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QUATTRO PASSI
PER...
ASILO INFANTILE
"BEATO ANGELO CARLETTI":
La propriet� si trova ubicata nel vecchio borgo di Sant�Antonio, sul lato di sera verso gli adiacenti borghi di Santa
Maria e San Giovanni,
a cavallo dell�antica roggia del Molino.Il corpo di fabbrica
originario era l�abitazione della famiglia Crova, dotata di torre
ottagonale - unica torre �laica� ancora conservatasi nell�abitato,
oltre alla pi� nota torre del castello dei marchesi monferrini -:
questa dimora divenne, dal 1542 in poi, il convento di San Francesco
d�Assisi, sede dei Frati Minori Conventuali. La chiesa fu eretta nel
1588, e venne dotata di sette cappelle. Essa si componeva di tre
parti: la zona di preghiera, a nave unica con volta a botte in mattoni
- ora refettorio -; il coro - ora cucina -; l�abside - ora dispensa
-. I muri trasversali di divisione dei singoli elementi sono di
origine ottocentesca.
L�assedio del 1705 danneggi� gravemente l�edificio ed i lavori
di restauro si trascinarono sino al 1738. A quest�epoca risale
l�elegante sequenza di volte a crociera del corridoio di distribuzione
interna: un vero e proprio tessuto connettivo di quella cellula
abitativa che si apprestava a diventare una delle pi� importanti
tessere del mosaico urbano chivassese, sia per consistenza
volumetrica, sia per importanza sociale della funzione assistenziale
svolta...
L'EDIFICIO
D'IMBOCCO AL CANALE CAVOUR

Scriveva l�ingegner
F. Ajraghi nel 1869 per descrivere l�edificio di imbocco del canale
Cavour: �Chi esce da Chivasso percorrendo il viale dei pubblici
passeggi, si trova, dopo aver percorso qualche centinaio di metri,
alla sponda sinistra del Po, e di l� a poco incontra l�imponente ed
elegante edificio di presa del Canale Cavour.� Dalla galleria
superiore di codesto edificio l�occhio si spazia nel sottostante
fiume e nel bel panorama delle colline che si innalzano sulla sponda
destra. Esso si trova in linea pressoch� parallela al corso del Po
ed alla distanza di circa 400 metri a valle del Ponte per la strada
militare Torino-Chivasso-Casale. L�incile del Canale, ossia lo
spazio compreso fra la riva sinistra del fiume e la Chiavica di
derivazione, � selciato di grossi trovanti - avuti dalle cave aperte
nelle vicine colline del Monferrato - infissi in un letto di
calcestruzzo, meno per� negli ultimi 40 metri dalla Chiavica stessa,
la cui platea � invece costituita di Calcestruzzo, rivestito da
pietra da taglio.
LE
OPERE ARTISTICHE DI NINO VENTURA
E' nato ad Acireale il 2 gennaio del
1959, vive e lavora a Chivasso. La sua attivit� artistica, dal 1979
ad oggi, si � sviluppata attraverso l'utilizzo di mezzi espressivi
diversi: teatro, cinema, televisione, scultura.
Nel 1988 scrive e dirige il video Malati, selezionato per l'Italia,
al 39� Internationale Filmfestspiele - Video Fest 1989 di Berlino.
Dal 1991 sviluppa un lavoro di ricerca sulle molteplici possibilit�
interpretative di un'unica forma che lo porta nel campo delle arti
plastiche e della scultura.
Nel 1998 vince la XIII edizione del Premio Italia per le Arti Visive
- sezione scultura. E' premiato alla edizioni del Premio Firenze del
1998 e del 1999.
Dal 1994 le sue opere sono state esposte in diverse citt� tra cui
Torino, Milano, Portofino, Livorno, Nizza, New York, Firenze, San
Gimignano, San Francisco, Saragozza, Barcellona, Montecarlo, Roma,
Parigi, Perugia, Gent e sono presenti in diverse collezioni
pubbliche e private.
