Alla scoperta del Monferrato

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Sai che si può smettere di fumare dormendo?

Una ricerca scientifica dimostra che è possibile smettere di fumare dormendo. Ecco come! A prima vista può sembrare una di quelle tante pubblicità che offrono soluzioni improbabili per smettere di fumare, in realtà si tratta di una ricerca scientifica che ha messo alla prova l'efficacia del condizionamento olfattivo nel sonno, con lo scopo di smettere di fumare. Nella ricerca sono stati coinvolti 66 volontari, tutti intenzionati a togliersi questo vizio. Ciascuno di loro doveva tenere un diario delle sigarette che fumava nella settimana precedente e successiva all'esperimento. L'esperimento consisteva nell'associare l'odore di sigaretta a odori spiacevoli, come quello di pesce marcio. Questo avveniva facendo indossare a ciascuno una speciale maschera mentre dormivano. E' risultato che i soggetti sottoposti ad una sola notte di condizionamento olfattivo, diminuivano significativamente il numero di sigarette fumate, arrivando addirittura al 40% soprattutto se l'associazione avveniva nella fase 2 del sonno. Quindi che aspettate? Adesso avete una soluzione in più per smettere!


Ristorante vieta l'accesso ai bancari dopo un prestito negato

Il proprietario di un ristorante parigino ha vietato l'accesso ai bancari. Ecco perché. No deve averla presa bene il proprietario di un ristorante di Parigi, dopo aver ricevuto un rifiuto per un prestito in banca, dato che ha deciso di vietare l'ingresso nel proprio locale a tutti i bancari. Alexandre Callet ha deciso di scrivere chiaramente in un cartello che "I cani sono bene accetti. Vietato l'ingresso ai bancari", aggiungendo in piccolo "a meno che non paghino una quota di ingresso di 70.000 €". Proprio questa era la cifra che l'imprenditore aveva chiesto in prestito per aprire un secondo ristorante, ma in tutte le banche la sua richiesta è stata rifiutata, nonostante sia una cifra ridotta rispetto al fatturato da 300.000 euro l'anno del suo attuale ristorante. A pesare per il rifiuto, probabilmente, la giovane età del proprietario (30 anni), aspetto che spesso rappresenta uno svantaggio. Ancora più difficile è stato per Callet ottenere il primo prestito, che gli ha consentito di aprire il suo primo ristorante quando aveva solo 23 anni: ben 20 banche lo hanno respinto.


La barba influenza i giudizi negativamente ...

Secondo una ricerca la barba influenza negativamente il giudizio nel caso di processi penali. L'aspetto delle persone, si sa, influenza il modo in cui gli altri ci giudicano. Ma ci siamo mai chiesti se la barba, tanto di moda negli ultimi tempi, sia giudicata positivamente o negativamente nel caso di un processo penale?Questa è la domanda che si sono fatti due ricercatori della Montclair State University del New Jersey. L'esperimento è stato piuttosto semplice: ad alcuni soggetti sono state mostrate due foto dello stesso soggetto, con e senza barba; le due foto sembravano appartenere a due soggetti differenti e gli intervistati dovevano associare le foto a due diversi imputati, uno di stupro e l'altro di una piccola causa con un'assicurazione. Il risultato? Il 78% dei soggetti coinvolti si è detto convinto che la versione con la barba era quella dell'imputato del caso di stupro. Questo studio non è il primo ad analizzare la percezione della barba dalla gente ed i relativi giudizi. In un altro esperimento era stato chiesto a 371 soggetti di disegnare la faccia di un criminale: nell'82% dei casi era presente una qualche forma di barba. Sembrerebbe quindi esserci un'associazione tra barba e criminalità.Il risultato? Il 78% dei soggetti coinvolti si è detto convinto che la versione con la barba era quella dell'imputato del caso di stupro. Questo studio non è il primo ad analizzare la percezione della barba dalla gente ed i relativi giudizi. In un altro esperimento era stato chiesto a 371 soggetti di disegnare la faccia di un criminale: nell'82% dei casi era presente una qualche forma di barba. Sembrerebbe quindi esserci un'associazione tra barba e criminalità.


L'anello che fa sentire il battito del cuore di chi amate ...

