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RISTORANTE OSTERIA
LA MADERNASSA
www.osterialamadernassa.it Email:[email protected]
Localit�
Lora - Castelrotto Guarene (Cn) Per Informazioni : 0173/611716 |
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AZIENDA
AGRICOLA
"MUNT DUR"
Via Plana 8 12050
Guarene (Cn) Tel.335/635.6337
[email protected]
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RISTORANTE IL VELIERO
di Rinaldi Gabriele
Strada Isola 1 Guarene (CN) Frazione Vaccheria
TEL 0173212600 CELL.3338048358
[email protected] |
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Il nome di Guarene ha origine dal centro
abitato di �Gorena�. Cos� era definito nell�XI secolo dopo Cristo
l�agglomerato plebeo costruito dagli abitanti di San Giovanni de Villa per
sfuggire alle sempre pi� pericolose incursioni saracene. Situato sulla rocca
antistante la riva sinistra del Tanaro, alle porte di Alba Pompeia, era da
considerarsi l�ultimo baluardo della diocesi di Asti. Verso la met� del
1300, divennero signori della zona i Rotari o Roero, una facoltosa famiglia
di banchieri astensi, che imposero tasse e balzelli che mal erano sopportati
dalla popolazione guarenese.
Questo malcontento port� nei primi anni del
1500 ad una rivolta che ebbe il suo epilogo nella giornata della candelora
del 1564 quando la popolazione tent� di uccidere il conte Teodoro II che
solo per puro caso riusc� a scampare la brutta sorte, rifugiandosi nella
Chiesa di Santa Maria (l�attuale Annunziata) presso la porta di Villa. Fin
dal 1200 dominava Guarene un maniero. Quando nel 1631 Guarene fu annessa al
ducato di Savoia, questa ormai vetusta costruzione fu sostituita da una
sontuosa dimora patrizia progettata dal conte Carlo Giacinto Roero e
edificata a partire dal 1726. Dopo la morte dell�ultimo discendente della
Dinastia dei Roero, il conte Alessandro, il castello venne ereditato dalla
famiglia Provana di Collegno, attuale proprietaria. Per la bellezza del suo
paesaggio, Guarene � stata paragonata a Nervi, famosa cittadina ligure.
In
effetti, percorrendo a piedi la suggestiva passeggiata denominata
�Paramuro�, edificata su parte dei baluardi che anticamente circondavano il
borgo, � possibile soffermarsi ad ammirare lo splendido scenario che spazia
sulle rocche di Barbaresco e Neive, le cento torri di Alba. Il serpeggiare
del fiume Tanaro, le colline della Langa e le Alpi Marittime. Mentre del
versante nord- ovest della collina di Guarene si domina tutto il Reoro con
il castello di Santa Vittoria, il complesso della Madonna dei boschi a Vezza
d�Alba, Mont� e sullo sfondo la catena delle Alpi dal Monviso fino al
Cervino passando dal Monte Bianco e dal Monte Rosa. Le pendici della collina
esposta a sud sono caratterizzate da vigneti e frutteti intercalati da
piccoli boschi di robinia, pioppi e querce, quelle esposte a nord sono
ricoperte di boschi e frutteti. Nel fondovalle, in particolare nella pianura
di Vaccheria, il terreno fertile favorisce la coltivazione intensiva di
frutta e verdura.
Barbera, Roero, Nebbiolo, Favorita e Arneis sono sicuramente
i prodotti pi� noti e universalmente conosciuti, ma ultimamente un vecchio e
fino ad ora poco utilizzato frutto, sta allietando le tavole di privati e
ristoratori locali. E� la �pera madernassa� caratterizzata da una notevole
rusticit� e da una buona fertilit�. Il suo frutto � particolarmente adatto
ad essere cotto per il suo caratteristico sapore e per la elevata ricchezza
zuccherina. La forma del frutto � piriforme, di media grandezza, lievemente
appiattita all�estremit�. Il colore della buccia � verdastro con sfumature a
volte rossastre a volte grigio marrone.