Recentemente la sua opera "Angeli- Evoluzione della Specie", una
serie di 12 grandi sculture in terracotta (oltre 2 mt. di altezza),
� entrata a far parte della collezione del Museo de los Angeles -
Arte Contemporanea di Lucia Bos� a Turegano - Segovia (Spagna).
www.ninoventura.com
IL MONUMENTO A
CARLO NOE'
Il canale Cavour
costituisce certamente un importante esempio di opera idraulica di
rilevante impegno e, in Italia � sicuramente la pi� grande mai
compiuta. Il progetto di quest�opera venne realizzato dall�ingegner
Carlo No�, in variante e miglioria di una precedente ipotesi
progettuale del Geom. Francesco Rossi. Tale progetto fu approvato
dal Parlamento nel 1862 e la sua esecuzione trov� compimento meno di
tre anni dopo, nel 1866. Gi� nel 1859, per�, gli studi vennero messi
a frutto per fermare l�avanzata delle truppe austriache, allagando
strategicamente la pianura vercellese. Per ricordare nel tempo il
nome di Carlo No� venne costituito, nel novembre 1885, un comitato
promotore costituito da:- Senatori del Regno; - Deputati al
Parlamento;- Sindaci;- Rappresentanti dei Comizi Agrari;- Presidente
dell�Associazione all�Ovest della Sesia;- ex- Presidente della
Compagnia Canale Cavour;- Impresa costruttrice del canale Cavour;-
privati ed aperta una pubblica sottoscrizione per l�assegnazione
di azioni da cinque lire cadauna, al fine di reperire i fondi
necessari alla costruzione di un monumento, da collocarsi alla
derivazione principale del canale Cavour, a Chivasso. La spesa
preventivata fu di �. 10.000. Il 16 ottobre 1898 il monumento,
eseguito dallo scultore Francesco Porzio, venne consegnato dal
comitato all�Amministratore Generale dei Canali Demaniali, ingegner
Turina e, posto sul piazzale a ponente dell�opera di presa,
felicemente inaugurato.
L'OROLOGIO DEL TEMPO NUOVO

Quando sono stati smontati i ponteggi dell'ex caserma Giordana, in
corso di restauro sul lato orientale del Foro Boario, gli abitanti
di Chivasso si sono interrogati perplessi sulla novit� apparsa da
dietro i teli: un orologio con 10 ore non si era mai visto. Il tema
che si poneva, all'architetto Manzoni e al sottoscritto, incaricati
del progetto di ristrutturazione dell'edificio, risalente alla fine
del Settecento e destinato ad accogliere vari uffici, era quello di
rendere meno monotono un fronte spartano, scandito da semplici
finestre allineate e tutte uguali. Ci venne dapprima l'idea di
sopraelevarlo con un timpano, per romperne simmettricamente la
regolarit� orizzontale e per risolvere alcuni problemi di spazio
interno; ma come decorare il campo interno alla cornice triangolare?
Si trattava di una struttura in cui erano state sicuramente
acquartierate truppe giacobine, essendo stato il Piemonte, in quell'epoca,
terra di Francia. Anche a Chivasso aveva soffiato, quindi, il vento
impetuoso della Rivoluzione, portando un travolgente bisogno di
epurare e rivoltare l'assetto civile e sociale, e di sostituire
tutto il vecchio con il nuovo.
LA TORRE
OTTAGONALE: Quest�antica costr uzione sorge all�inizio dell�attuale
via Po, ed � anche visibile sul lato sud di piazza della Repubblica.