Ecco un anello speciale che permette di ascoltare il battito in tempo reale della persona amata. Quando ci si ama, scambiarsi gli anelli rimane ancora oggi un'usanza tra le più longeve e tradizionali. Anche questa tradizione, però, si appresta ad innovarsi tecnologicamente con un'invenzione lanciata dall'azienda ceca The Touch. Per rimanere in contatto con la persona amata, arriva infatti lo HB Ring (dove HB sta per heart beat, battito del cuore). Questo particolare anello permette di trasmettere il battito del cuore di un'altra persona che indossa l'anello gemello. Questo piccolo anello è forse il più hi-tech mai realizzato, con oltre 100 componenti tra batteria, led, connettori di ricarica e sensori. Per questo motivo le sue dimensioni non sono esattamente piccole: spesso 3,8 mm e profondo 12,1 mm. L'anello si interfaccia con un'app per smartphone che va attivata per sentire in tempo reale il battito del cuore del partner. La rifinitura esterna è in oro e cristallo di zaffiro, con una variante più economica in acciaio. Il costo? 600 dollari per quella in acciaio, ben 3000 per la versione in oro!


 

... CURIOSITA'  DIVERTENTI ...

 


Al mondo esistono delle persone che sono affette da plutofobia, queste persone hanno paura della ricchezza



Le persone mancine
sono a maggiore rischio di incidenti domestici rispetto ai destrimani. La ragione è che la maggior parte dei prodotti di uso comune sono tuttora progettati per essere usati al meglio con la mano destra: sarebbe ora che l'industria cambiasse questa sciocca abitudine!



Per ricoprire la facciata dell'Empire State Building, il famoso grattacielo di New York ci sono voluti più di 10 milioni di mattoni, oltre a 730 tonnellate di alluminio e acciaio.



La tafofobia
(parola che deriva dal greco taphos, sepolcro) è la paura di essere sepolti vivi. Questa rara forma di paura nasce dal timore di poter essere giudicati morti mentre si è ancora vivi. E dunque sepolti.


Il proverbio:  " Abbi il coraggio di vivere, a morire sono capaci tutti ...! "

Settimana Santa con esplosione di caldo ... poi gran ribaltone dal weekend

Il meteo continua a correre da un estremo all'altro, dal caldo al freddo e dal bel tempo al ritorno delle piogge e della neve. Insomma, la Primavera ci sta davvero mettendo a dura prova con i suoi continui alti e bassi. Dopo una parentesi quasi invernale che ha visto una Domenica di freddo maltempo, ecco che l'atmosfera è pronta a subire una vera esplosione di caldo che caratterizzerà la settimana Santa. Ma il suo destino sembra già segnato da l'ennesimo gran ribaltone che potrebbe arrivare come un macigno proprio a cavallo del weekend di Pasqua. La situazione attuale vede un area di bassa pressione sull'Italia in fase di lento e graduale attenuazione ma ancora capace di portare qualche disturbo al Sud. Su Martedì avremo anche qualche nota d'instabilità sull'estremo Nord Ovest per effetto della coda di una perturbazione atlantica. Nel contempo, avanza una figura di alta pressione di origine sub tropicale, la quale, conquisterà il nostro Paese soprattutto fra Mercoledì 17 e Giovedì 18 Aprile. Da tale data, attendiamoci una vera e proprio esplosione di caldo con tempo che diverrà via via sempre più stabile, soprattutto da Giovedì, con le temperature pronte a subire un forte e deciso aumento su tutto il Paese. Salvo sorprese, il sole e il caldo, ci accompagneranno sicuramente fino a tutta la giornata di Sabato 20 Aprile. In seguito, la nostra attenzione, si rivolge alla vicina Spagna, dove un minimo di bassa pressione comincerà a muovere il suo centro motore verso est e dunque verso l'Italia con l'intento di riservarci un possibile cambiamento a cavallo del giorno di Pasquetta. Il tempo, infatti, potrebbe tornare ad assumere connotati di forte instabilità con il ritorno delle piogge e dei temporali sparsi anche se in un contesto di forte variabilità.

Il fungo killer che terrorizza gli Usa e si crede possa fare più vittime dei tumori

