Alla scoperta del Monferrato

Tra  Langhe  e  Roero

Il Vercellese e la Valsesia

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Con la morte il cervello cessa del tutto di funzionare? Non immediatamente ...

Alcune funzioni cellulari e circolatorie in un cervello di maiale sono state parzialmente riattivate a quattro ore dal decesso: un esperimento torna a interrogare sulla definizione limite di morte, e apre la strada a una nuova piattaforma di studio per le malattie neurologiche. In un esperimento descritto su Nature, un gruppo di neuroscienziati dell'Università di Yale ha ripristinato parte delle funzioni circolatorie e cellulari di un cervello di maiale, a quattro ore dal decesso dell'animale. La ricerca apre nuovi spunti di riflessione sui tempi entro i quali il cervello smette di funzionare dopo la morte, e sull'irreversibilità di questo "spegnimento". La morte cellulare è considerata un processo repentino e irreversibile che inizia non appena il cervello rimane senza riserve di sangue e di ossigeno. Entro pochi secondi cessano l'attività elettrica e ogni cenno di coscienza, entro pochi minuti vengono meno le riserve di energia residua, mentre inizia una catena di reazioni molecolari che portano alla morte cellulare e alla degenerazione dei tessuti.


Il caso del cervello vissuto 10 minuti in più ...

In un paziente terminale canadese, l'attività cerebrale è continuata per diversi minuti dopo la cessazione di battito cardiaco e pressione sanguigna. L'esperienza della morte è più complessa e soggettiva di quanto immaginato. In quale momento preciso si varca il confine tra la vita e la morte? I criteri per stabilire l'attimo in cui avviene questo passaggio sono diventati da poco ancora più complessi: un gruppo di scienziati canadesi ha descritto il caso di un paziente in cui l'attività cerebrale è proseguita per 10 minuti e 38 secondi dalla dichiarata morte clinica (cioè dall'arresto irreversibile dell'attività cardiocircolatoria). La prima volta La diagnosi di morte non avviene attraverso un giudizio unitario ma mediante una serie di criteri, quali la mancanza di dilatazione delle pupille, la cessazione della respirazione, del battito cardiaco e dell'attività cerebrale, misurata attraverso elettroencefalografia (EEG). Ma mentre il cuore può continuare a battere anche dopo la morte cerebrale, non si era mai osservato un cervello attivo fino a oltre 10 minuti dalla cessazione del battito cardiaco - e con esso del flusso sanguigno in entrata. La scoperta è avvenuta mentre i ricercatori dell'University of Western Ontario stavano conducendo studi di routine sul processo della morte nell'uomo. Le loro osservazioni hanno riguardato quattro pazienti terminali staccati dalle apparecchiature di supporto vitale. Eccezione In tre di essi, la cessazione dell'attività cerebrale ha di poco preceduto quella di battito cardiaco e pressione sanguigna, ma nel quarto, l'attività elettrica del cervello è continuata per 10 minuti e 38 secondi dall'ultimo battito cardiaco. In particolare, si sono osservate onde delta, i segnali tipici del sonno profondo. Conclusioni incerte Il fenomeno rimasto finora senza spiegazioni potrebbe essere il risultato di un malfunzionamento delle macchine (che potrebbero avere falsamente simulato l'attività cerebrale) ma non sono stati riscontrati errori nella strumentazione. In tutti i pazienti sono state registrate comunque ampie differenze nell'attività cerebrale tra i 30 minuti precedenti e i 5 successivi alla morte clinica, segno che quella del trapasso è un'esperienza strettamente soggettiva. Nessuna evidenza invece è stata trovata del picco di attività cerebrale che segue la morte clinica, osservato nel 2011 in un ratto decapitato.La barba influenza i giudizi negativamente ...


 I geni che continuano a funzionare dopo la morte?