Non si sa con certezza quando fu eretta: da alcuni studiosi � stata
addirittura datata all�ottavo secolo e attribuita a maestranze
longobarde, ma per tipologia architettonica pu� essere collocata in
epoca posteriore, nell�undicesimo o nel dodicesimo secolo. Lo storico
settecentesco Giuseppe Borla (1773) scrive che la torre sarebbe pi�
antica del 1019 - anno in cui met� di Chivasso divenne feudo della
vicina abbazia benedettina della Fruttuaria - Lo stesso Borla annota
inoltre che la costruzione venne a far parte del poderoso castello
eretto nel 1178 da Guglielmo IV Aleramico detto il Vecchio - marchese
di Monferrato, nonch� feudatario di Chivasso dal 1164 -. Dopo il
dodicesimo secolo la torre fu resa pi� alta di diversi metri, con la
costruzione di una parte in mattoni. Questa fu demolita nel secolo
scorso, quando anche altre strutture residue del castello - rovinato
dai numerosi assedi e assai degradato - vennero abbattute e fu aperta
l�attuale Via Po. La parte della torre che si � conservata fino a noi
- e che � attualmente coperta da un tetto, frutto di un recente
restauro - � alta circa venti metri. Presenta all�esterno un
rivestimento in blocchi di pietra calcarea e ciottoli e - all�interno
- un parametro in mattoni che termina in una volta a padiglione ad
otto spicchi. Sui lati nord e sud - a circa otto metri d�altezza
sopra l�attuale piano di calpestio - due porte immettono nell�interno
della torre: anticamente vi si accedeva con scale di legno che
all�occorrenza - in tempo di assedio - potevano essere rimosse. Il
vano era un tempo suddiviso in almeno tre piani pavimentati in legno,
come testimoniano i livelli delle mensole; attualmente � riempito per
met� di detriti. La struttura della torre non comprende soltanto i
venti metri che si innalzano da terra, ma anche la sottostante
poderosa fondazione in massi e ciottoloni che affonda nel suolo e che
ha garantito all�edificio stabilit� per molti secoli.
IL LAPIS LONGUS
DI CHIVASSO: VICISSITUDINI DI UNA STELE PROTOSTORICA TRA
MEDIOEVO ED ETA' MODERNA: Nel 1499, d�ordine del Viceclavario
Giovanni di Rivara, una lunga pietra (lapis longus), ritrovata nei
lavori di ristrutturazione della Piazza del Castello nei pressi
della Chiesa di S. Michele, venne modificata con l�aggiunta di
catene in ferro fissate con piombo e trasformata in berlina, con una
pietra liscia collocata alla base per la punizione dei debitori
insolventi: la sua collocazione era al centro della piazza del
Castello, al bordo del fossato. I condannati, oltre al sequestro di
tutti i loro beni, erano esposti al pubblico ludibrio semisvestiti e
costretti per dileggio a battere le natiche nude sulla pietra (cessio
bonorum). La notizia viene fornita da B. Siccardi nel 1533 con
l�esposizione della Iurium Municipalium �collectio, la raccolta
delle disposizioni giuridiche del Comune di Chivasso. Non si
conoscono le circostanze del ritrovamento originario della stele: il
fatto che essa fosse considerata un�antica pietra di confine tra
Piemonte e Lombardia fa pensare che ne fosse ancora vivo il ricordo
del ritrovamento al di fuori della cerchia cittadina. In effetti tra
il 1398 ed il 1403 il marchese di Monferrato Teodoro II fa eseguire
ai cittadini di Chivasso diversi lavori di scavo per la
realizzazione di una roggia che prelevasse l�acqua dall�Orco a sud
di Foglizzo e delle �cerche�, originariamente fossati difensivi
intorno alla citt�, dall�Orco presso Montegiove al Po..
PALAZZO SANTA
CHIARA (MUNICIPIO)
LE ORIGINI: Il
vasto edificio ospita il municipio dal secolo scorso: il suo nome -
Palazzo Santa Chiara - ricorda tuttavia il fatto che fu costruito nel
Settecento come sede delle Suore Clarisse Osservanti. Le origini di
questo convento risalgono a ben prima del
diciottesimo
secolo; sua fondatrice fu la serva di Dio Bartolomea Carletti (Chivasso,
1425/35 c. - ivi 1508). Costei nel 1486 ottenne dal vicario generale
dell�Osservanza - il beato Angelo Carletti, suo cugino - di poter
fondare un cenobio per nubili e vedove. Solo nel 1505 il cenobio
divenne ufficialmente monastero, e tre anni pi� tardi suor Bartolomea,
dopo una vita spesa al servizio dei poveri e degli ammalati, mor� in
fama di beata. Il cadavere della �beata� chivassese, sepolto nella
sacrestia di San Bernardino - chiesa officiata dai Frati Minori
Osservanti - venne traslato a met� Cinquecento nella chiesa delle
Clarisse, intitolata a Santa Maria degli Angeli, e l� rimase esposto
fino all�inizio dell�Ottocento prima di essere definitivamente
trasferito in Duomo. La chiesa delle Clarisse, dopo le distruzioni
del 1542 e del 1639 - dovute, rispettivamente, alle truppe di
Francesco I di Francia e di Tommaso di Savoia-Carignano - venne
ricostruita entro il 1702 e dotata, fra il 1720 e il 1727, di un
campanile dalla copertura a bulbo. Sorgeva a destra dell�androne che
collega l�attuale via Torino con piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa,
dove ora si trova un bar: fu trasformata in locali ad uso di civile
abitazione presumibilmente a met� Ottocento.