C'è un fungo killer, resistente a qualsiasi trattamento, che per mesi i medici hanno tenuto segreto per non creare allarme, che sta seminando il terrore e rischia in futuro di fare più vittime dei tumori. Si chiama Candida auris, è un fungo resistente a qualunque trattamento antibatterico ed è così letale da colpire le persone e aggredire le pareti dove vivono. Il nuovo incubo degli infettivologi di tutto il mondo è un germe dall'apparenza innocua, ma tenace e facile a diffondersi, soprattutto negli ospedali. La notizia è stata rivelata dal New York Times. L'ultima vittima risale all'anno scorso: un uomo ricoverato al Mount Sinai Hospital di Brooklyn per un intervento all'addome, risultato positivo alla Candida auris. Dopo novanta giorni di ricovero il paziente è morto, ma per cancellare ogni traccia del virus l'ospedale è stato costretto a una disinfestazione speciale che ha compreso anche la sostituzione di alcune mattonelle del pavimento e di una parte del soffitto. Il fungo rappresenta una minaccia concreta per le persone con sistema immunitario ridotto: neonati, anziani, fumatori, diabetici e immunodepressi. Ma gli scienziati sono preoccupati per la resistenza del virus a ogni tipo di trattamento: al momento non esiste un farmaco che debelli la Candida auris e, se non si dovesse trovare neanche in futuro, la minaccia del contagio metterà a rischio anche altre fasce della popolazione. Secondo uno studio finanziato dal governo britannico e rivelato ora dal Times, nel 2050 le morti in tutto il mondo per Candida auris potrebbero essere 10 milioni, contro gli 8 milioni per tumore. Ma perché questa versione della Candida è così ostinata? Un'ipotesi degli esperti è la diffusione massiccia degli antibiotici e degli antimicotici (i farmaci che curano i funghi) usati non solo sulle persone, ma anche sugli animali da allevamento e nell'agricoltura intensiva: secondo alcuni scienziati, contribuirebbe a sviluppare funghi resistenti ai farmaci e pericolosi per l'organismo umano. Identificata la prima volta nel 2009 in Giappone su una donna di 70 anni, la Candida auris è comparsa a macchia di leopardo in tutto il mondo: Corea del Sud, Cina, India e Pakistan, Australia, Russia, Kenya e Sudafrica. Negli Stati Uniti è arrivata nel 2013, colpendo soprattutto New York, Chicago e lo stato del New Jersey. In Europa il contagio ha riguardato 72 persone al Royal Brompton Hospital di Londra nel 2015, e 85 al Politècnic La Fe di Valencia nel 2016. C'è un fungo killer, resistente a qualsiasi trattamento, che per mesi i medici hanno tenuto segreto per non creare allarme, che sta seminando il terrore e rischia in futuro di fare più vittime dei tumori. Si chiama Candida auris, è un fungo resistente a qualunque trattamento antibatterico ed è così letale da colpire le persone e aggredire le pareti dove vivono. Il nuovo incubo degli infettivologi di tutto il mondo è un germe dall'apparenza innocua, ma tenace e facile a diffondersi, soprattutto negli ospedali. La notizia è stata rivelata dal New York Times. L'ultima vittima risale all'anno scorso: un uomo ricoverato al Mount Sinai Hospital di Brooklyn per un intervento all'addome, risultato positivo alla Candida auris. Dopo novanta giorni di ricovero il paziente è morto, ma per cancellare ogni traccia del virus l'ospedale è stato costretto a una disinfestazione speciale che ha compreso anche la sostituzione di alcune mattonelle del pavimento e di una parte del soffitto. Il fungo rappresenta una minaccia concreta per le persone con sistema immunitario ridotto: neonati, anziani, fumatori, diabetici e immunodepressi. Ma gli scienziati sono preoccupati per la resistenza del virus a ogni tipo di trattamento: al momento non esiste un farmaco che debelli la Candida auris e, se non si dovesse trovare neanche in futuro, la minaccia del contagio metterà a rischio anche altre fasce della popolazione. Secondo uno studio finanziato dal governo britannico e rivelato ora dal Times, nel 2050 le morti in tutto il mondo per Candida auris potrebbero essere 10 milioni, contro gli 8 milioni per tumore. Ma perché questa versione della Candida è così ostinata? Un'ipotesi degli esperti è la diffusione massiccia degli antibiotici e degli antimicotici (i farmaci che curano i funghi) usati non solo sulle persone, ma anche sugli animali da allevamento e nell'agricoltura intensiva: secondo alcuni scienziati, contribuirebbe a sviluppare funghi resistenti ai farmaci e pericolosi per l'organismo umano. Identificata la prima volta nel 2009 in Giappone su una donna di 70 anni, la Candida auris è comparsa a macchia di leopardo in tutto il mondo: Corea del Sud, Cina, India e Pakistan, Australia, Russia, Kenya e Sudafrica. Negli Stati Uniti è arrivata nel 2013, colpendo soprattutto New York, Chicago e lo stato del New Jersey. In Europa il contagio ha riguardato 72 persone al Royal Brompton Hospital di Londra nel 2015, e 85 al Politècnic La Fe di Valencia nel 2016.