Dopo il decesso, centinaia di geni intensificano la propria attività per alcuni giorni: una scoperta che servirà sulle scene del crimine e per la conservazione di organi destinati ai trapianti. Dopo il trapasso un'invisibile armata di non-morti continua imperterrita la propria attività: centinaia di geni, che rimangono attivi dopo la morte, lavorando persino di più per alcuni giorni, prima di spegnersi del tutto. L'hanno scoperto alcuni microbiologi dell'università di Washington, Seattle, mentre testavano un nuovo metodo per misurare l'attività genica. Duri a morirre. Il lavoro postmortem di alcuni geni era noto, ma Peter Noble - autore dello studio pubblicato su BiorXiv - e colleghi, hanno valutato l'attività di oltre 1000 geni in topi e zebrafish (Danio rerio) deceduti. Centinaia di geni hanno aumentato le proprie mansioni dopo il decesso, in entrambi i modelli animali. La maggior parte si è silenziata dopo 24 ore, ma alcuni geni degli zebrafish sono rimasti attivi per 4 giorni. Tipologie. La maggior parte dei geni superattivi è deputata a gestire le emergenze: genera infiammazioni, chiama a raccolta il sistema immunitario, gestisce lo stress. Ma, sorprendentemente, si sono attivati anche geni coinvolti nello sviluppo embrionale, come se le condizioni cellulari del corpo morto ricordassero quelle dell'embrione. Particolarmente attivi sono stati anche geni che innescano il cancro: un fatto che potrebbe spiegare perché chi ha appena subito un trapianto di organi da un deceduto sia più suscettibile a tumori. Le applicazioni. Alcuni geni potrebbero attivarsi perché, dopo la morte, i geni che li "tengono a bada" smettono di funzionare. Studiando questi equilibri si potranno mettere a punto nuovi metodi per predire il successo di un trapianto, ma anche tecniche per stabilire con precisione l'ora della morte nelle analisi forensi.


... CURIOSITA'  DIVERTENTI ...

 

In Spagna nella gelateria Ice Experience, è possibile trovare un gelato chiamato Xamaleon, la particolarità di questo gelato sta nel fatto che cambia colore quando viene leccato


Se si stampassero su carta le foto caricate su instagram in un mese e impilandole una sull’altra si potrebbe creare una colonna di 460 mila metri di altezza, sufficiente per raggiungere la stazione spaziale internazionale.


Il miele è l'unico cibo che non scade mai: lo stesso miele che è stato sepolto con i faraoni in Egitto è ancora commestibile. Come tutti i paesi Africani, gli Egiziani apprezzavano il miele tanto da conservarlo anche nelle tombe dei Faraoni. Dopo ben 4000 anni, infatti, quando i vasi di miele ermeticamente chiusi vennero aperti, si scoprì che il loro contenuto, sebbene mutato, si poteva dire ancora commestibile.


Alcuni studi scientifici, sono riusciti a dimostrare che gli esseri umani ed i gatti hanno il 90% del DNA in comune.

Dagli anni 50  al mondo sono state create oltre 6.3 miliardi di tonnellate di plastica, di cui il 9% è stata riciclata ed il 12% è stata incenerita.


Il proverbio: " Là dove parla l’ignoranza, l’intelligenza sorride in silenzio ...! "

Tutta la settimana con temporali in agguato...

La nuova settimana si apre ancora all'insegna del maltempo, con un Lunedì nero per molte regioni del Paese specie sulle regioni centrali e settentrionali ancora sotto la minaccia di piogge e forti rovesci. Andranno meglio le cose al Sud. Ci sono invece notizie discrete a partire dalla giornata di Martedì 21 quando l'area di bassa pressione comincerà lentamente ad abbandonare il Bel Paese. Non attendiamoci però l'arrivo in grande stile del sole in quanto resteremo sempre con numerosi temporali. Martedì, infatti, sarà la volta del Nord Est dove fra il pomeriggio e la sera ci sarà il rischio di nubifragi e qualche grandinata. Altri fenomeni temporaleschi potranno interessare l'Appennino centrale. Il contesto meteorologico sarà più tranquillo sul resto d'Italia e con temperature in aumento. Fra Mercoledì 22 e Giovedì 23, il contesto Meteorologico vedrà un maggior soleggiamento nonostante alcune note d'instabilità saranno sempre in agguato nelle ore pomeridiane in particolare sulla dorsale appenninica centro meridionale. Da Venerdì 24 una perturbazione colpirà il Nord e si rinnoveranno condizioni di forte instabilità con piogge e temporali in movimento verso le aree interne del Centro nel pomeriggio. Su questi settori, ci attendiamo un nuovo seppur contenuto calo termico. Il bel tempo continuerà ad avvolgere il Sud e le Isole Maggiori. Proseguendo il nostro viaggio all'interno delle previsioni di questa settimana, arriviamo così al weekend. Anche Sabato 25 e a Domenica 26, vedrà maltempo diffuso al Nord con parziale coinvolgimento dei comparti interni centrali e delle due Isole maggiori. Altrove avremo tempo più tranquillo. Domenica, le regioni meridionali saranno preda di pioggia e forti rovesci anche temporaleschi. La situazione meteorologica migliora però sulle aree settentrionali dove si attiveranno ampie schiarite e la giornata di festa trascorrerà all'insegna di un Meteo discreto e con temperature in un nuova ripresa.