LA MANDRIA DI
CHIVASSO
Ancora oggi
arrivando alla Mandria di Chivasso, pur nel parziale degrado
architet tonico
e ambientale, si possono riconoscere gli evidenti segni della
razionalit� sette-centesca che la concep�. Questo �tenimento� - che
dipendeva, come organizzazione, dall�Azienda economica di Venaria
Reale - fu ordinato, nella seconda met� del Settecento, da re Carlo
Emanuele III di Savoia per incrementare e razionalizzare
l�allevamento dei cavalli: in particolare, nella Mandria chivassese
si decise di spostare - come scrive Aldo Actis Caporale (1997) -
l�allevamento �delle cavalle e delle puledre (la cosiddetta razza),
destinate alla riproduzione per coprire i fabbisogni della Corte e
di parte dell�esercito�. Scorrendo i documenti storici, quello che
stupisce � la velocit� con cui si progred� nell�impianto del nuovo
ed efficiente complesso: nel decennio che va dal 1760 al 1770 la
Mandria fu costituita non solo dal punto di vista architettonico in
senso stretto, ma anche da quello territoriale, legale,
sociale-religoso. Completato l�acquisto dei terreni, 767 ettari
nella zona tra Chivasso, Mazz�, Rondissone e Verolengo, si present�
un problema di giurisdizione unica; a tale scopo, con regia patente,
si nomin� nel febbraio 1764 il notaio Giovanni Tommaso Bernardi
amministratore della giustizia in questo tenimento, che dipendeva
direttamente dalla Corona.
IL DUOMO DI SANTA
MARIA ASSUNTA:
I Chivassesi sono abituati a chiamare il grande tempio
gotico che si affaccia su piazza della Repubblica �il Duomo�: in
realt�, la principale
chiesa
della citt� ha la qualifica - concessa dal vescovo d�Ivrea monsignor
Luigi Bettazzi nel 1996 - di �insigne collegiata�, ovvero di antica
ed illustre sede di un capitolo di canonici. La prima chiesa
collegiata di Chivasso sorgeva nel borgo occidentale di San Pietro -
primo nucleo dell�abitato - ed era dedicata al Principe degli
Apostoli. La costruzione dell�attuale chiesa di Santa Maria Assunta
- o, per rispettare la pi� antica intitolazione, dei Santi Maria e
Pietro - venne intrapresa nel 1415 per volere del marchese di
Monferrato Teodoro II Paleologo, che a Chivasso aveva la principale
sede della propria corte. Non per nulla, il nuovo tempio cominci� ad
essere costruito proprio di fronte al castello marchionale, al di l�
di uno spiazzo - origine dell�attuale piazza della Repubblica - dove
avevano luogo mercati e cerimonie di vario genere. Il successore di
Teodoro II, Gian Giacomo - che govern� il Monferrato dal 1418 al
1445 - si trov� tuttavia, gi� dal 1425, nell�impossibilit� di
patrocinare l�erezione della chiesa, perch� gravato dalle spese
causate dalla guerra contro il duca di Milano.
