioni da visitare a tutti i costi.

Mare azzurro, sabbia bianca e un meraviglioso scenario condito dai faraglioni circostanti, rappresentano le caratteristiche di una delle cale più famose dell’Egitto. In alternativa, la spiaggia di Montazah rappresenta uno dei luoghi più famosi di Alessandria d’Egitto. Il litorale, con le sue acque sensazionali, si colloca nel litorale della città, rappresentando quindi un lido perfettamente raggiungibile dai numerosi b&b e hotel circostanti. Per gli amanti dei lunghi viaggi e per i ricercatori di mete più esotiche, il Giappone si rivela pieno di paradisi da visitare e di spiagge mozzafiato.

 La prefettura di Okinawa, in particolare, offre alcuni degli scenari più belli al mondo, i cui tramonti sono in grado di allietare gli occhi più fini e i palati più raffinati. Un’occasione da non perdere è offerta dall’isola di Ishigaki, un vero paradiso terrestre immerso fra mari incantevoli e spiagge favolose, le cui sabbie bianche creano un binomio celestiale con le acque azzurre circostanti. Infine, le isole Hawaii rappresentano un evergreen per tutti gli amanti del mare e del relax.

Il favoloso scenario offerto dall’isola statunitense è unico al mondo. Esso unisce il fantastico sfondo offerto dal vulcano Haleakala con delle spiagge straordinarie, fra cui la famosa Oahu, appartenente al territorio di Honolulu.Sorseggiare un cocktail o un analcolico alla frutta in una spiaggia simile equivale a vivere un esperienza paradisiaca che rimane impresse nella mente dei visitatori per tutto il resto della propria vita.


 


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Tracheite virale, batterica e allergica: differenza, sintomi e rimedi


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I SEGNI DELLO ZODIACO

VERGINE

23 Agosto - 22 Settembre

La mente della Vergine è sempre attiva e pronta a registrare qualsiasi cambiamento avviene attorno a sé e nelle persone con le quali sta comunicando...

... ALL'INTERNO TUTTE  LE NOTIZIE E LE CURIOSITA' SU QUESTO SEGNO ...

 


VIAGGI E TURISMO

 

... Leggete e scoprite quali sono i posti da andare a vedere prima che scompaiano per sempre ... ( all'interno di questa rubrica ) ...

Dalla grande barriera corallina in Belize fino ai nostri ghiacciai alpini, da città splendide come Venezia e Amsterdam fino al Mar Morto: abbiamo selezionato per voi 15 luoghi spettacolari del pianeta...

 


ORTO E GIARDINI

 


AMICI A 4 ZAMPE

... I cani vengono quando li chiami. I gatti si annotano la chiamata... poi ti fanno sapere...

 


" L'aldilà ... "

Esiste la vita oltre la morte?

... questa rubrica è ...