“Ho scambiato 5mila neonati nelle culle”, infermiera ha confessato

Un’infermiera dello University Teaching Hospital di Lusaka, in Zambia, ha confessato di aver scambiato 5mila neonati nelle culle nell’arco di 12 anni. La donna avrebbe inoltre confermato di averlo fatto unicamente per divertimento. La protagonista dell’incredibile vicenda è Elizabeth Mwewa, infermiera che ha deciso di confessare le sue gravi colpe. “Avendo un tumore allo stadio terminale mi resta poco da vivere, e voglio rendere conto dei miei peccati” ha dichiarato. La donna sarebbe stata intervistata dallo Zambian Observer.
Scambiava bambini per divertimento - Intervistata dal giornale zambiano, la donna avrebbe ammesso di aver scambiato i neonati per puro divertimento. “Ho trovato Dio e sono rinata. Non voglio più nascondere nulla: nei 12 anni in cui ho lavorato come infermiera nel reparto maternità, ho scambiato circa 5 mila neonati“. Pare che la donna si sia resa conto, ora che le restano pochi mesi di vita, di aver compiuto un peccato: “Spero Dio mi possa perdonare, e chiedo anche agli zambiani di perdonarmi per tutto il male che ho fatto a bambini innocenti. Ho provocato il divorzio di alcune coppie che, sebbene fossero fedeli, hanno pensato al tradimento dopo il test del DNA. Ho fatto allattare a molte madri figli non loro” ha confessato.
Necessario l’esame del DNA - La donna ha invitato tutti i bambini nati all’ospedale di Lusaka tra il 1983 e il 1995, a verificare la propria identità attraverso esami del DNA, in particolare se non riscontrano somiglianze con i genitori. “Se tutti i vostri fratelli e sorelle hanno la pelle molto scura e voi ce l’avete più chiara, è probabile che vi abbia scambiato io, e mi dispiace per questo” ha ammesso Elizabeth Mwewa.

Russia, in vasca usa lo smartphone in carica: 20enne morta folgorata

Non ha resistito alla tentazione di usare il suo smartphone. Così è andata incontro alla morte. E’ successo in Russia ad Anastasia, ennesima vittima di una morte atroce e incomprensibile. La ragazza aveva solo 20 anni. Ha usato il suo telefono cellulare in carica, attaccato alla presa elettrica, mentre lei si concedeva un momento di relax nella vasca da bagno. Così Anastasia è morta folgorata. La tragedia ha avuto luogo nella zona a sud di Mosca. E’ il quinto caso in pochi mesi in Russia di ragazze o di giovani che muoiono nello stesso modo. Sembra un tragico copione già scritto. E’ stata la madre di Anastasia, rientrata dal supermercato dove lavorava, ad accorgersi del corpo senza vita di sua figlia. La giovane, infatti, non aveva risposto a diverse chiamate mettendo così in allerta la madre. La donna è immediatamente scappata a casa: per Anastasia non c’è stato nulla da fare. Una volta rimesso piede nel suo appartamento e scoperto l’accaduto, la donna ha immediatamente contattato i soccorsi. Al loro arrivo, tuttavia, i medici dell’ambulanza non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. La ventenne, stando a quanto emerso da una prima ricostruzione della tragedia, Anastasia non ha avuto scampo quando: il telefonino l’ha uccisa. Il suo cellulare, infatti, era collegato alla presa con il cavo di ricarica e pare sia caduto in acqua, uccidendola. Terribile l’imprudenza, la superficialità e la scarsa attenzione che sta alla base di queste morti. L’uso continuo dello smartphone fa dimenticare la norme base della sicurezza. Neppure il migliore impianto elettrico dotato di interruttore salva-vita può garantire di uscire indenni da queste imprudenze, ricorda giustamente Leggo.it.

L’offerta di lavoro della Nasa: 16.500 euro per stare a letto 2 mesi

Una proposta di lavoro davvero curiosa quella annunciata dall’agenzia spaziale tedesca Dlr per conto della Nasa e dell’European Space Agency. Secondo quanto riporta TgCom24 è previsto un compenso di ben 16.500 euro per una mansione all’apparenza poco faticosa. I 24 volontari (12 uomini e 12 donne) che verranno scelti dovranno ‘semplicemente’ stare a letto per due mesi. Senza potersi alzarsi per andare in bagno o mangiare. Il test serve a valutare e migliorare le condizioni degli astronauti nello spazio con specifico riferimento al’indebolimento dei muscoli e delle ossa ai quali vanno incontro per via dell’assenza di gravità.
L’esperimento - Possono candidarsi coloro che hanno un’età compresa tra i 24 e i 55 anni con una buona condizione di salute. Inoltre è richiesta la conoscenza della lingua tedesca e il superamento di alcuni test psicofisici. L”esperimento’ durerà 89 giorni, da settembre a dicembre dell’anno in corso a Colonia (Germania). 15 giorni serviranno per l’adattamento e 14 per la riabilitazione. Le persone selezionate staranno sdraiate a letto con la testa inclinata di 6 gradi verso il basso e una spalla sempre a contatto con il materasso. Si tratta di accorgimenti necessari per riprodurre la situazione vissuta nello spazio dagli astronauti. Per alcuni partecipanti è prevista una gravità artificiale: il loro letto, capace di compiere trenta rotazioni al minuto, si muoverà. Nel corso degli 89 giorni i volontari avranno la possibilità di ascoltare musica, leggere e guardare la televisione. Ad assisterli una squadra formata da medici, psicoterapeuti, scienziati e da un nutrizionista. Jennifer Ngo-Anh, dell’Esa, chiarisce il senso del test come riporta Sky Tg24: “Questo studio ci consente di affrontare il problema dell’atrofia muscolare causata dall’assenza di gravità, ma anche altri fattori d
i stress come la radiazione cosmica, l’isolamento e le restrizioni spaziali”.