Pace fiscale: come correggere gli errori e rimettersi in regola

Tutti i chiarimenti sul condono in una circolare dell'Agenzia delle Entrate
20 maggio 2019 - Il termine per la correzione degli errori formali per l’adesione alla pace fiscale è il prossimo 31 maggio. Tutte le indicazioni sono contenute nella Circolare n.11 del 15 maggio dell’Agenzia delle Entrate.
Irregolarità sanabili - La regolarizzazione è ammessa per gli errori formali, cioè per quelli che non incidono direttamente sulla detereminazione delle imposte e dei versamenti, ma che possono comunque creare difficoltà all’esercizio dell’attività di controllo da parte del Fisco. Tra questi rientrano: la mancata comunicazione della risoluzione o della proroga del contratto di locazione soggetto a cedolare secca;
l’omessa o irregolare presentazione delle comunicazioni dei dati delle fatture; - la tenuta irregolare delle scritture contabili - la mancata o incompleta restituzione dei questionari inviati dall’Agenzia. - Le irregolarità sanabili sono quelle commesse fino al 24 ottobre 2018.
Irregolarità non sanabili - Sono escluse dalla definizione agevolata violazioni quali:
la mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali obbligatorie anche in assenza di imposta dovuta;
l’omessa presentazione del modello F24 con saldo pari a zero; - l’omessa o irregolare presentazione delle liquidazioni periodiche Iva - la mancata presentazione dei modelli per gli studi di settore; - la mancata emissione di fatture - ricevute e scontrini fiscali - Violazioni formali in materia di imposta di registro e imposta di successione. Come mettersi in regola
Per sanare la situazione occorre pagare 200 euro per ogni irregolarità commessa, con versamento da effettuare entro il 31 maggio. E’ possibile scegliere quali e quanti periodi d’imposta regolarizzare e pagare, oltre che in un’unica soluzione, in due rate di pari importo, la prima entro il 31 maggio 2019 e la seconda entro il 2 marzo 2020. Inoltre occorre provvedere, entro il 2 marzo 2020, alla rimozione delle infrazioni compiute, vale a dire alla presentazione dei documenti o delle dichiarazioni corrette.

Fisco, 1,7 milioni le richieste per la pace fiscale

La “pace fiscale” chiude con 1,7 milioni di richieste, mentre sono 5 milioni su 12 in totale i contribuenti che hanno visto lo stralcio automatico delle cartelle da mille euro ricevute tra il 2000 e il 2010. A dare i dati della rottamazione ter delle cartelle e del saldo e stralcio alla chiusura dei termini di legge sono stati il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, e il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci. I due esponenti di governo hanno poi confermato che l’esecutivo sta varando un emendamento al dl crescita per riaprire i termini, come richiesto dai rappresentanti dei commercialisti, spostando a ottobre l’eventuale proroga per chi non è riuscito a presentare la domanda dei tempi previsti (entro il 30 aprile). In dettaglio, sono stati 1,4 milioni i contribuenti che hanno chiesto la rottamazione ter: quasi 500mila sono state le istanze presentate utilizzando la procedura web, circa 200mila quelle via PEC (Posta elettronica certificata). Le altre 600mila domande state presentate direttamente agli sportelli o inviate per posta. Per quanto riguarda il saldo e stralcio, la possibilità cioè di sanare le cartelle ricevute dal 2000 al 2007 pagando solo una parte del debito, i numeri sono stati relativamente bassi con meno di 300mila adesioni totali (277mila), anche perché era una possibilità data alle sole persone fisiche con ISEE fino a 20mila e con tre scaglioni parametrati. Infine, come richiesto da commercialisti e contabili, il governo apre alla proroga per la presentazione delle domande con un “emendamento al dl Crescita per la riapertura dei termini della pace fiscale, abbastanza breve, probabilmente fino ad ottobre, per dare la possibilità a chi è rimasto fuori di aderire”, come ha dichiarato il sottosegretario Bitonci. “Bene la riapertura dei termini della rottamazione ter annunciata oggi perché permetterà di aderirvi a quei tanti contribuenti che non abbiano potuto usufruire del servizio”, ha commentato Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano.

