![]() |
![]() |
IN AUTO: Autostrada Torino Milano; uscita Cigliano quindi si prosegue per Crescentino e dopo il ponte sul Po si svolta a sinistra in direzione Verrua Savoia. Giunti all'incrocio si svolta ancora sulla destra per raggiungere le numerose frazioni che costituiscono il Comune Da Chivasso si svolta verso sinistra sulla S.S. 590 per Casale. All'incrocio di San Sebastiano Po con la S.S 458 per Asti si prosegue fino a Cavagnolo dove, all'incrocio principale si svolta a sinistra ritrovandosi automaticamente sul corso principale di Brusasco. Procedendo dritti si giunge in localit� Rocca di Verrua da cui partono le diramazioni per il raggiungimento delle frazioni.
Patrono: San Giovanni Battista
LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA:
Dopo la presa del forte da parte dei francesi nel 1705, essa fu distrutta con le mine dal governatore Bouffier e quindi la comunit� di Verrua utilizz� nel frattempo quella di Sancti Ianuarii de Mairolio, la quale, risulta unita alla pieve di Verrua e nelle visite pastorali del 1573 e 1606 venne definita antica parrocchiale del luogo di Verrua . A causa delle occupazioni franco-spagnole a cui il castello fu soggetto durante la prima met� del Cinquecento, la chiesa parrocchiale venne distrutta. Risulta coincidente con l�attuale cimitero del borgo Valentino, dove fino a qualche decina di anni fa esisteva, la cappella dedicata a San Genuario. La riedificazione della chiesa di San Giovanni Battista, ebbe inizio solo dopo 52 anni. SAN SEBASTIANO DI RIOGLIO La chiesa sorgeva nella sommit� della frazione Rivalta, nella localit� detta Rioglio, di cui attualmente sono ancora visibili alcuni ruderi del campanile. Essa serviva la comunit� circostante e quella di Sulpiano, il cui borgo si svilupp� nella seconda met� del secolo XVIII. I segni dell�assedio del 1704 e delle compagnie francesi del 1745 dovettero lasciare tracce profonde nelle borgate, in quanto nella seconda met� del Settecento la chiesa versava in gravi condizioni. In frazione Case Bazzoli, era stata costruita una cappella, tutt�ora esistente, dedicata alla Madonna di Pompei. SAN SEBASTIANO SULPIANO La costruzione della chiesa di San
Sebastiano venne progettata tra il 1760 ed il 1763, quando il parroco
Carlo Seppegno di Rivalta Torinese propose di mettere in esecuzione il
trasferimento della parrocchia di Rioglio, oramai cadente, nella borgata
di Sulpiano. Entrando, il primo altare a destra � denominato di Santa Caterina, dal nome della pala di scuola moncalvesca che lo sormonta. In essa � raffigurata la Santa vestita con un abito rinascimentale, inginocchiata ai piedi della Beata Vergine con il Bambino. La seconda cappella a destra � dedicata alla Madonna della Santa Cintura, la cui statua settecentesca proviene dall�antica chiesa di Rioglio. Nella prima cappella a sinistra, dedicata a San Giuseppe, si trova il dipinto raffigurante il Santo, eseguito dal pittore Giuseppe Galimberti (1755 � 1831), mentre nella seconda, realizzata in onore a San Sebastiano (la cui statua fu donata nel 1910 dalla famiglia Barbero), si pu� ammirare un pregevole paliotto datato 1760, in marmo policromo, nero con intarsi colorati ed al centro il martirio del Santo. SAN GIACOMO DI CERVOTTO
Nella collina posta davanti all�attuale cimitero si trova l�antico oratorio di San Giacomo, una costruzione semplice e di modeste proporzioni, non lontana da un�altra chiesa scomparsa dedicata a San Bernardo. SAN PIETRO DI COLLEGNA La chiesa di San Pietro sorge su un�amena altura denominata Collegna, accanto ad un gruppo di case disposte lungo il crinale della collina. Ad essa era unita la chiesa di SAN Giacomo di Cervotto fino al 1766. La struttura dell�edificio, risalente alla fine del secolo XVII,� rappresentata da un�unica navata culminante col presbiterio ed un piccolo coro dietro l�altare. Alla facciata � addossato un porticato che funge da ambulacro. IL CIMITERO I |
La rocca di Verrua, sulla quale rimane una parte delle antiche fortificazioni, � citata per la prima volta nel diploma d�infeudazione dell�Imperatore Ottone III� del 7 maggio 999 al Vescovo di Vercelli, confermato successivamente il 7 aprile 1027 da Corrado il Salico. Nel secolo XI abbiamo ancora un documento di conferma al vescovado vercellese di Enrico III� del 17 novembre 1054 ed infine un privilegio del 4 luglio 1083 concesso da Enrico IV�, durante le lotte per le investiture.