Regina Elisabetta, le regole da rispettare dopo la sua morte

Quando si tratta di pianificazione, la regina Elisabetta II teme pochi rivali. Tanto da arrivare a pianificare nel dettaglio anche gli eventi che faranno seguito alla sua dipartita. E mentre alcuni dettagli sono tutto sommato ovvi, come ad esempio il fatto che il suo successore ascenda al trono, altri sono definibili quantomeno “Particolari”.
La previsione del decesso - Nessuno, nemmeno la Regina, sa quando e come sarà chiamato a miglior vita. Ma stando a quanto rivelato del Guardian, la possibilità ritenuta più plausibile è che Elisabetta muoia in seguito ad una breve malattia, circondata dalla propria famiglia e dai dottori. E al suo medico– non ai familiari – avrebbe affidato il compito di decidere quali informazioni sul suo decesso rendere pubbliche, e quali no.
Il codice per il Primo Ministro - L’anziana Regina, come era già prassi in passato, avrebbe già scelto una parola – un codice – attraverso la quale il proprio segretario particolare, Sir Christopher Geidt, dovrà avvisare il Primo Ministro dell’avvenuto decesso. Quando il capo di gabinetto si sentirà dire “London Bridge is Down”, sarà quindi il primo a sapere. Un’attenzione usata in passato per evitare che gli operatori incaricati della trasmissione dei messaggi fossero i primi ad avere notizia della morte di un sovrano. Dopo aver ricevuto la notizia, il Primo Ministro dovrà incaricarsi di avvisare i leader degli altri paesi del Commonwealth, per poi renderla pubblica.
Dichiarato lutto nazionale - A questo punto sarà dato inizio a 12 giorni di lutto nazionale, durante i quali sarà possibile, per tutti i sudditi di maestà che lo vorranno, andare a presentare i rispetti alla defunta regina. No prima però che i membri di entrambi i rami del parlamento le diano l’estremo saluto.
Cancellati i programmi comici dai palinsesti - La BBC cancellerà dai propri palinsesti, per 12 giorni, tutti i programmi comici. Una decisione già presa in passato in occasione della morte del padre della Regina, dopo la quale per un lungo periodo non si videro commedie trasmesse in Tv. La Bbc avrebbe anche un rigido dress code per il giornalista incaricato di dare la notizia della morte della Regina in diretta nazionale. Il quale dovrà essere vestito con un abito nero, corredato da una cravatta d
ello stesso colore.
I documentari scelti dalla Regina - Dopo di ché inizierà la trasmissione televisiva di una serie di documentari sulla vita delle Regina, da lei personalmente selezionati. E mentre il Principe Carlo sarà chiamato a giurare fedeltà al Parlamento e alla Chiesa D’Inghilterra, William diventerà il nuovo Principe di Galles. Insomma, come nel suo stile, la regina ha lasciato il minor spazio possibile all’incertezza. Anche per un evento misterioso quale è la morte..

Norvegia, ecco il grattacielo in legno più alto al mondo

Un grattacielo alto 85,4 metri, che si staglia nel panorama di Brumunddal, una piccola città di 10.000 abitanti a poco più di 100 km di distanza da Oslo. Un grattacielo che è il terzo più grande del Paese, ma che soprattutto è il più alto al mondo costruito in legno. Sì, perché ormai l’evoluzione tecnologica è sempre maggiore e sfruttare il materiale ecologico, sicuro e rinnovabile diventa possibile in ogni situazione. Il Mjøstårnet, questo il nome del grattacielo e che significa “la torre del lago Mjøsa”, è stato realizzato in un’area significativa da un punto di vista paesaggistico. Il sito prescelto sorge infatti vicino al Mjøsa, il più grande lago della Norvegia. Progettato dallo studio Voll Arkitekter, il grattacielo può essere considerato non solo il più alto al mondo in legno, ma anche il primo costruito a km 0. Sì, perché la zona del Mjøsa è conosciuta per la silvicoltura e per l’industria di lavorazione del legno e l’intera lavorazione dei materiali per costruire il Mjøstårnet è avvenuta in aziende distanti al massimo 15 chilometri dal luogo dove è stata inalzata. L’edificio è composto da 18 piani, è destinato a diverse funzioni, così distribuite: il pianoterra accoglie la grande hall comune, la reception e un ristorante; fino al 7° piano ci sono gli spazi uso ufficio con sale riunioni e locali tecnici; dall’8° all’11° piano sono distribuite le camere dell’albergo; dal 12° al 16° piano ogni livello è occupato da sei appartamenti di diverse dimensioni. Gli ultimi due appartamenti unitamente a una grande sala eventi per celebrazioni e conferenze occupano il 17° piano. L’ultimo piano è, infine, destinato a una grande terrazza pubblica e privata con attico. L’ingresso dell’edificio si apre sulla piccola piazza sul lato nord-ovest del sito, da cui si accede anche alla piscina pubblica che occupa complessivamente 4.900 mq di superficie. Sul lato sud, verso il lago, sono ubicati i giardini pubblici e gli spazi esterni che si collegano con percorsi pedonali e piste ciclabili al centro della città di Brumunddal e ai sentieri naturali della zona.