In arrivo le nuove banconote da 100 e 200 euro: cosa cambia

Entreranno in circolazione a fine maggio le due nuove banconote della serie Europa, più sicure e resistenti. Possono essere stirate e immerse nell'acqua 30 aprile 2019 - A fine maggio inizieranno a circolare le nuove banconote da 100 e 200 euro della serie “Europa”, che offre una migliore protezione dalla falsificazione, rendendo le banconote in euro ancora più sicure, come si legge sul sito di Bankitalia.
POSSONO ESSERE STIRATE E IMMERSE NELL’ACQUA – Ma sono anche più resistenti rispetto alla prima serie. Ciò significa che le banconote dovranno essere sostituite meno frequentemente, riducendo così i costi e l’impatto sull’ambiente. In un video della Bce si vede come resistano a picchi di temperature, possano essere stirate e immerse nell’acqua. Resistono anche al lavaggio in lavatrice, oltre a eventuali abrasioni, accartocciamenti e alla luce solare.
LE NOVITA’ – L‘ologramma con satellite (apposto nella parte superiore della striscia argentata) è la nuovissima caratteristica di sicurezza di queste banconote, che cominceranno a circolare il prossimo 28 maggio: muovendole appare il simbolo € che ruota attorno al numero. Simbolo che si distingue più chiaramente se esposto a luce diretta. Altra novità il numero verde smeraldo: muovendo una banconota, la cifra brillante nell’angolo inferiore sinistro produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale; il numero inoltre cambia colore, passando dal verde smeraldo al blu scuro. Nella progettazione della serie Europa la Bce ha collaborato strettamente con persone con problemi di vista per mettere a punto banconote dotate di caratteristiche che agevolano questi cittadini. I nuovi biglietti presentano grandi cifre in caratteri più marcati con tonalità maggiormente contrastanti per facilitarne il riconoscimento in base al colore. Lungo il bordo delle banconote vi sono anche segni percepibili al tatto diversi per ogni taglio.

Un bar galleggiante nel mare dei Caraibi cerca un nuovo barista ...

Un “lavoro da sogno”, questa volta in un luogo tropicale, è ora disponibile in Giamaica. Come riporta la CNN, La Floyd’s Pelican Bar, un bar di legno accessibile solo in barca, offre a un fortunato candidato l’opportunità di “versare le pinte in uno dei punti più instagrammabili del mondo”. Secondo l’annuncio creato dalla compagnia di viaggi britannica Virgin Holidays, il proprietario Floyd Forbes ha finalmente deciso di prendersi una pausa dopo quasi 18 anni dietro al bancone del bar e ha bisogno di un sostituto per l’estate. C’è solo un piccolo problema, il contratto di lavoro dura solo una settimana. Oltre alla mansione di barman, il candidato deve essere predisposto a chiacchierare con la clientela e a “lanciare pesci ai pellicani” che hanno ispirato il nome del locale. Inoltre è necessario gestire la sezione musicale del bar, sorridere ai passeggeri delle imbarcazioni che passano accanto alla struttura ed essere disposti a “fare il pendolare in barca o in paddle board anche quando il tempo è troppo bello per andare al lavoro”. Il candidato prescelto riceverà i biglietti di volo per la Giamaica, sette pernottamenti e l’occasione di un turno di prova al Floyd’s Pelican Bar. Il Floyd’s Pelican Bar si trova a circa un miglio dalla costa ed è stato costruito nel 2001. Il proprietario, un pescatore locale, ha è riuscito così a realizzare il proprio sogni di aprire un bar sull’oceano in cui poteva stare con gli amici. Il bar originale è stato distrutto dall’uragano Ivan nel 2004 e la comunità locale ha partecipato alla ricostruzione.

Cimiteri per animali, un business

Sono decine, in Italia, i cimiteri privati e convenzionati che accolgono i resti di animali da compagnia, in particolare cani e gatti, ma pure conigli, tartarughe, uccellini, criceti, cavie e, eccezionalmente, anche esemplari di altri specie, da un leone a un alpaca. I servizi offerti comprendono ovunque bara, sepoltura e lapide. E i costi non sono proprio economici. Peraltro è arrivato anche il via libera nelle Marche, alla sepoltura degli animali da affezione in cimiteri realizzati ad hoc. Il consiglio regionale nella seduta ha varato infatti una proposta di legge, la 136, che prevede la realizzazione di cimiteri per cani, gatti, criceti, uccelli da gabbia, cavalli sportivi e altri animali domestici di piccole dimensioni, oltre a quelli esotici certificati Cites. Ma quale è il cimitero per animali più antico d’Italia? Esiste dal 1923 e si trova nel quartiere Portuense. Si chiama Casa rosa. "Benito Mussolini - ricorda Luigi Molon, proprietario, gestore e - era uno dei clienti di mio padre Antonio, veterinario. Quando morì la gallina con cui giocavano i figli  chiesero a papà di seppellirla in un posto in cui si potesse andare a trovarla con i bambini. E’ stato l’inizio, nel luogo in cui ci troviamo ancora adesso, dopo quasi un secolo".