Nel 1152 il "castrum" si trova inserito nel diploma di Federico Barbarossa, col quale riconferma alla chiesa vercellese tutti i beni territoriali concessi dai suoi predecessori. Le fortificazioni ed il borgo verranno distrutti dallo stesso Barbarossa nel 1167, allorch� il governatore del castello si rifiut� di aprire le porte all�imperatore, proveniente da Roma, dove aveva insediato l�antipapa Pasquale III. L�importante posizione strategica del castello, attorno al quale digradava il borgo entro il ricetto, denominato "in casto plano", indusse i marchesi di Monferrato ed i Conti di Savoia ad una lunga contesa per assoggettare ai loro domini tale baluardo che controllava la pianura sottostante e le vie di comunicazione per Torino Vercelli ed Asti... La concessione del 1315 del vicino
borgo di CRESCENTINO a Riccardo Tizzoni, capo della fazione
imperiale di Vercelli, costrinse il vescovado, tra il 1319 ed il 1328, a
rifortificare il castello, impiegando un� ingente somma di denaro. "Quand che �l ver pijrr� cost�ua, �l marcheis dal Monfr� �l pijrr� Vrua" - (quando il porco prender� l�uva, il Marchese di Monferrato prender� Verrua), prendendo spunto dal sigillo araldico del 1378, raffigurante un porco che cerca di azzannare un grappolo d�uva. Questo ironico motto verr� poi modificato ed utilizzato successivamente durante l�assedio degli spagnoli (1625) e dei francesi (1704). Nel 1500, il castello venne infeudato a
Renato, il grande Bastardo di Savoia, figlio illegittimo di Filippo II�,
detto "il senza terra". Nello stesso anno, Renato spos� Anna di tenda,
unica figlia del Conte Giovanni Lascaris, dalla quale ebbe due figli:
Claudio e Onorato. Costoro, insieme alla madre, nel 1534 vendettero il
castello ai fratelli Gherardo e Stefano Scaglia di Biella. Per tre mesi l�esercito imperiale tent�
invano di impadronirsi del castello, sferrando quotidianamente
bombardamenti d�artiglieria. Il presidio resistette fino allo stremo delle
forze, continuamente incitato dal Duca dal Figlio Vittorio Amedeo che si
erano accampati col grosso delle truppe alle falde della rocca, sulla riva
sinistra del Po, per sostenere e rifornire gli assediati, mediante un
ponte di barche. Il 17 novembre l�esercito spagnolo, stanco e disfatto,
fingendo un ultimo disperato attacco, si diede precipitosamente alla fuga,
dopo aver perso in tre mesi oltre 10.000 uomini. Dalle minute del Duca di
Savoia al suo Ambasciatore di Parigi, le perdite sabaudo � francesi
risultano di circa 8.000 uomini.
La sera dell� 8 aprile i 1.241
superstiti, senza pi� n� acqua, n� viveri, nonostante le minacce del
Vendome, fecero saltare le tre punte dei bastioni, asserragliandosi nel�interno
del mastio. Vittorio Amedeo II, non potendo pi� soccorrere gli assediati,
il 6 aprile diede ordine al governatore del forte di trattare coi
Francesi. La guarnigione, dopo avere ottenuto la
promessa dell�onore delle armi, si arrese. Ma ormai lo scopo era
raggiunto. Le citt� cadute insorsero e, con l�azione di Pietro Micca,
nonch� l�intervento del principe Eugenio di Savoia, il Piemonte venne
liberato dai francesi. L�assedio di Verrua, non solo aveva logorato le
forze francesi, ma aveva ritardato l�attacco decisivo su Torino, salvando
il Piemonte. L�imponente complesso fortificativo che raggiungeva il borgo di Carbignano, come viene raffigurato nelle stampe settecentesche, venne demolito nel 1707. Il castello, nel periodo napoleonico e risorgimentale, rimase come presidio dei soldati invalidi. La propriet� pass� dai Conti Provana del Sabbione ai Marchesi d�Invrea. Questi ultimi, lo vendettero nel 1957 a privati per l�estrazione della calce. Purtroppo, lo stato di abbandono del forte, il crollo del picco, (1957) e le sistematiche perforazioni della collina adiacente, hanno cancellato buona parte del sito fortificativo su cui sorgeva la "Torrazza" e lo stesso borgo, alterandone il paesaggio. La stessa "pozza", fatta costruire da Madama Reale nell�interno del forte, avente un diametro di circa tre metri e profonda oltre cento, � stata coperta da detriti. La mole di ci� che rimane di questa difesa, la vastit� della fascia che sviluppavano, la stessa capacit� dei camminamenti sotterranei, nonch� quelli di mina e contro mina, impongono un intervento che impedisca un ulteriore ed indiscriminato saccheggio della zona, che snaturerebbe del tutto l�ambiente delle difese ed il campo di battaglia verso il borgo di Carbignano. Il complesso, fra i pi� significativi e, storicamente, fra i pi� importanti del Piemonte, meriterebbe veramente di una maggiore attenzione da parte di tutti.