In Norvegia si mangia sott’acqua. Ecco il primo ristorante d’Europa

Under è il primo ristorante europeo subacqueo, inaugurato in questi giorni a Lindesnes, nel punto più a sud dell’intera Norvegia. © Ivar Kvaal Il nome è azzeccatissimo: Under. In italiano non si capisce al volo, ma la parola in norvegese ha due significati: quello di sotto e quello di meraviglia. Under è il primo ristorante europeo subacqueo, inaugurato in questi giorni a Lindesnes, nel punto più a sud dell’intera Norvegia. Il progetto ha puntato sul design dello studio scandinavo Snøhetta, ed è costituito da una sorta di monolite in cemento lungo 34 metri complessivi, che raggiunge i 5 metri di profondità nelle acque del mare. Può ospitare fino a 40 clienti e la cena sarà “con vista” sui fondali.

Lo dice la scienza: dire parolacce ci fa bene

Le parolacce non vanno dette. E’ maleducato, volgare e – spesso – fastidioso. Eppure secondo i ricercatori britannici dire le parolacce fa bene. E ne diciamo tantissime. A dirlo è la Keele University, la quale ha studiato effetti dell’imprecazione sulla tolleranza al dolore e ha scoperto che siamo in grado di sopportare il male maggiormente quando siamo volgari. Non solo, perché imprecare migliora anche le prestazioni sportive. Maledire l’avversario o l’allenatore, infatti, aumenterebbe la prestazione del 2-4 per cento e la forza dell’8 per cento secondo la ricerca. Ma perché? Semplice, chi fatica in silenzio si concentra solo sul lavoro e sente maggiormente la fatica rispetto a chi, invece, si sfoga dicendo parolacce ad alta voce e, così, distraendosi dalla fatica e il dolore. Poi, ovviamente, c’è la questione stress. Quando si è nervosi, quando si è arrabbiati, tacere non ci permette di sfogarci. Imprecare a voce alta, contro qualcuno o anche noi stessi, invece libera lo stress che stiamo accumulando, lasciandoci più tranquilli. Questo perché, secondo i ricercatori della Keele University, dire una parolaccia invia un messaggio all’amigdala nel cervello. L’amigdala è una piiccola formazione ovale di sostanza grigia, facente parte del sistema limbico, localizzata nella parte anteriore del lobo temporale mediale dei due emisferi cerebrali. L’amigdala è suddivisa in vari nuclei, i quali svolgono funzioni di integrazione tra le componenti comportamentali, neurovegetative e ormonali delle risposte emozionali. Secondo i ricercatori le parolacce costituiscono ben l’uno per cento del vocabolario quotidiano delle persone, ma non solo. Perché un’altra ricerca ha dimostrato che le persone che hanno una varietà di insulti maggiori ha anche una varietà linguistica maggiore per quel che riguarda parole di uso comune. Per assurdo, dunque, a differenza di ciò che si pensa, chi usa tante parolacce ha una conoscenza linguistica superiore a chi non conosce insulti.

Quota 100, fuga dei chirurghi. "Allarme per gli ospedali"