Quattro passi
IL CASTELLO:
L�attuale castello, costruito nel 1726, � una delle pi� notevoli dimore
signorili del Settecento Piemontese. Voluto e progettato dal conte Carlo
Giacinto Roero, quale sontuosa dimora della propria famiglia patrizia, dopo
la morte dell�ultimo discendente della Dinastia dei Roero il castello venne
ereditato dalla famiglia Provana di Collegno, attuale proprietaria. A pianta rettangolare con due
avancorpi sporgenti, l�edificio si sviluppa su tre piani, conclusi da un
cornicione a spigoli arrotondati sormontato, verso nord, da un attico
centinato a finte finestre che conferiscono a tutto l�insieme un effetto di
slancio barocco.Esempi di notevole valenza artistica sono rappresentate
dalle camere cinesi e dalla camera del Vescovo, mentre in tutte le stanze
spicca la compostezza e il rispetto dell�architettura delle forme. Il
giardino all�italiana, sul lato sud dell�edificio, � caratterizzato dalla
disposizione scenografica delle spalliere di carpini e dei cipressi, che
sapientemente moltiplicano il piccolo spazio a disposizione. Vicino al
giardino stesso troviamo la piccola cappella padronale intitolata a Santa
Teresa. Quello che impropriamente � definito "Il Castello di Guarene" � una
fra le pi� notevoli dimore signorili del settecento piemontese. Fu infatti concepito in un'
epoca in cui non aveva pi� ragione d'essere un'opera di difesa, per cui il
Conte Carlo Giacinto Roero decise di sostituire l'obsoleto maniero
medioevale con una residenza figlia del suo tempo, opera di chi aveva
assaporato le delizie della corte sabauda di Torino e si compiaceva del
ritorno in campagna durante il periodo estivo. Fu il Conte stesso a
redigerne il progetto, ispirato dall'opera dell'architetto messinese Filippo
Juvarra, al servizio dei Savoia (ricordiamo tra le sue opere la facciata di
Palazzo Madama a Torino), al quale per parecchio tempo l'opinione pubblica
attribu� anche il nuovo palazzo di Guarene. Il vecchio castello medioevale,
che si estendeva sul retro dell'attuale, circa nei pressi della cappella
privata intitolata a S. Teresa, fu abbattuto tra il 1725 ed il 1726, anno di
inizio della nuova costruzione. I lavori si protrassero fino al 1780, ben
oltre la morte del suo ideatore e costruttore, avvenuta nel 1749, di cui
per� vennero scrupolosamente eseguiti i disegni di progetto, ad opera del
figlio Conte Traiano Giuseppe Roero. Il complesso costituito dal Castello e
dai giardini impressiona per l'elevato talento artistico di chi lo ha
progettato, ma anche per l'attuale stato di conservazione e di sostanziale
integrit� in cui si trova. A pianta rettangolare con due avancorpi
sporgenti, l�edificio si sviluppa su tre piani, conclusi da un cornicione a
spigoli arrotondati sormontato, verso nord, da un attico centinato a finte
finestre che conferiscono a tutto l�insieme un effetto di slancio barocco.
L'interno, perfettamente conservato, stupisce per la ricchezza degli arredi
e degli affreschi, particolarmente curati nella "Stanza del Vescovo" ,
interamente arredata con tela "bandera".
Altri esempi di notevole
valenza artistica sono rappresentati dalle due camere cinesi, mentre in
tutte le stanze spicca la compostezza e il rispetto dell�architettura delle
forme. Il giardino all'italiana, sul lato Sud dell�edificio, conserva
intatto lo stile dell'epoca, colpendo per la disposizione scenografica delle
spalliere di carpino che lo circondano e per la sapiente commistione di
siepi ornamentali ed alberi di rose. Vicino al giardino stesso troviamo la
piccola cappella padronale intitolata a Santa Teresa. L'attuale
proprietaria � la Contessa Anna Provana di Collegno: la sua famiglia lo ebbe
in eredit� dal cugino Alessandro Roero che, deceduto celibe nel 1898, chiuse
la discendenza di questo ramo dei Roero di Guarene, di Vezza e di Piobesi.
PALAZZO RE REBAUDENGO:Il
Palazzo Re Rebaudengo, sito nella piazza principale di Guarene, � un antico
edificio settecentesco che conserva al suo interno camere con volte
finemente decorate. Il cortile interno e la terrazza si aprono alla
visuale della vallata del Tanaro e delle colline delle Langhe, mentre le
numerose stanze interne, alcune delle quali conservano ancora volte
finemente decorate, sono caratterizzate da un alternarsi continuo di
livelli. Dopo un profondo restauro il Palazzo dal 1997 � sede di un
Museo di Arte Contemporanea della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per
l'Arte, offrendo al visitatore un particolare contrasto tra l'arte classica
settecentesca e le nuove tendenze artistiche moderne.
LA CONFRATERNITA DI S.