Scontrino elettronico da luglio: come funziona e cosa cambia

L’obbligo scatta dal primo luglio per le attività commerciali con un fatturato annuo superiore ai 400mila euro, mentre per tutte le altre attività, la scadenza per lo scontrino elettronico  il è fissata perprimo gennaio 2020.
Come adeguarsi - Gli esercenti dovranno intervenire per adattare i propri registratori di cassa così da avere un più diretto e trasparente contatto con l’Agenzia delle entrate. Ai commercianti, quindi, verrà richiesto di adeguare o sostituire i registratori di cassa, al fine di far funzionare senza intoppi i software rilasciati direttamente dall’Agenzia.
Gli incentivi - Per supportare il passaggio, il Fisco ha previsto alcune agevolazioni: credito di imposta del 50 per cento dell’importo totale per l’acquisto dei nuovi strumenti (con il limite di 250 euro), oppure 50 euro per chi invece deciderà di aggiornare i registratori di cassa già in dotazione.
A cosa serve - Perché il nuovo scontrino elettronico? L’introduzione è stata prevista nel decreto fiscale e nella Legge di bilancio varata dal governo Lega-M5S, tra le misure anti-evasione. Con i nuovi registratori di cassa, e il conseguente scontrino elettronico, gli esercizi commerciali memorizzeranno e invieranno in maniera diretta gli scontrini all’Agenzia delle entrate, comunicando al Fisco l’incasso della giornata a fine attività. I controlli In questa maniera, le autorità potranno fare i dovuti controlli in maniera automatica e immediata. Per i clienti, invece, l’archiviazione digitale costituisce una garanzia sui prodotti acquistati e l’automatica registrazione nel caso di eventuali detrazioni che ritroveranno poi nel modello 730 precompilato.
Esenzioni e scadenze - I tabaccai e altri esercizi commerciali che vendono beni commercializzati esclusivamente dai monopoli non dovranno emettere lo scontrino elettronico, essendo già prevista l’esenzione dal rilascio dello scontrino. Anche tassisti, biglietterie e giornalai non si dovranno adeguare alle nuove norme. Confcommercio ha chiesto di tenere la data del primo gennaio 2020 come scadenza unica per l’adeguamento di tutti gli esercizi commerciali, dal momento che mancherebbero anche i decreti attuativi per l’effettiva entrata in vigore della misura.

Pensione di cittadinanza, l'atroce scherzo alla nonnina di 107 anni. "Multa se non muore"

Tzia Innassia ha ricevuto una telefonata da un finto funzionario dell'Inps. "Potrà ritirare la pensione per altri due anni. Dopodiché o muore o dovrà subire un processo"
Nuoro - Uno scherzo atroce. Tzia Innassia è un'anziana signora di 107 anni che abita a Dorgali, in provincia di Nuoro. Per arrotondare la sua pensione di 625 euro al mese, la signora Innassia ha ricevuto alle poste la card della pensione di cittadinanza. Riceve ottantasei euro al mese. Ma la cattiveria umana non si ferma davanti a nulla, figurarsi alle cifre. Un giorno, mentre era a casa, l'ultracentenaria ha ricevuto una telefonata. Era la voce di un uomo che, fingendosi un funzionario dell'Inps, le ha detto: "Signora Innassia, lei potrà ritirare la pensione di cittadinanza per altri due anni. Dopodiché, se ancora non muore, dovrà subire un processo e pagare una multa di 4.650 euro". La notizia, pubblicata dal quotidiano 'La Nuova Sardegna', ha creato sgomento in tutta l'isola. Soprattutto perché due giorni fa il ministro Luigi di Maio aveva pubblicato sui suoi profili social un video dell'anziana signora che ringraziava il vicepremier "perché mi ha aumentato la pensione". Gratitudine che il ministro aveva ricambiato mandando all'ultracentenaria un abbraccio virtuale. Oggi, dopo il terribile scherzo che la signora ha dovuto subire, sulla Rete in molti hanno commentato adirati: "Guarda caso è proprio la signora che Di Maio ha messo su Facebook. Come si fa a fare una cosa del genere solo per prendersi gioco di un ministro?", scrivono su Facebook. "Una vigliaccata", tuonano in molti. Adesso l'anziana signora potrebbe far scattare la denuncia ai danni del finto funzionario dell'Inps. Solo così, infatti, si potrà identificare l'autore del terribile scherzo.