LA CHIESA S.GIOVANNI EVANGELISTA (BOSCHETTO):L�intitolazione
della chiesa a San Giovan ni Evangelista e il conferimento ad essa
della dignit� di parrocchiale risalgono al decreto del vescovo di
Ivrea Giuseppe Ottavio Pochettini datato 24 ottobre 1795: l�erezione
della nuova parrocchia era stata resa possibile da un cospicuo
lascito testamentario del signore del luogo, il conte Giovanni
Battista Verulfo, ultimo discendente della sua stirpe. Lo
storico Giuseppe Borla (1773), nonch� coloro che compilarono i
verbali delle visite pastorali effettuate dai vescovi d�Ivrea fra il
Seicento e la seconda met� del Settecento, ricordano a Boschetto una
piccola chiesa dedicata non gi� all�evangelista Giovanni, ma a Santa
Margherita Vergine e Martire...
CHIESA DI SANTA
MARIA DEGLI ANGELI: La chiesa di Santa Maria degli Angeli ebbe origine negli anni Ottanta del Cinquecento per determinazione della
confraternita del Santissimo Nome di Ges�. Il culto del Nome di Ges�,
com�� noto, fu particolarmente promosso dai Francescani Osservanti,
e non per nulla la prima sede chivassese di una confraternita con
questo titolo fu presso la chiesa osservante di San Bernardino da
Siena. Anche il culto della Madonna degli Angeli � tipicamente
francescano: si lega infatti alla difesa apertamente sostenuta dai
Frati Minori, fin dal Medioevo, dell�Immacolata Concezione di Maria
Vergine. La decisione dei confratelli del Santissimo Nome di Ges� di
erigere il nuovo tempio mariano fu subito accompagnata dal
beneplacito del vescovo di Ivrea e dei pubblici amministratori di
Chivasso: il 14 giugno 1584 fu dato principio all�opera con la posa
della prima pietra, benedetta dal vicario foraneo don Giuseppe
Bianchetti...
CHIESA DEI SS
GIOVANNI BATTISTA E MARTA
Una pia societ� di
laici intitolata ai Santi Giovanni Battista e Marta - secondo fonti
storiche settecentesche - fu attiva a Chivasso fin dall�inizio del
quindicesimo secolo: essa aveva sede presso la chiesa di San
Giovanni della Nissola, cui era annesso un ospedale. Tali edifici
andarono distrutti durante l�assedio portato dai Francesi nel 1705:
una pianta della nostra citt� disegnata nel 1662 da Pietro Arduzzi -
successivamente incisa e pubblicata vent�anni dopo nell�opera a
stampa Theatrum Sabaudiae - ci mostra la loro collocazione,
immediatamente a nord-est della collegiata di Santa Maria. Quando,
nel 1707, i disciplinanti gettarono le fondamenta della loro nuova
chiesa - che � quella tuttora esistente - mutarono sito: il tempio
sorse infatti in posizione centralissima, sulla via principale della
citt� - l�odierna via Torino - nel tratto che si prolunga ad oriente
della collegiata; per comprendere questa nuova collocazione, bisogna
ricordare che nel tratto occidentale della stessa strada si
affacciava anche, da oltre un secolo, la chiesa della Madonna degli
Angeli, dove aveva sede un altro grande sodalizio di laici: quello
dedicato al Santissimo Nome di Ges�..