LA ROCCA OGGI: CAMMINANDO TRA I RUDERI ... "Arrivando a piedi dalla stradina che
conduce alla fortezza, oltrepassata sulla propria destra la cava di
cemento, si giunge ad un bivio: a destra si dirama il viale che segue
quella che era la vecchia via principale di ingresso al forte,
raggiungendo il ponte levatoio, oggi non pi� esistente, mentre,
proseguendo diritto, la strada sale, svoltando a destra, costeggiando il
Dongione fino a raggiungere l�attuale ingresso principale. Superato ci�
che resta del portone, immediatamente sulla destra, si trova l�abitazione
del custode, costruita sul piazzale. Proseguendo oltre, sulla sinistra si
erge il muraglione che sostiene la scala che porta al Dongione e, subito
dopo, l�abitazione del Marchese.
|
COMUNE : Piazza Antonio Bezzo 1 Tel.. 0161 849112 / Fax: 0161 839407 COMANDO STAZIONE CARABINIERI CAVAGNOLO P.zza Vittorio Veneto � Tel. 011/9151102 Guardia Medica: 0161/842655 POSTE ITALIANE P.zza Antonio Bezzo 1 - Tel. 0161/849121 ASL 4 Distretto di Crescentino: 0161/833811 Infermeria Santo Spirito: 0161/843157 Assistenti Sociali: 0161/843650 Guardia Medica: 0161/842655 FARMACIA - Dr. CARLO BELLONE Brusasco - Tel.011/9152141 SPORTELLO BANCA SELLA Loc.Valentino 5 � Tel. 0161/849807 � Mart. E Giov. ore 9/12,30 CONSORZIO COMUNI ACQUEDOTTO MONFERRATO Rocca 118 � Tel. 0161/843130 SCUOLE ELEMENTARI E MATERNA - Loc. Valentino 115 � Tel. 0161/849270
PROTEZIONE CIVILE C/o Municipio - Loc. Valentino - Associazione Combattenti e Reduci: Loc. Valentino - Tel. 0161 /84628 Associazione Nazionale Alpini Loc. Cascine 99 � Tel. 0161/841087 Pro loco Loc. S. Giovanni - Tel. 0161/ 849204 AVIS : Loc. Sulpiano - Tel. 0161/ 846278 Legambiente C/o Scuole Elementari Loc. Ronzo - Tel. 0161 849270 Associazione Amici Della Rocca Loc. Case Cocetti 80 - Tel. 0161/ 846295 Societ� Bocciofila Sulpianese Piazza della Chiesa � Loc. Sul piano Tel. 0161/841482 - Associazione Cacciatori: Loc. Case Cocetti 80 - Tel. 0161/ 846280 Nuova Unione Verruese Loc. Castagneto 9 Tel. 0161/ 849285 Donne Rurali: Loc. Rivalta 70 ESACLUB Casella Postale 1 FALCHI DELLA ROCCA - TRIFLY Via Bena 14 - Crescentino - Tel. 0161/ 841057 VERRUA CROSS: Loc. Seiva 77 Tel. 0161/ 846305
I FAGIOLINI
LE FRAGOLE
LA RICETTA ...
RISOTTO CON LE FRAGOLE
Ingredienti per 4 persone: Riso superfino Carnaroli : 350 gr. Fragoline di bosco: 250 gr. Porri con la parte bianca: 2 Vino bianco secco: 1 bicchiere Burro: 30 gr. - Brodo di pollo: 1 lL. Sale: q.b. - Pepe bianco: q.b Panna fresca: 1 dl. - Menta, foglioline: 12 Parmigiano grattugiato: 50 gr Difficolt�: Media - Tempo: 30 m Lavate velocemente le fragole ( potete utilizzare anche i fragoloni di cottura: in questo caso tagliateli in 4 spicchi ). Tritate finemente i porri e fateli imbiondire nel burro.Incorporatevi
quindi le fragole e mescolate ad ogni aggiunta di brodo ( tenendo
costantemente il bollore ). A tre quarti di cottura legate con panna e parmigiano. Aggiungete quindi il riso, tostate ed insaporite, mescolando un p�, poi irrorate con il vino. Mescolate, attendendo che l'alcool evapori. Sposiamoci un vino bianco come il " Chardonnay ". |