"Sono di colore, è un problema?". Il timore di una turista che vuole prenotare a Lipari

Incredulo l'albergatore in questione, che ha rasserenato la donna: arriverà a fine mese
Lipari (Messina) - "Sono di colore è un problema?". E' la domanda che si è sentito rivolgere un albergatore di Lipari da una turista olandese, intenzionata a prenotare un soggiorno di una settimana con i due figli, ma preoccupata di venire respinta a causa del colore della propria pelle, "visto e considerato il clima politico e le notizie che giungono dall'Italia sui migranti". E' successo nella splendida perla delle isole Eolie: Luigi Torretta, proprietario del bed&breakfast 'Mamma mia', si è definito "incredulo" quando ha letto il messaggio privato che la turista olandese gli ha inviato su un portale di affittacamere. "Ho una piccola domanda - ha scritto la vacanziera - Parlando con i miei colleghi, mi è stato detto che devo preoccuparmi di possibili problemi legati al colore della mia pelle a causa di una certa tendenza della Destra in Italia, dettata dall'arrivo di persone sui barconi". L'operatore turistico ha tranquillizzato subito la donna, che non ha aspettato un minuto in più per bloccare la vacanza in compagnia dei figli. "È auspicabile moderare i toni di quelli che si spera siano soltanto degli scomposti annunci dettati dalla campagna elettorale - ha commentato Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole minori della Sicilia -, ma che però rischiano di avere un riverbero sull'immagine del nostro paese. Un posto di accoglienza come l'Italia non può correre il rischio di passare nemmeno lontanamente come potenzialmente razzista e xenofobo". Tutto è bene quel che finisce bene, direbbe qualcuno: la turista è ora pronta a godersi le splendide meraviglie dell'isola siciliana. Arriverà a Lipari a fine mese.

Pace fiscale, rottamazione e saldo e stralcio: arriva la proroga nel Dl Crescita?

I termini per presentare le richieste di rottamazione ter e saldo e stralcio delle minicartelle scadono oggi il 30 aprile ma avanza l'ipotesi di uno slittamento al 31 maggio 30 aprile 2019 - Fisco: uno dei termini sicuramente meno amati dai contribuenti alle prese con scadenze e pagamenti. Per questo, una bella fetta di “birichini”, complice la crisi che rende tutto ancora più difficile ormai da anni, tenta furbescamente di aggirare l’ostacolo, salvo poi pentirsi e rimettersi sulla retta via, scegliendo la strada della pace, ovviamente fiscale.
VERSO PROROGA AL 31 MAGGIO – I termini per presentare le richieste di rottamazione ter e di saldo e stralcio delle minicartelle scadono, infatti, oggi martedì 30 aprile e, secondo le stime delle ultime ore, la misura voluta dal governo gialloverde si chiuderà con oltre un milione di adesioni.
TEMPO DI PACE (FISCALE) – Ma avanza l’ipotesi di una proroga e a confermarlo è il Vicepremier leghista Matteo Salvini, deciso a concedere più tempo a quanti hanno deciso di mettersi in regola con il fisco.
“Chiederò agli amici dei Cinquestelle di dire sì ad una proroga al termine della pace fiscale con un emendamento al decreto Crescita, che è lo strumento più veloce”, ha detto il leader del Carroccio.
La richiesta di una proroga – Proprio nelle scorse ore, alla luce “dell’eccesso di domande”, infatti, si è fatta sempre più insistente la richiesta dei commercialisti della necessità di una proroga.
Gli ultimi dati ufficiali dell’Agenzia della Riscossione, riferiti allo scorso 18 aprile, quantificano il numero di domande in circa 870mila richieste, ma negli ultimissimi giorni il numero sarebbe salito, tanto da far prospettare come bilancio finale circa 1,1 milioni di possibili adesioni. “L’eccesso di domande ha creato una serie di problematiche”, ha fatto sapere Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Milano. La scadenza, ha spiegato, “si sovrappone a una molteplicità di altre scadenze che rischiamo di ingolfare il lavoro quindi confermiamo l’assoluta esigenza di una proroga”.

Scontrino elettronico: le sanzioni per chi non si adegua

Chi non si adegua al nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi rischia pesanti sanzioni.
30 aprile 2019 - L’introduzione dello scontrino elettronico, ovvero l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica di scontrini e fatture all’Agenzia delle Entrate, si completerà a partire dal 1° gennaio 2020, e sarà graduale: da luglio 2019 riguarderà i soli contribuenti con un volume d’affari sopra i 400mila euro l’anno, dal 2020 tutti gli altri esercenti, anche i più piccoli. Chi non si adeguerà al nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi rischia sanzioni pesantissime, pari al 100% dell’imposta relativa. Se il comportamento persiste per un quinquennio si può rischiare la sospensione dell’attività.
L’articolo - Le sanzioni sono, in particolare, disciplinate dall’art. 2 comma 6 del Dlgs 127/2015 che espressamente prevede che: “ai soggetti che effettuano la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi si applicano, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri le sanzioni previste dagli articoli 6, comma 3 e 12 comma 2 del decreto legislativo 471/97”. Proprio l’espresso richiamo alle sanzioni dell’art. 6 e 12 del Dlgs 471/97 comporta rispettivamente: Una sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non correttamente documentato; Una sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da 3 giorni ad un mese qualora siano state contestate nel corso di un quinquennio quattro distinte violazioni. L’applicazione delle suddette sanzioni, come ha ribadito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n 9/E/2019, si renderebbero applicabili anche nel caso in cui il contribuente continuasse a documentare le proprie operazioni con i vecchi registratori di cassa e continuasse ad aggiornare tempestivamente il registro dei corrispettivi. Visti i tempi stretti, è probabile (ed auspicabile) un intervento da parte del legislatore – come avvenuto per le fatture elettroniche – con una moratoria delle sanzioni.