MICHELE:
La data precisa di fondazione
della Confraternita non � nota, ma di sicuro era gi� esistente nel lontano
1379, anno in cui in essa si radunarono i capifamiglia per discutere e
stabilire i rapporti col nuovo feudatario Roero, come testimonia il
documento conservato nell'archivio del Castello. Questa primitiva cappella
sorgeva pressoch� sul sito di quella attuale, ma ad un livello inferiore,
con la facciata rivolta verso l'attual�e Via Sismonda. Quella che ci appare
oggi � il frutto di successive modifiche ed aggiunte che hanno via via
portato la Confraternita all'�aspetto attuale. Il corpo centrale si pu� far
risalire al 1742, cui vennero aggiunte qualche anno dopo le due cappelle
laterali dedicate una, quella di destra, all'Arcangelo Michele, l'altra,
quella di sinistra, a S. Antonio. La sopraelevazione su Via Sismonda, che
caratterizza non solo la chiesa ma anche l'accesso alla piazza, �
collocabile tra la fine del settecento ed i primi anni dell'Ottocento. La
facciata su Via Paoletti � stata rifatta nel 1868, mentre il campanile �
frutto di due interventi succedutisi a distanza di cento anni a cavallo del
XIV Secolo.
CAPPELLA DI S.ROCCO: L'attuale chiesetta � una
ricostruzione del 1840 dell'antica cappella eretta fuori le mura come segno
di ringraziamento per la cessata pestilenza che nel 1631 falcidi� circa la
met� della popolazione guarenese. Fu detta "San Rocho alla Calcinera"
perch� nelle vicinanze sorgeva una ccava di calce, e per diverso tempo fu
inagibile perch� utilizzata prima per deposito militare e poi come deposito
di legname. Il 16 Agosto, alla solennit� di San Rocco, sono legate in paese
antiche usanze quali la processione e benedizione degli animali ( ora spesso
sostituiti da macchine e trattori, con relativi conducenti) accompagnate
dalla distribuzione del "Carit�n", l'antico pane della carit�.
LA PINACOTECA
CIVICA
DEL ROERO:
Dal 1988, presso i locali della Biblioteca comunale, si trova la
Pinacoteca Civica, unica tra i comuni del Roero, tra le cui opere spiccano
nomi di artisti come Sandro Cherchi, Francesco Tabusso, Ettore Fico ,
Francesco Casorati, Luigi Delleani, Dino Pasquero e Carlo Giuliano, attuale
direttore dell�Accademia delle Belle Arti di Torino. E� disponibile anche un
catalogo , curato dal Prof. Giorgio Auneddu con schede biografiche e
critiche delle opere presenti, donate dagli artisti che hanno conseguito il
Premio di Pittura Comune di Guarene.
LA CHIESA DELLA MADONNA
DELLE GRAZIE: E' stata costruita nel 1711,
all'ingresso meridionale del paese, dedicandola alla Madonna di Moretta
(CN), il cui culto a quel tempo si era diffuso nelle campagne per le
molteplici grazie elargite nella guarigione degli uomini e dai bovini dalle
epidemie. Successivamente la devozione si
trasform� in quella alla Madonna delle Grazie, titolo che la cappella
conserva tuttora ed i cui festeggiamenti vengono svolti all'inizio di
Settembre nel giorno in cui si ricorda la nativit� della Vergine. Nella
Cappella sono conservati numerosi "ex-voto", dipinti di ringraziamento per
le grazie ricevute che raffigurano miracolose guarigioni da malattie, gravi
incidenti agricoli e, pi� recentemente, eventi bellici del fronte russo.
LA
CONFRATERNITA DELLA SS.ANNUNZIATA:
Dopo
il Castello, � il monumento che pi� spicca sulla collina guarenese,
soprattutto per la sua mole imponente e per la struttura del campanile,
inclinato di 45� rispetto alla facciata dell'edificio. Costruita fuori delle
antiche mura, fu eret ta sull'area di una pi� antica chiesa tra gli anni 1699
e 1738, su progetto dell'architetto Conte Francesco Rachis di Carpeneto, ed
alle sue ricche decorazioni contribuirono numerosi artisti la cui opera si
pu� ammirare nelle stanze del Castello, la cui costruzione risale pressoch�
alla stessa epoca. Per diverso tempo fu sede di due compagnie religiose, una
maschile che vestiva un sacco turchino ed una femminile, le "Umiliate", con
abito monacale di colore giallo.
Il monumento,
insigne esempio di architettura sacra del Settecento piemontese, � in stile
barocco, caratterizzato dalla planimetria a croce greca (a quattro braccia
di uguali dimensioni) e da due altari laterali, oltre al maggiore, dedicati
uno a Santa Elisabetta (eretto nel 1748) e l'altro al Crocifisso (risalente
al 1738). Le opere di pittura decorativa sono per la maggiorparte dei
pittori guarenesi Matteo e Francesco Casoli, mentre quelle figurative sono
del pittore torinese Michele Antonio Millocco. Appartiene a questa
confraternita anche la tela raffigurante l'Annunciazione, opera giovanile di
Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo.