I chirurghi in Italia sono ormai "come in panda: una specie in via di estinzione". È la previsione a breve termine del professore Pierluigi Marini, professore di chirurgia mini-invasiva alla Sapienza di Roma, direttore dell'Uoc di chirurgia al San Camillo e presidente dell'Acoi, associazione dei chirurghi ospedalieri, secondo cui "tra pensione e quota 100" è in atto una fuga che mette a rischio l'operatività degli ospedali. "Il 55% degli specialisti si trova in una fascia di età fra i 50 e i 59 anni. Sa quanti sono i chirurghi in attività oggi in Italia? Sono 7.500 e già viviamo una serie di criticità negli ospedali. Ora di questi circa 1.700 stanno per lasciare perché a fine carriera e altri 1500 potrebbero optare per l'uscita con la finestra di quota 100. C'è un salto di due generazioni: è semplicemente drammatico". Diventano conclamate una serie di criticità che si osservavano da tempo, spiega Marini: blocco del turnover, riduzione dell'attività ambulatoriale, taglio dei posti letto. Sui motivi per cui mancano i medici, il professore spiega: "Su una platea media di 17 mila neolaureati solo 90, dico 90, scelgono come prima opzione la specializzazione in chirurgia. Non è solo questione di fatica. Oggi un giovane medico è preoccupato per i rischi professionali legati a eventuali azioni giudiziarie per colpa medica. Poi ci sono le difficoltà di accesso alla professione e il problema della formazione". Il presidente dell'Acoi assiste con "rabbia" a questo declino, quando "noi in Italia abbiamo inventato la grande tradizione chirurgica europea". Oltre a questo l'Italia "non è attrattiva" per i giovani "perché il sistema non premia il merito, perché gli stipendi sono bassi e perché il chirurgo opera con la spada di Damocle".

Reddito di cittadinanza, i 3 requisiti legati all'auto

Il sussidio si può avere solo se si rispettano requisiti Isee e patrimoniali, vetture incluse. Qui i dettagli
Il reddito di cittadinanza è realtà. Da oggi chi possiede i requisiti per ottenerlo può presentare il modulo predisposto dall’Inps e avviare la procedura per ricevere il sussidio. Parliamo di 2,7 milioni di persone (dice l'Istat) che si vedranno accreditare sulla card una somma massima di 780 euro al mese. Attenzione però: per ottenere il reddito di cittadinanza anche l'auto fa la differenza. Ad esempio, chi ha comprato una nuova vettura nei sei mesi prima di presentare la domanda è escluso. Vediamo di seguito i dettagli.

Reddito di cittadinanza, così l'auto fa la differenza
Tra i requisiti economici necessari per ottenere il reddito di cittadinanza c'è innanzitutto un valore ISEE inferiore a 9.360 euro, poi ci sono i patrimoni mobiliari e immobiliari. Per fare chiarezza riepiloghiamo per punti i requisiti necessari ad ottenerlo che coinvolgono l'automobile:
Auto nuove. Chi presenta la domanda non deve aver immatricolato un'auto nei sei mesi antecedenti la richiesta;
La cilindrata conta. Se si vuole ottenere il reddito di cittadinanza non bisogna possedere auto di cilindrata superiore a 1.600 cc immatricolate la prima volta nei due anni antecedenti la richiesta. Sono esclusi gli autoveicoli per cui è prevista un'agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità;
I box auto. Nel patrimonio immobiliare diverso dall’abitazione principale (prima casa), preso in considerazione per ottenere il reddito di cittadinanza, sono inclusi anche i box auto e non si deve superare i 30.000 euro. Tra le novità, anche Ecotassa ed Ecobonus
Le auto con cilindrata superiore a 1.600 cc
Quali sono le auto che hanno cilindrata superiore a 1.600 cc? Praticamente la metà delle attuali in listino, ma in generale non rientrano della classifica di quelle più vendute in Italia.
Parliamo di marchi premium, come ad esempio Audi, Mercedes o BMW, e tra le poche eccezioni dei brand più popolari ci sono, per farsi un'idea, la Fiat 500X 2.0 Multijet o la Volkswagen Golf 2.0 TDI.
Il tempo è galantuomo. Restituisce tutto a tutti

Allarme droga, arriva in Italia la nuova miscela killer

Duecentomila decessi sono negli Stati Uniti per overdose di simil fetanyl negli ultimi tre anni. Ora, è arrivato anche in Italia, ed è pronto a uccidere. La prima traccia di questa potente droga sintetica è spuntata nella provincia di Rieti e, da lì, avrebbe raggiunto altri luoghi, tra cui Roma.
Scatta l’allarme: paura per una strage - La paura, come ovvio dopo i decessi degli Usa, è che la nuova droga possa causare una strage: è economica, causa forte dipendenza ed è assolutamente letale. La prima dose intercettata in Italia, è stata trovata grazie a un operazione accurata messa in atto dalla sezione operativa dei Nas; i militari hanno rinvenuto, grazie a una fine indagine sul web, venti grammi, dai quali sarebbero state tratte ben ventimila dosi. La droga sarebbe, a detta dei Nas, molto più potente dell’eroina.
“Eroina sintetica: no, molto peggio” - “La chiamano impropriamente eroina sintetica per il tipo di effetto psicotropo simile, ma dal punto di vista della tossicità è molto peggio – sottolinea il generale Adelmo Lusi, comandante del Nas – con 25 milligrammi di eroina ci si sballa, con 25 milligrammi di simil-fentanyl, come quello appena sequestrato, si muore», ponendo dunque le giuste distanze tra eroina e nuova droga sintetica che, dopo l’overdose, non risponde alle cure anti-eroina. Son diversi infatti i ragazzi arrivati negli ospedali del Lazio che non hanno risposto elle cure di disintossicazione da eroina, avendo assunto il simil fentanyl. Come riporta Leggo, a Roma su 1629 soccorsi nei confronti di persone in overdose, ben 800 hanno spiegato di aver iniziato a fare uso di droga sintetica per endovena tra i 15 e i 19 anni.