Con più Iva crescerà anche il “nero”

Se l’incremento delle aliquote Iva non verrà disinnescato, oltre ai pesanti effetti recessivi sull’economia, l’Italia rischia anche un forte aumento dell’evasione. Infatti, il possibile aumento di 3 punti percentuali dell’aliquota ridotta e di 3,2 di quella ordinaria interesserebbe anche i servizi di manutenzione e di riparazione, gli onorari dei liberi professionisti e le ristrutturazioni edilizie . Con questo aumento d’imposta, di fatto, molti clienti finali sarebbero “spinti” a non pagarla affatto, evitando di richiedere al prestatore del servizio la fattura o la ricevuta fiscale. A dirlo è la CGIA che, oltre a ricordare che l’infedeltà fiscale sottrae alle casse dello Stato 113 miliardi di euro all’anno, lancia un appello anche ai due Vicepremier: Proprio perché siamo in piena campagna elettorale – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - Di Maio e Salvini non possono limitarsi ad affermare che l’Iva non aumenterà. Devono dirci anche dove troveranno le risorse per evitare l’incremento d’imposta. Diversamente, i loro impegni non appaiono credibili, avvalorando così la tesi di coloro che prevedono una stangata fiscale a partire dall’inizio del 2020. Dalla CGIA segnalano che un aumento di un punto dell’aliquota ridotta (attualmente al 10 per cento) costerebbe agli italiani quasi 3 miliardi (2.896 milioni di euro) e quella ordinaria circa 4,3 (4.370 milioni di euro) . Pertanto, non è da escludere che dei 23,1 miliardi di potenziale aumento (di cui 22.672 milioni di Iva ai quali si aggiungerebbero ulteriori 400 milioni di incremento delle accise sui carburanti), l’Esecutivo sia in grado di sterilizzarne solo una parte. Un’ipotesi, quest’ultima, ugualmente non gradita agli artigiani mestrini. Afferma il Segretario Renato Mason: di fronte a una crescita economica ancora molto timida e incerta, l’eventuale incremento dell’Iva condizionerebbe negativamente i consumi interni e, conseguentemente, tutta l’economia , penalizzando in particolar modo le famiglie meno abbienti. Già oggi siamo tra i principali Paesi dell’Area euro ad avere l’aliquota ordinaria Iva più elevata. Se da noi è al 22 per cento, in Spagna è al 21, in Francia al 20 e in Germania al 19. Con un ritocco all’insù di 3,2 punti, saliremmo a 25,2. Nell’Eurozona nessuno potrebbe contare su un’aliquota così elevata.

Chi verrebbe penalizzato maggiormente da un eventuale aumento dell’Iva?
In termini assoluti – prosegue Zabeo - sarebbero i percettori di redditi più elevati, visto che a una maggiore disponibilità economica si accompagna una più elevata capacità di spesa. La misurazione più corretta, tuttavia, si ottiene calcolando l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva sulla retribuzione netta di un capo famiglia. Adottando questa metodologia, l’aggravio più pesante interesserebbe i percettori di redditi bassi e, a parità di reddito, le famiglie più numerose. Come affermato in precedenza, con più Iva avremmo degli effetti negativi per tutta l’economia. Circa il 60 per cento del nostro Pil, infatti, è riconducibile ai consumi delle famiglie. Nessun’altra voce che compone la ricchezza prodotta nel nostro Paese può vantare un’ incidenza percentuale così elevata. Se aumentassimo i prezzi dei beni e dei servizi, sicuramente ritoccheremmo all’insù un po’ l’inflazione, aiutando i conti pubblici; tuttavia, in questo modo penalizzeremmo tantissime famiglie e altrettanti lavoratori autonomi (artigiani, piccoli negozianti e partite Iva) che vivono quasi esclusivamente di domanda interna. Teniamo a sottolineare – conclude Mason – che rispetto all’anno pre-crisi, vale a dire il 2007, i consumi delle famiglie italiane sono ancora inferiori di circa 2,4 punti percentuali. Nell’Eurozona solo noi e la Grecia abbiamo questo record negativo, che ovviamente nessuno ci invidia.