SANTUARIO MADONNA
DI LORETO (SEDE DEI FRATI CAPPUCCINI)
I
Frati Minori Cappuccini sono stati, nei secoli scorsi, l�unico
ordine operoso nel territorio di Chivasso che non ha mai ceduto alla
comodit� di insediarsi entro le mura cittadine: questi eredi di san
Francesco, fedeli al loro rigorismo ascetico, hanno invece preferito
il verde della campagna, intesa come ideale �deserto� dello
spirito. Sono stati molti, tuttavia, i pellegrini che - fin dal
Seicento - si sono recati in questa zona �fuori porta� per venerare
un simulacro della Madonna custodito dai religiosi. Come riporta lo
storico Giuseppe Borla (1773) in una zona del territorio chivassese
detta �delle Fontane� esisteva un pilone con un�immagine dipinta
della Vergine di Loreto, oggetto di vivo culto. Per volont�
popolare, nel 1562, le autorit� civiche disposero la costruzione di
una chiesa - portata a termine nell�agosto 1566 - nella quale venne
inclusa la venerata effigie. Nel frattempo, essendo deperita
l�antica pittura, il �dottore in ambe le leggi� Bra - poi prevosto
della collegiata - fece scolpire una statua lignea, con le stesse
fattezze della figura dipinta. Dall�anno 1573 la chiesa venne
custodita da un eremita, cui subentr� nel 1614 il nobile Matteo
Bosio, il quale poi vest� l�abito cappuccino assumendo il nome di
fra� Arcangelo
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Comune di CHIVASSO P.za C.A. Dalla Chiesa, 5 - CHIVASSO
(TO) - Centralino (+39)011 - 91151 Fax (+39)011-
9112989 - URP (+39)011 - 9115219 - Polizia Municipale
(+39)011 - 9101620 -
www.comune.chivasso.to.it-
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NUMERI DI EMERGENZA
Carabinieri:
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Guardia di Finanza:
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Corpo
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Croce Rossa: 011/9116402
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Polizia municipale:
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AMIONE DOTT.GIANFRANCO:
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CHIMICA FASSOLA:
Via Torino 36 - Tel.011/910.15.24
CROCE:
Via Torino
50 - Tel.011/910.13.42
MODERNA DR.BOZZOLA:
Via Torino 15 - Tel.011/910.13.50
SAN FRANCESCO (Castelrosso):
Via Casale 11 - Tel.011/910.23.58
SEMERIA DR.EUGENIO:
Via Favorita 34 - Tel.011/911.4542
BIBLIOTECA JACOBINO SUIGO:
Piazza Carlo Alberto dalla Chiesa
(Municipio) - Tel.011/9115460
I CIRCOLO DIDATTICO:
- Scuola Elementare
Marconi, sede Direzione Didattica, via Marconi 2 - Tel.
011/9101210 - 011/9112309.
[email protected]
II CIRCOLO DIDATTICO
https://www.chivasso2.com/[email protected]
- Scuola Materna
Aimone Marsan, Borgo Posta, via IV Novembre - Tel. 011/9101422
- Scuola Materna
�Sandro Dasso�, via Blatta 23 - Tel. 011/9116996
- Scuola Materna
�Peter Pan�, via Paleologi 18 - Tel. 011/9109726
- Scuola Elementare
�Sandro Dasso�, sede Direzione Didattica, via Blatta 26/B - Tel.
011/9111101-011/9102857.
III CIRCOLO DIDATTICO-
Scuola Materna ed Elementare Villa Mazzucchelli, sede Direzione
Didattica, via Cappuccini - Tel. 011/9106448 - 011/9109705
- Scuola Materna �Bambi�,
v.le Cavour 9 - Tel. 011/9102202
- Scuola Materna ed
Elementare fraz. Boschetto, via S. Francesco 9
- Tel. 011/9195500
- 011/9195740
- Scuola Materna fraz.
Betlemme, via 3 Marzo 1966-Tel. 011/9195807
- Scuola Elementare
fraz. Calsterosso - Tel. 011/9113491.
SCUOLE MEDIE INFERIORI
[email protected]
Scuola Media Demetrio
Cosola, via Blatta 26 � Tel. 011/9101205 - 011/9171145
- Sede staccata,
via Marconi 9 �
Tel. 011/9101229 -
Castelrosso
(succursale Demetrio Cosola), via S.Antonio 31-
Tel.
011/9102606.
SCUOLE MEDIE SUPERIORI
Istituto Istruzione
Superiore Europa Unita
via Marconi 6 -
Tel.011/9112246 -
011/9106223 -
https://www.istitutoeuropaunita.it/
Sede staccata via
Paleologi, 22 -
Tel. 011-9112236
Liceo Scientifico e
Classico �Isaac Newton�,
via Paleologi 22/A -
Tel.011/9109663 -
011/9172600 -
www.liceonewton.it
Istituto Alberghiero
�Carlo Umbertini�,sezione
staccata Istituto Ubertini Caluso, via Ajma
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Tel. 011/9175712
Istituto Musicale
"Leone Sinigallia": Direzione Artistica e Segreteria
Amministrativa Prof. Ariagnio Riccardo - Via Mazze' 41/A -
011- 9172719 Istituto
Sinigaglia - 011- 9115456 Ufficio Cultura
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