APRILE

Aprile è il quarto mese dell'anno in base al calendario gregoriano, e il secondo della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Nell'antico calendario romano, prima della riforma di Numa Pompilio, era il secondo di dieci mesi e raccoglieva tre importanti festività: i Veneralia legati al culto della dea dell'amore e della fertilità femminile; i Cerealia, in onore di Cerere dea della fertilità della terra e della coltivazione dei campi; i Floralia, dedicati a Flora, divinità italica delle piante utili all'alimentazione, identificata in seguito come "dea della primavera". Fin dall'antichità, dunque, aprile era visto come il mese della rinascita della natura dopo il lungo letargo invernale, durante il quale la terra presenta le prime preziose fioriture, offrendosi nel contempo nelle condizioni migliori per essere arata e seminata. Non a caso, leggenda vuole che in questo periodo Romolo tracciasse con l'aratro i confini della "città eterna" che prenderà da lui il nome.

 Il giorno 20  il Sole esce dal segno dell'Ariete per  entrare  in quello del Toro

7 aprile: L'ONU istituisce l'Organizzazione Mondiale della Sanità; - 12 aprile: Primo uomo nello spazio - 21 aprile: Pasqua - 22 Lunedì dell'Angelo  - 26 aprile: Disastro alla centrale nucleare di Chernobyl


LA LUNA DI APRILE

5/4/2019

Luna  nuova

12/4/2019

Primo quarto

19/4/2019

Luna piena

27/4/2019

Ultimo quarto


Doomsday Clock: che cos’è l’orologio dell’apocalisse?
 

Un orologio metaforico dove la mezzanotte rappresenta la fine del mondo. E nel 2018 le lancette sono ferme alle 23.58... Un orologio che segna la vicinanza alla più tragica delle catastrofi: è il Doomsday Clock, l'orologio dell'apocalisse che ogni anno ci dice quanto l'umanità sia vicina alla propria estinzione. 

Naturalmente non si tratta di un vero orologio composto da ingranaggi e lancette, ma di uno strumento metaforico che indica il livello di pericolo per la nostra specie sulla base degli accadimenti e delle situazioni globali. Infatti non è un caso che nel 2018, tra crisi economiche, scioglimento dei ghiacci e cambiamento climatico, l'orario segnato sul Doomsday Clock si sia fermato alle 23.58, vicinissimo alla "mezzanotte del mondo" che coincide con la fine di tutto!
COME FUNZIONA? -  Ad  ideare l'orologio dell'apocalisse furono gli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientist, i quali nel 1947 vollero lanciare un segnale forte in favore del disarmo nucleare. In quegli anni infatti, le due nuove superpotenze emerse dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale - Stati Uniti e Unione Sovietica - sembravano sul punto di scatenare un nuovo conflitto combattuto a colpi di armi atomiche. Un simile scontro sarebbe risultato fatale per gran parte della popolazione terrestre e il Doomsday Clock venne creato proprio per mostrare con un'immagine molto forte l'imminente disastro.

Da allora alla fine di ogni anno l'orologio "apocalittico" ha spostato in avanti e indietro le sue lancette simboliche a seconda degli sviluppi internazionali. Dopo un primo disgelo tra americani e russi, ad esempio, la guerra del Vietnam e nuove tensioni in Medio oriente portarono l'orario ad avvicinarsi pericolosamente alla mezzanotte, mentre quando cadde muro di Berlino la situazione parve migliorare definitivamente.  Negli ultimi anni però i minuti "fatali" hanno continuato ad accumularsi, tanto che nel 2018 si è raggiunto il record negativo del periodo 1953-1960, quando però il pianeta sembrava sull'orlo di una guerra nucleare. 

Ora infatti non sono gli ordigni atomici a spaventare gli scienziati, quanto l'instabilità tra gli equilibri internazionali, il mancato accordo sulle politiche per preservare il pianeta ed il cambiamento climatico che si sta facendo sempre più drammatico. Forse lo scopriremo prima di quanto pensiamo...

FocusJunior.it > Scienza > Curiosità scientifiche >
di Niccolò De Rosa 30 gennaio 2019


 


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