MAGGIO

Il nome Maggio deriva dal corrispondente mese dell'antico calendario romano Maius, così detto in quanto dedicato alla divinità latina Maia, dea dell'abbondanza e della fertilità, che rappresenta la grande madre terra. Negli antichi riti, il primo giorno del mese di maggio il flamine del dio Vulcano sacrificava in onore della dea Maia, essendo questa moglie di Vulcano secondo la religione romana. Nella cultura cristiana maggio è il mese dedicato alla Madonna,  con particolare utilizzo della devozione del Santo Rosario.

 Il giorno 21  il Sole esce dal segno deL Toro per  entrare  in quello dei Gemelli

Il giorno 1  -  Festa dei Lavoratori.
Il giorno 8  - si celebra la Festa della Mamma


LA LUNA DI MAGGIO

5/5/2019

Luna  nuova

12/5/2019

Primo quarto

18/5/2019

Luna piena

26/5/2019

Ultimo quarto


Il vecchio chilogrammo va in pensione ...

Da oggi il peso e la temperatura vengono misurate attraverso formule della Fisica
Il 20 maggio 1875 veniva firmato dai rappresentanti di 17 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, la ‘Convenzione del metro’, trattato che poneva le fondamenta dell’attuale sistema di misurazione, condiviso poi da oltre 100 nazioni.

A quasi 150 anni di distanza, entra in vigore il nuovo Sistema internazionale delle unità di misura. Un momento storico per la comunità scientifica: viene completato la ridefinizione delle 7 unità di misura base – chilogrammo, metro, secondo, ampere, kelvin, candela e mole –, ora tutte legate non più a campioni fisici (nella foto il Grand Kilo conservato a Parigi) ma a formule basate su costanti della fisica, immutabili e disponibili ovunque.

Parte del merito va all’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino (Inrim), dotato tra l’altro di uno dei tre migliori laboratori al mondo: ha contribuito, tra l’altro, a determinare il valore della costante di Boltzmann, riferimento scelto per il nuovo kelvin.

Non toccate la bilancia di casa, non ce n’è bisogno. E, naturalmente, non aspettatevi ‘sconti’ particolari quando vi recherete dal fruttivendolo. Oggi, quando il nuovo Sistema internazionale delle unità di misura cambierà, tra l’altro, la definizione di chilogrammo, la vita di noi cittadini non subirà modifiche o stravolgimenti particolari. Ma per la comunità scientifica è una mezza rivoluzione. Il chilogrammo, infatti, era l’ultima delle sette unità di misura di base ancora definita con il campione materiale.

Questo significa che, a intervalli di tempo definiti (anche 50 anni tra un’operazione e l’altra) gli esperti di metrologia si ritrovavano a Parigi per ritarare le proprie sfere o cilindri paragonandoli al Grand Kilo di platino-iridio, il campione di riferimento dell’unità di misura della massa.

Un oggetto scientificamente prezioso, contenuto sotto una campana e in una speciale cassaforte per la cui apertura servono tre chiavi. "Il punto è che negli ultimi confronti – spiega Marco Pisani, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca metrologica (Inrim) di Torino – gli scienziati si erano accorti che le copie nazionali pesavano leggermente di più di quello parigino.

Siamo nell’ordine dei miliardesimi di chilogrammo, ma la cosa era apprezzabile scientificamente". Il motivo era che il prototipo, realizzato a fine Ottocento, probabilmente aveva liberato dei gas che l’aveva reso ‘più leggero’. Da qui, un’ulteriore spinta alla revisione che, ad esempio, era già avvenuta col metro, oggi misurato attraverso la velocità della luce.

La scienza, infatti, ha bisogno di standard di riferimento stabili, accurati e riproducibili in tutto il mondo. Immutabili nel tempo e nello spazio. Per mandare definitivamente in pensione il Grand Kilo, gli scienziati hanno usato la bilancia di Kibble – dal nome dello studioso che l’ha sviluppata – in cui la potenza elettrica viene confrontata con la potenza meccanica generata da una massa. La chiave usata per il confronto fra la forza-peso e quella generata elettricamente è stata la costante di Planck, altra costante universale della fisica: vale sulla terra come sulla luna.

Cosa cambia, quindi, adesso? "Per il comune cittadino, nulla – osserva Pisani -, e anche le bilance normali saranno tarate come sempre. Cambia però a livello scientifico: innanzitutto non ci sarà più bisogno di andare a Parigi per tarare le copie nazionali. Inoltre, gli istituti come il nostro dovranno equipaggiarsi con le bilance di Kibble che, progressivamente, potranno costare meno e diventare più comuni.

Un po’ come è successo con gli orologi atomici: un tempo erano strumenti proibitivi e grandi come un laboratorio intero, oggi sono molto più diffusi".



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