Oggi la chiesa �
oggetto di un accurato restauro, volto a consolidarne la struttura e
rinnovare le opere pittoriche dell'interno, tra le quali spicca il disegno
della finta cupola centrale.
LA CHIESA DELLA MADONNA
DELLE GRAZIE:
E' stata costruita nel 1711,
all'ingresso meridionale del paese, dedicandola alla Madonna di Moretta
(CN), il cui culto a quel tempo si era diffuso nelle campagne per le
molteplici grazie elargite nella guarigione degli uomini e dai bovini dalle
epidemie. Successivamente la devozione si trasform� in quella alla
Madonna delle Grazie, titolo che la cappella conserva tuttora ed i cui
festeggiamenti vengono svolti all'inizio di Settembre nel giorno in cui si
ricorda la nativit� della Vergine. Nella Cappella sono conservati
numerosi "ex-voto", dipinti di ringraziamento per le grazie ricevute che
raffigurano miracolose guarigioni da malattie, gravi incidenti agricoli e,
pi� recentemente, eventi bellici del fronte russo.
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GASTRONOMIA
I
Prodotti tipici dell'agricoltura guarenese

Sulle pendici della collina guarenese le coltivazioni principali
riguardano le viti e le piante da frutta, senza dimenticare i numerosi noccioleti presenti su tutto il territorio che alimentano una buona
produzione di nocciole per l'industria alimentare.
Dalle soleggiate vigne si ottengono pregiati vini quali il raffinato e
profumato Roero Arneis, il nobile Nebbiolo, il Dolcetto e la robusta
Barbera, mentre numerose sono le variet� di frutta prodotte, tra cui
spicca la
Pera Madernassa.
Nella pianura della Frazione Vaccheria predomina invece l'orticoltura,
famosa in particolare per i pomodori, i peperoni, l'aglio ed i
prelibati cardi, ingredienti fondamentali della tradizionale "Bagna
Caoda".
I Dolci
Oltre alla tradizionale Torta di Nocciole, da gustare accompagnata da
crema di zabajone al moscato, ed ai vari dolci legati alla nocciola,
vanno ricordate le specialit� che vedono la frutta come protagonista.
Dalle pesche innnaffiate di Arne�s oppure di frizzante Birb�t, alle
crostate di frutta e le prelibate torte di pera Madernassa, frutto
che, cotto nel vino e servito freddo, costituisce da solo un ottimo
dessert.
Eventi e
manifestazioni
MAGGIO:
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�Guarene Citt� Aperta�: il Castello e i monumenti del centro storico del
capoluogo aprono le porte ai visitatori, invitati anche a degustare vini e
prodotti tipici del territorio. Visite guidate al Castello (Capoluogo) |
GIUGNO:
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Sagra di inizio
estate (fraz. Castelrotto): si inaugura la stagione dei festeggiamenti con
l�appuntamento del solstizio d�estate, durante il quale l�attiva borgata
guarenese si ritrova per serate in allegria caratterizzate da giuochi e
spettacoli teatrali, che si concludono con la tradizionale �Cena sotto il
campanile� |
LUGLIO : |
Festa Patronale di San
Giacomo (Capoluogo): serate in festa con teatro, cabaret, e tanta musica.
La domenica la festa si conclude con la tradizionale Vij�, passeggiata
enogastronomica per le vie del paese con la partecipazione di musici,
artisti di strada e giocolieri. |
AGOSTO : |
Fiera di Vaccheria (fr. Vaccheria): una delle pi� antiche fiere del
Piemonte, oggi rivive con nuove proposte che fanno da contraltare alla
classica �bagna cauda� in compagnia, per degustare i miglior ortaggi
coltivati sui feritili terreni della vallata |
SETTEMBRE |
:Sagra vendemmiale (Capoluogo): oramai alla 24� edizione, conclude la
stagione dei festeggiamenti e coincide con la fine delle fatiche
campagnole, con la raccolta di nocciole e uva. Serate danzanti, festa
della leva, e grande mostra mercato dei migliori prodotti della campagna
guarenese, alla riscoperta di antichi sapori. Visite guidate al Castello
(Capoluogo): si svolgeranno le ultime due domeniche
del mese |
OTTOBRE:
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Visite guidate al Castello
(Capoluogo) |
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